Qual è il vostro livello di “tolleranza ludica”? Il mio è basso, talvolta.
Estate scorsa: aperta campagna, paesaggio collinare, tramonto, aria fresca, pensieri zero. Decidiamo di uscire per andare a mangiare una pizza. Una serata come tante di sano, puro, meritato, relax vacanziero. Appena entrati nel ristorante il mio sguardo si posa su una bambina graziosa, di 6 anni o poco più, che, in attesa della pizza, sta ingannando il tempo giocando spensieratamente, insieme al suo babbo, a tris. A TRIS. Mi si tappa istantaneamente la vena e con impeto crescente faccio uno scatto verso il suo tavolo, travolgendo un cameriere e un paio di sedie che si frapponevano tra me e l’obiettivo. Arrivo alla meta con la bile che tracima dagli angoli della bocca e, sollevando l’indice come un moderno predicatore medievale, con voce collerica e autorevole grido al padre: “Sciagurato! Ma lei non sa che quel gioco, oltre che di una banalità disarmante, è pure sbilanciato, soffre di runaway leader e, soprattutto, è buggato?!? Ma che razza di padre insegnerebbe mai a sua figlia un’oscenità del genere?!? Siamo nella Golden Age dei giochi da tavolo, Catan è ormai più famoso di Maria De Filippi, i social sono diventati pieni di «gioconi» (oltre a quei cazzo di gattini!), persino la Chicco (la Chicco!!!) ha tirato fuori la sua linea di GdT per bambini… e lei inganna l’attesa della pizza col tris?!? Si vergogni!!!” Al che mi avvicino, impugno il foglio di carta e con rapido gesto lo getto nel camino. “Che il fuoco lo purifichi!” E la bambina scoppia in lacrime. Il miglior sorriso da inquisitore si spalanca sul mio volto mentre guardo la sala con un misto di orgoglio e soddisfazione. Il padre fa per alzarsi con fare minaccioso e io… “…amore! Amore! Cosa cavolo stai fissando nel vuoto?! Sei sempre nel tuo mondo, te! Dai che il tavolo è pronto!” “Ho vinto!” grida la bambina al padre, sorridendo soddisfatta.
GREAT WESTERN TRAIL
È un gioco di Alexander Pfister, per 2-4 giocatori, durata media 75-150 minuti, edito nel 2016 da Eggertspiele (e localizzato da uplay.it edizioni), dove impersonerete un cowboy con l’obiettivo di muovere la vostra mandria di vacche (grasse) lungo, appunto, il “Great Western Trail”, antico percorso che collegava il Canada al Messico attraverso cinque stati degli USA. Stiamo parlando dell’ormai celebre capolavoro di Pfister o, meglio, del gioco che gli ha permesso di scalare l’ambita top100 di BGG fino a portarlo nell’olimpo dei grandi (attualmente sta al #9). Qui un link alla recensione del buon Fabio (Pinco11) pubblicata sul blog un paio di anni fa.
E se vi dicessi che questo gioco fotonico ha pure una modalità solitario? Ebbene, cari i miei fotoni, ce l’ha. Anche questa volta, dove non arriva l’autore, arrivano gli utenti di BGG e in particolare un certo wgerken, che ha ben pensato di inventare una modalità solitario fan-made. Inoltre, un certo Justin Parker ha pure aggiunto una grafica, in linea con quella del gioco, alle carte Automa di wgerken. Il risultato è una modalità solitario talmente ben fatta che farebbe invidia a Pfister in persona. Ma andiamo per gradi.
GRAFICA E MATERIALI
La grafica di GWT per me è un altro esempio che si aggiunge alla pila dei giochi da prendere a modello. Partiamo dai colori: caldi, ben amalgamati ed estremamente evocativi. Il tabellone ricorda davvero il clima e il paesaggio tipici dei territori dove è ambientato il titolo; i disegni sono ricchi, curati e armoniosi e il colpo d’occhio che offre il gioco apparecchiato sul tavolo è davvero di gran livello, pur essendo (passatemi il termine) “classico” come impostazione. Dal punto di vista della simbologia, se a una prima occhiata la grafica può sembrare caotica ed eccessivamente ricca, posso garantirvi che a partita cominciata le icone e i simboli si rivelano in tutta la loro chiarezza e l’apparente caos si trasforma in un’utilissima base per non dover aprire continuamente il regolamento. Per quanto riguarda i materiali, la dotazione è buona, anche se non eccelsa. Nulla da dire sulle tessere, sulle carte e sui vari token in legno (c’è persino una locomotiva in legno del colore di ogni giocatore!); “l’asino casca” sulle plance personali, che sono parenti di quelle di Terraforming Mars. Sottili, pieghevoli e soprattutto lisce, ottime come pista di pattinaggio per i vostri token e le varie tesserine da aggiungere durante il gioco. Infine, una grandissima nota di merito va al lavoro svolto dall’utente di BGG Justin Parker, che ha rimontato su una grafica credibile le carte ideate da wgerken, dando quel senso di “quasi ufficiale” che, diciamo la verità, è tutta un’altra cosa rispetto a un anonimo sfondo bianco con scritte in Arial 12.
