[Essen e dintorni] Si parte …

scritto da Fabio (Pinco11)

La vecchia stagione ludica, arrivata ora a luglio, si è definitivamente chiusa, salvo il piccolo strascico delle ultime localizzazioni residue che stanno arrivando alla spicciolata, a chiudere il menù delle uscite 2017. Nel complesso mi resta il ricordo di un’annata per me tutto sommato abbastanza dimenticabile, con poche scatole che si sono fermate a casa mia, per cui riparto di slancio con le carrellate del pre-Essen (e del pre-Gen Con, che anticipa diverse uscite di un paio di mesi), buttandomi a capofitto verso le prossime centinaia di novità che, come ogni anno, l’evento tedesco ci propone.
In verità il crowdfunding un bel po’ di scena l’ha rubata, eccome, alla fiera più importante dell’anno, perché una bella fetta dei denari dei consumatori di giochi da tavolo è assorbita dalle piattaforme online, che lavorano a tempo pieno per tutto l’anno, con l’effetto di rendere la competizione per il miglior posto al sole dello Spiel ancor più feroce, ma io ancora vedo nell’evento autunnale fisico il mio unico punto di riferimento (tanto per i nostri lettori amanti di Kickstarter e dei suoi fratelli c’è Yuri …).



PLAN B GAMES

L’editore d’oltreoceano ha ottenuto lo scorso anno un grosso successo con il suo Azul e ha preso atto che il settore degli astratti pare essere di moda e tirare (vedi Dragon Castle, Sagrada, …), per cui ha deciso di battere il ferro finché è caldo proponendo ben due uscite in questo ambito.
La prima è rappresentata da Reef (il quale esce sotto l’etichetta Next Move), titolo che vede, alla voce autore, il nome di Emerson Matsuuchi (quello di Century) e che propone le classiche poche regole, veloci, contenute in 3 paginette di manuale (qui in inglese) e una ampia fruibilità per un pubblico familiare.
Le tesserine di Azul sono qui sostituite da coralli di quattro colori, impilabili, in plastica, che i giocatori vanno a piazzare sulla loro scheda personale, rappresentata da una griglia 4×4.
L’idea è quella che ad ogni turno si prelevi una delle 4 carte disponibili al centro del tavolo (semplifico) e se ne giochi quindi una, piazzando dove si desidera sulla propria scheda i coralli del colore indicato nella parte alta della carta e assommando punti corrispondenti al numero di set del tipo indicato sulla parte bassa della carta che si vedono sulla propria scheda. Ad esempio, se la carta mostra 3 coralli arancioni adiacenti, ogni fila da 3 coralli di quel tipo (in qualsiasi orientamento) che si vede sulla propria scheda darà i punti bonus indicati. Il trucco sta nel fatto che il gioco ha anche una tridimensionalità, in quanto diversi obiettivi richiedono di avere coralli a un livello superiore al primo, ossia che sono stati piazzati sopra ad altri, e al fine degli obiettivi ciò che conta è sempre e solo l’ultimo corallo in cima ad ogni pila.
Il tutto sembra molto interessante e l’ho già inserito nella lista delle cose da prendere, visto che Azul qui a casa mia ha superato le 50 partite fatte … 😉 L’uscita del gioco, comunque, è fissata per i primi di agosto, alla Gen Con, per cui ci sta che a Essen sia già entrato nella lista dei già presi, giocati e archiviati … 🙂 ah, voci di corridoio non confermate mi accennano a un’uscita del gioco in italiano da parte di Ghenos, che già localizza Azul …
Parlando di Azul l’editore, dopo aver proposto una sua versione maxi, dal modico prezzo di trecento euro o giù di lì, ha pensato bene di proporre anche un seguito del fortunato titolo ideato da Michael Kiesling, per cui, per la gioia dei fan, ecco arrivare sulle nostre tavole anche Azul: Stained Glass of Sintra, stavolta previsto per Essen.
Di che si tratta?
Be’, per ora è trapelata solo la notizia dell’uscita del gioco, ma le immagini rivelano al centro del tavolo i ben noti piattini con dentro le classiche 4 tesserine già viste in Azul, per cui vado a pensare che la logica di base resti quella del predecessore. Ciò che varia, stavolta, è l’utilizzo che si deve fare delle tessere, con la plancia giocatore che appare essere modulare, con colonne staccabili che vanno, unite, a formare una griglia 5×8, da riempire (stavolta in senso verticale?) seguendo regole ancora ignote.
Interessato? Ovviamente sì, anche se sono più tiepido rispetto a Reef, temendo che Azul 2.0 non riservi il giusto tot di innovazione per non sembrare una espansione standalone.
Visto che ci sono, eccomi anche a menzionare la terza uscita dell’editore canadese, così completo il parco titoli, ricordando che con il marchio in questione vedremo a breve anche Coimbra, del duo Gigli-Brasini, un bel gestionalotto al quale ho già avuto modo di fare diverse partite, grazie a una versione di preproduzione miracolosamente finita nelle mie mani. Il gioco è bello e ve lo confermo, rinviandovi al mio post per maggiori indicazioni 🙂 Ricordo che anche questo avrà localizzazione da parte di Ghenos.

