scritto da Interesse Ludico (Diego)
[Fabio-Pinco11: Ultimamente sto tenendo a battesimo un buon numero di nuovi collaboratori, presentando i loro primi contributi al blog, e devo ammettere che mai mi stancherò di farlo e di essere di ciò lieto. Mi fa piacere vedere che la nostra comunità va a crescere e che diventi un punto di riferimento anche per chi ama, scrivendo, l’idea di condividere con altri le proprie impressioni e idee del mondo dei giochi da tavolo.
Oggi lascio la parola, però, a un collaboratore che la sua esperienza, in solitaria (o meglio, in coppia) l’ha già fatta, curando il proprio blog Interesse Ludico (qui il link), nel quale sono ospitati anche i disegni di Mari. Parlando con Diego, abbiamo condiviso alcune idee sul nostro mondo, per cui l’idea che è maturata il lui è stata quella di esordire non con una recensione, ma con una chiacchierata sul tema “manuali“, arricchita, naturalmente, dalle tavole della gentil signora. Sperando che il tutto sia di vostro interesse, come lo è stato del mio, saluto con vivacità, sia i nuovi collboratori che voi lettori!!!]
Un pomeriggio qualsiasi della vostra settimana, in un giorno feriale, state facendo la spesa (o qualsiasi altra incombenza superflua che vi allontana dal gioco) e, nel momento meno opportuno il vostro cellulare squilla.
La smorfia di intolleranza diventa un sorriso che fa trapelare il buonumore per una – fino a pochi istanti prima imprevista – serata a base di pizza e boardgame tra amici.
La mente comincia a essere invasa dall’ottimismo e titillata al pensiero di quale gioco colorerà la tavola: un german classico? Un peso medio? E se ancora non lo conoscessi? Anzi, se lasciassi la spesa alla cassa per spendere quei soldi in un nuovo gioco da proporre agli amici, compromettendo un rapporto di coppia allo stadio attuale sereno e piacevole?
A meno di dirigersi su un party game, lo scoglio da affrontare è rinomato: la lettura del manuale. Sembra un problema banale, dato che molti di noi sono abituati a reperire più informazioni possibile dalla rete prima di fiondarsi su un (incauto?) acquisto, arrivando magari a scaricarsi il manuale e leggerlo anzitempo per non farsi trovare impreparati in un’evenienza come quella descritta qui sopra.
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| … si fa prima ad andare al Colosseo e giocare a Bud Spencer e Terence Hill |
Invece tanto banale non è. A mio giudizio, anzi, il manuale è proprio l’elemento che più di tutti ostacola l’espansione del mercato dei nostri amati/odiati (e poi apprezzati) giochi di società. Pensateci bene: quale altro media “di società” palesa un impedimento ad essere goduto dal primo istante? Un film? Ne scarti la confezione, inzaccheri il supporto nel lettore DVD/Blu-ray e te lo godi con amici, pop corn e patatine o addirittura in streaming, saltando un passaggio. Un videogioco? Uguale, ma nell’eventualità ci sia un gameplay da assimilare, ci sarà stato un game designer, probabilmente sottopagato, che avrà pensato a noi, mettendo in piedi un tutorial ad hoc adatto al più ampio raggio di capacità mentali, dalle più ristrette a salire.
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| Sono esistiti anche videogiochi che in realtà erano GdT, con tanto di componentistica. Potrei scriverne in effetti |
I nostri tutorial attualmente sono i video di YouTube e ce n’è per tutti i gusti, siano essi gusti minuti, gusti con la camicia o più edonisti ancora, tra miss e barbe di una certa rilevanza. Insomma non cito anche altri, ma ringrazio per il bene che fanno al settore e all’utenza, piuttosto che pensare ad arricchirsi su Twitch con i gameplay di HeartStone.
Pur ritenendo fondamentale il loro apporto però sappiamo bene che un video non può sostituire la lettura di un manuale per varie ragioni: il manuale è più completo, riporta esempi chiarificatori e contiene altre informazioni indispensabili a partire dal setup, passando per le quick reference per finire con l’elenco dei termini importanti, vitale nel caso di tratti di un TCG/LCG et similia.
Un video non può sostituire un promoter di fiera o il gestore della ludoteca, pronti a prodigarsi nella spiegazione e magari anche disposti a osservare i primi turni di gioco per fugare ogni minimo dubbio, compito eseguito in pieno dai tutorial dei videogiochi, che facendo partecipare all’azione il giocatore gli infonde i rudimenti base del divertimento in divenire.
