scritto da TeOoh!
Il titolo di cui sto per scrivere (e parlare) ha subito un sacco di slittamenti nella mia scaletta. Intendiamoci: non tanto perchè non sia un buon gioco, ma perchè la sua dinamica principale di puzzle game lo rende un pelo meno appetibile al grande pubblico. Son sempre quindi rimasto in bilico tra “dài, giro la rece… però poi interessa poco… vabè, ma almeno se ne parla… sì, ma quest’altro è più immediato… ” e così via.
Finchè non l’ho comunque apparecchiato sul tavolo e mi sono finalmente deciso a recensirlo.
Ecco quindi Castles of mad king Ludwig, un gioco per 1-5 giocatori, della durata di circa 90 minuti di Ted Alspach.
Tutti pronti quindi per creare il castello architettonicamente meno attraente di tutto il reame?
La minutissima è: all’inizio di ogni turno, il Capocostruttore setterà i prezzi delle stanze disponibili. Ciascun giocatore effettuerà quindi 1 solo acquisto e piazzerà la stanza scelta all’interno del suo castello, seguendo semplici regole grafiche. Una volta piazzata, essa fornirà punti vittoria a seconda della tipologia delle sue confinanti e attiverà le confinanti per lo stesso motivo. Al termine della partita, chi ha più punti vittoria, sarà il vincitore.
Sembra che il regolamento sia una sciocchezza, e in qualche modo lo è. Si riesce a digerire velocemente, ma ci vogliono un paio di esempi prima di iniziare per capire come si creeranno queste catene di punti vittoria. Tutto il gioco poi sta nella scelta della stanza GIUSTA.
Ci sono tante implicazioni: il prezzo delle stanze, lo spazio per piazzarle, la tipologia della stanza, i punti bonus, gli eventuali premi istantanei per aver completato stanze, i premi di fine partita per alcune combinazioni… insomma il cervello, grazie ad un regolamento così lineare, è libero di fare i suoi compitini.
Come materiali, ci troviamo di fronte ad una scatola con solo (o quasi) cartone all’interno. Tante fustelle e grafica spartana, ma molto funzionale. Forse, un po’ per questo, sono leggermente perplesso sul prezzo di vendita al pubblico. Penso che il tutto sia semplicemente dovuto alla scarsa tiratura del titolo.
Devo trovarci qualcosa di negativo? La vera “pecca” del gioco è che invita alla paralisi da analisi. Se siete giocatori soggetti a AP, statene lontani, perchè il Ludovico è pronto ad azzannarvi alla gola e non mollare più. Tantissime scelte da compiere da lato vostro e, se valutate anche cosa potrebbe servire agli avversari per magari fare un contro-acquisto, rischiate veramente di esplorare una foresta amazzonica di ramificazioni. Non dico che vada giocato a cervello spento, ma sicuramente ci va un po’ di intuito, un buon colpo d’occhio e poi una decisione magari di pancia! Anche il decidere se far pagare una stanza 6000 o 8000 può essere un problema, quindi nel dubbio… se serve a voi, a 6 altrimenti a 8 e passa la paura.
Se state cercando comunque un gioco in cui risolvere problemi spaziali oltre alle solite questioni di gestione risorse, allora Ludwig lo trovo un bel twist nel genere.
Vi lascio alla visione del video per un approfondimento, unSe ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e vi auguro buona visione!
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