scritto da TeOoh!
Vi è mai capitato di vedere un gioco da un amico sullo scaffale e dire “dai, dopo questa partita me lo fai provare!” solo per scoprire che siete andati troppo lunghi e non riuscirete a provarlo? A quel punto l’unica cosa che si può fare è aprire un po’ la scatola, sbirciare i materiali e farsi dare un’impressione di massima delle meccaniche.
Per me è quasi la procedura standard, ma per il titolo che vi racconto oggi, non sono nemmeno arrivato a farmi spiegare le meccaniche: il fatto che ci fosse un tesoro sepolto da trovare e degli indizi da mettere in intersezione tra loro era già sufficiente a promuoverlo nella mia testa.
Vi parlo di Tobago, gioco di Bruce Allen per 2-4 giocatori. In Italia, grazie a Stupor Mundi.
Come vi ho accennato la tematica è la ricerca di tesori sepolti su di un’isola. La minutissima delle meccaniche è la seguente: a turno è possibile aggiungere un indizio ad uno dei tesori sepolti, tali indizi ridurranno progressivamente il numero di punti in cui il tesoro può essere sull’isola. Quando un tesoro è identificato, si muoverà il proprio fuoristrada sulla plancia fino ad andarlo a recuperare. A quel punto, con un meccanismo di spartizione, gli avventurieri potranno portarsi a casa una parte di bottino.
L’idea di fondo è molto semplice, ma la modularità della mappa, gli oggettini tridimensionali che vengono piazzati su di essa e la composizione ogni volta diversa degli indizi rendono il gioco una vera e propria avventura. L’interazione tra giocatori è alta, ma non distruttiva; c’è tensione per essere il primo ad arrivare al tesoro o comunque andarlo a trovare nel punto più vicino a sè dell’isola, ma a volte è sufficiente anche accontentarsi di prendere parte alla spartizione del bottino per il gusto dell’azzardo che ne consegue.
Insomma, in Tobago c’è un po’ da pensare, un po’ da azzardare e un po’ di spensieratezza. E’ uno dei giochi introduttivi che preferisco tra quelli da mettere sul tavolo (ne parlai in una Considerazione Minuta) per colpire un neofita con qualcosa di totalmente diverso dai soliti Risiko e Monopoli, ma senza dover andare a preparare mappe tristi o ambientazioni storiche che, spesso, fanno storcere il naso a chi vuole “rilassarsi”.
Se proprio devo trovarci qualcosa di negativo, posso dirvi che con un gruppo di giocatori tutti mediamente accorti nel riuscire a finire in tutte le spartizioni di tesori, la vittoria andrà principalmente a chi avrà la fortuna di prendere le carte con più monete. Ma, la durata contenuta della partita (non si sfora l’ora) e la freschezza anche nella fase di “puzzle” in cui riuscire a far apparire il tesoro, tiene vivace l’attenzione attorno al tavolo, facendo risultare molto piacevole l’interazione e passare in secondo piano l’effettiva vittoria o sconfitta a fine partita. Diciamo, se state per proporlo a dei gamer, assicuratevi che non siano belligeranti, ma siano dell’umore giusto per farsi una chiacchierata tra amici.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