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| La plancia del mio amico Brisco |
REGOLAMENTO
Una volta digerito il gioco base, il regolamento della modalità solitario è estremamente semplice e lineare. Giocherete una partita 1vs1 contro un automa… anzi l’automa Brisco. Infatti il suo creatore si è pure preso la libertà di dargli un nome (la tipica tendenza all’affezione del creatore verso la sua creatura). Brisco effettuerà una mossa a turno, come un normale giocatore; che azione compiere lo deciderà la carta pescata di volta in volta dal mazzo automa. Il mazzo, modulabile nel contenuto secondo tre difficoltà (facile, normale e difficile), potrà contenere dalle 14 alle 16 carte e le azioni andranno dalla semplice “muovi avanti di uno spazio” a combinazioni tra movimento e le consuete azioni del gioco (costruisci un edificio, muovi il treno, prendi una carta mucca, ecc.). Brisco, a differenza di un giocatore normale, non utilizzerà mai né le monete né le azioni degli edifici dove terminerà il movimento, ma si limiterà a eseguire ciò che è scritto sulla carta di turno. Ogni volta che arriverà a Kansas City, svolgerà i vari passaggi normalmente (delegando a voi la scelta delle tessere da inserire sul tabellone) con l’unica differenza che, non avendo una mano di carte né una riserva di monete, si limiterà a piazzare un dischetto sulla prima stazione libera seguendo l’ordine imposto dal livello di difficoltà prescelto. A fine partita Brisco totalizzerà un numero di punti come somma di tutte le carte bestiame raccolte, gli obiettivi (che soddisfa sempre indipendentemente da ciò che è scritto), le stazioni e quant’altro possa dargli punti, come un giocatore normale.
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| Muuuuuuu!!! |
IMPRESSIONI
Great Western Trail è indubbiamente un cinghiale setoloso di quelli veri, vecchia scuola, dove le regole e le cose da tenere a mente e tenere d’occhio sono tante. Superato però lo scoglio iniziale, tutte le sue mille meccaniche e sottomeccaniche (il treno, il percorso su mappa, il deck-building, il mercato del lavoro, gli edifici, ecc.) cominciano a girare come ingranaggi di un orologio svizzero e la sensazione che lascia è di un gioco studiato a fondo, playtestato a dovere, bilanciato come pochi altri e stranamente niente affatto ridondante o barocco. L’insalata di punti finale può lasciare un po’ interdetti, ma – in realtà – i motori principali di punti sono pochi e chiari, il resto fa solo da contorno. Piccola digressione: in rete potrete trovare varie opinioni insinuanti il dubbio che vi sia una strategia dominante (quella delle mucche). Al di là che vi posso garantire che vincere senza contare sulle mucche è possibile (l’ho sperimentato io stesso), penso sia impossibile vincere puntando SOLO sulle mucche, ignorando edifici e treno. Quindi la ricerca del giusto mix tra le 3 strategie c’è sempre e non esiste una soluzione univoca che funzioni in qualsiasi situazione (ricordo che il setup è variabile). E comunque, GWT è un gioco che parla di mandrie da spostare da un capo all’altro degli USA… il fatto che un po’ di “risorse” debbano per forza essere spese su questa strategia ci sta! Una delle meccaniche che ho trovato più interessanti è il meccanismo della “corsa” monodirezionale sul tracciato, dove la decisione sul quando, quanto e dove fermarsi, il cosiddetto timing, è la chiave per ottimizzare ogni giro, prima di arrivare a Kansas City (meccanica tra l’altro ripresa l’anno successivo anche da Heaven & Ale).
