scritto da polloviparo.
impegnativi, giochi veloci e giochi lenti, giochi innovativi e giochi
collaudati e poi c’è Asgard.
Zizzi, per 2 – 4 giocatori, della durata di 90 min. circa.
battuta potrebbe sembrare “parole buttate lì a caso”, ma posso assicurarvi che
si tratta di parole che riassumono egregiamente le sensazioni che mi ha
trasmesso Asgard alla prima partita.
di provarlo: “gioco molto difficile”, “regolamento ultracomplesso, con
complicazioni inutili”, “mille eccezioni e sottoregolette”, “più complesso di
Vinhos”
è accesa un lampadina 🙂
della “What’s your game” probabilmente era inevitabile.
dibattuto, dal regolamento molto complesso, dalle mille possibilità (leggansi
diversi layout di gioco) che inevitabilmente o si odia o si ama.
leggo regolamento difficile, una specie di forma di masochismo mi assale e
comincio a studiarlo.
dubbi, intuire le intenzioni dell’autore.
inevitabilmente attraverso il confronto nei forum, sia con l’autore che con
altri giocatori che si sono posti le stesse domande.
dei giochi di Martin Wallace? 😉
subito, a scatola chiusa, mi piaceva il tema, la componentistica e ancora forte
era l’entusiasmo per Vasco da Gama di Mori.
una volta letto il regolamento, ok non è impossibile, complesso ma non
impossibile… ma ora come faccio a spiegarlo a qualcun altro?”
farlo e ho avuto il piacere di giocarlo con chi si è fatto carico
dell’onere della spiegazione (tra l’altro in modo egregio).
pseudo-ripettuta con Asgard, nel senso
che questa volta non me la sono sentita dell’acquisto a scatola chiusa (sebbene
Vinhos mi sia piaciuto molto), ma ho avuto il piacere di provarlo anticipatamente, con il
privilegio di non dover spiegare il gioco!
descrivere Asgard sinteticamente, sarebbe come chiedere di fare un riassunto
in poche righe della Divina Commedia o dei Promessi Sposi.
purgatorio e il paradiso e nei Promessi Sposi Renzo e Lucia…”
troppo coinciso sarebbe qualsiasi mio tentativo di descrivere le meccaniche di
Asgard .
quindi perché non provarci?
gli Dei sono chiamati alle armi.
contrapposte le due fazioni: il male contro il bene, prenderà il nome di Ragnarok.
uno spot! 😉
introduce ad Asgard, gioco appartenente alla categoria dei WP (Worker
Placement), che tutto sommato presenta qualche trovata innovativa (e già questo
oggi è un grosso pregio).
avviene dopo una fase di selezione segreta degli dei che si intenderà
influenzare nel turno. Il numero di carte utilizzabile è pari al numero di
dischi influenza in proprio possesso, ossia al numero di lavoratori
disponibili.
alternandosi con gli altri giocatori e piazzando un proprio lavoratore, in uno
degli spazi vuoti della corrispondente divinità. Le giocate possibili sono due:
richiesta o supporto.
condizionamento del dio prescelto giocando nell’area di Asgard.
dischi, sempre in modo alternato e seguendo l’ordine di turno i giocatori
attivano uno dei dischi precedentemente piazzati, ed eseguono l’azione
corrispondente.
considerazione, non si tratta del piazzamento tipo “uno io, uno te, uno io, uno
te”, ma viene richiesta una pianificazione iniziale.
intenderci quando dovete pianificare la giornata e poi mandare tutti al lavoro.
A differenza di Fresco però dove l’ordine delle azioni è prefissato, qui si ha libertà di scelta sull’ordine di attivazione degli dei.
sarebbe importante anche intuire cosa giocheranno gli altri, perché se in molti
scelgono lo stesso dio, chi ultimo arriva male alloggia!
considerazione, ossia l’ordine di gioco in questo titolo, è fondamentale!
utilizza l’abilità speciale del dio scelto. Queste vanno dall’assicurarsi
combattenti, giganti, variare l’ordine del turno, ecc… Dopodichè si recupera il
disco azione.
costruire templi su Yggdrasil, in onore della divinità.. Il tempio costruito permette
alla divinità di scender in campo, fornisce punti vittoria ad ogni turno e influenza
nel Ragnarok. In questo caso il dischetto è perso (o meglio investito).
ottenere dischi influenza aggiuntivi, da utilizzare nei turni successivi oppure
da inviare direttamente ad una battaglia su uno dei mondi fornendo armi o incantesimi
da utilizzare come modificatori sempre nel Ragnarok.
considerazione, i dischetti a propria disposizione sono pochi. Costruire templi
fornisce una rendita costante di punti, quindi meglio costruirli il prima
possibile.
ovviamente richiedono combinazioni di pietre più impegnative.
priva di lavoratori e quindi dovremo rinunciare a qualche dio per giocare su
Asgard.
prendere e tenere il lavoratore o mandarlo direttamente in battaglia dato che
ad ogni turno vengono assegnati punti proporzionalmente al numero di battaglie
vinte?
confrontando il valore della divinità scesa in campo e della popolazione
presente, sommando il valore di due tasselli (uno per il bene ed uno per il
male ) girati casualmente.
