scritto da LucaCiglione
Wonder Book è l’attesissimo gioco di
Martino Chiacchiera e Michele Piccolini, che sta facendo parlare di sé
grazie a un artwork davvero intrigante e, soprattutto, grazie al tabellone dal
quale esce un grande albero popup assolutamente spettacolare.
Il gioco è un cooperativo per 1-4 giocatori a partire
dai 10 anni e ogni sessione dura tra i 60 e i 90 minuti.
Abbiamo avuto la fortuna di essere invitati all’evento organizzato da
dV Giochi a Milano per la presentazione italiana in anteprima:
cercheremo di darvi il maggior numero di informazioni, ma, soprattutto, di capire se il gioco oltre che stupendo da vedere sia anche bello
da giocare.
Prima di cominciare condividiamo alcune informazioni che Barbara Rol,
Marketig e Communication manager di dV Giochi, ci ha comunicato:
Wonder Book è un progetto sulla quale dV Giochi ha investito molto e, per
portarlo sul mercato, sono stati necessari più di sei anni di design e
sviluppo. Il gioco sarà pubblicato oltre che in Italia in altri 13 paesi
grazie a sette partner commerciali selezionati. Tutti conoscono i problemi
di logistica per l’arrivo del materiale dalla Cina e per questo è difficile
dare una data di uscita con precisione, ma, con un po’ di fortuna, dovremo
trovare Wonder Book nei negozi a partire dalla fine di novembre; inoltre,
qualora non riusciate a trovarlo in questa sua prima edizione, state
tranquilli perché una seconda tiratura è già in stampa.
Il gioco sarà disponibile in anteprima sia a Essen, sia a Lucca, dove ci
sarà anche una quantità, seppur limitata, di copie in vendita in anteprima.
Immergiamoci ora nel mondo di Oniria grazie al trailer ufficiale e poi
passiamo alle mie considerazioni…
COME SI PRESENTA
Già dopo aver visto le prime immagini che erano state pubblicate sul web era
chiaro che si ci trovasse davanti a una produzione di assoluta qualità.
Posso assicurare che, dal vivo, l’impressione viene confermata e anzi
esaltata. Wonder Book è un gioco pensato e realizzato nei minimi dettagli, a
partire dalla scatola, dove troviamo un organizer per tenere tutto in ordine
e addirittura troviamo già tutte le geekbox necessarie per usare con
precisione tutti i segnalini.
Le miniature sono 12 e hanno un buon livello di dettaglio; i mostri,
addirittura, sono già così belli che mi chiedo se valga la pena dipingerli.
L’effetto wow più grande è sicuramente dato dal tabellone che esce come
popup dal libro. Non abbiamo potuto svelarlo completamente, ma, oltre
all’albero, si intravedono un sacco di linguette che, certamente,
riserveranno altre sorprese.
Qui un video di unboxing molto grezzo realizzato durante l’anteprima (scusate il rumore di sottofondo).
COME SI GIOCA
Wonder Book è un gioco cooperativo nel quale verremo guidati in ogni
missione da un mazzo di carte. La cosa assolutamente fantastica è che
sostanzialmente il regolamento è davvero ridotto all’osso e la vera
spiegazione, su cosa si dovrà fare nel gioco, verrà fatta direttamente
leggendo il mazzo del primo capitolo.
Senza fare troppi spoiler vado a descrivervi a grandi linee il flusso del
gioco.
Dopo aver composto il nostro party – ogni giocatore sceglie un personaggio
che ha come caratteristiche un certo numero di punti vita, un attacco
peculiare e un’abilità unica – dovremo interagire con lo scenario.
Ogni scenario, sostanzialmente è composto da diversi obiettivi da
realizzare. Per svolgerli dovremo muoverci nelle caselle del libro,
combattere i nemici ed esplorare l’ambiente mediante l’utilizzo di carte.
Ogni turno consta di due momenti: la fase dei giocatori e la fase dei
nemici. Nella fase giocatori ognuno avrà a disposizione tre azioni e potrà
scegliere liberamente (eseguendo se vuole più volte la stessa) tra:
- muoversi di una casella;
- effettuare un attacco;
- effettuare un’azione speciale;
- scambiare Oggetti con gli altri giocatori presenti nelle stesse caselle;
- interagire con l’ambiente.
In caso si decida di attaccare i mostri, ogni eroe ha un attacco diverso,
ma, semplificando, si lancia un numero variabile di dadi che possono avere
come risultato successo o fallimento. Il numero dei successi è il numero
dei danni inflitti ai mostri. Ogni Wyrm (questo il nome dei nemici) ha due
punti vita; perso il primo diventa confuso (gli si mette in testa un
adorabile dischetto con le stelline), perso il secondo viene rimosso dal
gioco.
Quando tutti i giocatori hanno terminato si passa alla fase dei mostri. Si
prende dal mazzo dedicato una carta nella quale vi sarà rappresentato
solitamente quante azioni farà ogni singolo mostro e quanti nuovi mostri
verranno aggiunti al gioco. I mostri sono semplici da utilizzare e, come
in molti altri giochi nei quali ci sono battaglie, sostanzialmente se sono
confusi si riprendono, poi si muovono verso di noi e, se ci raggiungono,
ci infliggono un danno.
