scritto da Fabio (Pinco11)
Ho riletto poco fa l’anteprima che avevo scritto diversi mesi fa (diciamo anche un annetto) su Trajan, ennesima creatura del mitico Feld, autore che da qualche anno è decisamente in alto nella lista dei preferiti da diversi core gamers, verificando come già allora fosse presente in me una forte ambivalenza (leggi : amore – odio) su questo titolo (edito da Ammonit Spiele e poi in italiano da Asterion).
Diverso tempo dopo la fiera (ad Essen avevo resistito) l’ho poi comprato, spinto dalla curiosità, ma ancora per dei mesi è rimasto sullo scaffale, ruotando tra le posizioni accessibili ed il ‘sopra l’armadio’ destinato ai titoli di uso ‘meno frequente’: mai ho valutato l’opportunità di scambiarlo, ma ogni volta c’era sempre qualcosa che mi faceva rinviare la sua prova. Il fatto che il gioco sia un condensato di regole ed un ‘pelo’ astrattoso ha avuto, come immaginerete, il suo peso, per cui l’ho sempre visto come un qualcosa di non proprio rilassante ed immediato da provare, ma alla fine, come suggerisce il fatto che questa sia una ‘prova su strada’, l’ho giocato e, direi, anche con piacere, per cui eccomi qui con le impressioni di gioco.
Due parole due sulle regole e meccanismi.
Rinvio all’articolo di anteprima per una idea più approfondita (sul sito Asterion trovate comunque il manuale in italiano), limitandomi qui ad una rapida infarinatura.
L’idea di fondo è quella di un titolo incentrato sul ‘gestione azioni’, nel quale ad ogni turno si può compiere una delle sei ‘macro azioni’ disponibili (per ciascuna di esse ci sono poi, spesso, diverse alternative tra ciò che si può fare, es: in quella legata al commercio si possono pescare carte merce, oppure giocarne sul tavolo,oppure spedirle con le navi), ottenendo punti direttamente oppure creando occasioni per ottenere punti alla fine del gioco o più avanti. E’ possibile poi, tramite abili combinazioni e/o l’utilizzo di tessere ‘azione extra’ prelevate al momento giusto, essere occasionalmente abilitati a compiere più azioni nello stesso turno, con effetti ultravivaci.
Il busillis (leggi: primo strato di difficoltà ulteriore) sta qui nel fatto che la scelta delle azioni non è però libera, bensì determinata da un simpatico (poi starà a voi dire se vi risulterà simpatico o meno) meccanismo incentrato sull’uso di sei vaschette (disegnate sulla vostra scheda personale) contenenti trippottini colorati, che dovrete distribuire utilizzando una logica che ricorda il mancala. Per essere più chiari (!) ad inizio mossa avete in ogni vaschetta tot trippottini (ad inizio partita son due per vasca, ma poi il numero rapidamente diventa diverso per ogni vasca) ed al vostro turno scegliete da quale vaschetta prelevarli, distribuendoli poi, in senso orario, uno per ogni vaschetta successiva: l’ultima vaschetta riempita sarà quella ‘di destinazione’ e potrete svolgere solo l’azione da essa indicata.
A ciò si aggiunge che, se in corrispondenza della vaschetta in questione c’è una tessera bonus (di Traiano) e nella vaschetta avrete presenti trippottini dei due colori indicati sulla scheda bonus, potrete eseguire l’azione extra da essa indicata (se non avete capito, non sforzatevi troppo: basta avere l’idea che la cosa richiede un certo impegno per intuirla così, senza il gioco davanti …).
Giunti così al secondo livello di difficoltà, accenno al fatto che poi in diversi dei settori ‘macro azione’ l’autore, per tenerci svegli, ha ideato delle sorte di minigiochi, tipo il fatto che quando si va a costruire, prelevando tesserine edilizia, c’è il limite del dover piazzare i propri trippoli a contatto con altri nostri già presenti in loco e la possibilità di avere azioni extra e che a fine partita si hanno punti bonus solo se si prendono almeno tre tesserine dello stesso tipo.
Lascio perdere per ora la descrizione di altre potenziali fonti di riflessione …
Traiano, Gengis Khan o Star Trek ?
Allora, il gioco, lo premetto, mi è piaciuto e Feld resta uno dei miei autori preferiti, per cui tenetene conto ! Punto.
Detto questo dico che si tratta di un gioco che ha forti pro ed altrettanto forti (per me no, nel senso che penso che sia un must per gli appassionati del genere, ma devo cercare di essere anche obiettivo) potenziali contro, per cui rivolterò il mio classico schema espositivo, per buttarmi nell’elenco dei primi e dei secondi.
Parto dai contro per segnalare come il titolo abbia qualche modesto problema in merito alla ambientazione, che direi che fa un attimino acqua da tutte le parti.
Chiariamoci: non è che la produzione non ci abbia messo dell’impegno, perchè il tabellone è ben fatto, con richiami alla Roma dei primi secoli dopo Cristo, una grafica carina ed una componentistica che definirei più che buona (trippolini e tessere in quantità, di buona dimensione ed in genere leggibili), ma francamente non vedo perchè (ed anche il manuale, elegantemente, evita di cercare di dare una spiegazione) nel mondo reale dovrei avere dei benefici od azioni extra perchè sono bravo a far cadere pippottini colorati nel giusto ordine nelle varie vaschette. Poteva poi essere un gioco ambientato nello spazio o al tempo di Napoleone e tutto ciò che dovevano fare era cambiare la grafica ..
