[I filler] Hall of Fame

scritto da Bernapapà

Oggi parleremo di Hall of Fame, ovvero tre gusti is meglio che one! La CosplayYou, fra le varie uscite di quest’anno, ha prodotto questo gioco di carte, che più che un gioco di carte è un mazzo di carte per ben 3 giochi! Tutti filler da una quindicina di minuti e ideati da autori diversi: i nostrani Pierluca Zizzi e Martino Chiacchiera ed il teutonico (credo) Hjalmar Hach. Come gli sia venuta in mente l’idea di fare tre giochi diversi con lo stesso materiale, lo scopriremo fra breve. Per l’introduzione vi basti sapere che il mazzo di carte contiene 80 carte con le illustrazione caricaturali di personaggi famosi, reali e non, con le quali sarà possibile effettuare ben 3 giochi diversi: Tutti quelli che, Hall of Fame ed il  il cooperativo Identikit. Il gioco si presta per essere giocato da tutti, da 2 a 8 giocatori, e il fatto di potersi portare appresso in una sola scatola tre giochi diversi, lo rende l’ideale compagno per le scampagnate fra amici. Seguitemi per sapere se fa al caso vostro…


I materiali

Come dicevo, nella scatola, di dimensioni forse eccessive per il contenuto, ma che sta comunque comodamente in uno zainetto, troviamo 80 carte di dimensioni large (10 x 7,2): su ognuna è presente un personaggio famoso, rappresentato da un disegno caricaturale e dal suo nome: si va da Ercole a Abramo Lincoln, da Re Artù a Cupido, da Che Guevara a San Francesco d’Assisi, da Kafka al Barone di Munchausen… insomma personaggi di storia, antica e moderna, ma anche personaggi mitologici o frutto della fantasia creativa di qualche scrittore… e non, veramente noti a tutti, o quasi.

La qualità delle carte è buona: sono plastificate e molto resistenti. I disegni sono molto belli, opera della coppia Giannetti-Frattini.

 

I giochi

Identikit

Il gioco è un cooperativo che richiama un po’ la meccanica di Insoliti sospetti: lo scopo del gioco è indovinare il colpevole che solo un giocatore conosce (il testimone), che dovrà fornire indizi ai compagni: ma la parte innovativa del gioco riguarda proprio come vengono forniti gli indizi. Dopo aver pescato una carta dal mazzo (il colpevole), il testimone pescherà altre 11 carte e, dopo averle mescolate, le disporrà sul tavolo a faccia scoperta. Poi pescherà 6 carte e ad ogni turno, dovrà scegliere quale carta giocare fra quelle che ha in mano: se la carta giocata viene giocata in verticale, significa che il personaggio della carta ha una qualche affinità con il colpevole; se invece viene giocata orizzontalmente, significa che il personaggio giocato non ha nessuna affinità (oppure ha affinità contrapposte) con il colpevole. Gli altri giocatori dovranno quindi escludere uno dei sospettati. Al secondo indizio ne dovranno escludere 2, al terzo 3 ed al quarto 4: al quinto turno (se ci sono arrivati) dovranno scegliere il colpevole fra due sole carte. Il gioco termina istantaneamente con la sconfitta se, quando vengono esclusi gli indiziati, viene escluso il colpevole: se si arriva a identificare il colpevole si vince.


Le impressioni

Lo schema, già visto in Insoliti sospetti, qui perde la sua connotazione di gioco “cattivo” (che si basa sui pregiudizi delle persone), per rivestirsi di una aspetto quasi intellettivo (anche se i collegamenti fra i personaggi possono essere anche molto banali). È comuqnue necessario capire cosa avrà voluto indicare il testimone, quando ha giocato Marco Polo in verticale… forse per escludere Shiva in quanto personaggio orientale, o per escludere Magellano in quanto “esploratore” come lui? O magari Babbo Natale che fa tutti gli anni il giro del mondo? Certo, il gioco si presta alla paraculata per il personaggio scelto, quando poi magari diventa necessario, da parte del testimone, motivarne la scelta, dopo aver perso la partita… Si rimane quindi in un’atmosfera scherzosa e caciarona, ma il cercare di remare tutti nella stessa direzione aiuta a concentarsi per ceracre di portare a casa la vittoria. Sicuramente dopo alcune partite ci sarà qualche testimone che vorrete uccidere…

