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| I titoli più popolari dello Spiel Digital |
scritto da Fabio (Pinco11)
DI CHE SI PARLA
Come da tradizione, il periodo tra la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo è l’ideale per sedersi un attimo di fronte all’ideale caminetto e svolgere qualche riflessione a bocce ferme sull’annata ludica appena conclusa, cercando di identificare i migliori titoli usciti, i trend ai quali stiamo assistendo e di capire se si sia trattato, nel complesso di una buona vendemmia o meno.
Brucio qui le tappe, visto che siamo in sede di intro e sintesi, dicendo che il 2020, complice ovviamente l’emergenza sanitaria, si è rivelato un annus horribilis , con una contrazione estrema nelle novità editoriali e con un numero di titoli emersi davvero, davvero ridottissimo.
Cercherò comunque di identificare il meglio di ciò che è uscito, giusto per indirizzare le vostre ricerche 😉
Parto da BGG, utilissimo come database, e scopro che al momento nella TOP 1000 (avete letto bene, TOP MILLE, quindi di roba davvero imperdibile, stando ai numeri, non ne abbiamo) di sempre compaiono solo 11 giochi editi nel 2020, con solo 3 di essi nella TOP 500.
Abbiamo infatti
Gloomhaven : Jaws of the Lion (14),
On Mars (73),
Eclipse Second Dawn (381),
Visconti del Regno Occidentale (557),
Tekhenu (574),
Calico (576),
Oceans (628),
Forgotten Waters (684),
King of Tokyo Dark Edition (684),
Tang Garden (812) e
Fort (924),
Abbiamo quindi solo 8 effettive novità , visto che 3 sono semplici riedizioni.
Se ci fermiamo qui, quindi, potremmo chiudere rapidamente il post suggerendo “di far finta che il 2020 non sia esistito” e di passare rapidamente al 2021.
In vetta c’è infatti la riedizione semplificata con mappe contenute semplicemente in un libro da aprire, di Gloomhaven, che sa spopolando negli States, mentre a seguire c’è l’ennesimo Lacerda, primo titolo che apre la ristretta riserva di caccia per gli amanti del cinghiale, che vedono i loro orizzonti esauriti (al netto della nuova edizione di Eclipse), aggiungendo al lotto solo Visconti e Tekhenu.
Personalmente, ho provato giusto gli ultimi due, trovandoli entrambi interessanti, ma con Visconti (qui ne trovate la recensione) che ho ripetuto qualche volta e gradito un attimo di più, mentre Tekhenu, onestamente, mi ha lasciato un filo più tiepido, tanto che non compare nella mia collezione.
Nel mio personalissimo cartellino, comunque, il top dell’anno è al momento, a mani basse, Calico, un puzzle game molto curato e ben realizzato (qui la review), al quale ho giocato già una ventina di partite e che è risultato adattissimo nella versione a due, che è quella che di questi tempi riesco a giocare con un minimo di frequenza in più. Lo reputo un titolo da top 100, senza se e senza ma e mi fermo qui in onore della sinteticità alla quale mi sono ripromesso di ispirarmi.
Per altro a breve (nei prossimi giorni) dovrebbe uscire sul blog anche una vera e propria TOP 2020, curata dal nostro White Winston, alla quale rinvio chi voglia avere una vera e propria classifica stilata dai nostri redattori.
Andando, comunque, un poco oltre, qualche altro raggio di luce lo troviamo lo stesso, perchè alcuni titoli di un certo rilievo, almeno per i gamers più appassionati, molti dei quali rientrano, credo, tra i miei lettori, usciti intorno ad ottobre ci sono. Il fatto è che l’assenza della fiera di Essen, che di solito funge da cassa di risonanza, si è fatta sentire eccome, per cui ancora in giro per internet si fatica a parlare dei titoli usciti in autunno.
