scritto da Figlio di Griffin
Se potessi avere mille euro al mese… ovviamente da investire in GDT!
Questa è una riflessione che ho fatto spesso e per la quale, per restare in tema, sono andato in paralisi d’analisi fin da subito. Il primo e immediato motivo di stordimento sarebbe di sicuro rispetto alla grande e smisurata scelta a disposizione. Con mille euro, ogni mese, potrei acquistare tutti quei titoli che ho sempre desiderato, tutti quelli che, per una ragione o per un’altra, ho sempre snobbato e anche tutte quelle espansioni, spin-off o serialità per pura estetica da collezionista.
Personalmente i primi mille li utilizzerei per acquistare i seguenti titoli: Le Leggende di Andor (40€); Oddville (20€); KLASK (50€); Takenoko (40€); Santorini (50€); Imhotep (45€); Clans of Caledonia (65€); Wendake (55€); Blood Rage (70€); Tao Long (25€); Vast (60€); Root (60€); Scythe (80€); Fugitive (25€); La Caccia all’Anello (45€); Hyperborea (60€); Bruti (25€); Ghost Stories (45€); Heaven & Ale (45€); Hive (25€); The Island (55€); First Class (55€).
Poi mi fionderei sui “classici” che hanno fatto la storia di generi e meccaniche e che non ho mai avuto modo di giocare (in questo passaggio vi prego di non insultarmi per le evidenti deficienze… nel senso stretto di mancanze!) quindi via libera ai vari Caylus, Puerto Rico, El Grande, Terra Mystica, Brass, The Castle of Burgundy, Concordia, Orléans, Le Havre, Dominion, Stone Age, Navegador, Pandemic Legacy, Village, Imperial, La Furia di Dracula, I Coloni di Catan.
Subito dopo andrei su quei titoli che, per un motivo o per un altro, mi hanno sempre intrigato, ma per i quali non ho mai “spasimato” più di tanto: Sixth, Saint Petersburg, Topiary, Railroad Revolution, Russian Railroads, Port Royal, Consiglio dei Quattro, Citadels, Bruges, Belfort, Great Western Trail, Ilôs, The Lost Expedition, War Chest, Creepy Falls, Ethnos, Feuville, Deep Sea Adventure, Commissioner Viktor, New York 1906, The Bloody Inn, Between Two Cities, Signorie, Destroy BCN, Libertalia, Summoner Wars, Wiz-War, Noxford, Mage Knight, Mage Wars, Colt Express, Pirati contro Pirati, Tobago, Apotheca, Tikal, Sugi, Santo Domingo, Dice Forge, Memoarrr!, Via Nebula, Pixie Queen, Board of Dreams, Cyclades, In Between, Lorenzo il Magnifico, Above and Below, Near and Far, Radetzky Milano 1848, Targi, Naga Raja, Copenhagen, Kick-Ass, Scare It, Crystal Clans, Everdell, Not Alone, Hanamikoji, Knockout, Silk, Clank!, Small Star Empires, Quarto (e compagni legnosi).
Infine tutta l’attenzione si rivolgerebbe alle localizzazioni in uscita (senza perderne nemmeno una), mettendo così le mani sulle novità di edizioni nostrane fin da subito.
Insomma, con mille euro al mese, dovrei cominciare pure a pensare a una stanza/e dei giochi con scaffali alti, larghi, profondi o con armadi e cassetti pronti a ospitare ludiche meraviglie. Fatto il layout di stanza e ripiani avrei poi l’imbarazzo di come disporli: per formato, per editore, per autore, per target o solo per colore? E nonostante la linea espositiva scelta a un certo punto arriverebbe il quesito numero 1: dove trovo tutto lo spazio che mi serve?
Già, lo spazio, prima barriera. La Treccani lo definisce con valore assoluto, il luogo indefinito e illimitato in cui si pensano contenute tutte le cose materiali, le quali, in questo hanno un’estensione, ne occupano una parte e vi assumono una posizione… io, ad esempio, preferisco quella orizzontale… per le scatole!
Scherzi e giochi di parole a parte, lo spazio potrebbe davvero essere un luogo pressoché illimitato e quindi una “barriera” superabile se si parla di scatole da contenere e di un tavolo per poterle giocare. Con mille euro al mese si potrebbero comprare e stipare/stivare circa 250 titoli all’anno, fino ad avere quindi, in dieci anni, un magazzino con 2500 titoli in bella mostra!
Questo primo quesito è lo stesso che vi porrete durante una partita a Small World o a Otto minuti per un Impero: Leggende e che risolverete, nel primo, mandando in declino la razza che avete scelto con tante speranze e velleità a inizio partita e, nel secondo, scegliendo le isole meno raggiungibili a fine partita.
Un secondo motivo di blocco del gioca(scrit)tore verrebbe poi per l’intavolamento dei titoli, per le partite da dedicare a ognuno fino ad assaporarne il giusto gusto, senza pensare a quello che obbligatoriamente andrebbe fatto prima: defustellamento e apprendimento delle regole per ogni benedetta scatola! Qui scatterebbe il quesito numero 2: dove trovo il tempo per fare tutto questo?
Sì, il tempo, seconda e insormontabile barriera. Sempre la Treccani lo definisce l’intuizione e la rappresentazione della modalità secondo la quale i singoli eventi si susseguono e sono in rapporto l’uno con l’altro vista volta a volta come fattore che trascina ineluttabilmente l’evoluzione delle cose… questo mi ricorda un’interminabile partita a Risiko giocata per due giorni al mare e che alla fine vinsi (che soddisfazione!).
Mi vorrete scusare se ho citato Risiko, che di certo non rientra nel novero dei giochi da tavolo moderni per palati da gamer, ma converrete che il secondo quesito evoca decine e decine di cinghiali e di legacy che col tempo hanno un rapporto davvero importante e, spesso, imbarazzante.
Tornando ai nostri 250 titoli all’anno avremmo mai il tempo per poterli provare tutti come si deve? Personalmente credo proprio di no e questo sarebbe forse il rammarico più grande: avere un parco titoli pressoché infinito, magari trovare lo spazio (perché no, un vero parco) per contenerlo e non avere il tempo, perché quello si che è parco, nel senso scarso di aggettivo ovviamente.
Un professore di un master in marketing che ho frequentato dopo l’università, a una lezione, ci disse un concetto che non potrò mai dimenticare: il tempo è l’unica risorsa non replicabile! Quanto aveva ragione e quanto ce ne accorgiamo tutti, tutti i santi giorni… che si parli di un odiato lavoro o di un amato hobby, non abbiamo mai abbastanza tempo per fare tutto quello che vorremmo (e come lo vorremmo).
Di fronte a queste due barriere date da spazio e tempo però devo dirmi contento di poter gestire il limitato budget che mi dà il mio lavoro (e mia moglie ovviamente), perché così più che bloccarmi di fronte a una immensa libreria (cosa che mi succede quando devo scegliere un DVD dalla mia collezione ormai ferma), posso applicarmi a leggere recensioni, articoli e approfondimenti col fine di ridurre una wishlist sempre in fase di riordino: cancello questo perché ne scrivono tutti tiepidamente, cancello quest’altro perché è troppo simile a un paio che già ho, rimetto questo perché alla fine ha qualcosa che alla lunga mi convinto… alla fine è un gioco anche la ricerca e la selezione, per me.
Qualcuno di voi invece riuscirebbe mai a gestire mille euro di titoli al mese?
P.S. riuscite a individuare i cinque giochi che ho “derubato” per calare sul tavolo il valore di mille monete nell’immagine di copertina?
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