[Piazzamento Redattori] Figlio di Griffin

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Torna su queste pagine virtuali un nuovo capitolo di Piazzamento Redattori, per presentarvi il titolare della rubrica [Due per tutti]: Figlio di Griffin, ultimo (in ordine di tempo) a entrare a far parte della nostra redazione. Nonostante sia entrato in punta di piedi e con il massimo riserbo, ha deciso di mettersi subito in competizione con uno dei nostri pionieri, Bernapapà, per potersi arrogare il diritto di essere chiamato “Ehi papone!” (^_^).                                                                                                       
Leggende metropolitane raccontano di come, bendato e con le mani legate, sappia riconoscere un gioco semplicemente annusando la scatola, a patto che il titolo non sia ancora stato defustellato, perché a quello, cascasse il mondo, ci pensa lui!
Come successo per le precedenti 18 “puntate” di questa rubrica, vi invito  a utilizzare la sezione dei commenti per fare qualche ulteriore domanda a Figlio di Griffin, a cui diamo ufficialmente il benvenuto nella redazione di GSNT con il “battesimo” del piazzamento. Buona lettura!

1. Presentati ai nostri lettori, parlaci un po’ di te: dove sei nato, dove vivi e qualsiasi altra informazione tu abbia voglia di condividere.
Mi chiamo Antonio e sono di Sarno, “un’isola felice” che si trova a metà strada tra Napoli e Salerno, e ci tengo a precisare che il mio fiume, il Sarno appunto, nasce e scorre pulitissimo in città… è dopo che diventa uno dei più inquinati e maltrattati…  Tornando a me, il 14 luglio compio 39 anni, sono sposato e in attesa del terzo giocatore per ottobre/novembre… mi sa che dovrò pensare a una nuova rubrica dal titolo TRE PER TUTTI! Quando ho scelto il nickname ero indeciso tra “portatore sano d’ironia” e Figlio di Griffin, che alla fine ho preferito, sperando di far trapelare comunque lo stesso concetto del primo e poi ai tempi le prime puntate de I Griffin mi folgorarono con la loro sprezzante e dissacrante ironia.
2. Come sei arrivato a far parte della redazione di GSNT?
Dopo essere stato un lettore assiduo e un commentatore seriale, con l’entusiasmo di un bambino ho preso il coraggio a quattro mani o, meglio, a quattro dita, e ho inviato un’email, grazie alla quale ho avuto modo di interagire col nostro Pinco, che, dopo una piacevole telefonata, mi ha confermato, con il suo di entusiasmo e la sua disponibilità, di aver fatto l’azzardo giusto.
3. Quali sono al momento i tuoi 5 giochi da tavolo preferiti?
Doveroso dire al momento: Alta Tensione, Grand Austria Hotel, Pandemic Alta Marea, Azul e L’Isola Proibita.
4. E invece quali sono i titoli che ti rifiuti di giocare a prescindere?
Di sicuro i giochi di ruolo, ma solo perché è un mondo che non conosco e che mi farebbe uscire dalla mia comfort zone ludica.
5. Oltre ai giochi da tavolo, quali altri interessi coltivi assiduamente?
La mia passione più grande, da sempre, sono (e sempre saranno) i cartoni animati, in particolare gli anime giapponesi e tutto quello che ruota loro attorno… i fumetti, ad esempio, li ho scoperti molto dopo.
6. Preferisci partecipare ai grandi appuntamenti fieristici o alle convention ristrette dove si gioca e basta?
Purtroppo alle spalle ho solo esperienze fieristiche (Comicon, FantaExpo e Lucca) ma di sicuro quella delle convention sarebbe a me più congeniale, più ristretta, meno caotica e più appagante dal punto di vista ludico. Spero di partecipare alla mia prima Con l’anno prossimo venendovi a trovare a Genova.
7. GSNT a parte, quali altri siti o media di informazione ludica consulti regolarmente?
Preparatevi, perché qui la lista è lunga o almeno così mi sembra… tra i blog Tana dei Goblin, Balena Ludens, House of Games, Il Topo di Ludoteca, Gioconomicon, Gioconauta, BGG;
tra i canali youtube Miss Meaple, Recensioni Minute, Tocca a te, Tiki Cafè, Sgananzium, Al4oPiù, Cercatore di Perle, Gioca Giullari, Vaipasso, ariodb, Dentro la Scatola, Il Meeple con la Camicia, Giochi Guidati, Recensioni di Chiara, The Rolling Gamers, Il Dado & il Meeple, Dr. Cthulu e altri in maniera spot, solo perché con meno contenuti regolari.
