scritto da Bernapapà
Vi chiederete: ma come mai questo fa sempre recensioni dei classici? Beh, la risposta è presto detta: essendomi avvicinato ai GdT in tarda età, ho un po’ di passato da recuperare…
I materiali
Domina la scena un grande tabellone rappresentante la topografia del quartiere di Chinatown, nella quale fanno bella mostra gli edifici ospitanti gli 85 fondi commerciali numerati, suddivisi in 5 distretti dalle strade. Ogni lotto contiene quindi 17 negozi. In basso a destra abbiamo un fac-simile di calendario cinese, che servirà a tenere conto dei 6 turni di gioco, uno per ogni anno (dal 1965 – anno del serpente – al 1970 – anno del cane -). 85 carte numerate rappresentano i certificati di proprietà dei vari fondi. Oltre a questo abbiamo 90 tessere commercio quadrate (della dimensione di un fondo commerciale) suddivise in 12 differenti tipi di negozi: si va alla gioielleria, all’immancabile ristorante cinese, alla lavanderia e così via. Tali tesserine sono contenute in un sacchetto nero, che ne consente la pesca casuale. Su ogni tessera dello stesso tipo è riportato un numero che rappresenta il concetto di “negozio completo”: è inoltre utile sapere che il numero di tessere per tipo di negozio è dato dal numero riportato dalla tessere + 3. I negozi completi più piccoli sono di 3 stanze, mentre quelli più grandi sono di 6.
Il denaro è rappresentato da carte di piccola dimensione, nei differenti tagli di 10.000 $, 50.000 $, 100.000 $ e 200.000 $. Ad ogni giocatore verranno distribuiti 30 dischetti colorati, che verranno piazzati sul tabellone in corrispondenza dei propri fondi/negozi. Terminano la dotazione il segnalino per gli anni (turni), la carta “primo giocatore”, e le carte “aiuto” per la definizione del numero di carte e tessere da pescare ad ogni turno, e delle rendite dei negozi.
Le meccaniche
Il gioco, come dicevo, è estremamente semplice: si parte con 50.000 $ a testa. Il gioco si sviluppa su 6 turni uguali fra loro ed ogni turno consiste di 4 fasi: nella prima fase vengono distribuite le proprietà, utilizzando il seguente meccanismo: si distribuiscono un certo numero di carte proprietà (dipendente dal numero di giocatori): ogni giocatore ne sceglie un dato numero e ne restituisce il resto: sui tabellone andrà a posizionare un discetto in corrispondenza dei fondi di cui è divenuto proprietario. Nella seconda fase vengono estratti un certo numero di tessere commercio testa (anche questo dipendente dal numero di giocatori). La terza fase, il motore del gioco, è la contrattazione: ossia è possibile vendere/comprare fondi commerciali (sia liberi che già occupati da negozi) e tessere negozio ancora non posizionate sul tabellone. La contrattazione è assolutamente libera: il mercato la fa da padrona, quindi non ci sono limiti ai prezzi, ma è anche vero che nessuno è obbligato a vendere alcunché.
Quando un fondo passa di proprietà, il venditore cede il certificato di proprietà all’acquirente, preleva il segnalino dal tabellone e l’acquirente vi posiziona il suo. Terminata la fase di scambi, si procede alla costruzione dei negozi: ognuno è libero di mettere le tessere commercio sui propri fondi liberi (riposizionando anche il proprio discetto), ma per far si che due fondi limitrofi facciano parte dello stesso negozio è necessario che lo confinino orizzontalmente o verticalmente (ossia devono avere una “parete” in comune).
E’ necessario ricordarsi che il concetto di “negozio completo” è strettamente legato al numero indicato sulla tessera: se quindi si costruisce un negozio completo più grande, in pratica vale come due negozi: uno completo e l’altro no (è possibile fare 2 negozi completi solo per i negozi di dimensione 3!). Alla fine del sesto anno, il più ricco vince la partita.Le considerazioni
Il gioco è effettivamente molto semplice, e forse, in questa assoluta semplicità, risente un po’ degli anni che ha. La dea bendata la fa da padrona, in quanto la pesca sia delle proprietà (benché mitigata dalla scelta) sia dei negozi, rende tutto molto molto aleatorio. Inoltre non è detto che escano tutte le tessere sulle quali uno poteva aver pianificato l’espansione del proprio negozio, sia per quanto riguarda le tessere commercio, sia per quanto riguarda le proprietà dei fondi (che vengono sempre comunque scartate anche nell’ultimo turno, per cui alcuni fondi non entreranno mai in gioco). Tutto quello che la fortuna non ti concede te lo devi accaparrare tramite le contrattazioni, che, come sempre, risentono di meccaniche che vanno anche al di là del gioco stesso: ossia la contrattazione fa parte delle capacità personali, che possono scontrarsi anche con aspetti caratteriali (piccoli screzi fra giocatori, alzare i prezzi al giocatore che si ritiene possibile vincitore, ecc.). La capacità di contrattazione, però, la si nota soprattutto nel calcolo di quanto si è disposti a spendere per comprare un fondo/negozio, magari come investimento per i turni successivi (ossia non sempre è possibile allargare i propri negozi): ed in questo ci sono giocatori più portati, ed altri meno portati, che magari cascano nell’inganno di acquistare un lotto ad un prezzo che non riusciranno mai a far rientrare come rendita, o perché hanno fatto male i conti (in questo senso il gioco è dai 10 anni in su), o perché contavano di terminare il negozio e la fortuna non è stata dalla loro parte (o qualche avversario si è messo id traverso!).
L’ambientazione è giusto uno spunto, ma giocandolo non ci si sente propriamente cinesi (avrebbero potuto sostituire Chinatown con un suk arabo o con un centro commerciale moderno, e nessuno si sarebbe accorto della sostituzione). Parlare di gioco di piazzamento tessere è secondo me fuorviante, perché le possibilità/convenienze del piazzamento dei negozi sono molto limitate e tutte molto intuitive, quasi obbligate: è in tutto e per tutto un gioco di negoziazione, guidato dalla pesca casuale di carte: non proprio un german, quindi, ma per chi apprezza queste meccaniche da mercato arabo, il divertimento è assicurato!
Per chi volesse cimentarsi, lo trovate su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it




