A Ludica 2019 Spartaco era uno degli ospiti d’onore e, oltre a intrattenere tutti coloro che volevano giocare una delle sue creature o semplicemente scambiare quattro chiacchiere con lui, è stato uno dei mattatori della chiacchierata ludica in programma il sabato sera. Proprio a seguito di quel dibattito, ho avuto l’idea di questa intervista, che trovo ricca di spunti per ulteriori approfondimenti; quindi vi invito ad approfittare dello spazio riservato ai commenti per dire la vostra. Buona lettura!
1. Ciao Spartaco e grazie per aver accettato di sottoporti a questa chiacchierata dopo esserci incontrati a Vittorio Veneto in occasione di Ludica 2019. Non comincio con la classica domanda in cui si chiede al proprio interlocutore di presentarsi, perché credo non ci sia bisogno di introdurti ai nostri lettori, i quali, leggendo la mia prefazione, avranno sicuramente capito che sei uno dei pionieri (e non solo per meriti anagrafici ^_^) del gioco intelligente in Italia… ops, forse non dovevo usare l’aggettivo intelligente, vero?
Se mi autodefinisco “intelligente”, attribuendo questa caratteristica ai giochi che gioco io, in qualche modo sto dicendo a tutti coloro che quei giochi non conoscono e che invece si divertono a giocare agli “altri” giochi, che loro sono il mio opposto. Purtroppo, l’opposto di “intelligente” difficilmente può essere visto come un complimento e io credo che sia piuttosto difficile iniziare un dialogo che porti alla condivisione di una passione con un insulto…
2. Sempre in occasione di Ludica, ti ho chiesto cosa ne pensassi del trend in continua ascesa dei prezzi delle nostre amate scatole di cartone: ti va di condividere la tua visione dell’attuale situazione del mercato dei giochi da tavolo con i nostri lettori?
I fattori che portano all’aumento dei prezzi, in qualsiasi mercato, sono sempre strettamente legati alla vecchia regola della richiesta e dell’offerta. All’aumentare della prima corrisponde quasi sempre un aumento dei prezzi, quindi, da un lato questo dato è segno di una certa vitalità del settore, ma dall’altro ci dice anche che, forse, gli appassionati non hanno ancora imparato a essere selettivi nello loro scelte. A questo si deve anche aggiungere un problema legato alla distribuzione e alla logistica. Portare la merce da un punto all’altro costa, in Italia, decisamente di più rispetto ad altri paesi europei e questo incide non poco sui costi. Aggiungici anche l’endemica abitudine a dilatare i pagamenti ed ecco che la ricetta esplosiva è perfettamente confezionata. Poi abbiamo l’impatto dell’IVA, che da noi è più alta rispetto a molti altri paesi europei. Insomma, siamo di fronte a un mix di fattori, ciascuno dei quali influenza ed è influenzato dagli altri.
Sono la persona meno adatta a una visione nostalgica del passato. Non siamo mai stati meglio di come siamo oggi, però questo non significa che siano tutte rose e fiori. Una certa tendenza alla “bulimia ludica” credo sia evidente a tutti e a questa possiamo anche aggiungere l’effetto vanità indotto dai social media, una tendenza che non riguarda certo solo il mondo del gioco da tavolo, ma dalla quale il mondo del gioco da tavolo non è sicuramente immune. Il continuo postare “bottini” su Facebook non è altro che uno sfoggio di questa tendenza, così come la spasmodica attesa del “day one”, come se comprare un gioco un mese dopo la sua uscita comportasse qualche svilimento del gioco stesso. L’effetto finale è quello che porta a un consumismo spesso esagerato, al quale poi non corrisponde una reale conoscenza dei giochi che vengono giocati. Si diventa “esperti” ponendosi sul petto le “medaglie” che derivano dall’aver intavolato una volta o due questo o quel titolo, ma le persone che poi sono in grado di parlare in modo competente delle novità uscite sul mercato sono veramente pochissime. Questo poi si ripercuote inevitabilmente anche sul mercato, perché è ovvio che le case editrici sono sempre più coinvolte in questo meccanismo che rende obsoleto un gioco uscito da poche settimane, perché in quel momento tutta l’hype è concentrata sulla prossima novità.
4. Gli ultimi due titoli di cui sei autore, VektoRace e TAGS, stanno riscuotendo un ottimo successo: quanto peso pensi abbia il marketing (intendo qualsiasi tipo di attività che possa dare visibilità a un titolo) nel successo commerciale di un gioco? È ancora possibile che, nell’era di Internet e di Kickstarter, un buon gioco (per quanto questa definizione sia assolutamente arbitraria) non abbia il successo che merita, perché rimane confinato in una sorta di limbo “per soli appassionati” non essendo adeguatamente pubblicizzato?
5. Enzo Ferrari, in un’intervista, dichiarò che “La migliore Ferrari che sia mai stata costruita è la prossima”: vale lo stesso anche per i tuoi giochi o ce n’è qualcuno a cui sei particolarmente legato o che ti ha regalato particolari soddisfazioni?
Faccio parte della “vecchia guardia”, quella che ancora crede che un gioco sia come una piantina che deve essere accudita per crescere, quindi buona parte del lavoro che ho fatto negli ultimi tempi (sempre insieme al mio amico Davide Ghelfi) è stato dedicato alla community di VektoRace. Però una novità ce l’ho e si intitola “Look A Round“, un gioco che potrebbe essere definito una sorta di Dobble, giocato con le regole di Kaleidos. Carte rotonde con una lettera da un lato e una serie di oggetti dall’altra. Si gira una carta, ponendola sul lato illustrato. Quella che ora è la prima del mazzo indica una lettera. Chi trova per primo qualcosa, sulla carta girata dal lato illustrato, il cui nome inizia con quella lettera, vince il round e si prende la carta. Altro round e così via fino a che un giocatore non raggiunge il numero di carte deciso all’inizio. A parte questo, sto lavorando intensamente al progetto del Dipartimento dei Giochi da Tavolo che sta prendendo piede a Milano, presso la SUPER – Scuola Superiore d’Arte Applicata, che sarà la prima scuola a dare al gioco da tavolo dignità di disciplina scolastica. Non un “semplice” corso di game design, ma un progetto integrato che coinvolgerà autori, illustratori e grafici. Chi vuole saperne di più può cercare il gruppo facebook “Officina del Gioco“, che sarà la nostra “vetrina” al di fuori della scuola. Spero di poter incontrare molti di voi, anche se solo “virtualmente” su questo gruppo abbastanza particolare.
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