Come al solito alterno vari generi, cercando di proporvi anche titoli meno conosciuti, oltre a quelli maggiormente attesi.
Nel parlare, però, per ultima, della Lookout, mi soffermerò a esaminare tutte le sue nuove uscite (tranne le espansioni) … 😉
Alla fine ai punti ottenuti in corso di partita si sommano quelli attribuiti dalle proprie attrazioni e si tolgono i malus per i tratti delle proprie montagne russe non completate.Czech Board Games e DINO TOYS
Spring on a String è un gioco davvero inusuale, visto che presenta un tabellone in stoffa, sul quale sono ricamati numerosi fiori, e che tra i suoi componenti annovera altresì delle stringhe, le quali nel corso del gioco sono fatte passare attraverso gli occhielli al centro dei fiori. In ogni partita a seconda del numero di giocatori si utilizzano lacci di lunghezza diversa, nonché delle carte animale, le quali incidono sulle modalità di calcolo del punteggi.
2-4, 10-20′, 6+.
L’editore tedesco propone due titoli, entrambi ispirati a dei predecessori, per i quali ha svolto due operazioni inverse, ovvero per uno ha trasformato un gioco di carte (Oh My Goods!) in un gioco da tavolo (Expedition to Newdale), mentre per il secondo (Foothills) ha evoluto un gioco da tavolo per farlo diventare un titolo per due a base di carte (partendo da Snowdonia).
Il primo, ideato dal mago del momento, ovvero Alexander Pfister, riprende l’uso delle carte azione di Oh My Goods!, nonché l’idea di una storia che si svolge sullo sfondo, con diverse regole da seguire per ogni capitolo di essa (ci sono tre tabelloni di gioco double face).
Il gioco si sviluppa seguendo un flusso che farà scattare una sensazione di déjà-vu per gli amanti del predecessore. Si parte svolgendo quanto indicato nella carta evento, quindi tutti in contemporanea programmano le proprie azioni (piazzando i dischetti azione disponibili sulla propria scheda o sul tabellone), poi si estraggono gli omini colorati che rappresentano l’offerta del mercato del lavoro, quindi si eseguono, una per volta e in ordine, le azioni programmate, passando poi alla costruzione di un edificio, e si ottengono, infine, prima della fine turno, gli effetti degli edifici speciali. Oltre agli effetti classici degli edifici, già visti in Oh My Goods!, qui abbiamo anche un tabellone, che andiamo a colonizzare, piazzandovi sopra edifici, per cui la miscela del tutto diventa ragionevolmente di gusto più speziato e consistente. Questo per ora me lo segno tra gli acquisti abbastanza sicuri, poi vediamo, nel frattempo vedo di ritirare fuori Oh My Goods! 😉 …
1-4, 12+, 90′.
Il secondo (Foothills) propone la sfida di costruire (come in Snowdonia) delle linee ferroviarie, per cui all’inizio di ogni partita si selezionano alcune delle linee disponibili, predisponendole al centro del tabellone (affiancando le relative carte e posandoci sopra i cubetti rubble da rimuovere nel corso della partita). Ogni giocatore riceve poi 5 carte azione e al proprio turno seleziona una di esse, esegue quanto da essa previsto (es. colleziona risorse, rimuovi macerie, muovi ispettore, …) e poi la gira (sul lato opposto essa consentirà di svolgere una diversa azione). A fine partita si attribuiscono punti anche sulla base delle tessere bonus attive.
2 giocatori, 30-45′, 10+, contiene testo in lingua sulle carte.
Già che ci sono segnalo che in fiera ci sarà anche l’ultima versione di Patchwork, di Rosenberg, che, essendo una versione pesca e scrivi del predecessore, appare a primissima vista sinistramente simile a Second Chance, l’altro gioco di pesca e disegna polimini, dello stesso autore, che sarà disponibile in fiera.
Qui l’idea è quella che i giocatori riempiano una gliglia 9×9 disegnandoci sopra i polimini che di turno in turno saranno selezionati rollando un dado (ci sono diverse carte che formano un percorso, ciascuna delle quali reca l’illustrazione di un polimino formato da uno o più quadretti).
Ci aggiungiamo che a inizio partita ognuno parte con un diverso maxi-polimino (per evitare un effetto specchio infinito), che ci sono dei poteri speciali utilizzabili one time e delle regolette di calcolo dei punti (segnando quadrati o rettangoli completi, più volte nel corso della partita), per ottenere un giochino che si propone comunque come potenzialmente più che gradevole, anche se non dotato di un coefficiente innovazione troppo elevato.
1-6 giocatori, 20′, 6+.
In Mandala, infine, gioco per due, i materiali sono rappresentati da un mazzo di 110 carte (18 per ciascuno dei 6 colori e due player aid) e un tabellone. Su di esso si identificano due cerchi (mandala), ciascuno con tre zone nelle quali si possono piazzare carte, ovvero i due campi dei due giocatori e la montagna nel mezzo. Al proprio turno il giocatore a cui sta può: 1) giocare una delle carte che ha in mano in una montagna (e pescare tre carte); 2) giocare una delle carte che ha in mano in un suo campo o 3) scartare e ripescare tante carte quante si sono buttate.
Due sole sono le regole extra da considerare, ossia: a) ogni colore può essere presente, per ciascun mandala, solo in una delle tre aree dalle quali è composto (due campi e una montagna); b) quando in un mandala è inserita una carta che completa la presenza dei sei colori in esso, il mandala in questione viene svuotato.
Lo svuotamento prevede che, partendo dal giocatore che ha più carte nel suo campo, ognuno scelga un colore e prelevi tutte le carte di quel tipo presenti. La prima carta di ogni colore va di fronte a sé (nel fiume), mentre le altre vanno nella propria riserva (cup). A fine partita, che si attiva quando si esaurisce il mazzo o un giocatore completa il proprio fiume con sei carte, si attribuiscono i punti (ogni carta conquistata (nella riserva) vale tanti punti quanti quel colore vale per sé (il primo colore collezionato da 1 punto per carta, il secondo 2 e così via fino all’ultimo, che vale 6 per carta). Intrigante e segnato a sua volta come da provare. Per 2 giocatori, 30′, 10+.
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