[Vetust Games] Pit

scritto da MagoCharlie

Molti di voi in questo ultimo periodo stanno stra-giocando il divertente Happy Salmon; anche io ne sono stato immediatamente colpito per la frenesia e l’ambiente che crea sin da subito.
Il numero alto di giocatori che può tenere e il veloce regolamento le rende immediatamente protagonista di queste festività subito dopo una lauta cena.
Anche io sono un fan di Happy Salmon, ma forse non tutti sanno che il pesciolone in questione prende spunto da un vecchissimo gioco della Parker Brothers entrato nell’ultimo secolo nella tradizione americana.
Sto parlando di PIT, il card game di trading edito dalla Parker Brothers nel 1904: sì, più di un secolo fa!
PIT è stato inventato da Edgar Cayce traendo ispirazione dal “Chicago Board of Trade”, uno dei più antichi “exchange” del mondo.


IL MISTICO AUTORE DI GIOCHI
Edgar Cayce nasce nel 1877 nel Kentucky, attraverso amicizie comuni conosce Harry E. Gavitt un imprenditore del Kansas che fece provare ad Edgar un gioco di carte che inventò e pubblicò lui stesso nel 1903: “Gavitt’s Stock Exchange”.
La meccanica dello scambio dei beni/carte era ben implementata con chiamate ad alta voce e scambio veloce di carte.
Edgar decise di proporre il gioco di Harry mettendo l’ambientazione dei beni più comuni di scambio e asciugando le regole ed eccezioni e proposero alla Parker Brothers il gioco con il nuovo nome: Pit.
Il successo fu immediato per il gioco: a pochi centesimi si poteva comprare un mazzetto di carte che coinvolgeva tutti al tavolo e permetteva di farvi giocare fino a 7 persone.
L’ottimo successo del gioco però non fece di Edgar un prolifico autore di giochi, come succedeva per i pochi che avevano avuto successo come designer, ma la sua vita prese una virata mistica portandolo ad essere tutt’ora riconosciuto e ricordato come “il profeta dormiente”: la sua vita fu caratterizzata dagli studi sulla reincarnazione, la guarigione miracolosa e sul mito di Atlantide… il tutto grazie allo stato di trance in cui poteva cadere… ma questa è un’altra storia.

IL GIOCO
Il piccolo capolavoro che è PIT, consiste in un mazzo di 74 carte così assortito:
  • 9 carte per ognuna delle 8 diverse merci;
  • 2 carte speciali BULL e BEAR.
Nella prima edizione del gioco le merci erano solo 7, per un gioco a 7 giocatori, più avanti dagli anni ’20 il gioco aggiunge un altro set di carte portando il gioco a 8 giocatori.
Le regole del gioco sono semplicerrime: ogni giocatore riceve a caso 9 carte (due giocatori ne avranno 10 inserendo le carte speciali “Bull” e “Bear”), al via ogni giocatore – tutti allo stesso momento – dovrà dire ad alta voce il numero delle carte che vuole scambiare, cercando un altro giocatore a cui interessa lo scambio.

Lo scopo del gioco è avere tutte e 9 le carte in mano della stessa merce.
Il gioco risulta subito caotico, ma divertente, per via di persone che si agitano con le carte in mano cercando scambi per completare la propria mano.
Visti da fuori i giocatori sembrano dei veri e propri operatori di borsa!

Appena un giocatore riesce ad avere il set completo dei 9 beni fa finire il turno; nelle edizioni più recenti viene inclusa una campanella da suonare così da “chiudere” il mercato.

Il giocatore che chiude guadagna punti tanti punti quanto è il valore del bene; nella edizione classica i beni sono:
  • Grano 100;
  • Orzo 85;
  • Caffè 80;
  • Mais 75;
  • Zucchero 65;
  • Avena 60;
  • Soia 55;
  • Arance 50.
Come visto all’inizio, oltre alle merci, vi sono anche due carte speciali: “Bull” e “Bear”.

La carta Bull è considerata jolly e può essere utilizzata per completare qualsiasi set. 
Se un giocatore vince un round tenendo tutte e nove le carte di una merce e la carta “Bull”, guadagna il doppio del punteggio per quel round. 
Di contro, un giocatore non può vincere mentre tiene l’Orso (Bear). 
Alla fine di ogni round, chi possiede l’Orso e il giocatore perdente che detiene il Toro perdono 20 punti a testa.
Il gioco termina quando viene giocato un numero prestabilito di round o quando un giocatore raggiunge un certo totale: in ogni caso si concorda la fine del gioco a inizio partita.
LE DIFFERENTI EDIZIONI
Il gioco originariamente aveva alimenti da scambiare, data la sua “storia” del Chicago Board Ex.; negli anni la meccanica di PIT si è prestata ad avere differenti beni da scambiare.
Vi sono centinaia di edizioni diverse: dagli animali di fattoria (Parker) alle licenze applicate (Simpson – Hasbro), fino a beni di lusso (Billionaire – Spear Games).
In Italia il gioco è conosciuto grazie all’Editrice Giochi che lo ha ristampato nel 1988 nella sua grafica “minimal” con i beni originali con il nome “Business” e inserendolo in una piccola serie di CardGame alla quale faceva parte anche “Uno” assieme a “1000 miglia” e “Eagle”.
La versione italiana più recente è quella della Spear con Billionaire.
CONCLUSIONI
“Studiare la storia per capire il presente…”
Happy Salmon è divertente, forse ancora più immediato di PIT… ma credo sia giusto dare conto anche del gioco che ha praticamente creato il fenomeno dei party game: prima di PIT non era semplice avere tra le mani un gioco di carte o da tavolo che costringesse tutti i giocatori a una grande caciara.
Immaginate in quel periodo cosa voleva dire avere in tasca un gioco che può facilmente intrattenere in maniera attiva fino a 8 persone con la minima spesa!
In definitiva: siete dei fan sfegatati di Happy Salmon? Provate anche Pit… Non conoscete Happy Salmon? Allora fate il percorso corretto: cercatevi sia Pit che Happy Salmon, entrambi saranno protagonisti delle vostre serate party!
Ah, non è necessario ricercare l’edizione italiana di Pit: va bene qualsiasi edizione!
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