[Solo sul mio tavolo] Tekhenu: Obelisco del Sole

scritto da White Winston (Andrea P.)

Qual è stata la vostra età dell’oro, in senso ludico?
Le scuole elementari sono state per me un momento magico della vita.
Praticamente è lì che è germinata la mia passione per i giochi da tavolo. E
quando passo in rassegna i ricordi legati a quel periodo, mi vengono in
mente pomeriggi interi dedicati al gioco, in tutte le sue fantastiche
declinazioni. Quei 5 anni sono e rimarranno per sempre l’unico momento della
vita dove era possibile giocare in maniera consapevole, per un tempo
potenzialmente illimitato, senza pensieri né preoccupazioni. Avevo un
compagno di classe, tale Enrico, che era figlio di una famiglia benestante
ed era il classico prototipo di bambino viziato. Babbo col Ferrari,
portafoglio a fisarmonica (beato lui!) e lampada di Aladino a portata di
mano, col genio dentro che esaudiva ogni suo desiderio. Soprassedendo
sull’aspetto educativo (su queste pagine non ce ne può fregare di meno!), le
conseguenze di ciò erano che casa sua era un vero e proprio “Paese dei
balocchi”. Aveva sempre l’ultima console uscita sul mercato e se cercavi un
videogioco, uno qualsiasi, lui ce l’aveva. E se non ce l’aveva, spediva sua
mamma a comprarlo. Ricordo che fu il primo a mostrarmi un sistema per Super
Nintendo che era l’antesignano della wii (mi disse “questo è il futuro dei
videogiochi!”… profetico!), nonché il mitico “Super Scope” (il bazooka,
seguito meno riuscito e popolare della celebre “pistola zapper”). Le
collezioni Kinder le completava per primo, comprando decine di ovetti e
buttando la cioccolata dentro ad un’anfora di vetro che esponeva in salotto.
E poi action figures di ogni tipo e genere, quintali di Lego, collane da
edicola (la Storia Ancestrale!) e un armadio zeppo di giochi da tavolo (il
gioco di carte di Mutant Chronicles!). Addirittura c’era una stanza della
sua casa (oltre a camera sua) adibita a “stanza dei giochi”, con tanto di
biliardino professionale, tavolo da ping pong, freccette elettroniche e ben
due flipper da bar. Quando uscivo da scuola con in tasca un invito per
andare a casa sua, sembravo Charlie col biglietto d’oro, pronto per entrare
nel fantastico mondo del mio amico Willy Wonka. Talvolta ho nostalgia di
quei momenti… una fanciullezza priva di pensieri e completamente orientata
al gioco, che mai più tornerà, ma che rimarrà per sempre nei cassetti più
preziosi dei miei ricordi.

TEKHENU: OBELISCO DEL SOLE

È un gioco competitivo di Daniele Tascini (Tzolk’in,
Sulle Tracce di Marco Polo 1
e 2,
Teotihuacan,
Trismegistus), con l’ormai consueta collaborazione di
Dávid Turczi per lo sviluppo del solitario, per 1-4 giocatori,
durata 60-120 minuti, edito nel 2020 da
Board&Dice e localizzato nello stesso anno da Giochix.
L’ennesima fatica di Tascini (che ancora una volta non rinuncia
all’immancabile titolo impronunciabile che comincia per “T”) questa volta ci
porta in Egitto, all’ombra, o al sole, di un monumentale obelisco,
tra costruzioni, dei e una vasta varietà di risorse. Probabilmente, ad oggi,
è il gioco più ambizioso del celebre autore italiano, con un incastro
serrato e complesso tra ambientazione, meccaniche e profondità di gioco.
Qualcuno recentemente lo ha accusato di aver “terminato le idee” (e la
risposta di Tascini, ovviamente, non è tardata ad arrivare, diretta e
sfrontata come al solito)… sarà vero? Oppure, al contrario, è l’ennesima
dimostrazione di abilità e ingegno nel game design?

