scritto da Fabio (Pinco11)
Eccomi oggi ad affrontare il titolo che al momento occupa la prima posizione nelle wishlist dei frequentatori dei principali siti che elencano le novità della fiera, ovvero il successore spirituale di Tzolk’in, ideato da Daniele Tascini, che vedete raffigurato a lato.
A questo giro il numero di gestionali di peso medio sembra cospicuo, per cui la mia soddisfazione non si ferma qui e vi preannuncio che di altri titoli vi parlerò a breve … 😉
NSKN
Be’, ci sono arrivato. Ho letto il manualetto di Teotihuacan: City of Gods, ovvero simpatiche 24 pagine (ma con tanti disegni, una lunga spiegazione del setup e diverse regole addizionali per solo play e gioco avanzato) e, pur non essendo entrato nel flusso del gioco solo leggendo (ci sono troooooppe tesserine di tanti tipi per capire cosa porta a cosa) quello che ho intuito è che il gioco è già nella mia wishlist.
Il fatto che tra i due autori ci sia Daniele
Tascini (assieme a
David Turczi, già noto per cose come
Anachrony,
Trickerion e
Petrichor) lo aveva già reso una sorta di
instabuy, ma un’occhiata la volevo dare (ah,
lo trovate qui il manuale in English).
Cosa ne ho tratto?
Ok, è un gestione lavoratori.
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| I componenti del gioco … |
Ogni giocatore ne riceve alcuni, sotto forma di dadi del suo colore, e li utilizzerà nel corso della partita, collocandoli nei vari spazi azione sul tabellone. Parlando di quest’ultimo, parecchie sono le zone che si identificano su di esso e su diverse di esse sono impilate numerose simpatiche tesserine, che richiederanno almeno un par di partitine per capire bene di che si tratti e dove convenga investire. Tra l’altro, cosa che incide sulla potenziale longevità, il tabellone è prestampato, ma è possibile poi utilizzare apposite schede da sovrapporre a quelle iniziali per una esperienza di gioco più completa.
Ancora altri flash che vi posso dare sono il fatto che siano presenti tre classiche tracce tempio e una simpatica e interessante piramide di tessere che dovremo nel corso del gioco andare a decorare.
Le azioni, poi, sono influenzate nel loro effetto dal numero di avversari presenti nella specifica location attivata (e dal numero sul dado) e diverse sono anche le risorse.
Nel complesso qualche reminescenza di Tzolk’in, qua e là, compare, a partire dai templi, passando per le tessere di partenza che consentono un avvio asimmetrico, il metti/togli lavoratori, così come nell’ambientazione prescelta, ma il gioco si propone come un classico titolo con molteplici fonti di punteggio (point salad), con motori da costruire per ottimizzare gli effetti delle varie azioni.
Bello?
Devo giocarci, ma il nome dell’autore è per me una bella garanzia … 😉 Nel radar c’era già prima di leggere, ora è in wishlist …
PS: il gioco può essere anche provato su
Tabletopia, per chi volesse darci un’occhiatina in più …
BEAUTIFUL DISASTER GAMES
L’editore polacco, reduce dalla fortunata campagna
Kickstarter che lo ha finanziato (
qui la pagina per info), raccogliendo la discreta sommetta di 70.000 dollari, grazie a un migliaio di
backer, porta ad Essen il suo
Crisis at Steamfall, di
Tom Stasiak, per 1-4 giocatori, 60-120′, 13+, gioco che propone una sorta di avventura all’interno di una città vagamente
scifi, ovvero di un tabellone composto da una griglia di
location all’interno del quale si muovono i vari personaggi.
Classicamente, l’interazione con i vari edifici genera effetti, sotto forma di incremento delle statistiche dei personaggi, acquisizione di carte e così via e la crescita del proprio avatar è strumentale alla risoluzione del dilemma alieno, al quale corrisponde la vittoria.
