Recensione – Babel di Nero79
Approfitto dell’annuncio di una sua riedizione anglofona da parte dell’editore Z-Man, per parlarvi di Babel, una gioco molto carino della serie per due giocatori della tedesca Kosmos.
Babel è un gioco per 2 giocatori di Uwe Rosenberg (diventato famoso con Agricola) e Hagen Dorgathen (che non credo abbia fatto altri titoli degni di nota ma è in qualche modo coinvolto in Lookout Games). Si tratta di un gioco di carte e poco più che ci vedrà in lotta contro l’avversario per la costruzione di templi sempre più alti sfruttando al meglio i poteri dei diversi popoli a nostra disposizione.
Vediamo se può interessarvi.
![]() |
| Le carte della nuova edizione |
Nella scatola
Nella scatola di dimensioni abbastanza compatte troviamo una piccola plancia che rappresenta le cinque locazioni in cui erigeremo i nostri templi e uno spazio “cava” riservato alle carte Tempio.
Abbiamo poi due trippolini per i due giocatori e due tipi di carte, un mazzo di carte Popolo in formato standard suddiviso in 5 diversi popoli/colori (Persiani, Medi, Assiri, Ittiti e Sumeri) e un mazzo di carte Tempio (quadrate) che mostrano i diversi piani di un tempio (numerati da 1 a 6).
Io ho la versione tedesca che è comunque facilmente giocabile una volta imparati i diversi poteri dei Popoli (sono 5, indicati sulle carte in tedesco). La nuova edizione dovrebbe avere una nuova grafica e scritte in inglese per chi proprio malsopporta anche solo vedere le lunge parolone della lingua crucca.
![]() |
| Versione tedesca |
Il gioco
Mi limiterò ad una carrellata veloce delle regole lasciandovi il link alle vecchie regole in inglese della Rio Grande Games qui. Non so se il nuovo editore introdurrà delle modifiche, ma a giudicare dalla componentistica identica direi che è molto improbabile.
In Babel i giocatori partono con 5 carte Popolo a testa. Al proprio turno il giocatore pesca 3 carte ed esegue un qualsiasi numero di azioni tra cui spostarsi nelle varie locazioni, giocare carte Popolo, usare il potere speciale di un popolo, costruire Templi rispettando l’ordine dei piani e, una volta per turno, eventualmente far migrare tre carte di una colonna in un’altra colonna (locazione). Quindi pesca 2 carte Tempio e le mette a disposizione di entrambi i giocatori mettendo quella con il piano più basso in cima.
Per costruire il piano di un tempo si deve costruire rispettando l’ordine dei piani e bisogna avere un numero di carte Popolo in quella locazione pari al piano che si intende costruire (ad esempio quattro carte per costruire il quarto piano sopra il terzo). Se le carte popolo vengono piazzate in set di almeno tre carte dello stesso colore è possibile sacrificando una carta dal set attivare il potere speciale di quel popolo (anche più volte scartando più carte). Il gioco finisce se il numero totale di piani dei tempi di un giocatore raggiunge 15 e l’avversario ne ha meno di 10 o se un giocatore raggiunge i 20 punti… se non si raggiunge nessuna delle due condizioni, può eventualmente finire se termina il mazzo delle carte Tempio. I poteri dei diversi Popoli sono sufficientemente diversi ed è difficile dire se c’è un Popolo meno utile degli altri (alcuni li definirei persino troppo “aggressivi” per un eurogame alla tedesca del 2000), direi piuttosto che i diversi poteri tornano utili in diverse fasi del gioco e “il bello”/la strategia del gioco sta proprio nel saperli sfruttare tempestivamente e al meglio.
Impressioni
Inizialmente Babel sembra complicato da giocare vedendo il regolamento, ma si spiega in fretta e dopo pochi turni è molto facile farsi prendere da questa battaglia strategica che lascia ben poco alla fortuna considerando l’alto numero di carte che si pescano. Mi sembra un gioco profondo di quelli per cui non bastano un paio di partite per “risorverlo”, tuttavia non è un gioco che chiama la rivincita nella stessa sera… per usare le nostre metafore venatorie… non è certamente un cinghialozzo (heavy game) ma nemmeno una lepre (filler)… diciamo più una via di mezzo tipo un fagiano che potrebbe attirare due gamer solitari al pub. Come profondità lo accosterei a Targi anche se forse quest’ultimo ha qualcosa in più.
— Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG o dal sito della casa produttrice (Kosmos/Z-man) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it