8. Mai pensato di creare un tuo gioco? Parlaci di questa tua idea: a che punto sei dello sviluppo? A Quale ambientazione e quali meccaniche hai pensato?
Sì, ma solo pensato. Siccome ho una formazione classica, ho pensato di creare un gioco sull’opera greca Sette contro Tebe per il quale (gioco) mi sono andato a rileggere la tragedia di Eschilo, facendo approfondimenti sui personaggi e sulle loro armi: interessante, perché ogni guerriero aveva uno scudo con inciso un simbolo allegorico e uno specifico grido di battaglia. Siccome il sette era il numero degli attaccanti, ma anche dei difensori, avevo pensato di utilizzare e implementare una meccanica degli scontri basata sui dadi con bonus o malus per l’uscita del numero sette al lancio di due dadi (che è poi il risultato più probabile). Tanto studio, ma tutto si è fermato ad appunti e riassunti, perché mi sono reso conto che cose del genere non si improvvisano, ci vuole dedizione e professionalità come in tutti i lavori e creare un gioco non è per nulla un gioco, quindi sono rimasto beatamente nella schiera dei soli fruitori.
Al liceo invece ho “inventato” un gioco di destrezza sul calcio, fatto con porte di fogli di quaderno, palline di carta e penne da usare come giocatori: durante le pause abbiamo fatto veri e propri tornei giocando 1 Vs 1 o 2 Vs 2. Che bei momenti e che bei ricordi!
9. Qualsiasi altro argomento tu voglia affrontare, che ti stia a cuore non necessariamente legato ai GdT.
Voglio restare in tema facendo una riflessione sui giochi acquistati da campagne di finanziamento. Personalmente ho acquistato solo tre titoli con questo sistema, in particolare Barrage che è stato il primo, la riedizione di Robinson Crusoe e per ultimo la riedizione di De Vulgari Eloquentia. Bene, la cosa che mi scoccia, oltre alla paura di acquistare qualcosa di non playtestato o pieno di errori da prima stampa, è purtroppo l’attesa, ossia il tempo tra l’acquisto e l’arrivo del gioco. Nei miei tre casi citati il primo, con consegna pubblicizzata ad aprile, lo sto ancora aspettando e gli altri due sono previsti per novembre. Questa credo sia la barriera all’ingresso più imponente per me e quindi non parteciperò tanto facilmente ad altre campagne. Amo più guardare le scatole sugli scaffali del mio negozio di fiducia e fremere per l’arrivo del pacco pagato tre o quattro giorni prima sinceramente. Dilazionare il tempo tra la scelta del gioco e l’arrivo dello stesso per me è altamente straziante!
10. Qual è la tua storia di giocatore, a prescindere dall’essere diventato un recensore?
Da piccolo, scuole medie intendo, ho giocato ai classici dell’epoca, HeroQuest, Brivido e il mio primo gioco ricevuto in regalo è stato L’Erede Misterioso. Crescendo poi non ho più avuto modo di tornare in questo mondo se non con ritardo, dopo l’università, scoprendo Risiko. L’ingresso invece nel panorama dei giochi da tavolo moderni è avvenuto solo nel 2010 con l’acquisto di Arkham Horror, non proprio un gioco per neofiti, per usare un eufemismo! Tant’è che questo errore di programmazione iniziale mi ha portato a crescere lentamente fino a quando sono arrivati i Dixit e Carcassonne, i quali hanno chiarito che esisteva una curva di apprendimento e di crescita del giocatore… Il mio rammarico più grande è quello di non aver scoperto i giochi moderni ai tempi del liceo, perché avrei avuto molto più tempo e molti più compagni di gioco. Col tempo sono diventato un estimatore dei collaborativi, anche perché amo avere il controllo sulla strategia di gioco che troppo spesso tendo a indirizzare, sentendomi poi le rimostranze di mia moglie che mi accusa di averle fatto sbagliare mossa. Adoro la fase di apertura di ogni scatola con annessa “annusata” dei componenti in cartoncino, soprattutto tabellone e token, con defustellamento chirurgico e tentativo, ossessivo-compulsivo, di reinserimento delle stesse fustelle a chiusura.
11. Perché recensisci giochi?
Perché mi piace condividere impressioni e soprattutto curiosità con altri che hanno la mia stessa passione. In particolare, ho cominciato proprio per dare a chi gioca in coppia la possibilità di approfondire titoli che girano bene in due giocatori. Quando ho cominciato a giocare assiduamente con la mia ex fidanzata (perifrasi per dire mia moglie) cercavo come il pane siti o video che parlassero di giochi, anche classici, che girassero alla grande anche in soli due giocatori e questo mi ha dato la spinta per cominciare.