GRAFICA E MATERIALI

A dispetto dei
colori scelti per i 4 giocatori, che sono a dir poco orribili
(arancio, viola, rosa e turchese) nonché completamente avulsi dal resto
(“quando i Mini Pony incontrano l’Antico Egitto”),
la grafica del tabellone e dei componenti in genere è veramente
stupenda

e il gioco apparecchiato sul tavolo offre una vista davvero pregevole e
molto aderente all’ambientazione. Con un po’ di fantasia, è possibile
immaginare il grande (extralarge) tabellone come spolverato di sabbia e
costellato di edifici qua e là, con
il grande obelisco del sole che troneggia, dettando l’esposizione dei
dadi, cromaticamente perfetti

(al contrario dei colori-giocatore) e il loro utilizzo. Lo stile ricorda
molto quello usato in
Teotihuacan
(ma l’artista non è lo stesso), con una specie di panoramica in miniatura
della città egizia, dalla quale spiccano i vari edifici in vista
prospettica; una tecnica molto interessante per coniugare la totale
leggibilità della plancia con la sua aderenza alla tematica. Sul lato
materiali, legni e cartoni sono di buona fattura e anche
l’obelisco in plastica, seppur puramente decorativo, è veramente
gradevole
, nonostante a volte possa dare un leggero fastidio nella lettura dei dadi
posizionati tutt’intorno. L’unico vero punto negativo sono
le plancette giocatore, che presentano dei pratici recessi per i
cubetti conta risorse, ma che
sarebbero state sicuramente più funzionali a doppio strato (stile
Scythe
o
Barrage) per tenere ordinati e stabili anche i vari edifici in attesa di
costruzione.

REGOLAMENTO

Il regolamento, nonostante sia scritto in maniera chiara ed
esaustiva, è complesso e stratificato; farò quindi un
focus soltanto sulla meccanica principale, che poi è il motore
attorno al quale ruota tutto il gioco: l’obelisco del sole. Lo spazio
attorno all’obelisco è diviso in
6 spicchi, ciascuno associato ad una diversa azione di gioco, che a
seconda della posizione dell’obelisco potranno trovarsi in
condizione di luce, ombra o buio. I dadi sono divisi in
5 colori (4 associati alle 4 risorse base e 1 colore neutro, il
grigio), vengono pescati da un sacchetto, in maniera casuale, e lanciati in
egual numero per ciascuno spicchio (almeno nel setup iniziale). A seconda
della condizione di luce-ombra-buio dello spicchio e del colore,
il dado così lanciato verrà posizionato in una delle 3 fasce in cui è
diviso ogni spicchio: puro, contaminato e proibito
. Ogni round ciascun giocatore dovrà
prelevare un dado dall’obelisco, scegliendo quindi uno spicchio e
svolgendo l’azione associata. Alternativamente, si potrà compiere
un’azione di produzione della risorsa associata al dado (in base al
colore). I dadi proibiti in linea di massima non possono mai essere
utilizzati;
una volta svolta l’azione, i dadi finiranno sulla propria bilancia di
Maat, sul lato puro o contaminato in base allo stato del dado scelto
. Ogni due round l’obelisco compirà un movimento di rotazione, verranno
aggiunti nuovi dadi e verrà aggiornato lo stato di quelli presenti in base
all’esposizione dello spicchio di appartenenza. Ogni 4 round si svolgerà
la fase di Maat e ogni giocatore dovrà
controllare l’equilibrio della propria bilancia, sommando i dadi puri
e confrontandoli con quelli contaminati. In base al risultato si potranno
perdere punti e si deciderà il successivo ordine di turno.