Il secondo contro è invece legato agli strati di difficoltà (alcuni mi obietteranno che può essere anche un pro, ma a loro rispondo: ‘siate pazienti e leggete dopo’), che rendono l’esperienza di gioco, almeno inizialmente, un attimo disorientante.
Voglio dire che non è facile assorbire tutte le informazioni legate alle sei azioni, al gioco delle vaschette ed ai ‘minigiochi’ tutte insieme ed è richiesto un certo impegno, che non tutti hanno voglia di dedicare ad un gioco da tavolo.
C’è poi l’aspetto del setup iniziale del gioco, che potrebbe annoiare chi non voglia dedicare diversi minuti solo per preparare il tutto per la partita, visto che ci sono praticamente decine di tesserine da dividere e piazzare, per cui consiglio vivamente di dotarsi di tanti e tanti sacchettini di plastica per velocizzare un pelo il tutto.
Tutti questi elementi possono, da soli, farvi mettere da parte la scatola (o meglio: non comprarlo), senza passare oltre.
Arrivo però ora ai pro, che ritengo tali da far ritenere Trajan una delle migliori creazioni dell’autore.
Il primo è corrispondente in modo diretto al contro prima citato legato alla complessità, ossia si tratta, finalmente, si un gioco che fa riflettere davvero e che spinge a diversi livelli di ragionamento. Ho parlato infatti di sottogiochi e di fatto vi troverete, come un computer 486 d’antan stressato dal multitasking, a cercare nello stesso tempo di gestire i bastardissimi trippottini colorati che non ne vogliono sapere di essere al posto giusto al momento giusto, dando nel contempo un occhio alle tessere bonus che potreste prendere ed ancora decidendo cosa sia meglio tra avere il maledetto trippotto rosa nella vaschetta giusta, avendo diritto però a compiere un’azione che per ora non ci serve ad un beneamato cavolino di Bruxelles oppure se lasciar perdere i diavoli colorati e cercare, più ‘linearmente’, di fare la cosa giusta al momento giusto.
Le strategie devono essere fluide, nel senso che, per quanto l‘interazione non sia in teoria di quelle forti (non ci si fa male a vicenda), è però ben avvertita la presenza altrui, visto che gli altri ‘tendono’ a romperci le scatole togliendoci la risorsa giusta o ‘chiudendoci’ nelle dinamiche di piazzamento legate ad un paio di sottogiochi o portandoci via le opportunità di commercio, pesca carte e tessere bonus in altri. Ci si ritrova quindi, in un gioco nel quale per il 90% del tempo siete impegnati a guardare solo la vostra maledetta scheda personale (quella con i maledetti trippottini colorati e le vaschette ..), a percepire il fastidio per la presenza degli altri e l’effetto nefasto che la concorrenza comporta. Considerato che il gioco sembra all’inizio un solitario mascherato direi che anche questo non è davvero poco.
Vado poi oltre per dire che i giochi di Feld (e questo non fa eccezione, anzi!), per quanto risultino sempre più aridi e concettuali, hanno sicuramente il pregio di darvi qualcosa di nuovo. Non mi dite che ‘il gioco delle vaschette è vecchio di millenni‘ perchè io vi rispondo ‘ditemi allora quando mai lo avete visto applicato ad un gestionale‘: il fatto è che se andate a cercare nelle sue precedenti produzioni, per esempio, avete un uso innovativo dei dadi in Burgen, una accanita ‘lotta contro il sistema’ nell’Anno del Dragone od il meccanismo dell’ettagono che gira in Macao. Tutto sempre caratterizzato da una difficoltà obiettiva a dire ‘tutte queste cose le ho già viste nel gioco x‘: scusate se, di questi tempi, nei quali ci si lamenta sempre della ripetitività, è poco!
Sintetizzando quindi tra le due versioni di me stesso, devo dire che Trajan si presenta come un gran bel gioco, ma non per tutti. A vederlo bene ed a saperlo spiegare non è che sia poi cosi improponibile, anzi, anche a giocatori ‘medi’ (lasciate però perdere con i neofiti …), che potrebbero trovarlo anche divertente, attratti, come falene dal fuoco, dall’ipnotico meccanismo dei piattini e trippottini colorati ed in più c’è che, finalmente, avrete da confrontarvi con meccanismi anche nuovi.
Per chi ci entra dentro credo quindi che il gioco restituisca una bella esperienza di gioco. Dall’altra parte c’è invece il gruppo di chi potenzialmente ‘lo odia’, ovvero di chi, per proprio gusto personale, non ci trova proprio in titoli che sono del tutto astratti dall’ambientazione e nei quali non c’è tanto spazio per l’intuizione, quanto piuttosto per il calcolo della produzione di punti medi per mossa e per la pianificazione del sistema produttivo delle tessere bonus. In definitiva quindi, un must per alcuni ed assolutamente da evitare per gli altri, a meno di non essere rapiti, di fronte ad una partita, dal puzzle mentale dei famosi trippottini .. 😉
Ricordo, come sempre, che per chi lo desiderasse, il gioco è acquistabile Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco, da BoardGameGeek o dal sito della casa produttrice (Ammonit Spiele / Asterion) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it