A inizio partita avremo posto delle clessidre accanto al tabellone. Queste
clessidre sono in parte girate dal lato colorato, in parte girate dal lato
grigio. Esse sono molto importanti, perché averne molte ci farà fare un
miglior punteggio finale; ogni clessidra potrà essere, inoltre, spesa per
far tornare in salute un personaggio arrivato a zero punti vita.
Oltre a queste fasi esiste anche una peculiarità del gioco, che fa davvero la
differenza rispetto a titoli simili: durante la lettura delle carte ci sarà
chiesto di prendere alcune decisioni, queste verranno annotate nel libro
della storia e influenzeranno tutto il nostro cammino futuro, fino a
determinare uno dei sette finali disponibili al termine della campagna.
IMPRESSIONI
Iniziare a giocare a Wonder Book è semplice e naturale, grazie al fatto che,
sostanzialmente, la spiegazione ci viene data giocando. Nonostante le azioni
da fare siano tutto sommato poche, questa apparente semplicità è bilanciata
da una narrazione profonda, appassionante e coinvolgente.
I turni sono estremamente tesi e si è costantemente in dubbio se procedere per la realizzazione dell’obiettivo corrente o se battagliare
con i Wyrm, per evitare che prolifichino uccidendoci e facendo perdere
clessidre preziose.
Nelle nostre partite mi sono sentito davvero coinvolto e ci sono stati
momenti in cui è stato necessario sacrificarsi per il bene comune.
Ad esempio, in questa foto, come vedete mi sono immolato in battaglia contro
tutti i nemici presenti nel gioco per dar modo ai miei compagni di
effettuare le azioni necessarie per realizzare l’obiettivo corrente.
Da questo punto di vista il gioco mi è sembrato equilibrato: si può decidere
di morire e consumare una clessidra se conviene nel quadro generale. Di
solito, tuttavia, bisogna davvero cercare di tenere equilibrata la
situazione, perché con troppi mostri in gioco le cose si fanno sempre più
complicate.
In ogni caso, se vi sentite troppo in gamba, potete giocare anche a livello
avanzato con meno clessidre disponibili a inizio partita per una sfida
ancora più tesa e appassionante.
La cosa più bella del gioco è decisamente l’attinenza dello scenario agli
obiettivi e degli obiettivi rispetto alla storia.
Faccio un esempio inventato, per meglio chiarire quanto asserisco sopra: se
l’obiettivo fosse “far crescere una pianta di fagioli magici per salire
nelle nuvole” questo obiettivo sarebbe per prima cosa ben introdotto dalle
carte storia precedenti e, soprattutto, avrebbe una trasposizione realistica
sul tabellone: vedremmo cioè delle nuvole da qualche parte e una volta
realizzato l’obiettivo ci sarà davvero una pianta di fagioli che tirando la
linguetta giusta farà muovere il nostro eroe sulle nuvole.
Questo – lasciatemi dire – è la vera figata del gioco e soprattutto fuga uno
dei dubbi che si sarebbero potuti avere: “Bello il popup, ma poi serve?” La
risposta è “sì, serve”: ogni elemento non è lì per caso o solo per bellezza. Dopo averlo scoperto ed esclamato “Wow”, scopriremo che sarà anche funzionale
al gioco e modificherà il tabellone in maniera opportuna e utile.
CONCLUSIONI
Wonder Book ha superato le mie aspettative. Le sessioni di gioco, due da
circa un’ora e mezza, sono letteralmente volate. Il gioco è serrato, con
turni veloci, grazie al numero limitato di azioni possibili, ma in ogni
caso profondi, perché decidere insieme come usare quelle poche azioni è
fondamentale.
I mostri sono solitamente nel numero giusto e rendono i turni tesi e appassionanti.
Ci sono un sacco di effetti sorpresa, di scelte da compiere e c’è la
sensazione che andando avanti il gioco si evolva, grazie a nuove regole
introdotte di volta in volta e a nuove abilità, sia dei personaggi che dei
mostri.
Il target di riferimento è ampio, penso possa piacere ai gamer più esigenti
e allo stesso tempo può coinvolgere anche giocatori alle prime armi e
soprattutto le famiglie, grazie a un regolamento snellissimo e assimilabile
semplicemente cominciando a giocare.
Devo dire la verità: sarei andato avanti ancora ore per scoprire cosa si
nascondeva in quei misteriosi popup e per essere ancora e ancora stupito,
come un bambino, dalle continue trovate e sorprese riservate dal gioco.
Wonder Book uscirà in retail al prezzo di 69,90 € e contiene sei scenari da
un’ora e mezza ciascuno. Dal punto di vista della rigiocabilità, essendoci
sette finali, dipendenti dalle scelte che faremo e anche la possibilità di
aumentare la difficoltà, direi che ne abbiamo parecchia. Tuttavia non posso
nascondere che tanto del godimento che il gioco ci regala sia dato
dall’effetto sorpresa e dallo stupore che avremo di volta in volta. Quindi
la prima run sarà sicuramente diversa e decisamente magica rispetto a quelle
successive.
In ogni caso per me è un gioco MUST HAVE e non mi vergogno di espormi in
questo senso: mi ha davvero conquistato.
Vi lascio con alcune foto e ringrazio anche gli amici di Just Nerd per la
bella partita fatta insieme.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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| Con gli amici di Just Nerd con i quali ho fatto la mia partita |
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