 

Tutti quelli che

In questo gioco saremo chiamati a raccogliere il maggior numero di carte, in cui è stato ideato un innovativo meccanismo per “mangiare” carte. Ognuno riceverà una carta e ne saranno svelate 7. Al proprio turno, se si hanno carte davanti a sé, le si mettono nel proprio mazzo; poi si girano nuove carte pari alle carte mangiate meno una. Ma la vera azione del gioco è quando si gioca la carta che si ha in mano e si cerca di portare nel proprio recinto le carte dei personaggi che corrispondono ad una data caratteristica, dichiarando: “Tutti quelli che…”: in questo modo si attireranno non solo le carte disposte sul tavolo, ma eventualmente anche quelle presenti nei recinti degli avversari, con la sola regola che se si attirano più di 5 carte, rimangono tutte al loro posto e la carta giocata finisce nell’area comune. Si termina il turno pescando una nuova carta. Il gioco termina quando finisce il mazzo di pesca.

Le impressioni

Questo gioco è forse il più impegnativo dei tre, in quanto ricercare similitudini fra personaggi così diversi non è sempre banale! Soprattutto perché le opzioni banali (es. tutti quelli che parlano inglese), rischiano di essere troppo comuni, per le carte presenti sul tavolo, soprattutto con l’avanzare del gioco dove si potranno trovare sul tavolo un discreto numero di personaggi. È quindi necessario essere dotati di fantasia, e anche un po’ di conoscenza dei personaggi non guasta, soprattutto per costruire relazioni non banali. Il gioco prevede inoltre una sorta di “discussione” in quanto ogni giocatore potrà, con ragionamenti solidi alla mano, affibbiare più carte al malcapitato che vedrà così superare il fatidico numero di 5 personaggi attirati, in modo da vanificare completamente il suo turno. Non lascia quindi tempi morti il gioco, in quanto non solo durante il turno degli avversari si comincia già a pensare a quale relazione proporre al proprio turno, ma è anche necessario controllare la richiesta del giocatore di turno per affibbiargli più carte di quante ne aveva preventivate. Ovviamente un po’ di fortuna può aiutare, ma chi è abile nei collegamenti logici potrà sicuramente eccellere sugli altri.

 

Hall of Fame

Il gioco che dà il nome alla scatola ripropone una meccanica stile Dixit, ma basata ancora una volta sulle caratteristiche dei personaggi. Tutti pescano 5 carte ed ogni turno prevede la presenza di un giudice che farà una richiesta, ossia, giocando una carta chiederà agli avversari di giocare una carta che risponda ad una associazione definita con il personaggio giocato: ad esempio, se gioca la carta Carlo Magno potrà richiedere chi può essergli nemico, oppure chi parla la sua lingua, o ancora chi gli abita più vicino… insomma, bisogna scatenare la fantasia. A quel punto tutti giocano segretamente una carta ed il giudice mescolerà le carte giocate e, una volta rivelate, le metterà in ordine di attinenza con la richiesta fatta: vengono premiati il primo, il secondo ed il terzo classificato con rispettivamente 3/2/1 punti (nel gioco a 2/3 si aggiungono 2/1 carte a caso dal mazzo). Quando ognuno ha ricoperto il ruolo di giudice un numero di volte stabilito (che dipende dal numero di giocatori), il gioco termina e chi ha accumulato più punti sarà il vincitore.

 

Le impressioni

Questo è forse, a mio avviso, il gioco più riuscito del trittico, forse perché più leggero e caciarione. Il momento più divertente risiede non solo nello scegliere il personaggio adatto a quanto richiesto dal giocatore di turno, ma soprattutto nella fase di assegnazione della classifica, dove la discussione è aperta (anche se il giudizio del giudice è inoppugnabile), e sicuranmente si cercherà di contestare il giudizio, criticando la scelta del giudice, e facendosi un sacco di risate sulle carte assurde che qualche malcapitato sarà costretto a giocare… insomma, veramente divertente, adatto a tutti, per un quarto d’ora di vero spasso.