Il parallelo coi videogiochi è meno stupido di quanto possa sembrare: i giochi di era 8 e 16 bit (e precedenti) avevano lo stesso problema e in determinati casi (sporadici, eppur esistono) il libretto nella scatola conteneva informazioni importanti per la fruizione del gioco. Chi ha avuto la fortuna di crescere con un Commodore 64 ricorderà magari la frustrazione del non capire un gioco dopo aver aspettato decine di minuti che la cassetta lo caricasse. Eppure capitava: si giocava un po’ a vuoto, non si capiva, si resettava il biscottone (simpatico nomignolo per il C64) e se ne caricava un altro.
Ebbene, i videogiochi si sono “liberati” del manuale e così oggi un cliente occasionale può comprare un Just Dance (o altro) d’impulso, per passare una serata tra amici, mentre con un gioco in scatola il rischio di dover trovare un giocatore disposto a immolarsi nella lettura mentre gli altri iniziano già a divertirsi è sempre alto. Ovviamente si può puntare ai party game, il cui regolamento solitamente è snello abbastanza da non richiedere troppo tempo.
Non pensiate che il settore non sia conscio del problema: avete fatto caso che recentemente c’è un grande impegno da parte degli editori nello spiegare il gioco in pochi passaggi sul retro della confezione? Del resto il mercato si sta espandendo sempre di più, come il buon Chrys ci ha ben spiegato in uno dei recenti Punti di Vista, e rinunciare ai clienti più casual sarebbe sconsiderato, oppure pensate che Sony speri di vendere tante PlayStation ignorando l’utenza che si accontenta solo del gioco di calcio/guerra annuale?
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| Dized vi invita a mettere sale, ma non al gioco, ai manuali! |
Un’altra iniziativa degna di nota potete trovarla sul vostro smartphone e risponde al nome di Dized.
Quest’app promette di tendere la mano al giocatore attraverso veri e propri giri di prova.
Ho avuto l’occasione di provarla prima di giocare Race to the North Pole ed effettivamente è una buona idea. L’applicazione, dopo la campagna lanciata su Indiegogo, ha avuto un lungo sviluppo, dovuto anche al quantitativo di giochi supportati (lista in continuo aggiornamento, tra l’altro) e dovrebbe essere lanciata in versione definitiva per l’autunno 2018, non senza perplessità.
L’italiano verrà supportato? E per quanti giochi? Ma ancora più importante: sarà efficace per i giochi più complessi? La lista degli editori non sembra poi così estesa, ma la presenza di giochi come Scythe fa ben sperare: giudizio rimandato a fine anno.
Nel frattempo c’è un’intera categoria di giochi che fa leva sull’apprendimento delle regole durante la partita (o la campagna), ovvero i giochi legacy. Sebbene sia consigliabile che almeno una persona a tavola abbia dei rudimenti pregressi, ci sono titoli come Pandemic Legacy e Charterstone che preferiscono introdurre variazioni di gameplay proprio durante la partita. A mio avviso non è una scelta che ripaga: il rischio è di frammentare il gioco e perdere di vista la propria strategia (o doverla modificare in corso d’opera ma: ehi! è un legacy!) mi lascia perplesso, ma è segno di una direzione nella quale il mercato sta andando, per superare un problema che è evidentemente avvertito.
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| Considerare l’apprendimento del regolamento parte integrante del flusso di gioco: sarà questa la svolta? |
Ben più interessante (almeno a livello di sperimentazione) è la soluzione escogitata da Friedemann Friese per la sua serie Fast Forward (o quella, nello stesso ordine di idee, che propongono anche i giochi che simulano Escape Room).
Nella confezione dei tre card game pubblicati lo scorso anno da Stronghold Games – Fear, Flee e Fortress – non troverete alcun regolamento: le carte illustrano le azioni possibili e si impara tutto giocando. Forse non è una soluzione praticabile per tutti i giochi, ma si avvicina molto a un’ipotetica versione fisica di quello che può fare un’app.
Se queste o eventuali nuove soluzioni cambieranno in meglio le nostre abitudini da lettori di manuali, eliminando magari anche il rischio di interpretarne male le regole più oscure, ad oggi non è dato sapere. Nel frattempo l’arma migliore è la pazienza al servizio della divulgazione e, finché si nutre passione verso il gioco da tavolo, probabilmente non mancherà mai.
… e per voi, il manuale ha mai rappresentato un problema, che vi ha disincentivato dal comprare qualche gioco che volevate?
… e come superate gli scogli che incontrate?
Bene, gli spunti li abbiamo lanciati: ora vi lasciamo a qualche momento di distrazione .. 🙂
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