[Prime Impressioni] Stick to Colours

scritto da Fabio (Pinco11)

Ragazzuoli, ho scovato un fillerino di carte a base di aste, mi sembra ganzo.
[gruppo] Uau, nuovo …
Ci sono da collezionare anche carte per formare tris e scale.
[gruppo] Uau, nuovo nuovo …
E ci sono carte da 1 a 9, con i jolly.
[gruppo] Uau, nuovissimo …
… vi ho detto che qui l’asta consiste nel ‘rifiutare’ di prendere alcune delle carte che ci sono sul tavolo?
[gruppo] In che senso, scusa? Che vuoi dire?

È finita che per capire esattamente che volesse dire quella frase ci è voluta tutta la prima partita, perché il nostro “fillerino” ci ha preso il suo tempo per entrare nella nostra mente con la sua logica peculiare, rivelandosi alla fine molto interessante, proponendosi davvero come un qualcosa di effettivamente diverso dal solito, pur partendo da lidi piuttosto conosciuti.

ASTE E POKER, MA SOPRATTUTTO LE STRANE ‘RINUNZIE’ AL FUTURO

Il gioco di cui vi parlo è di quelli esotici, provenendo dalla Russia, dove la GaGa Games lo ha proposto nel 2015: si chiama Stick to Colours (Стой на Своем), è ideato da Ilya Proshin ed è un titolo per 2-4 giocatori.

I componenti sono presto detti, perché abbiamo un mazzo di 48 carte, in tre colori (verde, rosso e blu), numerate da 1 a 9 (ci sono due copie per la certe da 1 a 6 ed 1 per quelle da 7 a 9 e per il Jolly, uno per colore), al quale si aggiungono 24 piccoli dischetti rotondi, con su un lato un punto interrogativo e sull’altro una X, 6 per ciascun giocatore ed un dischetto ‘ipnotico’ (è fatto a cerchi concentrici neri su fondo bianco) che rappresenta il primo giocatore.

Le regole consistono nel fronte/retro di un foglio, cosa che di solito è sinonimo di una certa immediatezza, ma nel nostro caso l’idea di base del gioco non è altrettanto immediata da capire e possedere (qui sta il bello), per cui mi permetto di dilungarmi leggermente più del mio solito.
Si parte con in mano 2 carte a testa e si mettono sul tavolo 6 carte scoperte (quando si è in 4, meno se cala il numero di giocatori). Scopo del gioco è collezionare carte ottenendo grazie ad esse dei tris (stesso numero, colore diverso) o delle scale colore. I tris valgono 3 punti (6 punti quelli di 7,8 e 9) e la scale un punto per carta che la compone. Interessante qui è già l’idea che ogni carta può essere utilizzata per due combinazioni diverse (vedi l’esempio sotto).
Il fulcro del tutto sta nel come ci si procurano le famose carte. Il giocatore di turno sceglie la carta che vorrebbe e formula un’offerta. La cosa particolare è che l’offerta è formulata indicando (ci mette sopra il dischetto del proprio colore, con un “?” sopra) una o più carte sul tavolo impegnandosi, in caso di aggiudicazione a rinunziare ad esse per il futuro. 
Questo vuol dire che, vincendo l’asta, il giocatore girerà il proprio segnalino sul lato opposto (con una ‘X’ sopra), lasciandolo sulle carte indicate e da quel momento non potrà più indicare quelle carte in future aste, né porvi sopra propri segnalini. 
Nel corso dei turni, chiaramente, le carte sul tavolo tenderanno a riempirsi di segnalini con la ‘X’ e quando su una carta sono presenti segnalini di tutti i giocatori tranne uno, quest’ultimo si vedrà attribuire quella carta gratuitamente. Aggiungo, per precisione, che è possibile anche, nel corso dell’asta, rinunziare (per alzare la posta) anche ad una o più carte che si hanno in mano, in questo caso scartandole semplicemente.

Un esempio è d’obbligo.

