scritto da Poldeold
2012, periodo in cui, per il secondo anno consecutivo, ci avviamo
verso la grande fiera mondiale del gioco da Tavolo.
in 2 e partiamo alla volta della terra burgunda (sarà per questo che
ho acquistato “The Castles of Burgundy”?) un soleggiato venerdì
sera che fa seguito ad una settimana lavorativa piuttosto
impegnativa.
però è anche questo. Ha quel magico potere di far scomparire
qualsiasi pensiero e preoccupazione calandoti in un ambiente quasi
irreale che ti lascia dei ricordi anche dopo una settimana dal
ritorno. E così sogni ancora ad occhi aperti alcuni stand e i bei
momenti passati in compagnia.
Durante
il viaggio di andata ero talmente eccitato dall’idea di farmi un
weekend intenso di giochi che il tempo della trasferta mi pare
volato.
da dire che abbiamo ammortizzato tutto il tempo fattibile per
giocare. Infatti all’aeroporto e sul volo ci sono state 2/3 partite
a “Race for the Galaxy”, mentre la sera di sabato ci siamo
divertiti un mondo con le scommesse di Bookmaker (della Giochi
Uniti). Poi di giorno eravamo in fiera, più di così!
delle difficoltà maggiori che riscontro è la febbre da acquisto
compulsivo. Ad Essen il rischio è che ci si lasci prendere la mano e
si torni a casa con un sacco di giochi che non si sapeva nemmeno di
aver comprato. Per fortuna che da un lato le finanze sono in parte
controllate dal governo domestico e dall’altro la valigia, seppur
vuota alla partenza, non può che contenere soltanto un certo numero
di scatole.
noi siamo stati accompagnati la prima volta da amici che ci hanno
resi attenti e ci hanno guidato ad acquisti più “responsabili” e
ciò permette di non prendersi delle grosse cantonate (anche a
livello di prezzi).
In
ogni caso l’emozione che si prova quando si entra per la prima
volta nel primo padiglione è impagabile. Agli occhi di qualcuno che
non è appassionato potrà sembrare patologico, ma vi garantisco che
per me è sempre una grande emozione, in fondo è la mia passione!
vita in fiera scorre placida se non ci si lascia stressare dalla
voglia di provare assolutamente un gioco in particolare (vedi attesa
di ½ ora prima di provare Myrmes).
cammina tra gli stand alla ricerca dei giochi che nei mesi precedenti
sono apparsi sui blog e ai quali è stata dedicata particolare
attenzione a tal punto che sono finiti su una lista scritta su un
fogliaccio pieno di appunti con numeri di stand, commenti sulla
dipendenza dalla lingua e acquisti da fare per amici non pervenuti.
E
così per 2 giorni ci si immerge in spiegazioni multilingua,
salsicciotti con senape forte, partite con giocatori venuti dalla
Danimarca (ehi, ma sono più vicini di noi!) e zaini da montagna
pieni di scatoloni che chiedono solo di essere “scelofanati” al
più presto.
però non è solo questo. Straordinario è arrivare all’albergo
venerdì sera e vedere gruppi di persone intente a leggere
spiegazioni e a giocare concentrati a giochi appena acquistati in
fiera. Tavoli dell’hotel pieni zeppi dove non c’è nemmeno più
un posto per prendere qualcosa da bere.
Essen
significa ritrovare 4 amici italiani con cui abbiamo passato momenti
divertentissimi sia lo scorso anno sia in quest’edizione (qualcuno
ha parlato di Bookmaker?).
punto di vista ludico cosa mi porto a casa?
tutto 13 giochi di cui 2 espansioni (Revolver 1.2 e Les Dames de
Troyes). Più una serie di giochi provati in fiera (compresi quelli
acquistati) e apprezzati.
un paio di osservazioni sul bottino finale:
-
Tzolk’in:
uno dei giochi più interessanti che ho provato. Tornato a casa ci
ho già giocato 4 volte (che per me è tanto). Interessantissima la
meccanica delle rondelle, vari modi per vincere, buona longevità e
buona interazione (indiretta o semidiretta). -
Goblin
Inc:
uno fillerone travestito. Riprende qualche meccanica “rubata” a
Galaxy Trucker ma rende molto anche con compagnie non avvezze ai
giochi da tavolo. -
Myrmes:
gestionale senza troppe pretese. Il tema mi ha stregato. Fantastico. -
Tournay:
uno dei leader dello scorso anno a 10 euro, si poteva resistere? -
Castles
of Burgundy:
uno dei migliori giochi di Stephan Feld a 20 euro, si poteva
resistere? -
1969:
sono un fan della Cranio. Trovo che hanno giochi molto belli. La
tematica mi piaceva, le regole sono semplici, preso a scatola chiusa
(non ancora provato). -
Mythic
Battle:
meccanica di combattimento molto molto interessante. Provato e
approvato! -
Shadow
over Camelot gioco di carte:
interessante l’idea del traditore. Si può giocare fino a 7
giocatori (ancora da provare). -
Arriala:
THE LAST BUT NOT THE LEAST!! Provato
perché incuriosito dalla grafica, in realtà è un gran gioco.
Molto scacchistico e con possibilità di far carognate. Dura 20’-30’
e si spiega in nemmeno 5’. 20 euro molto ben spesi. -
Revolver:
gran gioco di carte molto ben ambientato. Ci voleva una ventata di
novità e un’altra storia da implementare. -
Les
dames de Troyes: beh,
dal miglior gioco degli ultimi anni un’espansione che lo
ringiovanisce!
dire. Grande esperienza, stancante (soprattutto per uno come me che
mastica poco inglese e tedesco) ma incredibile. La
consiglio a tutti. Fateci un salto una volta o l’altra perché
rimarrete estasiati.
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