scritto da TeOoh!
Ho intavolato la prima volta questo titolo con poca convinzione e tanta curiosità. Mi stavo domandando quanto fosse effettivamente complicato farsi capire dai compagni al tavolo, quando tante meccaniche aiutavano la cosa. In più, non sono super-fan dei giochi di memoria.
Ecco: la risposta alla mia domanda è “tanto complicato”.
Il titolo in questione è Yokai, di Julien Griffon, 2-4 giocatori, durata 20 minuti, edito da Playagame Edizioni.
La minutissima è: disposti i 16 Yokai a faccia in giù sul tavolo, nel tuo turno puoi guardarne segretamente 2, spostare 1 Yokai a piacere in un’altra posizione e rivelare/assegnare un suggerimento che indica (più o meno precisamente) il colore dello Yokai sotto di esso.
Quando un giocatore ritiene che gli Yokai siano placati (oppure finiscono i suggerimenti) si girano tutte le carte a faccia in su. Se gli Yokai sono raggruppati per colore in maniera adiacente, abbiamo vinto. Altrimenti abbiamo perso.
Semplicissimo. Immediato da spiegare. Difficile riuscire a imparare a gestire la comunicazione senza sprecare troppe mosse.
Nelle prime partite, infatti, si vorrà guardare il più possibile, ma si arriverà o alla sconfitta per mancanza di mosse oppure si otterrà un punteggio molto basso. Dopo un po’, il feeling arriverà e lentamente capirete come spostare gli Yokai relativamente ai loro colori.
Se non fosse che poi potete alzare per ben 5 volte il livello di complessità.
Devo trovarci qualcosa? Che la componente mnemonica è fondamentale. Se un giocatore si perde ciò che ha visto o chi-ha-spostato-cosa si rischia seriamente di far saltare una partita praticamente vinta. Vero è che la durata di tale partita è sufficientemente corta da mettere subito in pista un nuovo tentativo.
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Buona visione!
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