Completa il tutto (oltre ai classici componenti secondari che non ricordo mai), una manata di carte, a partire da quelle dei vari personaggi (friends), tutti dotati di caratteristiche speciali, a partire dalla loro nazionalità e mestiere, per passare alla dote e miglioramenti vari che riconoscono quando entrano a far parte di una famiglia, passando per quelle dei figli (maschi e femmine, con caratteristiche speciali, a volte), per arrivare alle monete d’oro, ai titoli, alle contribuzioni, le missioni, e via dicendo.
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| Il capostipite, felicemente sposato e con una coppia di figli, a loro volta promessi in sposi 😉 |
Il nocciolo del gioco sta nel partire da una prima carta personaggio (uomo o donna, a scelta), che si deve iniziare a far sposare con una delle carte personaggio che si hanno in mano, fruendo in questo modo dei vantaggi che l’ingresso del consorte riconosce alla famiglia. Essi possono consistere in azioni bonus, denaro (a volte però si deve spendere denaro per averli, vista la forza degli altri benefit), conoscenze (pesca di altre carte personaggio) nonché miglioramenti del proprio prestigio o capacità economiche. Non appena sposati si pesca subito una carta – figlio dall’apposito mazzo e di seguito si potrà iniziare, prima ancora che esso diventi grande, a programmare il suo matrimonio, inserendo nell’albero genealogico un nuovo parente acquisito (chiaramente i bonus di quest’ultimo, compresa la nascita di figli, sono attivati alla maggiore età del bambino) e così via. Con il procedere del gioco le carte prendono a produrre effetti intrecciati, richiedendo una certa attenzione nella ricerca del partner ideale per i propri discendenti.
Tra le azioni complementari (quella di programmare un matrimonio è solo una delle dieci (o giù di lì) disponibili, vi sono poi lo spendere denaro per acquisire amici (carte personaggio), chiedere prestiti (a volte si spendono carte amico), provare ad avere figli, singoli o tramite parti gemellari (si consulta, a pagamento, un dottore esperto in fertilità), comprare titoli nobiliari o distinguersi con donazioni, intraprendere missioni e così via.
Le carte sono piccole, ma la cosa è comprensibile vita la necessità di spazio che già cosi si ha e sono assolutamente gradevoli, con una illustrazione caricaturale dei personaggi raffigurati, completata da alcune statistiche essenziali e ben riconoscibili. Peccato solo per il (poco) testo, che rende language dependant il gioco.
L’ambientazione appare a sua volta calzante, visto che in buona sostanza il principio di partenza è quello che ci si deve dar da fare per far crescere la propria famiglia, sposandosi, facendo figli e dando loro in sposa/o a nuove aderenze e così via. Le azioni, dopo il normale impatto iniziale, diventano quindi piuttosto logiche e coerenti con il tema di fondo, per cui ci si trova, nonostante un manuale di più di venti pagine, a giocare senza farsi troppe domande, fluendo tutto in modo (abbastanza) naturale e tranquillo.
La maggior parte del tempo, dopo aver rapidamente delineato ciò che si vorrà fare in quel giro, ci si trova infatti a guardare e riguardare il mazzetto di carte personaggio che si hanno in mano e quelle che sono sul tavolo, il tutto alla ipnotica ricerca delle migliori combinazioni possibili. Attenzione, però: non parlo di combo alla Magic o simili, ma solo di “combinazioni”, ovvero si deve cercare solo di soddisfare i requisiti indicati dalla carta per avere un effetto maggiorato dei suoi bonus (che non è però ‘reatroattivo’, per cui, una volta piazzata, la carta è esaurita). Ad esempio, ci sono carte che riconoscono un denaro per ogni ‘spagnolo’ nella propria famiglia, mentre altre danno punti vittoria per ogni altro esercente una certa professione, altre ancora danno dei malus (per esempio la ribelle americana non gradisce la presenza di inglesi in famiglia …). Nel contempo si deve cercare di conciliare i piccoli bonus del momento con quelli più o meno cospicui contenuti nella carta obiettivo iniziale o nelle carte missione che si acquistano successivamente.
Tirando le somme Legacy mi è piaciuto ed intrigato al punto di essere entrato nella mia lista dei desideri (dopo che avrò esaurito, però, la massa di roba da provare che ho già comprato ad Essen e Lucca): è abbastanza leggero da spiegare e non troppo impegnativo, ma nel contempo tiene attaccati al tavolo, piacevolmente, per on’oretta (abbondante), grazie alle dinamiche da gioco di carte che ben sfrutta, in connessione con una ambientazione calzante. Ha degli aspetti (potenzialmente) meno attraenti, ma si tratta più che altro di una questione di gusti, perché il gioco ha la tendenza a diventare, a certe condizioni, una sorta di solitario multiplo (comprendo benissimo perché il gioco proponga senza problemi una variante solitario), perché ognuno, alla fine, la maggior parte del suo tempo, attenzione ed energie la utilizza per curare la crescita della propria famiglia, sollevando raramente la testa per dare uno sguardo d’insieme alle famiglie altrui. Come dicevo, quindi, l’interazione non è fortissima e la cosa, a volte, è anche gradita da certe fasce di utenti. Una volta compreso che il tipo di sfida che propone sia quello che cercate, direi che non dovrebbe riservarsi sorprese negative 😉
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