A questo giro andiamo a girare sulle rive del fiume Gange, poi ci spostiamo in Giappone, per una riflessione sul ruolo dei samurai e delle geishe, saltando anche nello spazio per una bella esplorazione, senza fermarci troppo, ma dando anche qualche idea sulle meccaniche dei titoli in questione.
A voi gli approfondimenti, se la lettura farà scattare il classico clic da inserimento in wishlist 🙂
Secondo prodotto della casa è poi TA-KE di Ahre Fuhler, già noto per Pagoda ed El Gaucho, che si cimenta ancora in un titolo per due, astratto e calcoloso, ma dotato di una gradevole ambientazione orientale (qui le regole in inglese).
L’idea di fondo è quella che il giocatore di turno svolga un’azione, scegliendo tra le varie opzioni disponibili, impegnandosi, nel farlo, nello scoprire pianeti, tecnologie, costruire navi oppure combattere contro alieni o altri avversari.
Il tutto si articola fruendo, quali materiali, di diversi mazzi di carte: utilizzando le tre carte risorsa che si hanno in mano (c’è la possibilità di ottenerne di addizionali sacrificando delle carte pianeta) e/o spendendo denari è possibile sviluppare uno dei tre filoni (pianeti, tecnologie, navi), per ottenere bonus immediati o a lungo termine e nel complesso si va progressivamente a costruire, come tipico dei gestionali, una sorta di proprio motore, cercando di bilanciare la crescita e sviluppare gradualmente la propria flotta. L’aspetto militare, infine, dovrebbe garantire il livello di interazione tipico dei 4X.
Evidente è l’impegno profuso dall’editore, anche per la cura grafica, per cui ci si attende, nella tradizione dell’editore polacco, un qualcosa di interessante, che parte, almeno visivamente, da alcune idee della serie Imperial Settlers proponendo poi un salto evolutivo.
RENEGADE
L’editore a stelle e strisce ha attratto la mia attenzione alla grande con un titolo che mi ha ricordato sin da subito le logiche che mi hanno appassionato in Arboretum e che spero, di conseguenza, di veder tradotto in italiano (il gioco di cui vi sto per parlare ha del testo in lingua e non tutti i mie commensali lo gradiscono).
Parlo di EX LIBRIS, di Adam P. McIver, gioco (qui le regole) a base di carte nel quale siamo chiamati a costruire delle biblioteche di libri, assemblando le carte che li raffigurano in modo tale da rispettare, come in tutte le strutture di quel tipo che si rispettino, un rigoroso ordine per lettera e per codice numerico.
Ogni carta da raccogliere, infatti, reca l’indicazione dei codici e raffigura alcuni libri di varie categorie: a fine partita le biblioteche saranno quindi valutate sulla base della loro stabilità (forma assunta dalle varie carte adiacenti che abbiamo piazzato), ordine (per lettera e numero) e dei contenuti (tipi di libri raccolti e relative maggioranze).
A rendere il tutto più interessante e profondo c’è la presenza di apposite carte location che rendono disponibili ad ogni turno set di azioni diverse (oltre ai classici pesca e piazza), per cui la miscela sembra essere quella di base dei classici giochi di raccolta set, ma con gli ingredienti giusti per donare al tutto profondità e interesse.
Il titolo, lo avrete capito, è finito nella mia lista degli instabuy …
LAUTAPELIT.FI
L’editore finlandese ha trovato una buona accoglienza nel nostro paese lo scorso anno, visto che sono stati distribuiti sia il ciclistico Flamme Rouge, che i suoi titoli pocket Honshu e Dungeon Rush, per cui è con una certa attenzione che scruto tra le loro uscite prossime.
Oggi, dopo avervi segnalato che arriveranno espansioni sia per Flamme Rouge (Peloton) che per Dokmus (Return of Eferel), vi parlo di SPACE FREAKS, di Max Vikstrom, nel quale i giocatori competono tra loro all’interno di un’arena spaziale, nella quale inseriscono i loro combattenti (i freaks), che assemblano di partita in partita, costruendo le combinazioni delle migliori (o tali supposte essere) caratteristiche per sconfiggere gli avversari (qui le regole).
A questa ricetta di base, tipica di diversi titoli di combattimento, sono stati qui aggiunti diversi accorgimenti utili a rendere più interessanti le cose.
I giocatori, oltre a curare i propri lottatori e aggredire gli avversari, avranno infatti delle missioni da compiere e potranno modificare l’arena inserendo torrette e bunker con i quali contrasteranno il movimento altrui.
Aggiungiamo al tutto delle simpatiche miniature, mazzi di carte, segnalini e via dicendo ed ecco un titolo da tenere d’occhio, per gli amanti della competizione diretta 🙂
Bene, ragazzuoli, per questa puntata è tutto, ditemi se vi ho stuzzicato o meno con qualcosa e date pure suggerimenti per i prossimi approfondimenti (compatibilmente con le uscite di info approfondite rese disponibili dagli editori …).
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