[Giochi da ombrellone] Under My Bed

scritto da F/B!O P.

L’estate astronomica non è ancora iniziata, ma quella meteorologica sì… e allora rispolveriamo la cara vecchia rubrica dei Giochi da ombrellone!

Fa parte di diritto della categoria questo microgioco di deduzione e bluff ideato da Chris Rowlands, illustrato da Beth Hawley e pubblicato nel 2016 dalla One Thousand XP. La sua campagna Kickstarter “Pay What You Want” è stata una scommessa vinta e ha raccolto 9.500$ da 1.214 sostenitori.
È un titolo per 3-8 giocatori di età 8+ e della durata di 5-15 minuti, indipendente dalla lingua ad eccezione del regolamento. Può far pensare a una versione liofilizzata di Spyfall.
Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento.
In Under My Bed quasi tutti i giocatori sono mostri. Tuttavia, uno di loro sarà un bambino travestito da mostro che cerca di capire quale mostro si nasconda sotto il suo letto.

IL GIOCO IN UNA FRASE
Un giocatore è il bambino, gli altri sono mostri, uno è sotto al letto: il giocatore a cui viene fatta una domanda pone la successiva, però chiunque può accusare la parte avversaria e vincere!

COMPONENTI

La scatola (70x94x9mm) contiene il regolamento su 4 carte, 1 carta letto, 1 carta bambino, 8 (base) +3 (deluxe) carte mostro, 6 carte riferimento.
Le carte regolamento e riferimento sono in realtà facce diverse dello stesso oggetto, per cui le carte in tutto sono 19.
La scatola è in plastica trasparente, sfrutta i dorsi delle carte come copertine e ci sta davvero ovunque. La qualità delle carte è nella norma.

COME SI GIOCA

L’autore non ha caricato online né il regolamento EN né tanto meno quello IT, ma eccovi una sintesi.
Mescolate tutte le carte mostro e disponetene a faccia in su una per giocatore al centro del tavolo (i mostri rimanenti non verranno utilizzati). Girate le carte mostro e rimescolatele, sistemandone una a caso a faccia in giù sotto la carta letto. Mescolate la carta bambino nel restante mazzo dei mostri, poi distribuite in modo casuale una carta a ogni giocatore. I giocatori possono guardare la propria carta in qualsiasi momento.
I mostri vincono la partita se riescono a identificare correttamente quale giocatore tra di loro è il bambino. Il bambino vince la partita se riesce a determinare correttamente quale mostro è sotto il letto.

La partita inizia dal giocatore più giovane. Costui può scegliere qualunque altro giocatore e fargli una domanda sull’identità della sua carta. Un mostro deve rispondere con una qualche versione della verità, ma il bambino può mentire sempre. Una volta che la domanda ha ricevuto una risposta, il giocatore a cui è stata fatta deve porre un quesito a un altro giocatore (diverso da chi si è appena rivolto a lui). Inoltre non si può rifare una domanda esattamente com’è già stata posta durante la partita.

La partita continua finché non si verifica una di queste due cose:

  • Accusare
    Un qualunque giocatore può indicarne un altro e accusarlo di essere il bambino. Ora i giocatori che non sono stati accusati devono votare se sono d’accordo. Se lo sono, l’accusato rivela la sua carta. Se è il bambino, i mostri vincono. Se non lo è, i mostri perdono. Se un qualunque giocatore votante non è d’accordo, la partita continua.
  • Guardare sotto il letto
    Il bambino può rivelarsi volontariamente e fare una supposizione su quale specifico mostro sia sotto il letto. Girate il mostro: se ha ragione vince, se ha torto perde.

Se i giocatori sono d’accordo, si può giocare con un limite di tempo. Si consiglia di 8 minuti. Se dopo 8 minuti i mostri non ne hanno scoperto l’identità, il bambino vince.

