All’inizio della partita si predispone per prima cosa il tabellone centrale, che altro non è se non una griglia 5×5 che alloggia 25 tessere edificio (se i giocatori sono meno di 4 alcune di esse rimarranno girate, quindi non prelevabili) ed ognuno riceve quattro architetti, numerati, appunto, da 1 a 4.
Al primissimo giro la cosa comporta solo l’imbarazzo della scelta, ma ci sono un paio di limitazioni che rendono le cose, andando avanti, assai più meritevoli di riflessione, visto che non si possono collocare architetti in righe e colonne già occupate e che in ogni turno si muove nella casella della tessera prelevata il pedone dell’urbanista, che blocca la possibilità, per il giocatore successivo, di mettere architetti nella sua riga o colonna. È possibile, quindi, soprattutto nei turni successivi al primo, non riuscire a prelevare tessere dal piazzamento degli architetti residui.
La tessera prelevata è dal giocatore piazzata poi sulla propria scheda personale, che è una griglia 4×4 (o 4 x 5 nella versione esperti), nella riga o colonna corrispondente al numero dell’architetto piazzato (c’è una eccezione per i condomini, che sono gli unici edifici che permettono la ‘sopraelevazione’).
La versione esperti del gioco prevede la presenza di un maggior numero di edifici, introducendo grazie ad essi maggiore complessità e gli architetti non sono distribuiti in set fissi (da 1 a 4) ad ogni giocatore, ma sono disponibili tutti sul tavolo, cosicché in ogni turno il giocatore sceglierà quale utilizzare tra quelli residui, senza dover quindi fruire nei suoi quattro turni di numeri diversi. La tessera prelevata, inoltre, può essere piazzata anche nel quartiere (sulla propria scheda) corrispondente al numero dell’architetto prelevato e la scheda personale è leggermente più grande della versione base.
Pensandoci un poco il parallelo che imposto è quindi ad alcuni titoli gloriosi della Hans im Glück, che appunto proponevano un piccolo ed intuitivo minigioco alla base dell’approvvigionamento delle risorse, costruendoci poi intorno, come completamento, il resto della partita. In questo senso richiamo per esempio I palazzi di Carrara (con i costi decrescenti dei mattoni) o Finca (con la simpatica ruota ed il meccanismo simil Mancala collegato), che riuscivano ad essere tanto semplici quanto suscettibili di riflessione e pianificazione.
In altre parole l’8+ sulla scatola è forse un pelo azzardato, nel senso che un bambino di otto anni può ragionevolmente giocare secondo le regole, anche se dubito che sia in grado i mettersi a fare i calcoli necessari per competere con un adulto.
L’impatto d’insieme è quindi visivamente di ottimo livello e ci sono dei tocchi utili a rendere i materiali gradevoli, con la chiara volontà di colpire, come accade, per esempio, per i trippolotti a loro volta in plastica trasparente che rappresentano il primo giocatore e l’urbanista. Sotto il profilo dell’utilità ci sono poi utilissime schede riassuntive per tenere traccia delle modalità di calcolo dei punti e la scatola contiene anche un inserto in plastica nel quale alloggiare, come da tradizione della casa, i pezzi senza aver bisogno di bustine.
Nella scatola italiana (non so se anche nelle altre edizioni) c’è poi già contenuta la prima miniespansione, ovvero alcune tessere speciali ‘parco’.
Unica nota potenzialmente negativa in questo contesto di alta qualità è data dalle plance giocatore, che sono, sorprendentemente, in un cartoncino sottile che può essere soggetto ad usura (anche se è pur vero che servono solo ‘per appoggiare’ le tessere).
L’aspetto più fresco del gioco sta però, come accennavo, nel meccanismo di scelta delle tessere, che effettivamente è fresco e simpatico ed il paragone che impostavo con la logica tipica di titoli come Carrara regge, perché alla fine l’elemento distintivo del gioco resta quello della meccanica di scelta delle tessere, più che il loro piazzamento (che funge da criterio per indirizzare la scelta).
Se quindi siete alla ricerca di un titolo che proponga una nuova visione del concetto di costruzione città, la risposta non la troverete in Quadropolis, perché alla fine nell’ambito del piazzamento e costruzione della città non emergono meccaniche davvero rivoluzionarie, visto che siamo anche qui ad assemblare i vari edifici, ottenendo punti sulla base di come riusciremo a combinare i rispettivi bonus degli uni e degli altri. La presenza della due risorse, omini ed energia, contribuisce poi ad un piccolo strato di maggiore riflessione, ma alla fine serve soprattutto ad indirizzare certe scelte verso una fase più avanzata della partita (es. se non ho omini di riserva, nel 4° giro difficilmente ambirò a costruire negozi, che non danno punti senza omini al loro interno).
RIFLESSIONE E COMPLESSITÀ
L’attenzione dei giocatori è quindi attirata, per il 90%, dal tabellone centrale e nel corso delle partite successive si impara ad identificare sempre prima la strategia che si intende applicare e quindi cogliere a colpo d’occhio, tra le 25 di inizio turno, le tessere che maggiormente rientrano nei propri piani.
