[Report] Be Comics! 2017


scritto da F/B!O P.

“Be Comics! a Padova… non mi ricordavo di questo festival… forse gli anni scorsi era in un altro periodo… oppure ha cambiato nome… ah no, ecco, è la prima edizione!”
Questa è stata la mia sorpresa nel vedere il sito, l’app, i comunicati stampa e la copertura mediatica, perché sembravano quelli di un evento già rodato che si confermava per l’ennesimo anno e non un esordio :-O
Subito dopo è arrivato il timore che fosse uno dei tanti appuntamenti “comics & games” nati sulla scia del successo di Lucca, ma dove a volte si tratta della sagra del peperone con la parte “& games” consistente in un negozio che vende le sue scatole o poco più…
Così, lasciate da parte le varie magliette “Io gioco col giallo”, “Se sembro distratto è perché sto pensando ai giochi da tavolo” e “Credimi, non sono io il traditore”, mi sono messo un paio di pantaloni di velluto a coste, una camicia a righe, un maglione a rombi e come cosplayer di un babbano mi sono avviato a indagare ^_^
[Flash Forward: il timore era infondato, ci tornerò anche il prossimo anno!!!]

IN GENERALE
Dal Comunicato Stampa: Un Festival di nuova concezione tra fumetto, pop culture e divertimento. Nel cuore di Padova nasce Be Comics! il primo festival internazionale del NordEst dedicato a comics, games e cultura pop promosso e organizzato dal Comune di Padova – Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche in collaborazione con Arcadia Arte.
In sostanza dal 17 al 19 marzo l’evento si è articolato su sei filoni: Comics e Manga, Games, Japan World, Spettacoli e Cosplay, Area Junior, Mostre.
Sono costretto a lasciarvi ai link, perché una volta entrato nella tensostruttura dei giochi non sono più uscito… almeno fino all’ora di chiusura, quando il personale della sicurezza mi ha intimato di lasciar stare quei meeple e di dirigermi verso la più vicina uscita :-$
Le cose che mi hanno colpito di più, sfogliando la guida, sono state: l’angolo di Giappone in Piazza Eremitani, la possibilità di parlare con la voce di Naruto (e Sheldon Cooper), il laboratorio per bambini “Kaiju e mostri giganti”, il percorso “Saint Seiya – L’epica giovanile degli Anni Ottanta”.

IN PARTICOLARE: AREA GAMES
Ma veniamo alle cose serie: i giochi ^_^
Arrivando a piedi da nord a Prato della Valle mi sono trovato davanti un panorama che mi ha un po’ spiazzato: era infatti giorno di mercato e la piazza era stracolma di venditori ambulanti. La tensostruttura si trovava sul lato opposto e non era facilmente individuabile da quel punto di vista. L’unico appunto che faccio agli organizzatori è che non ho incontrato alcuna segnaletica.
L’interno si presentava molto bene, con gli stand allineati sui lati lunghi e un’ottantina di tavoli al centro. Gli editori/distributori presenti erano Asmodee Italia, CosplaYou, Cranio Creations, Gametrade, Ghenos, Oliphante e Red Glove.
Come spesso accade, ci sono dei week end in cui non succede nulla e altri – specialmente quelli con eventi ludici – in cui si concentrano tante cosucce tipo un matrimonio e due feste. Di fatto non avevo raccattato accompagnatori e quindi mi ero predisposto a passare le ore appiccicandomi ora a questo ora a quel gruppo. I titoli provati risentono molto di tale situazione.

Ho finito la perlustrazione (con le foto di rito) in zona Oliphante e sono stato prontamente agganciato dal dimostratore Simone: non essendoci ancora ressa abbiamo intavolato una partita a 2. Wazabi (Guilhem Debricon, 2008, 2-6 giocatori, 20′, 8+) ha fatto da antipasto. È un simpatico giochino di carte e dadi, molto aleatorio ma con un pizzico di strategia, che per i 4′ che ci ha preso è servito da riscaldamento. Vittoria mia e scoperto il costume da babbano. Per la portata principale siamo andati su Kingdomino (già recensito qui da Chrys) e Simone si è rifatto di misura. Dessert in provetta con il Dr. Eureka (qui Pinco e qui TeOoH! a riguardo) in cui nulla ho potuto contro la consumata pratica del dimostratore XD

Attraversando la zona Red Glove mi hanno spiegato Tzulan Quest (qui Simarillon) e Rush & Bash (qui tutti i post in merito). Siccome il primo verte sulle trattative (che non mi piacciono granché) e il secondo gira meglio da 3 in su, sono passato oltre.

