Atalia Giochi è un distributore di giochi da tavolo nato in Francia e attivo anche nel Belgio francofono, il cui titolare è l’italianissimo Cesare Mainardi. Fra i numerosi giochi di successo distribuiti oltralpe, troviamo Magic Maze, ICECOOL, Lorenzo, Alhambra, però il loro campione di vendite è senz’altro Limite Limite: party game semplice e divertentissimo, ma dal contenuto “irriverente”.
Di recente Atalia ha cominciato a distribuire i propri prodotti anche in Italia e questo ci ha permesso di venire a contatto con Cesare, con cui abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere.
– Ciao Cesare e benvenuto su GSNT. Cominciamo con le presentazioni di rito: ci parli di te, di Atalia Giochi e dei suoi membri?
Atalia è un ditta di distribuzione di giochi di società che ho fondato in Francia 3 anni e mezzo fa. Nonostante la giovane età siamo già presenti nella maggior parte dei negozi specializzati e in grandi catene come la FNAC (80 magazzini), JouéClub (300), Cultura, Oxybul… (di cui non conosco il numero esatto, ma sono in tutti i grandi centri commerciali francesi). Oltre a me, ci sono altri 4 collaboratori: 3 in Francia e uno in Belgio: Serge.
– Per quale motivo avete preferito partire dal mercato francese e non da quello italiano, viste le tue origini? Che differenze ci sono tra i due mercati?
Per la semplice ragione che vivo in Francia da 18 anni e che ho conosciuto il mondo del gioco quando già abitavo in Francia! Qui ci sono molti più negozi specializzati (noi lavoriamo già con oltre 400 punti vendita) e ci sono molti festival del gioco organizzati da associazioni no-profit che permettono però di vendere i giochi durante i festival. In questo modo, un distributore principiante come era Atalia 3 anni e mezzo fa, ma con buoni giochi, ha potuto farli conoscere. La gente li acquistava agli stand presenti agli eventi. I negozi hanno cominciato quindi a prenderci sul serio e la cosa ha fatto un po’ l’effetto palla di neve… rotolando giù dalla montagna è diventata una valanga! 😉 In Italia cominciamo solo adesso e mi rendo conto che non si può lavorare nello stesso modo. I festival principali sono organizzati da strutture professioniste e i costi non sono neanche paragonabili.
– Come vedi il futuro dei giochi da tavolo, sia a livello globale che in maniera più specifica per quanto riguarda l’Italia?
Il gioco da tavolo penso sia in crescita un po’ dappertutto e ci sono quindi sempre più giochi proposti da un numero crescente di editori. Malgrado la richiesta aumenti, l’offerta mi sembra aumentare ancora più in fretta, il che metterà in difficoltà gli editori più piccoli, con meno mezzi a disposizione per farsi conoscere e di conseguenza ridurrà probabilmente la varietà di giochi presente oggi. Favorire i piccoli editori e distributori garantisce la varietà!
– E del crowdfunding che mi dici? Può essere una risorsa o un nemico per il mercato retail?
A parte certi grossi giochi di miniature salatissimi, che in negozio costerebbero troppo, non sono favorevole al crowdfunding. Secondo me mette sicuramente il mercato retail in difficoltà e anche questo non è una buona cosa, perché i negozi specializzati per me sono importanti per la democratizzazione del gioco di società moderno.
– Quali sono i vostri progetti a cui siete più legati?
La risposta è diversa se per legati intendi per affinità o per interessi. Se parliamo d’interessi per forza siamo legati di più al gioco che vendiamo meglio in Francia, che è Limite Limite. Quest’anno ne abbiamo venduti circa 40 mila, già come l’anno scorso, senza contare l’espansione indipendente che è uscita. Lo stesso gioco lo proponiamo in italiano col nome Punchline. È un gioco che utilizza la meccanica che ha fatto conoscere Cards Against Humanity (ma che è di dominio pubblico) con un contenuto 100% originale e ancora più spinto del cugino americano.
Se per legato intendi per affinità, fra i nostri giochi disponibili in italiano direi Flying Kiwis, che esce in questi giorni. In Francia è già uscito. Per l’Italia cominciamo la comunicazione solo adesso. Un gioco per tutta la famiglia, caciarone, ma simpatico a oltranza. Spero che lo recensirete presto. Se avete bambini dai 5 anni in su, non potrà non piacervi.
– Puoi rivelarci qualche progetto particolarmente interessante a cui state lavorando?
Il nostro lavoro consiste prima di tutto nel selezionare i giochi da distribuire. Scegliamo fra un numero enorme di giochi che devono ancora uscire. I giochi che dobbiamo provare, sono tutti un progetto. Ma a questo stadio, sono anche tutti ugualmente importanti fin tanto che i giochi non sono selezionati, ma a quel punto, non sono più un progetto!
– Sarete presenti a Essen? E a Lucca?
Sarò a Essen con un mio collaboratore, ma più che altro per incontrare i nostri partner esteri e cercare nuovi giochi. Non abbiamo uno stand, perché già ci sono i nostri editori che vendono sul posto e non mi sembra corretto far loro concorrenza. A Lucca per adesso non esponiamo. Non abbiamo ancora un catalogo abbastanza grosso per assumerci la spesa di partecipare e mandare un team d’animatori sul posto. Cercheremo di farci conoscere in altri modi.
– I titoli che avete portato in Italia fino ad ora sono indirizzati per lo più a un pubblico family e ai giocatori più giovani; pensate di ampliare il vostro portfolio con giochi per giocatori esperti?
Sono d’accordo che per adesso non abbiamo giochi per esperti in lingua italiana, ma Punchline non mi sembra né un gioco per giovani né per famiglie, LOL! È un ottimo party game per adulti. Flying Kiwis è super per i bambini (ma non solo). Appena troveremo un buon gioco per gamer, che si possa distribuire anche in Italia, lo faremo certamente. Con Dragon Ranch che arriva fra poco avremo un gioco familiare, ma che sarà apprezzato anche dai giocatori più esperti.
– Prima dei saluti c’è qualcosa che vorresti aggiungere a quanto ci hai detto sin qui?
Non ho parlato ancora dell’altro gioco che arriva fra poco e che è italianissimo: Monkey Temple della Spaceballoon Games. Un party game che può ricordare Profiler per certi aspetti e Unusual Suspects (Insoliti Sospetti) per altri. Delle scimmie dispettose rubano degli oggetti a dei turisti che visitano un tempio in Asia. L’ho vissuto in prima persona a Bali! Bestiale quanto siano furbe le scimmie! Rubano perché sanno che i turisti cercheranno di recuperare gli oggetti, dando loro del cibo. Nel gioco, i giocatori fanno la parte di un guardiano che dovrà ritrovare i turisti proprietari degli oggetti trovati. Ma, oltre ai turisti raffigurati sulle carte, i giocatori stessi possono essere considerati turisti! Il peluche rosa sarà del losco tipo barbuto, del mostro della laguna, della bambina impaurita o il tuo?
Grazie dell’opportunità di farci conoscere dai vostri lettori e a presto!
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