scritto da Diego “procione” Inserauto e disegnato da Mari “panda” Rastetter (Interesse Ludico)
L’estate è un periodo in cui tutto sembra fermarsi: il calcio prende una pausa, i cinema proiettano film che non incasserebbero abbastanza in periodi più accesi, le radio passano gli stessi tormentoni già decisi una stagione prima dalle big del settore e anche per i videogiochi e le serie TV si può dire una cosa simile. Per il mondo dei giochi in scatola, però, non è così (soprattutto per la nostra redazione, vedi Giochi CON).
A giugno c’è Origins Game Fair, che si tiene a Columbus, Ohio. A inizio agosto c’è la Gen Con, con sede a Indianapolis. Sebbene siano eventi destinati solo al mercato americano, è possibile trovare giochi che saranno presentati anche allo Spiel di Essen e tutti questi eventi vengono supportati da BoardGameGeek che, presente sul posto, fa una diretta video su Twitch per mostrare tutti i giochi più interessanti, spiegati (ovviamente in inglese) da editori e game designer. Dato che Gen Con è un evento enorme, i publisher spargono indizi già qualche settimana prima, per attrarre i giocatori verso i propri prodotti e assicurarsi che le proprie novità non passino inosservate. E non c’è dubbio che l’annuncio di CoolMiniOrNot sia destinato a far parlare di sé, nel bene e nel male. Eccolo:
Teburu è la prossima generazione nella tecnologia dedicata ai boardgame, un nuovo sistema di gioco che integra il mondo fisico e quello digitale. Si tratta di un “tabellone tecnologico”, sopra al quale vanno posizionati i componenti di gioco, dotati di chip RFID. Il sistema rileva i vari tipi di miniatura, la loro posizione e dice ai giocatori cosa accadrà dopo che questi avranno svolto il proprio turno, riducendo i tempi di lettura di eventuali manuali (e anche errori dovuti a una cattiva interpretazione dello stesso) o anche spoiler al game master. Che non ci sarà, perché un’applicazione su PC o tablet farà da game master. I materiali forniti dovrebbero consistere, oltre che al suddetto tabellone, in alcune copribasette (che contengono il chip summenzionato e un magnete per aderire bene alla miniatura), due dadi bluetooth (alimentati con una batteria a bottone CR1225) e un’applicazione che fa da game master nei vari giochi e provvede a rendere l’esperienza più immersiva, con effetti sonori, narrazione affidata a sequenze animate e quant’altro abbiamo già avuto il piacere di testare in quei giochi in scatola che richiedono un’app per poter giocare.
Proprio questo infatti è l’obiettivo di Teburu (per chi se lo chiedesse: vuol dire tavolo in giapponese, anche se è tutto ideato in occidente – oh, faceva figo): proporsi come una piattaforma di mezzo tra giocatore e gioco, per ridurre al minimo le parti tediose del nostro hobby preferito, come leggere un manuale, tenere conto dei punti vittoria o di altri tracciati, dover mettere mano al libro delle storie e raccontare cosa succede al gruppo, trasformare i dungeon crawler in giochi completamente cooperativi e tanto altro ancora. Per non parlare di gestire gameplay che richiedono la conoscenza di informazioni segrete a uno o più giocatori, generalmente più legnosi con materiali tradizionali, o altri nuovi gameplay che potrebbero nascere. A parte la scheda del giocatore, che potrà (dovrà?) essere visualizzata su uno smartphone, CMON non mira a qualcosa che rimpiazzi la fisicità dei componenti, preservata dalle miniature e dai dadi. E noi appassionati di american sappiamo quanto sia catartico il gesto di tenere in mano un paio di dadi in attesa che il destino (o per gli infedeli: la casualità) si pronunci sulla nostra sorte. No, l’obiettivo è fare tutto quello che potrebbe fare un’app, ma molto meglio.
La parola chiave è seamless, che potremmo tradurre con “senza interruzioni” o “senza soluzione di continuità”. Non dovremo più interrompere il flusso di gioco per far capire all’app com’è andato uno scontro, se il mostro è morto o è ancora vivo, quanta fatica abbiamo recuperato da un lancio di dadi o altro. Dal momento in cui abbiamo avviato tutto, l’applicazione semplicemente aspetterà di rilevare le azioni del giocatore, tramite il semplice spostamento dei componenti e il lancio dei dadi, senza bisogno di dover immettere noi stessi le informazioni necessarie al prosieguo, senza bisogno di eseguire noi la parte matematica dei bonus e malus relativi a equipaggiamento e status del personaggio attuale (e senza possibilità di barare magari). La tecnologia che Xplored (azienda con cui questo progetto è stato portato avanti) mette a disposizione di Teburu tra l’altro non sembra essere particolarmente costosa: i chip dentro le basette non dovrebbero funzionare tanto diversamente dai QR o NFC code già in uso da anni (pensate alle carte amiibo di Nintendo, ad esempio, o a quelle di Chronicles of Crime), anche se attualmente è impossibile potersi sbilanciare sul prezzo. Il sistema non sembrerebbe includere cose che farebbero alzare il prezzo alle stelle, come un monitor LCD touch o sensori di movimento in stile Nintendo Switch/telecomando Wii.