Tra di essi stanno, mooolto lentamente, emergendo:
Lost Ruins of Arnak
Bonfire
Praga Caput Regni
Hallertau
Red Cathedral
Faiyum
Alma Mater.
Il primo gode di un bel 8.2 di voto medio su BGG e si propone come titolo di esplorazione, costruzione mazzo e via dicendo, mentre il secondo è un Feld classicheggiante, il terzo un solido cinghialozzo made by Suchy con diversificate fonti di punteggio, il quarto un nuovo Rosenberg di peso, il quinto sta emergendo nel buzz, anche grazie al prezzo contenuto ed il quinto, ad onta di una grafica che ai primi anni ‘2000 già sarebbe sembrata datata, sembra essere un Friese finalmente solido, come ai vecchi tempi (quelli di Alta Tensione), mentre l’ultimo è un interessante Acchittocca che ricorda, visivamente, Coimbra.
Ancora poco?
Si
Li ho provati tutti?
No, perchè l’emergenza impedisce di vederci con regolarità ed al momento almeno 3 dei titoli di cui sopra sono nelle mani di amici con i quali li proverò appena possibile …
COSA E’ MANCATO?
Beh, è ovvio, visto che parliamo di giochi da tavolo, che una volta erano noti anche come giochi di società. Quello che è mancato è, prima di tutto, la socialità che favorisce l’uso dei nostri amati boardgames, limitata dall’emergenza sanitaria.
A seguire sono mancate le fiere fisiche, delle quali è confermato in questo modo, indirettamente, il ruolo ancora centrale, pur in un mondo informatizzato come è quello di oggi, nel quale le versioni online degli eventi hanno rappresentato nulla di più di un succidaneo ben lontano dal gusto e dal peso specifico dell’originale. Direi, con un paragone alimentare, che hanno avuto il gusto di un caffè di cicoria contrapposto al classico espresso.
Gli editori, tastata la situazione, hanno ben pensato, in larga parte, di rinviare di un anno secco la maggior parte delle uscite, per cui il mercato è rimasto quasi fermo e le localizzazioni hanno visto l’uscita soprattutto di titoli del 2019, con limitate eccezioni.
QUINDI?
Quindi ciao ciao 2020, anno del quale potrebbe rimanere, nella mia raccolta, giusto un drappello di 3-4 titoli (che possono scendere ad 1-2 se qualcosa la lascio in casa di altri).
Per ora, per altro, non abbiamo neppure grossi titoli in arrivo per il 2021, ma la strada per Essen 2021 è ancora lunga e noi, da ottimistoni, un paio di appartamenti per una maxitrasferta di redazione li abbiamo prenotati, fiduciosi nell’effetto benefico dei vaccini.
FAQ
Ho dimenticato di citare qualcuno che non dovevo dimenticare?
Immagino di si: perchè non me lo ricordate voi nei commenti?
Effetti positivi di questa carestia?
Si. Non mi ricordo di aver rigiocato così tanti classici come quest’anno. Ho riprovato con piacere addirittura Carcassonne e Splendor, ma anche tra i cinghiali abbiamo rispolverato dei mostri sacri. Addirittura ho rispolverato Assalto Imperiale, del quale ho iniziato la campagna con app su tablet di supporto.
Il genere che ho giocato di più?
I roll and write, a mani basse. Nella versione digitale (è l’unico titolo che ho giocato davvero in tale forma, per me poco gradita) Ganz Schon per me dominante, mentre nel cartaceo la palma dei migliori va per me a Cartographers e Trails of Tucana.
Il mio TOP 2020?
Calico. Piaciuto molto, ha sostituito Azul nelle partite in testa a testa con la consorte.
Nei giochi di carte?
The Crew. Ottimo. Anche se qualcuno lo osteggia per la palese somiglianza con tressette e bridge, è stata un’ideone.
Un elenco dei TOP dell’anno dove lo trovo?
Leggici su queste colonne virtuali ed a breve lo potrai leggere 🙂
BUON 2021, boys!!!!!
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