Mettiamo che sul tavolo ci siamo le 6 carte di cui sopra e che a me interessi il jolly rosso. Lo evidenzio e offro, per averlo, di rinunziare per il futuro al 2 ed al 3 verde, nonché al 4 blu. L’unico interessato tra i giocatori successivi, Sergio, è così desideroso di averlo che offre di rinunziare a tutte le carte sul tavolo per averlo. Gli altri passano e Sergio di assicura il jolly in questione e gira i sui segnalini sul lato X.
Al secondo turno è messo in asta il 9 rosso uscito nel frattempo. Questo interessa a me talmente tanto che mi offro subito di rinunziare a tutte le carte sul tavolo per averlo. Gli altri nulla obiettano e me lo prendo, cosicchè anche i miei segnalini sono girati sul lato della x.

Sta a me, ma decido di non mettere nessuna carta in asta, perché potrei offrire solo per il 7 verde uscito ora, ma non posso più rinunziare a nessuna carta sul tavolo (hanno già tutte il mio segnalino sopra) e non ho intenzione di buttarne via dalla mia mano per aggiudicarmelo.

Il giocatore seguente (Carlo) mette in asta il 3 verde e si offre di rinunziare, per averlo, al 2 verde ed al 7 blu. Sia io che Sergio non siamo in grado di offrire di più (se non rinunziando a carte in mano) e Pier decide di passare. Carlo si aggiudica così il 3 verde, mentre Pier ottiene gratuitamente il 2 verde ed il 7 blu, perché è l’unico a non aver rinunziato a quelle carte.

Si riempie di nuovo il tavolo e si procede così fino all’esaurimento del mazzo … 🙂
Nell’immagine di seguito un esempio di conteggio di fine partita, con 4 punti per la scala e 3 punti per il tris (notare l’uso ‘doppio’ del 3 rosso).

QUALCOSA DI DIVERSO DAL SOLITO 🙂
Cosa cerchiamo, alla fine, nell’ennesimo giochino di carte che ci troviamo a provare per la prima volta?
Personalmente cerco una esperienza di gioco gradevole e, se possibile, qualcosa di intrigante e nuovo (mi sento come la pubblicità della signora che vuole UN Bahlsen …) e qui credo di averli trovati, almeno in radice, a prima vista.
L’idea di partenza è qualcosa di anomalo, perché non si puntano fiches o soldi o robe strane, ma si dichiara di ‘rinunziare per il futuro ad alcune carte’ che sono sul tavolo, ovvero, per dirla in altri termini, che di quelle carte non ce ne importa nulla e mai più le tratteremo e faremo conto che non ci siano più in gioco 😉
L’idea è bellina, per prima cosa perché nel corso dei turni si capisce che solo per le carte che davvero si incastrano al meglio nella nostra mano vale la pena di fare follie e per seconda perché il gioco diventa presto sfaccettato.
Da una parte infatti c’è il gioco, immediato, delle offerte per ciò che interessa e dall’altro quello di chi, zitto zitto, spinge tutti gli altri a rinunciare a più carte possibili per aggiudicarsi quelle desiderate, arrivando ad ottenere carte addirittura gratis.
È un mix di bluff  e controbluff, che si interseca con una curiosa meccanica di asta, con la quale si può addirittura arrivare a scartare carte che si hanno in mano ma che si ritiene siano inutili.
Se ciò che cercate, quindi, è qualcosa di diverso dal solito, Stick to Colours può decisamente fare per voi.

ALTRO?


A voler fare le pulci al gioco direi che la confezione presenta una copertina non esattamente di quelle che fanno colpo (un cerchio nero con la scritta su fondo bianco ed arancio …) e che anche il titolo (che tradotto in italiano fa ottenere qualcosa tipo “Attaccati al colore“) non è di quelli attraenti.
Sui materiali le carte sono spesse e le illustrazioni sono basiche (colore-numero), anche se ben visibili.
I dischetti per le offerte, infine, sono davvero piccinini: è vero che in questo modo sta tutto agevolmente nella scatolina portatile del gioco (e questo è molto positivo) e che così sulle carte ci stanno anche tre o quattro dischetti senza impedire che si vedano ancora numeri e colori della carta, ma la sensazione è quella che una riedizione deluxe del gioco potrebbe contribuire a rendere più gradevole il tutto.

Scherzando con gli amici mi sono chiesto come sarebbe uno Stick to Colours realizzato con materiali tipo Splendor, ovvero dando ad ogni giocatore 6 belle fiches di plasticona pesante e illustrando le carte con un bel tema di fondo scelto a caso ed ho concluso che forse il materiale per un blockbuster ci sarebbe.
Questo perché in fondo, lo avete capito, questo Stick to Colours mi è piaciuto 🙂

PER CHI È?

