Scritto da Interesse Ludico (Diego “Procione” Inserauto e Mari “Panda” Rastetter)
L’annuncio che tutti sapevano che sarebbe arrivato, ma che nessuno avrebbe mai voluto leggere, alla fin fine è arrivato: quest’anno lo Spiel non avrà luogo, non per come lo conosciamo, almeno. E come lo conosciamo? Con tanta gente, con le code infinite per provare proprio quel gioco lì, con i suoi spazi immensi, e tanto congestionati da dover fare un break di tanto in tanto, onde non rischiare l’emicrania da carenza di ossigeno.
Non sarebbe meglio farne a meno? Guardate anche la nostrana Play, o la “non solo ludica” Lucca. Probabilmente avrete aneddoti piacevoli da sciorinare, ma più la fiera ha successo, più difficile diventa trovare ancora in vendita il gioco sulla bocca di tutti (magari si è andati lì proprio per comprarlo!), per non parlare della difficoltà di provarlo o di capirci qualcosa provandolo, per via della gran confusione tutta intorno. E magari si è anche felici di aver speso 40 euro per un gioco da 50, senza sapere che un negozio in un altro padiglione lo dava via a 10 euro pur di liberarsene.
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| Riuscite a pensare di far rispettare le distanze? Queste sono solo le file per i biglietti |
Certo, alla fin fine, basta non andarci e imparare a non rosicare per quelli che invece lo fanno, magari gustandosi qualche diretta Twitch dell’evento. Per quest’anno comunque, sembra proprio che tutti gli eventi caratterizzati da assembramenti siano assolutamente da non prendersi in considerazione (e a ragion veduta, aggiungo). Per quest’anno quindi, è andata come è andata (attendendo comunicazioni ufficiali anche per le due fiere citate sopra, attualmente Play risulta rimandata a Settembre). La domanda che però si insinua è: va bene così? Il settore può fare a meno di fiere o eventi ad hoc? In fondo, ci si lamenta spesso che Spiel abbia perso di prestigio, da quando Kickstarter ha assunto un ruolo da assoluto protagonista per la produzione e la distribuzione dei pezzi grossi.
Se a livello personale una fiera in più o una in meno può non fare una grossa differenza (Parla per te, lurido procione!), bisogna inquadrare la fiera nella sua totalità, e avere la consapevolezza della sua importanza. Io mi azzardo a dire che senza i soliti appuntamenti che si tengono a Essen e Norimberga, il settore si impoverirà ineluttabilmente. Questi due poli, infatti, sostituiscono centinaia – se non migliaia – di appuntamenti tra professionisti del settore, che non avrebbero luogo altrimenti. Appuntamenti che oggi probabilmente avvengono già in prima istanza senza il contatto diretto, tramite conference call singolarmente, ma un evento come lo Spiel crea davvero tantissime opportunità di lavoro in più, proprio per il semplice fatto che sono l’equivalente della finestra di un negozio per aziende e liberi professionisti, che si ritrovano tutti nello stesso luogo, a distanza soltanto di qualche (per “qualche” intendi decine di centinaia di migliaia) metro.
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| Sempre Spiel’19, in una situazione di relativa calma |
Perfino per blog come il nostro, sebbene in contatto con le aziende del settore da anni e anni, questi raduni sono se non indispensabili, sicuramente utili per azzerare i costi di spedizione di queste aziende, e favorire una comunicazione più calda di semplici scambi di email, per conoscerci meglio. A livello di indotto poi, fiere come Spiel danno lavoro (occasionale, faticoso e in alcuni casi malpagato) a migliaia di persone, aumentano il giro di affari delle case editrici sia nell’immediato che nel lungo termine, e questo flusso di contante coinvolge collateralmente tutta la città di Essen e dintorni, andando ad affollare alberghi, pub e affini. Probabilmente però, come anticipato dal buon Fabio, avremo tristemente modo di tastare in prima persona le conseguenze dell’assenza delle fiere più influenti, con una (ma probabilmente anche due) annata più povera di uscite.
A livello personale, è inutile che io stia qui a rimarcare, è come se mi avessero tolto il Natale dal calendario. Probabilmente lo avrete letto mille volte ma vi posso assicurare che andare allo Spiel è un’esperienza che non è possibile provare altrove. Le dimensioni e l’importanza della fiera sono tali da rendere difficoltose eventuali spiegazioni, e ci si limita a dire il solito e scontato “almeno una volta nella vita dovete provare” (macché almeno una volta!), sempre se è lecito indugiare in discorsi così effimeri di questi tempi. Intanto, la stessa merz-verlag, organizzatrice della famosa fiera, si prepara alla sua prima “edizione virtuale” se così vogliamo chiamarla.
We are taking SPIEL to the next level and have been preparing a https://t.co/GmB0JXqMqv for you for several weeks. Let’s bring SPIEL online with hundreds of exhibitors, countless new products and a great program. Detailed information will follow. The date will be 22.10.-25.10.20 pic.twitter.com/wd4dcRTinP— SPIEL@Essen (official) (@SPIEL_Messe) May 19, 2020
Ovviamente le alternative tali non sono, ma è bene che si inizi a pensare a metodi alternativi quantomeno per non far mancare quel filo diretto tra aziende del settore, artisti e giocatori rappresentato dalla fiera, perché “di diman non c’è certezza”, leggi altrimenti: non sappiamo quanto questa emergenza potrà durare, e quando potremo tornare a una vita normale. Questi ragionamenti li avete sentiti quasi quotidianamente, e non sarò certo io il Bruno Vespa dei giochi in scatola adesso (io direi che potresti fare la Barbara D’Urso piuttosto), sebbene possa sembrare altrimenti, è facile pensare che dal momento che i giocatori avranno difficoltà a radunarsi, anche banalmente in casa di amici, comprare un gioco per 4 o 5 giocatori anziché un videogioco o un libro da gustarsi in solitaria, beh, questo potrebbe avere un impatto sul lato vendite.
La cosa che però sembra più plausibile, è che quando l’emergenza sarà finita, le fiere, le ludoteche, le serate tra amici, torneranno in pompa magna, e magari tra qualche anno sarà come se nulla fosse accaduto, senz’altro ce lo auguriamo. Quindi alla domanda: possiamo fare a meno delle fiere? Forse sì, ma sicuramente è meglio di no, perché queste sono fonte di guadagni, accordi, o semplici occasioni di svago, in ogni caso, tutto ciò che è utile, e a cui Kickstarter non potrà mai sostituirsi. Nel frattempo vi invitiamo a dare una bella occhiata ai giochi che è possibile giocare in singolo, e alle nostre iniziative dedicate al gioco in casa in tempi di quarantena.
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