Due le modalità di gioco, ovvero competitiva e cooperativa e simpatica è l’idea della crescita, fisica, della propria scheda caratteristiche …
BIG FUN GAMES
Ci spostiamo stavolta a Taiwan e parliamo di un classico titolo a base di SimCity, dove nel corso della partita si va a costruire una cittadina, assemblando le apposite tessere quadrettate (ciascuno costruisce la propria). Si tratta di Fortune City, di Chih-Fab Chen, per 2-4 giocatori, con tempo di gioco di 45′ e la peculiarità qui sta nel fatto che il gioco è la versione analogica di una app per smartphone e tablet che è in giro da un pochetto di tempo, focalizzata sull’aspetto gestionale della costruzione di città.
Tra i materiali abbiamo poi tessere merce e simpatici pedoni degli abitanti VIP, che contribuiscono alla crescita delle città.
Essendo un classico gioco a disponibilità limitata alla fiera, ve lo segnalo.
BLACK BOX ADVENTURES
Eccoci arrivati a un editore indie olandese e parliamo di Itchy Monkey, un simpatico astrattino a tema scimmie e pidocchi. Il presupposto, qui, è quello di osservare la simbiosi tra le due specie, visto che i secondi abitano la pelliccia delle prime, venendo però anche da esse mangiati.
Il gioco si svolge su di una plancia che riporta una classica griglia (idealmente quadrettata, anche se per estetica gli spazi sono tondi), sulla quale sono collocate un buon numero di scimmie e ogni giocatore inizia collocando su di una di esse la propria colonia di pidocchi di partenza (segnalini di legno colorati).
Al proprio turno, dopo aver provveduto a far crescere le varie colonie del proprio colore, si sceglie tra una delle tre mosse disponibili, ovvero il far saltare pidocchi da una scimmia a una vicina, il far muovere una scimmia sulla quale si ha una colonia orizzontalmente o verticalmente, fino a farla sbattere contro un’altra scimmia, consentendo così di colonizzarla o (da veri cattivoni) far spidocchiare una scimmia che ha su di essa almeno 5 pidocchi di un avversario.
Scopo del gioco: essere la prima razza di pidocchi ad aver colonizzato un certo numero o tipi di scimmie 🙂
Tra l’altro il gioco propone anche diverse varianti, legate alle capacità delle varie scimmie, e una espansione …
In versione demo l’editore porterà ad Essen anche la sua prossima uscita, Climate Oasis, cooperativo gestionale ambientato nel futuro 2070, dove parecchie saranno le sfide climatiche che i giocatori dovranno fronteggiare …


MIND FITNESS GAMES
L’editore propone ogni anno dei titoli asciutti (sono in sostanza degli astratti, anche se talvolta dotati di simpatiche ambientazioni), ma profondi e interessanti. Tra di essi, per esempio, l’ottimo Vikingdoms compare nel ristretto novero delle scatole che tengo a portata di mano, essendo esso l’evoluzione di Six Making.
Quest’anno il gioco che propone, sempre ideato da Jozsef Dorsonczky, è Verona Twist e rappresenta una declinazione del tema di fondo dell’indovinare la giusta combinazione di colori sulla base di un certo numero di indizi.
Abbiamo infatti una griglia quadrettata 5×4, sulla quale sono identificate tre diverse aree, e una dotazione di sei pedine colorate. L’idea è quella che le pedine rappresentino i personaggi del dramma Romeo e Giulietta e che due di essi siano i due amanti, che sono stati nascosti da uno dei due giocatori e che l’altro deve smascherare (il Capuleti).
Al proprio turno il giocatore che deve indovinare (Capuleti) inizia muovendo una delle pedine e i due si alternano muovendole tutte. Quindi, a esito del movimento, l’avversario (quello che conosce l’identità nascosta dei due amanti) dovrà dire a chi deve indovinare se le due pedine degli amanti sono nella stessa area o meno. A quel punto il Capuleti potrà scartare le combinazioni inammissibili (ci sono delle utili tesserine che lo ricordano) e dovrà indovinare entro sette turni l’accoppiata giusta.
Come avrete intuito, quindi, c’è una componente alla Mastermind e una legata al movimento dei pezzi, visto che il giocatore che ha nascosto gli amanti potrà cercare di muovere i suoi tre pezzi scegliendo di volta in volta quelli che, mossi, diano le minori info possibili. A chiudere annoto che ogni pezzo, come nella tradizione dell’autore, ha diverse regole di movimento … 😉
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| Le regole in inglese 🙂 |