CONSIDERAZIONI
Bel giochino di introduzione ai deduttivi e al bluff.
Spiegarlo è facilissimo, poiché si può farlo mentre lo si prepara: non servono esempi, perché sta già succedendo quello che descrivete! Il mostro va davvero sotto al letto!
Due-regolette-due che capiscono tutti, semplici e lineari.
Presenta delle illustrazioni molto belle e particolari, che avrebbero meritato carte formato tarocco.
Ne avrebbe risentito però la portabilità, che è fantastica: ingombro ridottissimo, l’ho estratto dalla tasca a pranzi, cene, aspettando le pizze, dopo le riunioni del volontariato, …
Anche perché le partite sono rapide, fate conto 1′ a giocatore. L’eventuale limite di tempo può intervenire solo quando si è in tanti. Quasi tutti vogliono almeno un secondo tentativo ^_^
Funziona benissimo in famiglia e pure quando al tavolo ci sono sia giocatori che babbani.

Da apprezzare la perspicacia dell’ideatore/editore, per due motivi: ha sfruttato la campagna relativamente semplice di questo microgioco per farsi le ossa su KS, in previsione del suo secondo e più sostanzioso titolo; ha rischiato una modalità “paga quel che vuoi” che, per assurdo, gli ha portato più sostenitori e soldi di quelli che avrebbe probabilmente avuto con l’impiego di pledge level fissi.

Per quanto riguarda le dinamiche di gioco, impersonare il bambino (che ha un costumino da mostro, se non l’avete notato XD) è decisamente il ruolo più teso e si ha proprio la sensazione di essere circondato da mostri che vogliono farti del male (be’, solo farti perdere, dai). Alle prime domande il bambino darà risposte che siano valide per più carte mostro possibile, in modo da tenersi aperte più strade. Proseguendo con la partita dovrà progressivamente convergere verso un mostro specifico, per non contraddire le sue affermazioni precedenti. Qualcun altro potrebbe insospettirsi, sentendolo rispondere sempre proprio come se avesse la sua stessa carta… oppure il bambino potrebbe aver beccato il mostro sotto al letto e vincere!

A livello di interazione il gioco si presta sia a chi preferisce discutere, ragionare e spergiurare di essere questo o quello, sia a chi preferisce le partite silenziose e riflessive. Se si ha la sfortuna di essere beccato subito (“Sei il mostro monocolo giallo?” “Sì…” “Wah wah wah”), non si è fuori gara, perché un qualunque giocatore può indicarne un altro e accusarlo di essere il bambino, anche uno “scoperto”. Quindi è importante stare attenti a tutte le risposte, in ogni momento.

In quanto a rigiocabilità, ci sono 11 mostri ben assortiti di caratteristiche e comuni e peculiari. Visto che la scalabilità dà il meglio di sé tra i 4 e i 6 giocatori (in 3 è troppo facile, in 7-8 iniziano a esserci tante cose da ricordare), le combinazioni non mancano, tuttavia non è sicuramente un gioco su cui passare la serata. Si concede volentieri la rivincita e la bella, poi si passa oltre. Visto che i componenti ci sono, l’abbiamo provato anche in 9 giocatori (dichiarati 3-8) ed ha funzionato abbastanza, sebbene una ventina di minuti forse siano un po’ troppi per il peso del titolo.
Lati negativi?
La cosa più scomoda e meno funzionale sono le carte riferimento. Ognuna riporta due mostri: vanno messe in centro al tavolo come promemoria di quali mostri sono in partita e come aiuto nella formulazione delle domande, coprendo quelli non di interesse. Il regolamento suggerisce anche di scattare con il cellulare una foto dei mostri al centro del tavolo prima di rimescolarli, per guardarli con più agio. Nessuna di queste soluzioni è perfetta né mi fa impazzire, però i limiti fisici sono stringenti e non si poteva fare di meglio, immagino. Io stesso avevo pensato di impaginare le carte in un A3, ma poi mi è passata la voglia al pensiero di portarmi in giro la scatoletta con il foglio volante…

MIA MOGLIE DICE COSE

«Under My Bed è un gioco che sembra scontato, poi al primo giro ci si rende conto che non è facile. Mi piace il fatto che non ci sia davvero bisogno di mettersi la faccia di bronzo, come in Lupus in Tabula, cosa che mi riesce malissimo. Trovo sia un gioco simpatico, magari da non fare in tantissimi perché diventa più difficile.
Inoltre sta nel taschino della camicia, senza essere troppo appariscente, vero Fabio?»
Per tornare su seguite questo collegamento.
— Le immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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