[Essen 2019 e dintorni] Parte IV – In giro per il mondo …

scritto da Fabio (Pinco11)

Proseguo nelle mie navigazioni virtuali tramite Internet e mi diletto oggi nel gironzolare vagando per il mondo ludico, passando allegramente tra i vari continenti e nazioni.
A questo giro passo per Germania (Lookout), Canada (Maple ed Elzra), Russia (Lifestyle), Francia (Iello), Repubblica Ceca (CBG).
Come al solito alterno vari generi, cercando di proporvi anche titoli meno conosciuti, oltre a quelli maggiormente attesi.
Nel parlare, però, per ultima, della Lookout, mi soffermerò a esaminare tutte le sue nuove uscite (tranne le espansioni) … 😉

MAPLE GAMES
Dal Canada eccoci a parlare di un gioco, con target familiare, che ci mette nei panni di costruttori di parchi divertimenti, reduce da una campagna su Kickstarter che ne ha consentito la produzione, grazie a quasi 500 sostenitori. Parlo di Imagineers, del quale vedete a lato (se ci state leggendo su PC) i componenti.
L’idea del gioco è quella, di turno in turno, di giocare una tessera parco, utilizzandola per costruire la relativa attrazione sul tabellone (costa, ma poi renderà denaro e punti felicità), per sviluppare (utilizzandone il retro) il proprio rollercoaster o scartandola per ottenere denaro o per influenzare i visitatori.
Subito dopo si procede a muovere visitatori, facendo visitare loro le attrazioni vicine a dove si trovano e si ripesca una tessera.
Alla fine ai punti ottenuti in corso di partita si sommano quelli attribuiti dalle proprie attrazioni e si tolgono i malus per i tratti delle proprie montagne russe non completate.
2-4 giocatori, 30-60 minuti, 14+ (ma mi sembra fruibile anche da 10+), prezzo intorno ai 50 euro …
ELZRA – SCHWERKRAFT
Stavolta andiamo allegramente a costruire edifici 3D, utilizzando dei polimini tridimensionali, in Catacombs Cubes (ideato dagli stessi produttori del fortunato Catacombs).
L’idea del gioco è qui quella di andare a prelevare, nel corso della partita, materiali da costruzione (li vedete a lato) e utilizzarli per costruire gli edifici che formeranno il villaggio. Tra le ideuzze mescolate e proposte nel gameplay abbiamo il fatto che le risorse disponibili sono decise da un rollio di dadi e che l’ultimo giocatore a scegliere all’inizio del turno determini le coppie di dadi che possono essere selezionate (io taglio le fette e voi scegliete quelle che volete …), nonché l’idea che le tessere edificio, una volta costruite, vadano collocate (girandole) a centro tavolo, restituendo bonus sulla base dei colori indicati nelle tacchette triangolari (che vedete nella tessera edificio) e su come esse collimino con quelle vicine.
1-4 giocatori, 30-60′, 14+ (ma anche qui punterei su un 12+ …). Prezzo? non lo so … 😉
LIFESTYLE BOARDGAMES
Ci spostiamo ora in Russia, andando a occuparci di Kauchuk, un gioco che propone componenti davvero inusuali, che hanno attratto la mia attenzione.
Il tabellone di gioco, infatti, è contenuto all’interno della scatola di gioco e consiste in un una griglia di pirulini di plastica, sulla quale è collocata una delle 24 gameboard (ognuna con le proprie peculiari regole di gioco). L’idea è quella che al proprio turno si possa svolgere due azioni a scelta tra pescare carte e piazzare elastici. La cosa carina è che gli elastici (del proprio colore) sono utilizzati per collegare 2-3 o 4 pirulini di plastica e per creare, di conseguenza, aree di proprio controllo.
2-4 giocatori, 20-40′, 8+, prezzo fiera 30 euro.
IELLO
Dall’editore francese ecco Little Town, un gioco di piazzamento tessere e costruzione città molto streamlined e adatto, di conseguenza, a un pubblico familiare (2-4, 10+, 45′, prezzo fiera 25 euro).
Al proprio turno, infatti, il giocatore altro non fa se non utilizzare uno dei propri lavoratori o piazzandolo sul tabellone, ottenendo le risorse corrispondenti alle caselle vicine e attivando gli edifici (pagando un soldo al proprietario, se non sono propri), o utilizzandolo per costruire un edificio tra quelli disponibili in basso.
Il gioco si sviluppa su 4 turni, in ciascuno dei quali tutti utilizzano i propri omini e alla fine dei quali si devono sfamare i propri lavoratori.
MANDOO GAMES
La casa coreana ci sorprende, pubblicando un titolo astrattoso ideato dal duo Cathala-Goupy, ambientato nel mondo delle api e del miele, ovvero Queenz, to bee or not to bee.
Al centro del tavolo abbiamo una griglia 6×6, che si riempie a inizio partita con tesserine fiore (di 5 colori). Al proprio turno il giocatore ha la scelta tra prelevare tessere fiore (1 a scelta, due senza api o 3 diverse senza api) dalla colonna nella quale si trova il segnalino del giardiniere (che poi sarà mosso di tante caselle quante tessere si sono prelevate) o collocare di fronte a sé un polimino campo tra quelli disponibili, riempiendolo con le tessere fiore prelevate (o con arnie). Ogni volta che si costruiscono campi, si totalizzano punti miele sulla base dei colori dei fiori utilizzati, in quantità pari alle caselle confinanti che si sono attivate costruendo. Il primo che colloca segnalini di tutti e 5 i colori ottiene un bonus (chi segue avrà bonus decrescenti). Il fine partita è attivato dal piazzamento del 5° campo da parte di un giocatore (gli altri avranno un turno) e ognuno riceve punti per le api presenti sui fiori confinanti con le proprie arnie.
Gioco per me assai interessante, 2-4, 30′, 8+, prezzo fiera 28-40 (28 il base, 40 l’edizione deluxe).

