Recensione : Krosmaster Arena

scritto da Fabio (Pinco11)


E’ alla fiera di Essen del 2011 che vidi per la prima volta, distrattamente, le statuine di Krosmaster (ideato dalla coppia Degouy – Guiton ed edito da Ankama, per 2-4 giocatori, con tempo a partita dalla mezz’ora a salire), in una parte remota di un padiglione non troppo frequentato: lì per lì mi sembrarono carine le figure (infatti gli scattai due o tre foto) ma non ci feci tanto caso e misi la notizia in un angolino della memoria.

Quest’anno lo rivedo tra Essen e Lucca (localizzato in Italia da Ghenos) e mi rendo conto che sto’ giochillo sta spaccando, coinvolgendo parecchia gente ed alla fine mi muovo a prenderlo anch’io, giustificandomi con gli amici e la moglie nel dire che ‘le statuine sono così carine che poi possiamo darle al bimbo …”.
Prima di passare al sodo premetto che si tratta di un gioco di combattimento su di una griglia 12×12, tra miniature (poche, si parla in media di un 4 contro 4) a livello molto basico, adatto ad un pubblico ampio, nel quale sono proposti personaggi molto fumettosi e bambinosi (i nomi italiani vanno da Il re dei Pappatutto a Kokk O’lat), realizzati appositamente per risultare graditi un po’ a tutti.

I materiali


Beh, appena aperta la scatola (parlo del gioco base) non potrete non notare le irresistibili otto statuine che rappresentano gli otto personaggi a vostra disposizione. A ciascuna di esse corrisponde una carta, che ne illustra caratteristiche e potenzialità, a partire dai punti movimento, punti ferita e punti incantesimo, per passare poi all’elenco e descrizione degli incantesimi disponibili ed ai poteri e valore di iniziativa.

Abbiamo poi una manciata di segnalini ferita, una di segnalini punti movimento e – (tutta roba che serve a tenere traccia dei miglioramenti e peggioramenti dei personaggi nel corso della partita), una sacchettata di gettoni ricompensa demoniaca (tutta roba che incide sulle statistiche dei personaggi), diversi gettoni di varia natura (kama, utili per acquistare cose in corso di partita, GG, ovvero i punti vittoria ed evocazione, ossia creaturine da mettere in gioco al vostro servizio). Completa la dotazione un tabellone (griglia 12×12) double face un pacchetto di casse, cespugli ed alberi da montare e 8 dadi a sei facce.

Come funziona ‘sta roba?

Diciamo che è uno dei giochi che è più facile provare che mettersi a spiegarlo, ma da qualche parte dobbiam partire (per altro il gioco è disponibile anche in versione elettronica e sul sito della casa – qui in italiano – sono disponibili anche diversi tutorial). L’idea è che ci siano due fazioni (anche se poi si può giocare anche in 4, tutti contro tutti) che si affrontano, tenendo ciascuna 4 personaggi (quindi con gli otto nella scatola ci arrivate a pelo: lo avete capito, vero, che poi vorrebbero vendervene una valanga di questi personaggi extra?). 

Si sistema l’arena, piazzandoci sopra gli stupendi elementi scenografici (casse, cespugli e alberi) e si parte, procedendo il giocatore di turno ad utilizzare (spendendo i punti movimento ed azione disponibili) tutti i suoi personaggi e passando poi la mano all’altro.

Nel corso della mossa, dopo aver ottenuto un bonus iniziale (punti kama o potenziamenti) si passa a fruire le statuine una per volta ed a farle eventualmente colpire gli avversari, con colpi corpo a corpo o a distanza, evocando creaturine, lanciando bombe e così via (a seconda delle capacità della mini), nell’ordine del valore di iniziativa di ciascuna (l’ordine è quindi fisso!).