IMPRESSIONI

Non ci giro tanto attorno:
Tekhenu è il gioco più complesso, complicato, ambizioso, profondo,
ambientato (per essere un german) e articolato mai sfornato da Tascini
, almeno da quando ho cominciato a seguirlo (da
Tzolk’in
in poi). 6 spicchi, per 6 dei egizi, per 6 azioni disponibili (666…
coincidenze? Io non credo…), associate con altrettanti minigiochi, legati a
doppia maglia tra loro da condizioni, regole di piazzamento e possibilità di
fare punti in vari modi. Da questo punto di vista, si apprezza subito
l’organicità del gioco dove, bene o male, saremo costretti a seguire
strategicamente una strada, ma senza mai riuscire a ignorare completamente
le altre, a conferma del fatto che
i vari minigiochi sono tutt’altro che slegati tra loro (come avevo
invece letto da qualche parte…). Ho parlato di strategia, che è sicuramente
presente e va tarata soprattutto sulle carte iniziali, ma
Tekhenu è un gioco fortemente e maggiormente tattico. Infatti, la
variabilità che si trascina dietro il meccanismo dell’obelisco, unita al
lancio casuale dei dadi, fanno sì che ogni volta sia necessario tenere bene
a mente l’obiettivo,
adattandosi però a quello che può offrire la plancia in termini di dadi,
in quel preciso momento
. Il motore di ogni azione è rappresentato dalla scelta del dado e
tale scelta sarà condizionata dalla posizione del dado rispetto ai vari
spicchi, dall’illuminazione dello spicchio (buio, ombra, luce), dal colore
del dado e dal suo valore
; va da sé quindi che rimettere tutte queste informazioni insieme ogni
volta per scegliere l’opzione migliore per la nostra strategia è una
discreta palestra mentale (occhio alla paralisi da analisi!). Ciliegina
sulla torta sono la grande quantità di risorse a disposizione: 4
risorse base (diciamo quelle ufficiali), 1 risorsa jolly, gli scriba e i
punti fede (forse i meno interessanti, potevano essere tolti?!). Anche senza
averci mai giocato, penso possiate capire facilmente come mai abbia definito
Tekhenu il gioco più complesso e complicato di Tascini…
“Ma White Winston, a conti fatti, tutta questa complessità come gira?
Il gioco è fluido o soffre di eccessiva complicazione?”
Care le mie teste a piramide, Tekhenu gira straordinariamente bene.
Imparate e digerite le regole, è
una gran bella palestra per la mente e la concatenazione di tutte le
azioni fra loro si rivela in tutta la sua forza
. Ogni mossa necessita di attenzione e pianificazione, ma la componente
strategica del gioco aiuta parecchio nel riuscire sempre a focalizzarsi solo
sulle opzioni a disposizione e funzionali al proprio obiettivo.
Non è esente però da difetti e, in particolar modo, ne rilevo 3:
  1. Talvolta ci si trova nella spiacevole condizione in cui, tra dadi
    proibiti, tiri infelici e poca disponibilità di dadi (perché già presi
    dagli avversari),
    il ventaglio delle scelte diventa estremamente ridotto, fino a
    dover prendere per forza quel dado perché “il meno peggio” o l’unico
    rimasto per fare qualcosa di anche solo sensato. Se da una parte può
    essere un motivo di strettezza e di interazione indiretta forte, da
    un’altra può dar fastidio, provando
    una spiacevole sensazione di impotenza e costrizione (la scelta
    viene dettata dalle circostanze più che dalla strategia o da un
    ragionamento), che mal si sposa con la profondità del gioco stesso.
  2. L’assegnazione dei punteggi nel tempio, così assurdamente e inutilmente
    complicata
    , ricorda moltissimo un certo autore che comincia per Vital e finisce per
    Lacerda. Citando lo stesso
    Tascini: “Le sottomeccaniche di punteggio al tempio sono scandalose”. E
    non aggiungo altro.
  3. Le tanto chiacchierate carte decreto,
    una che assegna punteggi in base agli scriba e l’altra che raddoppia un
    qualsiasi altro decreto, sono oggettivamente buggate
    . Talmente oggettivo che sono
    già state corrette ufficialmente dall’autore: la prima limitata a
    21 punti e la seconda direttamente epurata.

Passando al solitario, devo ammettere che mi ha sorpreso. L’automa di
Turczi, infatti, oltre ad essere abbastanza facile da gestire (per la
complessità che presenta il gioco eh!), risulta davvero
molto sfidante e sorprendentemente interattivo. Considerato che, come
in tutti gli automi, le azioni sono casuali, la cosa che sorprende è che si
ha la sensazione che,
qualunque azione decida di fare, avrà sempre un impatto sul gioco,
costringendoci a ricalcolare e rivedere la propria mossa prevista.