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| PnP con Epic Fail |
In sostanza io adoro questo gioco e lo inserirei senza indugi nella mia personale top10. Immaginate quindi il dispiacere nel constatare l’assenza di una modalità solitario. Perché Pfister non l’hai inclusa?… Perché?!? Fin quando… tac. Su BGG compare il mazzetto delle meraviglie e in men che non si dica mi ritrovo a giocare da solo a uno dei miei giochi preferiti, riassaporando sensazioni di grande soddisfazione, simili a quelle già provate in multigiocatore. Brisco è un avversario talmente ben implementato da risultare talvolta quasi credibile nelle sue azioni. Ad esempio, una delle trovate che ho apprezzato di più è l’idea di piazzare gli edifici sempre nella casella di fronte al nostro mandriano, così da ostacolare e allungare il nostro percorso. Per vincere dovrete sicuramente impegnarvi a fondo e avere padronanza delle meccaniche, sebbene il livello di difficoltà più alto, a dire il vero, non sia poi così estremo (io ho vinto al primo tentativo). Se da una parte giocare contro un automa è sempre più stimolante e avvincente rispetto a giocare un solitario con il solo obiettivo di fare più punti possibili, c’è da dire però che, complice il conteggio a insalata di punti finale previsto dal gioco, Brisco potrà risultare un automa meno pressante di altri, in quanto non avrete una chiara idea del punteggio che sta totalizzando fino alla fine della partita. In ogni caso, il lavoro fatto da wgerken è una modalità solitario contro un automa ben studiata, implementata a livello grafico ancora meglio e che, con poche regole facilmente memorizzabili, gira in maniera davvero fluida. Probabilmente proprio la fluidità è il suo maggior pregio, perché, se per imparare a giocare al gioco base serve un studio approfondito del regolamento, per giocare contro Brisco serve soltanto eseguire quanto riportato nella carta di turno, con un downtime praticamente inesistente. Semplice, intuitivo ed efficace.
CONCLUSIONI
Great Western Trail è un gran bel pezzo da 90 che merita indubbiamente tutta l’attenzione che ha ricevuto e che sta ricevendo ancora a distanza di più di 2 anni dalla sua uscita. Di cinghiali ormai se ne vedono tanti e su Kickstarter escono quasi quotidianamente “copie carbone ludiche” con materiali scintillanti, ma meccaniche che puzzano di vecchio e già visto o addirittura non funzionanti. GWT in questo è in tutto e per tutto un “vecchia scuola”, uno di quei giochi che non brillano per materiali o per meccaniche innovative, ma che fanno della solidità il loro cavallo di battaglia. Ed è proprio questa solidità secondo me che gli ha garantito lo stazionamento nella top10 di BGG. E poi ci sono i trenini… personalmente non riesco mai a resistere al loro fascino magnetico (sicuramente avranno aiutato anch’essi alla scalata della top100!). Quello che gli mancava era indubbiamente la modalità solitario, però credo che, grazie a questa implementazione fan-made, la lacuna sia stata ampiamente colmata. Sono certo che l’automa Brisco saprà regalarvi grandi soddisfazioni, aiutandovi sia a prendere confidenza col gioco (e le sue corpose regole) sia a migliorare i vostri punteggi. Per concludere direi Alexander Pfister può essere, a mio avviso, considerato meritatamente l’autore del momento e ribattezzato “l’uomo che parlava ai cinghiali”. Aspetto quindi con “viva e vibrante” trepidazione di provare il suo ultimo lavoro, uscito pochi mesi fa, dove peraltro c’è già inclusa una modalità solitario. Con buona pace degli utenti di BGG.
WW: “Ora voglio dirti il mio segreto.”
Analista: “Va bene.”
WW: “Vedo la gente che gioca a tris.”
Analista: “Quando dormi?” [scuoto la testa] “Quando sei sveglio?” [annuisco]
WW: “Giocano come fosse un gioco normale. Non vedono i giochi degli altri, vedono solo quello che vogliono vedere. Non sanno di giocare a un gioco senza senso.”
Analista: “Li vedi spesso?”
WW: “Continuamente. Sono dappertutto. Non racconterai a nessuno il mio segreto, vero?”
Analista: “No. Te lo prometto.”
Se siete interessati al gioco (non al tris, l’altro), lo trovate come sempre Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
Se siete interessati al solitario, vi riporto il link di BGG dove è possibile scaricare il mazzo di carte automa.
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