scritto da Fabio (Pinco11)
Incontro oramai alcune volte all’anno il mitico Angelo Porazzi, il quale campeggia all’interno della Area Autoproduzione da lui animata che è invitata in numerose fiere sparse per l’Italia. E’ stato in uno di questi frangenti (La Spezia Comics and Games, qui il suo PhotoReport) che mi ha fatto provare il suo AstroNuts (del quale è anche disegnatore), gioco per 2-4 persone, prodotto dalla Mucke Spiele (marchio della Spielmaterial.de).
Si tratta di un titolo di esplorazione spaziale, adatto ad un pubblico ampio e proposto in un formato mini, da viaggio: vi dico subito che non è uno spremimeningi, ma piuttosto un gioco che potrete proporre come filler o anche come introduttivo a esperienze ludiche più complesse.
Sulla copertina campeggia una divertente immagine di un improbabile pilota spaziale con un sorriso a 32 denti, impegnato in un combattimento con un’altra astronave, il tutto sullo sfondo di diversi pianeti e di bizzarri alieni e l’immagine direi che sintetizza bene i contenuti del gioco, come vedremo.
Matti nello spazio!!!
All’interno della scatolina sono stipati i componenti, consistenti in 3 astronavi e 15 omini per colore (in plastica), 80 gettoni risorsa, a loro volta divisi in 4 colori, due dadi a sei facce, nonchè il tabellone di gioco, il quale raffigura una galassia con i suoi pianeti, tutti collegati da linee azzurrine, che simboleggiano i percorsi attraverso i quali i numerosi pianeti da esplorare potranno essere raggiunti.
Ad inizio partita si prepara il tabellone, sistemando su ogni pianeta grande tre gettoni e su quelli piccoli due (sono le nuts che danno il nome al gioco) ed ogni giocatore prende una astronave del suo colore, che piazza su di un pianeta nell’angolo del tabellone.
Il gioco da quel momento si svolge a turni ed il giocatore al quale sta semplicemente tira un dado a sei facce per sapere quante azioni avrà a disposizione in quel turno. Prima di rollare però egli dovrà scommettere su quale risultato otterrà e se il numero uscito sarà almeno pari a quello indicato egli potrà svolgere un numero di azioni pari al doppio del numero di cui alla scommessa. Ok, è più facile spiegarlo con un esempio: io scommetto che farò almeno 4: se esce 4 o più, allora avrò a disposizione ben otto azioni (4×2), se esce meno, avrò le azioni indicate dal dado …
A quel punto, capite le azioni disponibili, si potrà procedere a svolgerle, scegliendo tra: muovere una astronave (1 punto azione a casella), estrarre risorse (ovvero i gettoni) dal pianeta sul quale ci si trova, colonizzare il pianeta (1 azione ed 1 risorsa per colono) sul quale si è, calandovi omini del proprio colore (sono i coloni, 1 azione per omino), costruire una nuova astronave (1 azione e 4 risorse), attaccare una colonia avversaria (il combattimento avviene a tiri di dado: si uccide un colono ogni volta che si supera il tiro del difensore – ogni attacco costa 1 azione), commerciare, ossia scambiare risorse con un altro giocatore ed acquisire tecnologie, ovvero ottenere bonus permanenti per certe azioni (1 azione e 4 risorse).
Ogni volta che si esplora un pianeta, si devono inoltre rollare i due dadi, scoprendo, a seconda del risultato, quale dei 36 eventi della lista si è verificato, applicandone gli effetti.
La partita ha termine quando un giocatore ha sul tabellone tutti i propri coloni o se i pianeti sono stati tutti esplorati e le risorse prelevate (vince chi ha più coloni).
Occhio alle noccioline … 😉
Il titolo e l’illustrazione danno perfettamente l’idea, in sole nove lettere ed un disegno, di quello che ci aspetta nella scatola: si tratta infatti di un gioco leggero, senza troppe pretese, che si può proporre a tutti (è un 6+) e che, nel suo piccolo, si rivela potenzialmente apprezzabile.