Ogni combattimento è gestito utilizzando anche il tiro dei dadi, come potenziatori dei danni o smorzatori (armatura) degli stessi. Lo scopo del gioco è quello di eliminare le miniature avversarie, facendo così perdere punti vittoria altrui, fino a che non si sia riuscito a ridurre a zero (o ad eliminare) il vostro competitore.
Nel corso della battaglia è possibile anche raccogliere i gettoni kama che sono posti sul tabellone, nonchè passare su apposite caselle ‘demoniache’, per spenderli, per acquistare bonus, punti vittoria o potenziamenti di tre categorie, il tutto per rendere la battaglia più varia.
Ecco la versione 2011 del gioco 😉
Ma è divertente?

Mi sono rivolto una domanda secca e mi rispondo seccamente dicendo che “penso di si”. 

Premetto però subito che questo titolo è uno di quelli che divide, ossia che potreste gradire così come volermi male perché parlandovene ve ne ho involontariamente provocato l’acquisto. Da qui l’avvertimento, ossia cercate di leggere attentamente e capire se è roba che fa per voi o lasciatelo perdere … 😉 Del resto, se guardate in giro, scoprirete che gli entusiasti si alternano ai feroci detrattori del gioco, per cui qualcosa questo lo vorrà dire … (su BGG comunque il titolo veleggia su di una rispettabile media di 7,81/10 su di una base di quasi 500 voti)

Ok, torniamo alla normalità e partiamo nelle nostre valutazioni sul gioco, partendo come sempre dall’ambientazione e dalla grafica. 

Qui credo che si stia toccando l’aspetto decisamente di maggior impatto del prodotto (per cui, se già non vi piacciono le miniature, chiudete qui la pagina), perché vi propongono otto statuine davvero belle, di buona dimensione, già pitturate e molto manga, il tutto condendolo con uno sfondo da mondo di fantasia e con una serie di nomi che ci riportano tanto all’infanzia, così tanto che non ricordo nemmeno un cartone animato nel quale i nomi dei personaggi siano roba come Kreo Pahniko, Guy Lermotel, Fre Gatò o Ann Atomy. 
La scatola poi è di quelle con gli inserti in plastica per metterci dentro tutto e completano i materiali anche diversi elementi scenici in cartoncino spesso da montare, come alberi e simili, che alla fine potevano essere sostituiti da semplici gettoni (per rappresentare le interruzioni delle linee di vista), ma che così fanno tanta scena e soddisfano l’occhio. Già all’inizio della partita, quindi, è una soddisfazione vedere il tavolo imbandito.
Ancora un’immagine del 2011 ..

Le schede dei personaggi

Bene, mi chiederete, ma come gira il tutto?
Allora, è chiaro che non siamo di fronte ad un titolo della FFG, di quelli con mille regole, duecento previ controlli e tabelle di conversione dei dadi, ma di un gioco che nello stesso tempo vuole stimolare a riflettere (ossia a fare un po’ di calcoletti su come utilizzare in sinergia i personaggi, vedere come muoverli al meglio per attaccare, magari cercando poi di metterli al riparo e così via), ma anche non risultare troppo complesso, perché con quella grafica e componentistica è chiaro che il pubblico di riferimento vuole essere di massa. 

Alcune Ricompense Demoniache

E’ quindi un gioco di combattimento light, nel quale si devono tenere in considerazione tre statistiche in croce (quanto ti muovi, quanti punti incantesimo puoi usare e quante ferite puoi subire), ma nel contempo ogni miniatura ha delle caratteristiche peculiari, che in bene o in male si memorizzano nell’arco della prima partita, usandole o vedendole usare. E’ il classico gioco che impari proprio giocandolo, esattamente come nei tutorial dei videogiochi.

Direi che il miglior modo per descrivere questo titolo è di farvi pensare, più che ad altri giochi da tavolo skirmish, a dei videogiochi semplici, quelli per android o ipad, nei quali pochi esserini si agitano all’interno di un tabellone di dimensione contenuta, abbastanza grande per non ridurre il tutto ad un semplice tiro di dadi ed abbastanza piccolo per non richiedere doti da Von Clausewitz.