Czech Board Games e DINO TOYS
Spring on a String è un gioco davvero inusuale, visto che presenta un tabellone in stoffa, sul quale sono ricamati numerosi fiori, e che tra i suoi componenti annovera altresì delle stringhe, le quali nel corso del gioco sono fatte passare attraverso gli occhielli al centro dei fiori. In ogni partita a seconda del numero di giocatori si utilizzano lacci di lunghezza diversa, nonché delle carte animale, le quali incidono sulle modalità di calcolo del punteggi.
2-4, 10-20′, 6+.


LOOKOUT
L’editore tedesco propone due titoli, entrambi ispirati a dei predecessori, per i quali ha svolto due operazioni inverse, ovvero per uno ha trasformato un gioco di carte (Oh My Goods!) in un gioco da tavolo (Expedition to Newdale), mentre per il secondo (Foothills) ha evoluto un gioco da tavolo per farlo diventare un titolo per due a base di carte (partendo da Snowdonia).

Il primo, ideato dal mago del momento, ovvero Alexander Pfister, riprende l’uso delle carte azione di Oh My Goods!, nonché l’idea di una storia che si svolge sullo sfondo, con diverse regole da seguire per ogni capitolo di essa (ci sono tre tabelloni di gioco double face).
Il gioco si sviluppa seguendo un flusso che farà scattare una sensazione di déjà-vu per gli amanti del predecessore. Si parte svolgendo quanto indicato nella carta evento, quindi tutti in contemporanea programmano le proprie azioni (piazzando i dischetti azione disponibili sulla propria scheda o sul tabellone), poi si estraggono gli omini colorati che rappresentano l’offerta del mercato del lavoro, quindi si eseguono, una per volta e in ordine, le azioni programmate, passando poi alla costruzione di un edificio, e si ottengono, infine, prima della fine turno, gli effetti degli edifici speciali. Oltre agli effetti classici degli edifici, già visti in Oh My Goods!, qui abbiamo anche un tabellone, che andiamo a colonizzare, piazzandovi sopra edifici, per cui la miscela del tutto diventa ragionevolmente di gusto più speziato e consistente. Questo per ora me lo segno tra gli acquisti abbastanza sicuri, poi vediamo, nel frattempo vedo di ritirare fuori Oh My Goods! 😉 …
1-4, 12+, 90′.