LUDONOVA

Come al solito cerco di alternare le notizie su titoli di editori più noti con altre legate a prodotti che possono proporsi quali underdog ed eccomi a parlarvi di Ceylon, di Chris e Suzanne Zinsli, edito dalla spagnola Ludonova.
Poco si sa per ora, ma le informazioni fatte trapelare, assieme a un paio di gradevolissime immagini del tabellone, mi hanno intrigato. Le meccaniche di raccogli e consegna, controllo territorio e collezione set sono di quelle classiche, la grafica sembra rilassante il giusto e l’ambientazione è quella della coltivazione di piantagioni di tè, con l’obiettivo di assumere il controllo della loro produzione nei vari distretti raffigurati all’interno del classico tabellone-griglia esagonato. Su di esso ci sono poi spazi per le classiche tracce e per carte/tessere, per cui mi segno il gioco nella lista delle cose da tenere sott’occhio per maggiori info e procedo oltre … 😉
HUCH!

Qui solo due righe e un’immagine, perché altro non si sa, ma siccome in uscita è annunciato un Feld non possono non segnalarlo. Con molta fantasia il gioco si chiamerà Forum Trajanum e sulla scatola campeggia, oltre al nome del geniaccio, anche quello di Menzel alle matite.
Qui l’annotazione nell’elenco dei da tenere d’occhio è automatica e vi farò sapere di più appena possibile … 😉
ALEA

Passiamo quindi al marchio specializzato della Ravensburger ed eccoci a un legacy a base di rolla i dadi e gestisci ideato dal duo Inka e Markus Brand.
Sul sito dell’editore è già disponibile (65 euro) e ci sono in giro video che ne parlano.
In generale, essendo un legacy, tutti cercano di non dare troppi spoiler, ma l’idea di base è quella che siamo davanti a un tabellone grigliato (a esagoni), sul quale si andranno a costruire edifici, appiccicando, come in tradizione Chartestone, adesivi e sviluppando i propri motori produttivi e il tutto ricorda da vicino le logiche del titolo appena richiamato.
Non sono granché fan dei legacy, per cui per ora (e ne sarete stupiti) non lo segno proprio nelle cose da prendere, ma ne parlo, anche solo per stimolare qualcuno dei miei compari di merenda a prenderlo … (diabolico, eh?). Del resto, puoi pensare di lasciare sullo scaffale e ignorare così un Brand made by Alea?
BLUE ORANGE

La tendenza a proporre titoli dalle regole lineari, ma potenzialmente profonde (4 paginette, eccole in inglese), è stata fatta propria anche dall’editore dell’arancia e la cosa è dimostrata da Blue Lagoon, frutto della creatività del buon vecchio Knizia.
Partiamo con i dati, che ci parlano di 2-4 giocatori, 30-45 minuti, 8+ di età e un tabellone esagonato sul quale i giocatori andranno, nel corso del gioco, semplicemente a piazzare i propri segnalini (settler e villaggi). Classicissime le logiche, che sono quelle, tipiche dei titoli di diversi anni fa, ma proposte ora con il giusto livello di sintesi e linearità, del piazzamento, controllo territorio e costruzione reti.
A livello pratico le regole ci dicono che i giocatori si alternano, semplicemente, nel piazzare un proprio segnalino (settler) in un qualsiasi spazio di mare o uno (settler o villaggio) di terra confinante con un proprio segnalino già presente sul tavolo.
Mano a mano, in questo modo, si andranno a costruire catene, con le quali si cercherà di andare a tagliare la strada agli avversari, visto che ciò che paga, alla fine, sono le maggioranze sulle isole, l’averne collegate diverse con una unica catena e averle colonizzate tutte. Nel contempo sono presenti (piazzati casualmente in ogni partita) risorse da raccogliere giocando, collezionare le quali conferisce altri punti.
Due sono, infine, le fasi di gioco, con il tabellone che è quasi svuotato (restano solo i villaggi non piazzati in caselle che davano risorse), per procedere a una nuova fase di ripopolamento, stavolta però potendo piazzare solo a contatto con propri pezzi già presenti sul tavolo.
Intrigante e non troppo complesso, ma con una dose di cattiveria e aggressività potenzialmente significativa, lo metto anche lui nell’elenco delle cose da tenere ben d’occhio.
Anche questo, comunque, sarà fuori già alla Gen Con …

— Le immagini sono tratte dai siti dei rispettivi editori o dal sito specializzato BGG (boardgamegeek), ai quali appartengono tutti i diritti. Sono riprodotte ritenendo la cosa gradita forma di diffusione, ma saranno rimosse, in caso, su semplice richiesta —
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