[Recensione] Costa Rica

scritto da Bernapapà

In una delle prime giornate di Essen era comparso, sullo scaffale della classifica di SpielMagazin, questo gioco: Costa Rica, del duo Dunsan-Gilbert (gli stessi di Elysium), uscito per la Mayfair Games, gioco di esplorazione e raccolta, da 2 a 5 giocatori, per meno di un’oretta di gioco, senza alcun testo ad eccezione del manuale. Come intrepidi esploratori fotoreporter di quella incontaminata terra, dovremo scattare il maggior numero di fotografie agli animali che si incontreranno nella nostra spedizione, stando attenti a non farsi punzecchiare dalla zanzara che porta con sé la malaria e di conseguenza l’impossibilità di continuare la spedizione. Gioco molto semplice, a target decisamente famigliare, che sfrutta appieno la meccanica di push your luck, con l’interessante idea che ad ogni turno ognuno potrà decidere se soffiare all’esploratore di turno gli animali comparsi, nel caso lo stesso stia tentando la fortuna… Ottimi materiali, gioco fluido e sempre coinvolgente, dove ognuno è chiamato a scommettere se la fortuna gli arriderà, oppure se sarà meglio non rischiare troppo.

I materiali

Nella scatola troviamo 72 tessere esagonali, suddivise sul retro in tre tipologie di terreno: la montagna, la foresta e la costa. Sul fronte delle tessere troviamo le istantanee (una o due) delle sei tipologie di animali presenti nel gioco: il babbuino e lo scarabeo, che abitano la foresta, il tucano e il giaguaro, nelle montagne, il basilisco e la rana dagli occhi rossi nelle zone acquatiche. Su ogni tipo di terreno c’è la specie comune e quella più rara: inoltre su alcune tessere è riportato il simbolo della zanzara, portatrice della malaria. La frequenza delle tessere doppie così come della probabilità di pescare la zanzara dipende dal tipo di terreno: queste percentuali sono riportate nelle plancette che ognuno riceverà in dotazione, sul retro delle quali è stampato lo schema per il calcolo dei punteggi finali.

Ogni giocatore viene dotato di sei meeple esploratore: chiude la dotazione il pedone nero rappresentante il capo spedizione.
I materiali sono sufficientemente robusti: i disegni degli animali sono abbastanza carini (“fedeli alla realtà”): non si grida al miracolo, ma tutto funzionale al gioco e sufficientemente chiaro.

Le regole

Come prima cosa è necessario formare il tabellone di gioco unendo 61 delle 72 tessere a disposizione, coperte, a formare un esagono con lato di 5 tessere. Gli esploratori dei giocatori vengono posti agli angoli dell’esagono e viene consegnato il capo spedizione al primo giocatore. Il giocatore di turno parte con l’esplorazione dalla tessera limitrofa ad un proprio esploratore: girata la prima tessera può decidere se prendersi la tessera e abbandonare quella zona di esplorazione, ritirando il proprio esploratore; se decide di non prendere la tessera, chiede a giro agli altri giocatori chi vuole prendere la tessera: chi accetterà dovrà però ritirare il proprio esploratore da quella zona; se nessuno decide di prendere la tessera, il giocatore di turno deve continuare l’esplorazione selezionando una tessera adiacente a quella appena girata e nuovamente dovrà decidere se accontentarsi delle tessere girate, oppure tentare di continuare l’esplorazione, previo giro di consultazione nei confronti degli altri giocatori.

Terminata l’esplorazione, gli esploratori ancora attivi che avevano partecipato alla spedizione in corso vengono portati sullo spazio lasciato libero dall’ultima tessera girata. Il giocatore di turno deve però stare attento alla comparsa della zanzara: con la prima zanzara non succede nulla, ma con la comparsa della successiva, il giocatore di turno è costretto a terminare quell’esplorazione accontentandosi di tutte le tessere girate che non contengono le zanzare (è anche possibile nessuna, quindi). Terminato il proprio turno, il capo spedizione passa di mano al giocatore successivo che intraprenderà una nuova esplorazione, sempre a partire da una tessera adiacente ad un proprio esploratore.

Il gioco termina quando tutti gli esploratori sono stati ritirati (compresi quelli che non hanno più tessere adiacenti).

Il conteggio finale prevede di ottenere punti sulla base delle istantanee accumulate, con una progressione definita dal numero triangolare (1, 3, 6, 10, …) sul numero di tessere della stessa specie, e un bonus di 20 punti per chi avrà almeno un animale di ogni specie.

Le considerazioni

Averlo provato a Essen con i materiali giganti da esposizione ha probabilmente influito nella scelta di prendere il gioco: giocato a casa con i famigliari non ha riscosso il successo che avevo sperato. L’interazione è abbastanza diretta, perché si tenta la fortuna quasi tutti insieme, ma soprattutto perché è possibile delineare strategie per tagliare il tabellone agli avversari; oppure per riuscire a ritagliarsi una parte del tabellone per la propria esplorazione personale. Da quel punto di vista, pur rimanendo un family, è abbastanza cattivello, perché privare uno o due giocatori della possibilità di utilizzare il proprio esploratore è una mossa che può compromettere la partita degli avversari e non è nemmeno così difficile da attuare come strategia: per questo è necessario, nella valutazione se accettare o no l’offerta del giocatore di turno, prestare molta attenzione, non solo a cosa sta offrendo, ma anche a quale porzione di tabellone sarà possibile esplorare in futuro, senza correre il rischio di rimanere a secco o con pochissime tessere.
Il twist del gioco, in sostanza, è tutto qui: è questo meccanismo che lo contraddistingue da un banale raccolta set, pur incastrato in una meccanica di push your luck. La fortuna, in definitiva, non è poi così determinante, in quanto anche la plancetta riassuntiva fornisce le informazioni necessarie per scegliere cosa rischiare: certo, se si parte l’esplorazione con una zanzara, magari dalla foresta dove sono più rare, e si prosegue nella foresta scoprendo una ulteriore zanzara (vanificando così il proprio turno), be’, vuol dire che la sorte si è momentaneamente accanita. Così come se mi faccio un giro su 4 montagne di seguito, alla ricerca del giaguaro, e scopro una sola zanzara o nessuna, pur avendo una probabilità su due di incapparvi, allora la dea bendata mi sta evidentemente sorridendo.

La combinazione pressoché infinita della sistemazione delle tessere lo rendono molto longevo e, a livello di scalabilità, a mio avviso è apprezzabile con qualsiasi numero di giocatori: forse in due (ma non l’ho provato) non dà il meglio di sé. In conclusione il gioco ha il suo perché, eppure come mai non è stato sufficientemente apprezzato? Secondo me il motivo lo si può riassumere in una frase: troppo fortunoso per i gamers, ma troppo cattivo per essere un family spensierato. Qualcuno l’ha provato e vuole dirmi la sua?

— Tutti i diritti appartengono all’autore e alla casa editrice. Le regole del gioco sono state qui riportate ritenendole una gradita forma di presentazione del gioco stesso, Saranno rimosse dietro semplice richiesta.

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