uguale per tutte e due le fazioni, quindi a mano a mano che i tasselli escono
il quadro si fa più chiaro.
saranno maggiormente alla cieca.
modificati spendendo dei combattenti, altrimenti da sacrificare per la
costruzione dei templi.
componente aleatoria in questo caso si fa sentire, ma non è fastidiosa.
tutti gli dei scesi in campo si scontrano (nei singoli pianeti di assegnazione)
i giocatori possono utilizzare armi ed incantesimi come modificatori e i punti
vittoria verranno assegnati ai “supporter” degli dei vincitori!
sopra.
spiegazione del regolamento in un primo momento mi ha lasciato un po’
disorientato e ho pesato che effettivamente sarebbe stato difficile ricordarsi
tutto.
i dubbi si sono dissolti come neve al sole e il gioco si è dimostrato più
semplice del previsto.
dove una prima partita è indispensabile per assimilare bene il regolamento, quasi
impensabile individuare subito la strategia vincente.
innumerevoli e i quesiti che pone il gioco davvero interessanti.
tipo indiretto che di tipo diretto.
punto di frizione del gioco.
prima di altri soffiando il dio più desiderato è una cosa, sottrarre una pietra
ad un avversario a cui era indispensabile per costruire un tempio un’altra.
senso, a mio avviso che si valuti bene prima di costruire sia l’ordine del
turno, che la possibilità di un piano “B”.
Il rischio altrimenti è quello di vedersi bruciata un’azione.
risicate, sia in termini di pietre che di combattenti.
introdotta per ovviare al problema che qualche giocatore “accumuli” in modo
eccessivo.
questa non è disponibile non si fa altro che sottrarla al giocatore o ai
giocatori che ne posseggono maggiormente.
turni di gioco, ma si deve prestare molta attenzione a come “infilare” il tutto funzionalmente al Ragnarok!
strategica è molto forte.
sì che non ci si allontani troppo da quei novanta minuti.
richiedere un po’ di tempo, specie nella fase di pianificazione sul piazzamento
dei modificatori, con il rischio di sforare qualcosina nei tempi supplementari…
sontuosi.
gusto personale bellissime anche le illustrazioni, secondo me Mariano Iannelli
merita un plauso.
fumettistico ed il tratto squisitamente fantasy, sono sicuro che non incontrerà
i gusti di tutti, ma a me ha colpito favorevolmente.
tesserine, trippolini in legno e le carte per la selezione degli dei.
Io però Thor sono abituato a vederlo (e quindi immaginarlo) bello tosto e muscoloso e quindi la versione “magrolina” qui proposta, mi ha un po’ spiazzato.
La quantità di materiali si riflette ahimè nei tempi di setup. Io sono arrivato a tavola già “apparecchiata” ma chi se n’era occupato ha esordito dicendo: “c’è voluto più tempo che a preparare Bora Bora…” °_°
Il gioco è totalmente indipendente dalla lingua, fatta eccezione per il regolamento e alla prima partita sarà indispensabile familiarizzare un po’ con le varie simbologie.
Molte icone si ripetono e quindi, imparato il linguaggio, decifrare il tutto diventa piuttosto intuitivo.
2012.
quindi è stata una piacevole sorpresa.
iniziale della spiegazione del regolamento, il titolo ha mostrato subito il suo
potenziale.
per giocatori, occorre sicuramente passione e dedizione per apprezzare un gioco
di questa tipologia.
occasionali o amanti di giochi semplici ed immediati quali Ticket to ride,
Coloni di Catan, Carcassonne et similia.
cimentarsi nella comprensione di un regolamento piuttosto articolato, farebbe
meglio a guardare altrove.
restituisce una sensazione davvero epica! Molto bello supportare gli dei del
bene o del male e poi assisterli nello scontro finale cercando di portarli alla
vittoria.
La “What’s your game” con questo titolo si conferma una casa editrice sempre più rivolta ai giocatori.
alla famiglia degli EURO ed è un WP, però ha alcune trovate davvero originali.
sfumature del regolamento che qui non sono state affrontate, ma che meritano
sicuramente un approfondimento da parte vostra, sempre che io sia riuscito a catturare la vostra
attenzione.
contenuto, non assente, ma nemmeno fastidioso.
placment, beh ecco un occasione per provare qualcosa di nuovo.
è un gioco apparentemente “difficile”, ma neanche troppo una volta “sbrogliata
la matassa”; impegnativo, ma abbordabile, un WP ma con delle meccaniche
atipiche e in tutte queste sue contraddizioni trova il suo equilibrio.
Questo è il motivo della mia premessa e della difficoltà ad incasellarlo.
Pierluca, un autore ITALIANO, lo scrivo con orgoglio, ha fatto centro.
po’ penalizzato ad Essen per via dell’approccio iniziale non propriamente
immediato.
giusto rodaggio, senza fretta e le “stanze” di Essen non sono sicuramente il
luogo ideale in questo senso.
caldo piuttosto tiepida di chi secondo me ha voluto commentare un po’
frettolosamente il titolo.
Dopo averlo provato penso proprio
che questo sarà uno dei miei prossimi acquisti!
Il gioco è disponibile da Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
— Le immagini sono state scattate direttamente da me durante la sessione di gioco. Tutti i diritti sul gioco appartengono all’autore ed alla casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. –
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