Diciamo che il gioco di base non è troppo complesso (ricordo l’8+ che campeggia sulla confezione) e che alla fine, tutto considerato, la somma dei punti, che per il giocatore scafato scorre nella sua testa come un foglio di calcolo sempre aperto, non risulta poi così complessa da tirare giù nemmeno per l’esordiente, come ci si attendeva prima di iniziare la prima esperienza di gioco.
Quello che ho notato, mettendolo alla prova di esordienti, è che la spiegazione delle regole vola via veloce, risultando anzi opportuno soffermarsi anche qualche minuto più dello stretto necessario, per fare giusto un paio di esempi utili a prendere maggiore familiarità. Il primissimo giro vede i presenti più o meno occupati a prendere di volta in volta il primo edificio che gli viene all’occhio, ma già al secondo iniziano ad accendersi le classiche lampadine, mentre al terzo (parlo delle tessere dalla nona alla dodicesima) compaiono le prime maledizioni, ovvero gli improperi di chi si rende conto (ora a colpo d’occhio) che l’avversario gli ha appena sottratto l’unica occasione di prendere proprio il tipo di tessera al quale stava puntando.
È chiaro che se tutti tutti i presenti sono degli incalliti pensatori anche Forza quattro diventa un gioco da novanta minuti, ma se si resta nella media Quadropolis le potenzialità di restare nei tempi dichiarati (magari datevi una o due partite di rodaggio …), che sono intorno all’oretta, magari abbondante (in 3 o 4), le ha tutte e non dovrebbe essere troppo soggetto alla classica paralisi da analisi, perché in effetti, mano a mano che la propria scheda va a riempirsi, le possibilità effettive di collocare tessere diminuiscono e di conseguenza, avendo meno scelte a disposizione, si pensa di meno …
Sulla interazione diciamo che se si gioca in quattro non è che in genere si vada a prendere una tessera poco utile giusto per sottrarre punti ad un altro, per cui si sente il fatto che si sia in gara per prendere per primi le tessere migliori (interazione indiretta) ed occasionalmente si può anche mettere in atto qualche piccola cattiveria gratuita, ma non è che (a prima vista) il gioco si ponga come la sede ideale per chi vuole giocare sull’avversario, risultando impostato più su un piacevole farsi gli affari propri, se possibile (ma non prioritariamente) dando un pochetto noia agli altri.
La versione esperti, infine, la devo ancora testare per bene, perché le prime partite fatte sono state cambiando i compari di gioco, ma la presenza di vari elementi aggiuntivi tradisce la possibilità di giocare in modo più consapevole, cosa agevolata, tanto per iniziare, dal fatto che gli architetti siano disponibili tutti sul tavolo e che si scelga di volta in volta tra ciò che è rimasto disponibile, dando la possibilità, così, di giocare, ad esempio, anche quattro architetti con il 2, se gli altri non scelgono quel numero. Nel contempo cambiano le modalità di punteggio, compaiono nuove tessere e la partita si allunga, rendendo il tutto potenzialmente più profondo (senza però sforare mai nel realmente ‘difficilissimo’).
COMPETITORS
Il primo titolo che mi viene in mente, dato il periodo, da mettere in confronto con Quadropolis è forse Between Two Cities, che sta raccogliendo buoni riscontri grazie al passaparola.
Anche in quest’ultimo abbiamo, infatti, tessere edificio quadrate che sono assemblate per costruire una cittadina ed anche in esso i valori sono influenzati dalle tessere vicine e così via.
BTC, però, punta su una modalità di gioco ancora più semplice, con una scelta a draft come in 7 Wonders (ogni giro ti passano un tot di tessere, tu scegli quali tenere e passi le rimanenti al vicino) ed un piazzamento secco, consistendo la novità del gioco nel fatto che ognuno costruisce, insieme ai propri due vicini, due cittadine ed otterrà i punti corrispondenti alla città meno di successo.
Quadropolis invece ha il suo punto forte nella modalità di scelta delle tessere da giocare, decisamente più strutturata e stimolante ed alla fine si rivela potenzialmente più longevo rispetto all’avversario che per lui ho identificato.
Se si considera che BTC gode di un buon 7.26 di voto medio su BGG, la cosa rappresenta un buon viatico per il successo di Quadropolis.
CONCLUSIONI
Il tema di fondo è di quello noti, perché la costruzione di città mediante il piazzamento di tessere era già stato affrontato da diversi titoli in passato e con modalità anche similari, ma l’aspetto più fresco di Quadropolis sta nell’idea, simpatica ed intelligente, del meccanismo di scelta delle tessere dalla plancia centrale, dove ne sono disponibili in buon numero.
L’interazione si sente, soprattutto quando ci si indirizza nella stessa direzione di altri, ma non è asfissiante, per cui si adatta (soprattutto nella variante classic) al pubblico familiare (per quanto l’8+ sulla scatola sia leggermente ottimistico).
Nel complesso un titolo attraente che immagino non tarderà a trovare ampia diffusione, così come a conoscere espansioni, con nuovi potenziali edifici dietro l’angolo.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
Ricordo che il gioco è disponibile nel Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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