Space Hulk : Death Angel

scritto da Maxell
Eccoci nuovamente qui con una
recensione di un gioco che, per lo standard FFG, è forse passato un
pochetto sotto al radar ma nonostante questo ritengo essere in tutta
probabilità il gioco di carte più “immersivo” a cui abbia mai
giocato : Space Hulk – Death Angel (di Corey Conieczka, per 1-6 giocatori, tempo a partita intorno ai 30 minuti, edizione italiana della Stupormundi).

Immaginiamoci adesso di trovarci su un
Colosso Spaziale (noto come Space Hulk) ed essere in formazione con
uno squadrone di Space Marine; il nostro intento è ripulire questo
agglomerato di relitti spaziali, semplicemente sopravvivendo
attraverso i suoi bui e umidi corridoi fino ad arrivare all’ultima
stanza – vivi.
Ovviamente il nostro nemico non è
tanto lo Space Hulk che farà da teatro alla nostra partita, bensì
creature aliene note come Genoraptor, numerose e temibili creature
che infestano la zona e faranno di tutto per fermare la nostra
marcia.
Siamo nell’universo di Warhammer 40K e,
nonostante io non sia un grande appassionato del genere, devo
ammettere che questo gioco, soprattutto perchè è di carte, mi ha
lasciato stupefatto per immersività, divertimento e, soprattutto,
tensione – vediamo in dettaglio.

IL GIOCO

Space Hulk nasce per 2 giocatori sotto
forma di skirmish dove un giocatore controlla gli Space Marine e, il
suo avversario, i temibili Genoraptor; il gioco ha avuto un buon
successo ma, come per molti altri prodotti targati Games Workshop, ha
sofferto di problemi di ristampa – forse voluti, forse no – fatto sta
che su Ebay si trova facilmente il gioco a oltre 100 euro e nuovo non
si trova.
Questo è un gioco derivato, uno
spin-off, targato Fantasy Flight Games che, come ad esempio Blood
Bowl Team Manager (derivato da Blood Bowl, Games Workshop) si
presenta come gioco di carte in sostituzione a un campo/plancia da
gioco e miniature.
Tipicamente storco il naso a vedere
giochi simili ma già con Blood Bowl mi sono dovuto ricredere e
quindi, dopo attenta valutazione (il gioco non costa pochissimo) l’ho
preso, ho sbattuto la testa per giorni (regolamento pessimo) e,
compreso il tutto, son rimasto sbalordito (sicuramente rispetto le
aspettative).

Ideato da Corey Konieczka (Runewars,
Mansions of Madness, Descent, Eldritch Horror ecc) e pubblicato in
Italia dalla Stupor Mundi nel 2010, Death Angel è un gioco
cooperativo da 1 a 6 giocatori; si gioca in 30-45 minuti e, al
momento, conta 4 espansioni POD (print on demand) che,
fondamentalmente, espandono il gioco senza estenderlo.
COMPONENTI
Essendo questo un prodotto FFG posso
semplicemente dire “perfetti” – come sempre.
Ovviamente presenti, oltre alle carte
(tutte della stessa dimensione!), anche un dado rosso a 6 facce e,
immancabili, dei segnalini “supporto”.
La scatola è nel tipico formato per
card game oramai diventato standard e il manuale con il regolamento
(circa 30 pagine piccole) a completare il tutto.
Il manuale purtroppo è organizzato
molto male e, secondo me, conviene guardare in rete qualche tutorial
su come preparare il gioco – è davvero molto caotico, niente da
dire.
COME FUNZIONA
Nel set base sono presenti 6 squadre
composte da una coppia di Space Marine (per un totale di 12 diversi
personaggi) e, in base al numero di giocatori, vengono assegnate più
o meno squadre; in una partita con 2 giocatori prenderemo possesso di
4 Space Marine (2 squadre) ciascuno.
Fatto questo verrà posizionata la
carta stanza che ci darà indicazioni riguardo al posizionamento
degli elementi al suo interno (dotti di ventilazione, angoli bui,
pannelli di controllo ecc) e definirà quanti Genoraptor andranno a
popolare la pila dei blip (come il rumore che fa lo scanner nel film
Alien) su ciascun lato (sinistro e destro).
Gli Space Marine verranno casualmente
disposti in formazione verticale e una metà avrà la faccia da una
parte e l’altra dalla parte opposta.
Preparazione completata si passa alla
carta evento che tipicamente ci da istruzioni su un qualcosa che
avviene a bordo del relitto ma, nel caso della prima carta, ci dice
solamente quanti Genoraptor escono dai vari angoli della stanza in
cui ci troviamo.
Adesso c’è la fase azioni dei
giocatori : ogni squadra infatti possiede tre carte comuni a entrambi
gli Space Marine e sono sempre : attacco, supporto, movimento +
attivazione.
Le carte hanno anche un’abilità
speciale che contraddistingue una squadra rispetto un’altra; ad
esempio potreste ritrovarvi ad avere uno Space Marine munito di
lanciafiamme che, anzichè uccidere un singolo Genoraptor, è in
grado di ucciderne molti alla volta.
Un altro esempio potrebbe esser una
carta supporto che, oltre l’azione normale, consente anche di creare
un campo di forza in grado di bloccare uno sciame di Genoraptor sul
posto.
Ogni giocatore avrà la possibilità di
selezionare un’azione per ogni squadra (pertanto se attacco con la
squadra “rossa” attaccheranno entrambi i membri) e, in base
al numero indicato sulla carta, le azioni si susseguono in ordine
crescente creando un ordine di azioni.
Attaccare consente di effettuare un
attacco (se rispettata la portata) ad un Genoraptor in formazione;
supportare consente invece, semplicemente, di assegnare un segnalino
“supporto” ad un qualsiasi Space Marine – i segnalini ci
permettono di rilanciare un dado in attacco o in difesa.
L’ultimo tipo di azione, e forse più
complicato, è movimento + attivazione; muovendoci possiamo spostare
di faccia il nostro Space Marine (girando la carta cambia la faccia)
e ci permette di muoverci e scambiar posizione in formazione
(verticale ricordo – vedi foto) con un compagno qualsiasi davanti o
dietro.
Quando usiamo l’azione attivazione,
inclusa nel movimento, in altre parole possiamo, se presente,
attivare un qualsiasi dispositivo presente nella stanza in cui ci
troviamo, ammesso sia a noi adiacente; attivare un oggetto (ad
esempio un pannello di controllo) ci consente di chiudere porte, far
esplodere taniche di promezio e un’infinità di altre cose.
Ora che abbiamo tutti scelto cosa fare,
eseguiamo in ordine le azioni e le risolviamo; per quanto riguarda
l’attacco dovremo solamente controllare che il nostro bersaglio sia
sul nostro lato (faccia) e che sia a portata; fatto questo tiriamo un
dado (6 facce con numeri da 0 a 5 con 3 teschi presenti) – se esce un
teschio (50%) un nemico nello sciame muore e lo possiamo eliminare.

