Recensione Expedition: Congo River

Recensione Expedition: Congo River di Nero79
La White Goblin Games come avevo mostrato in questo articolo è arrivata ad Essen con un sacco di titoli, il più atteso da molti “Nieuw Armsterdam” purtroppo è stato rimandato per problemi logistici non meglio precisati. Nell’attesa ci dilettiamo con questo Expedition: Congo River 1884, gioco per 2-4 giocatori dello spagnolo Jose Antonio Rivero, membro di Ludo un’associazione spagnola di inventori di giochi, al suo esordio come autore pubblicato.
Il tema del gioco ha trovato qualche oppositore tra i gamer di oltreoceano, ma francamente così come annoveriamo Rattus (dello stesso editore tra l’altro) e i suoi topi portatori di peste tra i giochi per famiglie, anche questa volta possiamo chiudere un occhio se in epoca coloniale 4 grandi potenze cercano di spartirsi il controllo di diverse “stazioni” lungo il fiume Congo nel cuore dell’Africa Nera.

Vediamo cosa c’è nella scatola, quindi come funziona il gioco.
I Componenti
Expedition: Congo River 1884 è un gioco dal formato simile a Rattus e Lost Temple, quindi scatola molto compatta per la gioia di chi in casa propria, si trova sempre a lottare per lo spazio a disposizione riservato ai giochi. Al suo interno troviamo la plancia di gioco, una serie di 123 carte suddivise in 54 Esploratori, 54 Aiutanti e 15 Carte Speciali, un buon numero di segnalini in cartoncino che comprendono tessere stazione, tessere nazionalità, tessere ippopotamo e valori vari, 4 segnapunti in legno, un battello a vapore in legno e un dado a 4 facce (non molto diffuso nei giochi da tavolo ma comunque dall’aspetto familiare per chi è cresciuto con i giochi di ruolo).
La scatola molto compatta può essere un problema se siete tra quelle persone che amano imbustare le carte. Una volta imbustate il volume delle carte aumenterà e dovrete trovare una soluzione per far stare ogni cosa al suo posto.
Le illustrazioni sono di Alexandre Roche, lo stesso di Rattus, Singapore e Inca Empire, tutti giochi sempre pubblicati da White Goblin.
Il tutto sulle carte è indipendente dalla lingua e affidato a icone e pittogrammi più o meno comprensibili, ma comunque chiariti nelle regole. Molto carina l’operazione di social media marketing dell’editore che a seguito di un contest su facebook in cui si invitava gli utenti (tedeschi, francesi, inglesi, americani, olandesi e belghi) a taggarsi su un’immagine promozionale del gioco, ha poi scelto 54 nomi di persone reali e li ha abbinati alle 54 carte Esploratore.
Il gioco
Il gioco è essenzialmente un gioco di aste (con l’aggiunta di carte con poteri ed effetti speciali) per il controllo delle diverse stazioni lungo il fiume Congo.
Le stazioni (avamposti militari, missioni, villaggi, ospedali e giungla) si scoprono man mano. Ognuno di questi tranne la giungla avrà anche una nazionalità che è l’unico dato che i giocatori conoscono prima di raggiungere quella destinazione. I giocatori inizialmente partono con 4 esploratori, 4 aiutanti e 2 carte speciali in mano. Il turno si svolge pescando due carte, rivelando la stazione e la sua nazionalità, giocando una carta esploratore contemporaneamente in un’asta al buio. ogni esploratore ha una professione e una nazionalità. La combinazione di questi due dati con il tipo e la nazionalità della stazione da occupare darà ad ogni carta un valore che non sarà mai assoluto, ma sempre relativo alla stazione che si cerca di occupare in quel turno (per fare un esempio un dottore in un ospedale avrà maggior valore di un missionario, ma un dottore francese in un ospedale battente bandiera francese avrà maggior valore di un dottore tedesco presso lo stesso ospedale). Il tutto sembra cervellotico ma è ben indicato su una tabella integrata nella plancia di gioco. Un solo giocatore per stazione potrà al proprio turno giocare anche una carta speciale che andrà a modificare le regole base normalmente in vigore sulla base di un tiro di dado. Dopo l’asta al buio per così dire, sarà possibile giocare al rilancio giocando solo carte Aiutante come l’interprete, l’infermiera, il servo, il facchino ecc… Ognuno di questi potrà essere giocato solo entro certi limiti e permetterà di far variare il valore dell’esploratore giocato inizialmente. le tessere ippopotamo entrano in gioco come piccoli bonus casuali che possono far spostare il valore in proprio favore. Man mano i giocatori passeranno la mano se non desiderano rilanciare e chi avrà ottenuto il valore più alto di tutti potrà comandare quella stazione (in termini di gioco otterrà i punti vittoria indicati dalla stazione). Gli effetti speciali (eventualmente uno per turno) richiederanno un lancio di dado per andare a buon fine e spesso possono ritorcersi conto la stessa persona che li ha giocati. Ulteriori carte speciali vengono date al giocatore più indietro nella partita come meccanismo di compensazione per fare in modo che possa recuperare.  Si procede in questo modo fino all’ultima stazione e chi alla fine avrà più punti vittoria sarà il vincitore.
Impressioni
Un gioco di aste card driven con effetti speciali che possono scombinare tutti i piani degli avversari spesso se, e solo se, il tiro di dado non ci tradisce. Si lascia giocare e fila via veloce come altri titoli family di White Goblin.
Il titolo è molto semplice e riservato (per difficoltà e profondità) ad un pubblico di giocatori occasionali. Se vi piacciono le aste ci sono altri titoli che secondo me possono divertire di più, ma tutto sommato la meccanica della variabilità della carta sulla base della stazione in cui viene giocata è interessante anche se non del tutto nuova. Ho trovato difficile impostare una strategia vincente. Se volete limitare la casualità consiglio di giocare con le stazioni scoperte in modo da richiedere un minimo sforzo di pianificazione in più e rendere il gioco un po’ più profondo.
La linea Expedition: dell’autore pare conterrà anche un altro gioco di cui ancora non si sa nulla, ma che dovrebbe riprendere alcune delle meccaniche di questo e forse eliminare alcuni difetti identificati dai giocatori (come la troppa casualità in alcuni momenti) . Si sa soltanto che l’esplorazione questa volta si sposterà in Asia… vi terremo informati.
Visivamente carino, ma molte volte finirete con il guardare il manuale per capire cosa significa quella serie di icone sulla carta. L’ambientazione non si sente particolarmente malgrado gli sforzi e alcune carte risultano un po’ forzate anche se giustificabili a livello di meccanica.
Non lo proporrei in prima persona, ma una partita la faccio volentieri se finisce sul tavolo.
Considerando che è una prima assoluta per il neo-autore è andata più che bene! 
 — Le immagini sono tratte dal manuale del gioco, da BGG (un grazie agli autori) o dal sito della casa produttrice (White Goblin Games) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. –
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