Il pubblico ideale per questo gioco è rappresentato da chi cerchi un gioco di carte indirizzato verso il classico, ovvero utile ad avvicinare anche amici che sino ad ieri hanno giocato solo ai classici scala 40 e poker.
Qui alla fine a loro devi solo spiegare come si ottengono le carte, mentre la base delle scale e dei tris la conoscono già, per cui per loro, neofiti, si tratterà solo di un gioco nel quale si fanno puntate in un modo strano e ci sta che si riesca a conquistarli gradualmente al ‘lato oscuro’ del gioco da tavolo. 

Per il resto lo vedo interessante come filler e qui può essere gradito a chi piacciano i card games classici alla tedesca, come 6 nimmt, Abluxxen e simili, ovvero giochi di carte con mazzo dedicato, ma sempre con carte numero / colore, che tanto ricordano quelle tradizionali, ma proponendo un gameplay diverso e tale da giustificare l’acquisto del nuovo mazzo.
Al riguardo però preavviso che le primissime partite tendono a dilungarsi assai, ben oltre i 15-20 minuti di cui alla scatola, perché in quelle si sentono proprio le rotelle nella teste dei giocatori che scricchiolano per capire come funziona ‘sta roba. Solo se si prende tutto un poco più alla leggera, quindi, si può riuscire a giocarlo in tempi ragionevoli.
Sulla scalabilità vi dirò che in due il gioco cambia completamente, perché è introdotto un bot che non fa offerte, ma si aggiudica semplicemente le carte che entrambi i giocatori hanno rifiutato (e partecipa al punteggio finale!). Il meccanismo rende fruibile il gioco quindi anche per due, ma cambia la logica di fondo, perché non è più possibile per i giocatori aggiudicarsi le carte solo grazie al rifiuto altrui, come accade invece nel gioco a 3 e 4.

CONCLUSIONI


Stick to Colours ha rappresentato per me una simpatica sorpresa, proponendo una meccanica nel contempo semplice, ma intelligente, con una forma di asta anomala ed intrigante (“rinunzio a fare offerte per tot carte di quelle sul tavolo”).
La logica del gioco (di carte, ciascuna delle quali con la classica combinazione colore-numero da 1 a 9 e jolly, seppur con distribuzione personalizzata) richiede una partita intera per essere capita a fondo, ma nel mio personale gusto è risultata subito divertente e la cosa che più ho apprezzato è la freschezza dell’idea.
Sono convinto, quindi, che una edizione deluxe del gioco potrebbe conquistargli la meritata notorietà, ma per ora ve lo segnalo così com’è, precisando che però, essendo una produzione russa, qualche difficoltà a reperirlo potreste in effetti averla 🙂 Sapete che queste cose però non mi scoraggiano dal recensire questi titoli, se non altro perché magari, leggendomi, qualcuno si impegnerà ad importarli 🙂

Ringrazio, infine, l’editore, per la copia di review concessaci.

Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Giochi di ruolo
Ultimi commenti
Tullaris: Curioso......
Lorenzo: Ciao Matteo Ti rispondo volentieri, perché in ef...
White Winston: Ciao! In attesa della risposta di LarryG, ti dico ...
Matteo: Domanda x LarryG: ho visto che railway boom e tyco...
Salvatore Cicero: Bel lavoro! Una campagna che non è una campagna, ...
Salvatore Cicero: Gli adattamenti richiesti ai giocatori: un problem...
Gianluca di Picardia: A che adattamenti ti riferisci? Io sto continuand...
Salvatore Cicero: Che freschezza questo punto di vista alternativo, ...
Salvatore Cicero: Bell'articolo, complimenti. Sono anche molto invid...
Salvatore Cicero: Un altro saggio breve, anche questo interessante q...
I più letti del mese
oltrelaportacover
Oltre La Porta
Breaking_NIU_1
NIU - Novità In Uscita a Settembre 2026
Ieri_Sera_30_08_2026
[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ufo Robot Goldrake Xperienz e altri 4! (+ dettaglio)
Ufo Robot Goldrake ExperienZ
Ufo Robot Goldrake XperienZ [Recensione]
Lab_copertina
LABYRINTH CHRONICLES

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
8 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

8
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x