scritto da Carlo Rossi
una carrellata dei giochi per bambini provati a Essen; si tratta di
un misto di giochi vecchi e giochi nuovi lanciati appunto in questa
fiera. Tra i tanti giocati ho selezionato solo quelli giocabili da
bambini di 5 anni o più (almeno stando a quanto riportato sulla
scatola).
mi soffermerò sulla spiegazione dettagliata del regolamento, quindi
salterò di proposito quei codicilli che non aggiungono nulla alla
recensione. Il mio scopo, infatti, è darvi una vaga idea di come
funzioni e spiegarvi cosa mi è piaciuto e cosa no, con tanto di voto
finale.
qui devo fare una premessa: inventare e sviluppare un gioco per
bambini, secondo gli standard tedeschi è difficilissimo! I requisiti
fondamentali infatti sono due e devono essere entrambi soddisfatti:
deve essere semplice al punto di poter essere giocato da bambini
(ovvio!) e, al contempo, divertente non solo per i bambini ma anche
per gli adulti che ci devono giocare assieme (meno ovvio). I miei
giudizi terranno conto anche di quest’ultimo aspetto.
ist der Wurm drin
inizia nientepopodimeno che con il vincitore del kinder SdJ 2011.
Trattasi di una gara di vermi (ognuno ha il suo) che corrono
sottoterra e, di tanto in tanto (2 volte in tutto), sbucano in
superficie.
proprio turno si tira un dado con 1 pallino colorato su ogni faccia e
il colore determina che tessera si può infilare sotto la plancia (ad
ogni colore è associata una lunghezza diversa). La tessera serve per
aumentare la lunghezza del proprio verme e farlo quindi avanzare
nella corsa.
chi arriva per primo al traguardo.
Tutto
qui? Ovviamente no! I giocatori possono fare 2 scommesse durante la
partita, indicando quale verme comparirà per primo in superficie
dopo circa un terzo del percorso e quale verme comparirà dopo circa
due terzi. La scommessa si esegue piazzando una tessera del proprio
colore sulla colonna del verme su cui si vuole puntare. Chi indovina
potrà prendere quella stessa tessera e usarla per far avanzare il
proprio verme.
trovato questo meccanismo veramente originale e intrigante;
innanzitutto è originalissimo il fatto che lo stesso oggetto che si
usa per fare la scommessa diventa esso stesso la ricompensa. Inoltre
la scommessa dà veramente tensione a quello che sarebbe altrimenti
un gioco di sola fortuna; è chiaro che più si aspetta più si hanno
informazioni (ammesso che ci si ricordi i pezzi inseriti e si riesca
a figurarsi mentalmente la lunghezza totale dei vari vermi);
tuttavia, se si aspetta troppo si rischia di non poterla più fare
perché nel frattempo un verme è sbucato in superficie; e questo
crea una vera “agonizing decision”.
la scommessa funziona anche da “equilibratore”: se qualche verme
è stato smaccatamente più fortunato degli altri tutti
scommetteranno su di lui permettendo di colmare un po’ il gap.
Peccato che le scommesse siano solo 2.
dico che è un capolavoro, ma ci va vicino
8+
questo è un gioco di corsa, stavolta di pinguini. All’inizio della
partita vengono infilati, in una plancia rialzata,
pesci di diversa lunghezza e colore, assieme a delle “lische”.
Ovviamente in superficie affiora solo la testa, e quindi bisogna
ricordarsi dove stanno.
proprio turno un giocatore tira un dado
con diversi simboli: se appare un pallino colorato allora ogni
giocatore deve pescare un pesce di quel colore. Se appare il simbolo
di pesce allora ogni giocatore deve pescare un pesce del proprio
colore. Questi due eventi si eseguono in senso orario a partire dal
giocatore di turno. Tuttavia, se appare uno squalo, allora si pesca
simultaneamente un qualsiasi pesce (e qui si punterà ai più
lunghi).
Poi
si avanzerà della stessa lunghezza del pesce pescato (se è corretto
o se non si è pescata una lisca, ovviamente); infine, ognuno rimette
i pesci sulla plancia, un po’ dove capita , cambiando quindi lo
scenario.
rientri nel solito gioco di memoria, trovo molto azzeccato l’uso
del dado che cambia di volta in volta la situazione per cui si deve
tenere a mente, simultaneamente, i pesci più lunghi in generale, i
pesci del proprio colore ma anche i pesci del colore degli avversari.
E tenerne a mente uno solo può non essere sufficiente soprattutto
quando si sarà tra gli ultimi a pescare, perché quel pesce potrebbe
già essere stato preso e allora tocca a improvvisare; e lo squalo dà
quel pizzico di movimento e interazione in più.
Infine,
è molto bello l’effetto scenico delle teste che spuntano fuori
dall’acqua e che tendono ad ondeggiare, dando un effetto realistico
7+
Gioco
nato per seguire il filone dei vermi lanciato da “Da ist der Wurm
drin” e, di nuovo, abbiamo un gioco di corsa dove ogni giocatore
deve sviluppare il suo verme in tutta la sua lunghezza.
giocatore ha un mazzo di carte e su ogni carta vi sono un certo
numero di dischi colorati; il colore indica il frutto che devono
mangiare. All’inizio se ne sceglie una e solo dopo averla
“completata” si può scegliere la successiva.
Il
giocatore di turno lancia dei dadi con circoletti colorati e a turno,
seguendo il senso orario, ogni giocatore ha la possibilità di
prenderne uno, ammesso che il suo colore corrisponda ai circoletti
che sono nella carta che sta completando e lo piazza li sopra; se non
può allora passa la mano al giocatore successivo e così via. Quando
tutti passano, allora i dadi rimasti vengono rilanciati e questa è
forse la parte più “tediosa”… capita sovente, infatti, che a
un certo punto rimanga 1 solo dado, e questo deve essere lanciato
ripetutamente fino a che non appare un colore che serve a un
giocatore; se poi capita, come è capitato a me, che più giocatori
cerchino lo stesso colore (diminuendo la possibilità di fare un tiro
utile) allora la cosa può protrarsi per un tempo percepito
fastidiosamente lungo. Una volta assegnato l’ultimo dado si
ricomincia daccapo ritirandoli tutti.
Non
appena un giocatore ha 1 dado su ognuno dei circoletti della propria
carta la gira in modo da aumentare la lunghezza del proprio verme e
ne sceglie un’altra dal proprio mazzo, posizionandola in testa;
purtroppo non vedo alcuna strategia nella scelta della carta.
chi completa per primo il proprio verme.
sintesi, il gioco mi è apparso “inodore e insapore” e direi
incolore se non fosse coloratissimo; è il gioco di cui mi ricordavo
di meno e già questo di per se è un giudizio; noiosino per gli
adulti e, per i bambini, sono convinto ci sia di meglio
6-
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