Di fatto, non si ha mai la spiacevole sensazione che la mossa dell’automa
sia stata sotto sfruttata (o, peggio, inutile) e in qualche modo riuscirà
sempre a romperci le uova nel paniere, muovendosi nella strettezza generale
e nella concatenazione serrata delle meccaniche di gioco. Inoltre, come
anticipavo sopra,
a livello difficile, l’automa macina punti che è un piacere e stargli
dietro sarà un’impresa non da poco

(ancora non sono riuscito a batterlo!); visto l’ultimo lavoro di Turczi
fatto con
Trismegistus, dove l’automa era piuttosto fiacco da questo punto di vista, mi viene da
pensare che il buon Dávid abbia voluto prendersi la rivincita! Segnalo
infine che il buon
Mauro Gibertoni ha elaborato (qui) alcune modifiche e/o regole aggiuntive
per giocare con più di un automa e per snellire e smussare alcuni spigoli di
quello di Turczi.

CONCLUSIONI

Tekhenu, pur non essendo esente da difetti,
risulta a conti fatti il miglior gioco tra gli ultimi prodotti
dall’autore

(Teotihuacan,
Trismegistus), in quanto quello col motore più originale e accattivante. Siamo
ancora
purtroppo lontani dai fasti di
Tzolk’in
e
Marco Polo
(1 e 2)
, giochi che riuscivano e riescono ancora oggi a restituire, in maniera molto
elegante, un elevato grado di complessità ad un prezzo di complicazione molto
più basso. Tekhenu mette sul piatto una meccanica centrale molto interessante,
contornata da minigiochi, anche se
paga un po’ lo scotto per tante regoline necessarie per legare e annodare
le maglie

delle tante possibilità a disposizione. In particolare,
la meccanica del tempio è complicata e molto “Lacerdiana”, in maniera
apparentemente gratuita. In ogni caso, il gioco gira bene e restituisce grande
soddisfazione; la concatenazione che porta dalla scelta del dado alla
realizzazione dei punti vittoria è estremamente stimolante e costituisce
un puzzle tattico davvero formidabile, oltre ad offrire un bel
ventaglio di strategie per arrivare a realizzare punti. Chiaramente, come
direbbe il grande Pinco, è un piatto non adatto a tutti e consiglio
caldamente di leggere il regolamento e/o guardare un video di gameplay prima
dell’acquisto.
Per i solitaristi euro, ho trovato Tekhenu un gran bel rompicapo, come non
ne vedevo da tempo, con un livello di sfida molto alto, un automa ben
congegnato e un funzionamento tutto sommato non così proibitivo
. Da questo punto di vista, mi sento di consigliarlo a occhi chiusi agli
amanti del genere, che non si lasciano spaventare da un cinghiale decisamente
più speziato del solito e che cercano nei solitari euro sfide sempre più ardue
da affrontare.

Trovate Tekhenu come sempre su
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.

Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Giochi di ruolo
Ultimi commenti
Edoardo: Gioco sulla carta interessante con buona parte del...
Tore: Grazie per il commento! Come avrai letto, Labirint...
Tore: Grazie per il.commento! Bellissima In ogni atomo. ...
Marco Amanti: Io sono tra quelli che ha sempre disdegnato labyri...
Lorenzo: Grande prestazione! mi ha fatto riaffiorare ricord...
LarryG: Ciao e bentornato a te e a tutti i nostri lettori!...
Tore: Bentornata Vedetta! Considerando che quest'estate ...
Matteo: Ma mi sfugge qualcosa, o se non ho più né presen...
Figlio di Griffin: Bravo...anche per ROOT della settimana scorsa sper...
Figlio di Griffin: Saranno tempi duri per tempo e spazio da dedicare ...
I più letti del mese
oltrelaportacover
Oltre La Porta
Breaking_NIU_1
NIU - Novità In Uscita a Settembre 2026
GiocAosta_2026
GiocAosta - Quanto vale il gioco?
Ieri_Sera_30_08_2026
[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ufo Robot Goldrake Xperienz e altri 4! (+ dettaglio)
Ufo Robot Goldrake ExperienZ
Ufo Robot Goldrake XperienZ [Recensione]

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
3 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!
pigro - ago26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (ago26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - lug26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (lug26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - giu26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (giu26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - mag26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (mag26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro -apr26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (apr26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

3
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x