Quando mi sono infilato tra i tavoli della Ghenos le presenze stavano raggiungendo il picco: nel momento di massima direi che i posti erano pieni per l’80-90%. Ho spiegato la mia condizione appiccicosa alla dimostratrice con le trecce (non ti ho chiesto il nome, scusa!), la quale mi ha subito aggiunto a un gruppo di bimbi. Di età 6-7 anni. Per un gioco 8+. Collaborativo. Un macello 😀
Abbiamo giocato a Magic Maze (non so se era in anteprima, ma sicuramente una novità, poiché edito 2017, di Kasper Lapp, 1-8 giocatori, 3-15′), in cui quattro eroi fantasy (mago, guerriero, elfo e nano) partono dal centro di una mappa, che si scopre man mano che si raggiungono i bordi, per rubare le armi che servono loro nella prossima impresa e fuggire. I segnalini sono sempre 4, a prescindere dal numero dei giocatori, i quali invece possiedono soltanto le tessere di movimento: ad esempio io avevo quella che fa andare a nord, uno aveva quella del sud, uno quella dell’ovest e gli ultimi due avevano entrambi l’est, però una tessera permetteva l’uso delle scale mobili e l’altra quella dei teletrasporti. In teoria si gioca senza parlare e c’è un grosso segnalino rosso da sbattere davanti a chi ha la direzione giusta da muovere, ma non se ne accorge. Noi abbiamo giocato gridando: Alex le scale! Fabio va’ su! Giulia di là! Matteo il teleport! Giorgio sposta il giallo! Ultima cosa che non vi ho ancora detto: si parte con una clessidra da 3′, alcune caselle della mappa danno la possibilità di averne altre. Mi sono divertito tantissimo e mi è rimasta la voglia di provarlo senza comunicare… magari al prossimo evento!

Al tavolo affianco c’era Flick ‘em Up! (vedere qui) e i bambini, forti di averlo già provato alla Play, mi han chiesto di continuare con loro. Matteo si è defilato e siamo rimasti in quattro: io e Giorgio (il più vecchio e il più giovane) nei panni dei banditi contro Giulia e Alex in quelli dei buoni. Dopo una mezz’oretta di schicchere i genitori hanno fischiato il tempo scaduto e la partita si è conclusa con un pareggio che ha scontentato tutti. Parlando coi grandi è emerso che venivano dalla provincia di Milano e che i pargoli sono delle piccole blogstar (qui le prove). Provati da una giornata piena, le due famigliole son tornate in albergo; io mi sono spostato di tavolo e ho preparato Pozioni Esplosive (qui) insieme a una coppia di morosi per un buon quarto d’ora. Giudicando di aver retto il moccolo a sufficienza, sono ridisceso lungo la tensostruttura fino all’area associazioni.

In fondo in fondo, nascosti in piena vista, c’erano alcuni autori, tra cui Roberto Pestrin (Dojo Kun) che avevo conosciuto a IDeAG Nordest 2016, alle prese con il playtest di un titolo che, se tutto va bene, dovrebbe uscire il prossimo anno.

Si entrava ormai nell’ultima ora di apertura e molti avevano lasciato quegli spazi. Di conseguenza le restanti partite le ho fatte con i dimostratori. La penultima è stata con Raffaele de Il sentiero dei Draghi a Jaipur (qui i post a riguardo). Il costume da babbano ha retto per un round, in cui son riuscito a dare una trentina di punti di scarto, ma già nel secondo Raffaele ha mangiato la foglia e mi ha battuto di una manciata di punti. Il terzo e decisivo non si è mai verificato, poiché alcuni colleghi dimostratori ci han invitato a unirci a loro per una partita a Jewels (qui i nostri post). Pur non essendomi fermato allo stand CosplaYou, alla fine ho assaggiato anche un loro gioco 🙂

IMPRESSIONI
Sembra incredibile che sia una prima edizione. Complimenti a chi c’ha creduto, a chi ha voluto un livello così alto e a tutti quelli che l’hanno reso possibile. Decisamente l’evento da segnarmi per marzo di ogni anno a venire. Indovinata la dimensione degli spazi, vivibilissima la città, facilmente raggiungibile, parcheggi vicini ed economici, giusto qualche cartello in più e si sfiorava la perfezione. Per gli appassionati c’erano pure gli scacchi, la possibilità di tornei (Stone Age, Splendor, 7 Wonders, Android: Netrunner), gli incontri con gli artisti delle miniature e l’immancabile Escape Room.
La presenza degli editori e delle tante associazioni ha permesso a tutti di giocare. E questo solamente per quanto concerne l’area games: se poi uno apprezza un minimo anche fumetti italiani, manga o Giappone, facile che si fermi a Padova per la notte e passi due giorni al festival.
Ci vediamo lì il prossimo anno?

Cranio Creations

Asmodee Italia

Gametrade

Asgard / La Tana dei Goblin

Circolo Overlord

Artefici del Fuoco

Games Workshop

Great Escape

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