12. C’è qualche tua recensione di cui sei particolarmente orgoglioso o che ti è piaciuto maggiormente scrivere?
Di sicuro la prima su Il Grande Libro della Follia, perché è stata quella che mi ha visto più concentrato e più emozionato durante la stesura, forse sarò stato troppo prolisso su regole e spiegazione dei turni, ma avevo paura di tralasciare cose importanti; già dalla seconda ho avuto un approccio più sciolto, anche grazie ai feedback di benvenuto ricevuti.
13. Quali scatole hai sul tuo tavolo in questo momento? Ci puoi anticipare cosa recensirai nel 2019?
Non seguo un ordine, ma di sicuro leggerete di 8 Minuti per un Impero: Leggende, Pandemic Alta Marea, Unearth, L’Isola Proibita (o il Deserto Proibito, non ho ancora deciso) e poi un giocone da 10 che voglio riservare, appunto, per la decima recensione!
14. Quante partite fai prima di recensire un gioco? Quanto ti prende scrivere un articolo?
Ogni volta che “inauguro” un gioco ci faccio sempre quattro o cinque partite (anche di seguito), per questo sappiate che una mia recensione avrà alle spalle sempre più di cinque partite per titolo. Per gli articoli ne distribuisco la stesura tra una mezza giornata del sabato e una della domenica per poi prendermi una mezz’ora in più solo per fare e scegliere le foto da allegare.
15. A cosa stai giocando di più in questo periodo NON per motivi redazionali?
Ovviamente ai nuovi arrivi che sono stati Orbis e Sulle Tracce di Marco Polo per poi ripiegare, in questi ultimi giorni, causa l’assenza ludica di mia moglie per manifesta stanchezza da pancione, sulla modalità in solitario di Sagrada e Venerdì (che nasce per 1 giocatore).
16. Shelf of Shame: quante scatole hai a ZeroPartite™? E quante ne possiedi in totale?
Putroppo sono tre i titoli a zero partite per i motivi che avete letto sopra e sono: Crocevia del Carbone, Coimbra e Flamme Rouge. In totale, al momento, senza contare i giochi in arrivo, ho circa 80 titoli nell’armadio.
17. È ancora possibile trovare meccaniche innovative? Quali ti piacerebbe venissero esplorate, variate, smontate e rimontate?
C’è sempre spazio per nuove meccaniche, anche se non si trova un Azul all’anno, questo è chiaro. Se dovessi pensare a qualcosa di diverso, proporrei un titolo in cui uno o due giocatori comincino a giocare almeno cinque minuti prima, creando la base per lo sviluppo della partita degli altri giocatori, una sorta di pseudolegacy (di cui voglio i diritti, se mai dovessero realizzare un gioco del genere 😀).
La meccanica che più mi piacerebbe vedere smontata e rimontata è quella dell’utilizzo e del piazzamento dadi e devo dire che Coimbra ha fatto davvero tanto in questa direzione.
18. Ti capita di playtestare? Ti piace o, potendo, eviti?
Non mi è mai capitato, ma potrebbe capitare alla prossima Con 😉
19. Cosa non deve mancare in un gioco da tavolo?
Reputo importantissime e utilissime le schede riassuntive per tenere memoria delle varie fasi del turno.
RAFFICA FINALE
Autore preferito?
Di primo acchito direi Matt Leacock, anche se il mio armadio dice Bruno Cathala.
Illustratore preferito?
Senza dubbio Naïade!
Meccanica preferita?
Gestione dadi.
German o American?
German o, come dice il successo di autori nostrani, European.
Interazione diretta o indiretta?
Indiretta.
Astratto o ambientato?
Astratto con bei disegni.
Ambientazione preferita?
Giappone feudale o Medioevo.
Durata maggiore o inferiore a 1 ora?
Inferiore con più partite di seguito.
1 vs 1 o 4 e più?
1 vs 1 e 2 vs Gioco.
Wargame o gioco di ruolo?
Nessuno dei due.
Cooperativo o competitivo?
Cooperativo, anche se sono molto competitivo, se il gioco lo richiede.
Dadi o controllo totale?
Controllo dadi.
PnP o Deluxe Edition?
In medio stat virtus.
Espansioni sì o no?
Non necessariamente.
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