Il secondo (Foothills) propone la sfida di costruire (come in Snowdonia) delle linee ferroviarie, per cui all’inizio di ogni partita si selezionano alcune delle linee disponibili, predisponendole al centro del tabellone (affiancando le relative carte e posandoci sopra i cubetti rubble da rimuovere nel corso della partita). Ogni giocatore riceve poi 5 carte azione e al proprio turno seleziona una di esse, esegue quanto da essa previsto (es. colleziona risorse, rimuovi macerie, muovi ispettore, …) e poi la gira (sul lato opposto essa consentirà di svolgere una diversa azione). A fine partita si attribuiscono punti anche sulla base delle tessere bonus attive.
2 giocatori, 30-45′, 10+, contiene testo in lingua sulle carte.

Già che ci sono segnalo che in fiera ci sarà anche l’ultima versione di Patchwork, di Rosenberg, che, essendo una versione pesca e scrivi del predecessore, appare a primissima vista sinistramente simile a Second Chance, l’altro gioco di pesca e disegna polimini, dello stesso autore, che sarà disponibile in fiera.
Qui l’idea è quella che i giocatori riempiano una gliglia 9×9 disegnandoci sopra i polimini che di turno in turno saranno selezionati rollando un dado (ci sono diverse carte che formano un percorso, ciascuna delle quali reca l’illustrazione di un polimino formato da uno  o più quadretti).
Ci aggiungiamo che a inizio partita ognuno parte con un diverso maxi-polimino (per evitare un effetto specchio infinito), che ci sono dei poteri speciali utilizzabili one time e delle regolette di calcolo dei punti (segnando quadrati o rettangoli completi, più volte nel corso della partita), per ottenere un giochino che si propone comunque come potenzialmente più che gradevole, anche se non dotato di un coefficiente innovazione troppo elevato.
1-6 giocatori, 20′, 6+.

In Mandala, infine, gioco per due, i materiali sono rappresentati da un mazzo di 110 carte (18 per ciascuno dei 6 colori e due player aid) e un tabellone. Su di esso si identificano due cerchi (mandala), ciascuno con tre zone nelle quali si possono piazzare carte, ovvero i due campi dei due giocatori e la montagna nel mezzo. Al proprio turno il giocatore a cui sta può: 1) giocare una delle carte che ha in mano in una montagna (e pescare tre carte); 2) giocare una delle carte che ha in mano in un suo campo o 3) scartare e ripescare tante carte quante si sono buttate.
Due sole sono le regole extra da considerare, ossia: a) ogni colore può essere presente, per ciascun mandala, solo in una delle tre aree dalle quali è composto (due campi e una montagna); b) quando in un mandala è inserita una carta che completa la presenza dei sei colori in esso, il mandala in questione viene svuotato.
Lo svuotamento prevede che, partendo dal giocatore che ha più carte nel suo campo, ognuno scelga un colore e prelevi tutte le carte di quel tipo presenti. La prima carta di ogni colore va di fronte a sé (nel fiume), mentre le altre vanno nella propria riserva (cup). A fine partita, che si attiva quando si esaurisce il mazzo o un giocatore completa il proprio fiume con sei carte, si attribuiscono i punti (ogni carta conquistata (nella riserva) vale tanti punti quanti quel colore vale per sé (il primo colore collezionato da 1 punto per carta, il secondo 2 e così via fino all’ultimo, che vale 6 per carta). Intrigante e segnato a sua volta come da provare. Per 2 giocatori, 30′, 10+.

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