Tutto positivo quindi? Così come è difficile potersi sbilanciare sul prezzo, è difficile poter quantificare la validità di Teburu, anzi, azzardo che probabilmente sarà difficile potersi sbilanciare anche dopo mesi che il prodotto è sugli scaffali dei negozi e delle nostre case. CMON si è limitata a un annuncio che non spiega se Teburu sarà venduto in bundle con il gioco o se, più probabilmente, bisognerà acquistare a parte i giochi, facendo così aumentare il prezzo di un prodotto che difficilmente sarà economico già di per sé (arduo pensare che possa costare meno di un gioco in scatola standard, ma sarei davvero lieto di essere smentito). E sappiamo già che se non dovesse affermarsi, rischiamo di comprare “una nuova generazione di sistemi tecnologici blablabla” da usare solo per una manciata di giochi. Ma contrariamente ad altri progetti simili in circolazione o in sviluppo, questo è foraggiato da uno dei produttori più forti del settore, che può contare su brand già remunerativi, come Zombicide.
Proprio questo sarà infatti il gioco di lancio che dimostrerà il potenziale di Teburu al mondo, in una nuova versione, appositamente studiata per il sistema, dal nome di Zombicide Evolution: Las Vegas, dotato di una lunga campagna strutturata a bivi dove le decisioni contano. E se preferite altri giochi basterà aspettare i prossimi annunci: già in questo primo video, verso la fine, se ne vedono altri due diversi (probabilmente Project: Elite e Cthulhu: Death May Die). La vera domanda che invece perplime chi scrive è: quanto sarà aperto questo sistema? Mi spiego, se CMON non ha intenzione di permettere ad altri publisher di utilizzare la tecnologia, probabilmente dovremo “accontentarci” soltanto dei loro titoli. Sarebbe fantastico se in futuro vedessimo dei kit di conversione per giochi già in commercio. Pensate infatti a quanti giochi potrebbero beneficiare di Teburu. Provate a pensare a quanti elementi di fastidio potrebbero scomparire, come righelli in un wargame, token per la salute negli skirmish, libri delle storie o delle avventure da consultare a parte, token per le variazioni di status in Descent o Le Case della Follia, schede personaggio, pescare risorse da un sacchetto, schermi per nascondere componenti e informazioni e chissà quanti altri.
Teburu sembra poi poter brillare in particolari generi o modalità di gioco. Penso che giocare in solitaria potrebbe essere più divertente senza dover pensare a gestire gli automa o un gioco come Above and Below/Near and Far potrebbe trarre beneficio di un doppiatore professionista per la lettura dei racconti, le escape room potrebbero includere dei puzzle il cui movimento e posizionamento dei pezzi può essere tracciato dall’app (a proposito: si chiamerà GameMaster). In generale, i tempi di setup potrebbero essere ridotti di parecchio e la parte di amministrazione semplificata. Ma se uno non volesse? Questo potrebbe essere un altro dubbio.
Posso decidere quali elementi devono essere gestiti dall’applicazione? Posso rinunciare al doppiatore per leggere io le storie? Posso eliminare la musica di sottofondo? Se volessi giocare a Zombicide Evolution: Las Vegas, ma non avessi voglia di tirare fuori Teburu? Non comprarlo! OK, ma se fossi interessato al gioco e non al sistema? Esisteranno versioni di gioco pensati per Teburu utilizzabili senza Teburu? I giochi per Teburu avranno meno componenti per lo stesso prezzo? Saranno esclusivi? Del resto c’è chi “la parte noiosa dei giochi in scatola” la gradisce eccome. C’è chi vuole leggere un regolamento, anche di 20 e passa pagine, chi vuole il lavoro matematico dei punteggi, persino chi vuole scrivere su un tablet se il grande antico ha subito danni. CMON sarà in grado di comunicare la grandezza dell’offerta o i consumatori vedranno solo un aggeggio in più destinato a passare di moda in tempo relativamente breve? Oggi non lo sappiamo, ma la Gen Con inizia domani…
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