Eseguite tutte le azioni, se presenti,
tocca ai Genoraptor rispondere all’attacco; attaccheranno qualsiasi
Space Marine con cui sono ingaggiati e, analogamente ai giocatori,
tireranno un dado per ogni sciame (gruppo di alieni) e dovremo, per
schivare il colpo, fare più del numero di Genoraptor presenti – in
altre parole per non perdere la vita contro un singolo alieno, sarà
necessario fare 2 o più (66%) mentre se, ad esempio, lo sciame è
composto da 3 Genoraptor, dovremo tirare 4 o più (33%); si muore con
un colpo – in tal caso viene rimosso lo Space Marine e viene
riorganizzata la formazione.
Le azioni adesso ricominciano pescando
una nuova carta evento e vanno avanti finché una delle due pile dei
blip (da cui preleviamo i Genoraptor) non finisce – a quel punto
siamo obbligati a spostarci di stanza e viene quindi pescata una
nuova carta e, conseguentemente, van piazzate nuovamente le carte
elemento (presenti nella stanza) e, ripopolata la pila dei blip,
procediamo – finché non moriamo tutti oppure finché non
raggiungiamo e puliamo l’ultima stanza presente nel mazzetto composto
casualmente all’inizio.
Mi scuso – tanto per cambiare – per la
spiegazione forse troppo “in depth” dell’articolo ma non
avendo miniature e campo di battaglia (a differenza dell’originale
Space Hulk) è difficile disegnare a chi legge uno scenario astratto
che astratto non vuol essere e quindi eccomi qui a scriver fiumi di
parole, spero comunque gradite.
ESPANSIONI
Il gioco già conta, come menzionato,
diverse mini espansioni print-on-demand tutte molto interessanti –
portano fondamentalmente cose nuove e, soprattutto espandono i mazzi
già presenti; questo è un bene perché il gioco già si presenta
solido e vario out of the box.
Il gioco base e tutte le espansioni si
possono trovare sia in italiano che in inglese ad un prezzo che varia
dai 9 ai 15 euro circa.
CONCLUSIONI
Come avrete intuito, dal mio modo di
scrivere innamorato, questo è un gioco che mi piace tantissimo; è
una piccola scatola di alta tensione che porta un’esperienza che,
probabilmente, solo giochi di questo tipo possono offrire
(tematicamente parlando).
E’ incredibile e palpabile la tensione,
la goccia di sudore a quell’ultimo tiro e quella voglia di andare
avanti nel relitto che accompagna i giocatori in quello che è, in
realtà, un semplice gioco di carte con un dado – davvero
sorprendente e ve lo ribadisce uno che ha sempre avuto una certa
ammirazione verso l’universo di Warhammer 40K ma in cui non si è mai
avventurato – forse avrei dovuto.

La rigiocabilità è ottima in quanto
le squadre (ognuna con le sue specialità) sono molto differenti tra
loro e non sai mai cosa ti capita – ovviamente viene anche in aiuto
il fatto che le stanze che si incontrano (tranne la prima) son
casuali e lo Space Hulk è sempre un po’ diverso.
Il gioco non costa pochissimo per un
gioco di carte, ma costa poco per esser un gran bel gioco – lo
trovate su Egyp.it a 24,69€
(Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it)
E’ infine un gioco, per gli amanti,
ottimo da giocare anche in solitario e la cooperazione tra giocatori
è molto sentita – spesso ammetto che le scelte sono un po’ forzate
ma altre volte, anche per fini statistici (attacco o mi difendo?) c’è
molta interazione tra i partecipanti.
A chi lo consiglio? Sicuramente agli
amanti del genere (Alien, Warhammer 40K) a cui piacciono i
cooperativi “tosti”; viceversa, chi preferisce una sfida
diversa ma ama Space Hulk, l’originale può calzare meglio.

Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

— Le immagini possono essere tratte in parte dal sito della casa e/o dal regolamento. Tutti i diritti sul gioco appartengono all’Autore ed alla Casa editrice (FFG). Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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