 

L’idea

Come è nata l’idea del gioco lo scopriamo direttamente da uno degli autori, Martino Chiacchiera, che così ci ha raccontato: “Giocai ad un prototipo di
Pierluca a Play dell’anno scorso; il gioco era carino ma
aveva bisogno di essere rifinito. So che alcuni editori
esteri importanti lo avevano preso in valutazione e poi
scartato per questo motivo. Passarono alcuni mesi senza che
nulla accadesse e intanto Hjalmar era entrato nel progetto
come coautore di Pierluca, intrigato anche lui dal
potenziale del gioco. In
estate scrissi a Pierluca dicendo di “ritirare fuori quel
gioco dal cassetto”, volevo lavorarci anche io! Venni
informato delle varie idee che avevano avuto, e dell’idea di
fare un solo mazzo per
giocare a più regolamenti diversi.  In poco tempo siamo
riusciti a snellire, semplificare, rifinire ed individuare i
3 regolamenti che più ci convincevano. Nasce così Hall of
Fame, un gioco a 6 mani composto da un solo mazzo di carte
con cui è possibile giocare  a 3 giochi molto diversi tra
loro! :-)”
Gli abbiamo poi chiesto cosa pensa del suo prodotto, e così ci ha risposto: “L’aspetto più innovativo forse è il fatto che si tratta di
3 giochi diversi per cui con una sola scatola vi portate in
giro 3 giochi, e potete scegliere quale sia meglio giocare a
seconda della situazione e del gruppo di gioco. Si tratta di 3
giochi da 1 pagina di regole, adatti a tutti ma in cui
l’abilità conta. Il primo è un gioco di deduzione cooperativo
estremamente asciutto e difficile da battere, in cui gli
indizi possono essere dati per associazione o per contrasto,
rendendo qualsiasi carta utile a fornire informazioni!
Il secondo gioco mischia trick-taking,
osservazione e fantasia. Un mix veramente nuovo per questo
tipo di giochi.

L’ultimo è un gioco più disimpegnato simile ai vari Apples
to Apples, Bouble Talk, Cards vs humanity, Cyanide &
Happiness, etc ma stavolta c’è una classifica, quindi tutti
faranno qualche punto in base al personaggio che giocano.

Tutti e 3 i giochi ruotano intorno alle caratteristiche e
peculiarità di personaggi storici o di fantasia raffigurati
sulle carte, per cui vi ritroverete a giocare Cleopatra per
suggerire che il colpevole è una persona di bell’aspetto, o
Cristoforo Colombo come perfetto candidato per fare da autista
a George Washington, oppure S.Francesco d’Assisi per
accaparrarvi tutte le carte con la barba sul tavolo, come
Babbo Natale e Carlo Magno! :D”

 

Conclusioni

Come già detto, l’idea di mettere tre giochi in una scatola non è nuova, ma la novità sta nell’aver cercato di inventare giochi intriganti con un solo mazzo di carte, e che si possano adattare ai diversi gusti delle persone: chi preferirà il collaborativo, chi quello più concettuale e chi invece quello più goliardico. Ce n’è per tutti i gusti! La meccanica che li accomuna sta nell’ideare affinità fra i personaggi, e la conoscenza degli stessi può avere un impatto notevole nel gioco, ma rimane comuqnue giocabile da tutti in quanto anche solo una conoscenza di massima dei personaggi è presente in tutti (forse i bambini potrebbero trovare più difficoltà, ma solo con alcuni personaggi). La leggerezza sta comuque alla base del gioco e può essere un modo molto dovertente per passare qualche quarto d’ora in allegria.

Si ringrazia la CosplayYou per la copia di review concessaci e Martino Chiacchiera per la cortese disponibilità a rispondere alle nostre domande.
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