Il giocatore duro e puro, quindi, potrebbe accantonare subitaneamente questo scatolotto vergognandosi anche un pochetto per aver ceduto al bambino che è in lui che lo ha indotto all’acquisto, ma lo spirito di questo tipo di gioco è quello di volersi far piacere da tanta gente, per cui chiaramente il gamer non rappresenta il suo target ideale.
L’idea è infatti quella di poter coinvolgere chi non abbia da tempo dimestichezza con i giochi da tavolo o per computer (un sacco di gente, ve lo assicuro, si perde già a capire il concetto di ‘linea di vista‘ o di ‘incantesimo a distanza‘) e proporsi come titolino che scorre veloce, nel quale chi perde può tranquillamente dare la colpa alla malasorte. E’ chiaro che chi ci pensa sopra vincerà sempre rispetto a chi non lo fa, perché comunque queste quattro miniature vanno usate in modo coordinato, ma non credo che giocatori di quelli scafati facciano fatica ad arrivare in quattro balletti ad usare più o meno al meglio il materiale a disposizione …
Il gioco, come accennavo, vive poi sul concetto che all’inizio vi vendono (intorno ai 50 eurozzi) otto miniature e vi dicono che ce ne sono alcune decine già di altre in catalogo e, se il gioco vi è piaciuto, sarà facile (sempre che non vi spaventi la spesa) che cadiate nella tentazione di mettervi a studiare le miniature disponibili, per capire quale farebbe proprio al caso vostro, rappresentando il completamento ideale della squadra … 
Ho visto che poi sono in arrivo espansioni, pacchetti addizionali ed addirittura le nefaste scatoline ‘sorpresa’, ovvero quelle che non permettono di vedere prima che statuina contengano (ma qui i doppioni sono roba pesante, con diversi euri di costo a scatolina …). 
Insomma, un piccolo mondo, che si può anche conoscere frequentando un po’ il sito del gioco, che propone la possibilità di giocare online (anche qui però c’è il discorso della composizione delle squadre, con all’inizio solo 4 mini a disposizione uguali per tutti e la possibilità di comprarne o, almeno mi sembra di capire così, di vincerle giocando). Personalmente, odiando il concetto di espansione, non sono troppo affascinato, ma ho in mente diversi amici che potrebbero lasciarci giù un patrimonio, prima ancora di capire che non gli piace 😉 Nel contempo sono già qui che penso “che le statuine al bimbo piaceranno una cifra e poi ce ne sono alcune che costano solo pochi euri” … maledetti … è una droga ‘sta roba, occhio !!!

Quanto all’età devo dire che sulla scatola campeggia un seriosissimo 14+, che forse è richiesto nella logica di chi non abbia mai giocato ad una consolle: personalmente sto già pensando di semplificare le regole ad uso di mio figlio che ha meno di sei anni (mi basterebbe editare un pochetto le carte personaggio: ora ci penso sul serio), per cui non so se mi sono spiegato … (è chiaro che per le regole complete almeno 10 anni ci vogliono, ma se penso che a quell’età giocano già a Magic, non penso facciano poi la minima fatica a memorizzare le carte dei personaggi in un’oretta di gioco).

In definitiva Krosmaster : Arena è un gioco di combattimento light, non troppo difficile da imparare, furbo come idea, perché dotato di componenti di ottima qualità e visivamente di grande impatto

E’ chiaramente indirizzato ad un target ampio, influenzato dalla fortuna e non richiede una riflessione da mal di testa, ma solo la voglia di pestarsi un po’, sullo sfondo di una ambientazione da bimbi e senza la pretesa di essere i maghi della tattica, per cui non lamentatevi poi, dopo averlo comprato, dicendo che è troppo leggero, perché tutto sommato non fareste che riconoscere che gli editori hanno raggiunto il loro scopo, facendovelo comprare anche se non era il gioco per voi (… io è da un po’ che parlo per cercare di farvi capire se lo è o no, per cui non date la colpa a me …).

Chiudo segnalandovi che nel Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e millemila espansioni, piccole o grandi …

Visto che siete arrivati a leggere sin qui, può essere che vi faccia piacere, a questo punto, anche vedere il nostro video di presentazione del gioco, con breve spiegazione delle regole 😉

Le immagini sono tratte da dal manuale, da BGG  o dal sito della/e casa/e produttrice/i (Ghenos Games/ Ankama) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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