Partendo dall’ambientazione devo dire che l’idea della esplorazione spaziale dei quattro giocatori pazzi (nut in inglese vuol dire anche ‘matto’, oltre che ‘nocciolina’) è resa dagli eventi casuali presenti nella tabella del Fato (quella che si usa a ogni sbarco su di un pianeta), la quale contiene simpatiche spiegazioni, tipo: Poker: nel più grande Casinò della galassia vinci un Poker e ti pagano con risorse, oppure i nativi si accoppiano con i coloni: per fondare ogni colonia non spendi azioni ma solo risorse o orchi aggressivi: con un punteggio di 3 o più i codardi si spaventano, altrimenti in quel turno la nave non può compiere altre azioni. E’ chiaro che non siete di fronte ad una simulazione 4x completa, ma il viaggio nello spazio c’è, così come le battaglie e le esplorazioni … 😉
Passando ai materiali il gioco risente del formato piccolo, ma si propone come ricco di componenti, visto che nella scatolina sono contenuti alla fine 60 ometti e 12 astronavine di plastica, tutti ‘compatti’ come dimensione, ma gradevoli alla vista. Ok, non è legno, però sono funzionali allo scopo: a voler essere pignolini ci poteva stare una schedina di cartoncino con la tabella del Fato o anche qualcos’altro, ma nella logica di un titolino senza fronzoli che non vuole essere ingombrante direi che ci siamo. Chiaramente se cercate qualcosa di più appariscente, compratevi qualcosa tipo The Island …
Come gira il gioco? Allora, premetto che dovete entrare nella sua logica, che è quella di affrontare con leggerezza una mezz’ora di gioco, fatto anche di tiro di dadi e di non pensarci su troppo. Se lo fate verosimilmente vi divertirete. Se ve lo presenta l’Angelo ad una fiera vi divertirete sicuramente, perchè lui è un animatore nato e probabilmente vi farebbe divertire anche solo giocando con 10 stuzzicadenti, raccontandovi che sono dei giullari equilibristi e proponendovi la sfida di farli stare in equilibrio in verticale sul tavolo 🙂
A parte scherzi, a pensarci bene il gioco propone l’idea del push your luck nel tiro dei dadi che vi attribuisce le risorse iniziali, poi vi dice che potrete sviluppare delle tecnologie (investire per avere bonus futuri), che potete ampliare la flotta, che potete addirittura combattere con i vostri avversari, silurando a destra e a manca a colpi di dado e ci aggiunge una tabellina di eventi casuali che tanto diverte il pubblico dei più piccoli. Alla fine ci si rende conto che di cose ce ne sono e che non è affatto un gioco banale, il tutto contenuto in uno scatolino che porta via poco posto … Più gente gioca, meglio è e più la gente è mista tra grandi e bambini e meglio è. Il lancio dei dadi di per sè introduce l’elemento fortuna, per cui se non lo gradite, prendete la partita con filosofia ..
In definitiva AstroNuts è il classico giochillo leggero che si può proporre un pò a tutti, soprattutto, direi, a chi dei giochi da tavolo non è un gran frequentatore. Piccole dimensioni, poche pretese iniziali, componenti compatti che puntano alla funzionalità, più che allo sfarzo, il tutto con un occhio al prezzo, che resta basso (intorno ai 15 euro). Le meccaniche di gioco sono simpatiche e può risultare divertente, a patto di rientrare nel pubblico potenziale del titolo. Se odiate i dadi, lasciatelo invece tranquillamente stare 😉
Se vi interessa cercatelo al banco dell’Angelo Porazzi ad una fiera dove è presente con l’Area Autoproduzione: però, in caso, fatevelo spiegare e giocare con lui, magari facendo finta di non aver letto questo articolo (diteglielo dopo …), perchè la prova spesso vale il prezzo del biglietto … 😉
— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o dal sito della casa (Mucke Spiele), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. —
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