scritto da Fabio (Pinco11)
Il classico barometro è sempre rappresentato dai due stand che annualmente raccolgono le preferenze dei visitatori, ossia Boardgamegeek, il quale aveva predisposto una postazione con quattro computer sui quali era possibile annotare il proprio ‘like‘ sui titoli preferiti, nonchè il più classico e tradizionale Fairplay Magazine, rivista tedesca che giusto in occasione della fiera acquista notorietà in virtù del meccanismo avviato da tempo, il quale raccoglie sia nominativi che voti. La premessa d’obbligo è quella dell’assoluta mancanza di valore statistico della cosa, perchè su BGG il vincitore ha raccolto meno di 200 like, mentre su Faiplay siamo tra i 50 ed i 100 voti per titolo (a fronte di 150.000 visitatori).
Se però mi chiedete perchè mi disturbi a considerare queste classifiche nonostante il fatto che i voti siano meno di quelli che potrebbero essere raccolti in una convention di un fine settimana in provincia (dove votino tutti i presenti), vi rispondo che l’importanza di questi sondaggi risiede nel fatto che la gente, anche se in genere non votava, andava regolarmente a vedere quali titoli erano di volta in volta in classifica, per cui sicuramente le due classifiche la fiera l’hanno influenzata, eccome, spingendo mandrie di gente tra uno stand e l’altro !
Iniziamo dai ‘vincitori’ virtuali, che sono Keyflower, Terra Mystica e Ginkgopolis per Fairplay e Escape, Tzolkin e Myrmes per BGG. Già il fatto che nelle top 10 non ci siano sovrapposizioni, ossia titoli che compaiono in entrambe le liste, con l’unica eccezione di Tzolkin (il titolo avrebbe dentro anche un apostrofo, ma siccome mi fa fatica metterlo nel punto giusto, mi concedo il vezzo di lasciarlo così), dimostra quanto il gradimento sia stato frammentato nei rivoli delle decine di titoli.
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| Tzolkin |
La conclusione logica di questo è che anche quest’anno manca il vincitore assoluto, ossia non abbiamo avuto il nuovo Dominion o Agricola, ma solo una serie di validi pretendenti al titolo di best seller.
Dilungandoci nei commenti del dopo fiera, che sono tanto definitivi quanto la classifica delle prime dieci giornate di campionato di calcio, direi che chi ha meglio figurato è per ora proprio Tzolkin, visto che lo stand che lo ospitava, per altro ben preparato, con una versione grande del tabellone (con le sue ruotone dentate maxi) appesa ad accogliere ed incuriosire i visitatori, rendendo decisamente liete le notizie per gli italici.
Il gioco del calendario Maya è infatti ideato dal duo Luciani – Tascini, i quali hanno visto ben accolto anche il loro Sheepland (edito dalla Cranio) il quale, soprattutto negli esordi della fiera, ha incuriosito molto, entrando nelle prime posizioni di Fairplay Magazine, ma anche la esordiente Yemaia ha ben figurato con Al Rashid, considerando il bel sesto posto di BGG (unito alla consapevolezza di non essere entrati in classifica Fairplay per una dimenticanza nel chiedere di essere inseriti in lista!). I Cranii a loro volta possono sorridere per aver portato il loro 1969 nella top 10 di BGG, e la Giochix ha visto chiudere il suo Co2 ai limiti della top 20 BGG, dopo averlo visto occasionalmente entrare nei top 10 di Faiplay, rimanendo su BGG giusto un poco sotto Asgard della What’s your game.
In generale, comunque, i vari standisti di casa nostra che ho visto si son detti tutti contenti dei risultati ottenuti, con punte più o meno entusiaste ..
Qualità media
Allora, posso dire anche quest’anno di essere sempre tra gli ottimisti, perchè ritengo che la qualità media dei titoli visti in fiera sia decisamente elevata.
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| P.I. |
Per intenderci premetto che nel corso di una fiera come quella di Essen non è affatto facile sedersi a provare esattamente tutti i titoli che in partenza si sarebbe voluto esaminare, perchè in quel caso si riuscerebbe, credo, a provare giusto una decina di cose in quattro giorni, in quanto i tempi di attesa (a fare l’avvoltoio) divengono, se si è troppo integralisti, esagerati. L’ideale così diventa semplicemente prendersi determinati titoli come riferimento, sedendosi poi se si trovano le giuste combinazioni, rimanendo aperti a provare anche cose diverse, magari sconosciute a priori, se se ne presenta l’occasione. In questo modo sono riuscito a giocare, in tre giorni e mezzo, 25 titoli diversi, che credo sia un bel risultato.
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| Die Palaste von Carrara |
Ebbene, ad esito di questa orgia di varietà, devo dire che una quindicina di essi hanno ottenuto, nel mio personalissimo cartellino (come diceva il buon Rino Tommasi nella boxe) la sufficienza ed in svariati casi la mia ‘bocciatura’ è stata motivata dal fatto di non essere adatti a me, essendo per il resto chiaro che verso il giusto target quel gioco era da considerarsi come potenzialmente positivo.
In generale, quindi, confermo che oramai i titoli privi di una grafica curata o poco ergonomici o con difetti più o meno grandi di impostazione dei componenti sono subito oggetto di aspra critica e che moltissimi sfuggono a questo tipo di contestazioni perchè sono superiori alla media che ci si attenderebbe o almeno i pro sono decisamente superiori ai contro. La qualità media di produzione vista in fiera, quindi, la considero come decisamente buona, con uno standard che quindi anno dopo anno cresce, facendo si che si abbia sempre meno pazienza verso titoli che presentano dei difetti od una mancanza di attenzione verso questo aspetto (vedi, per esempio, un P.I.).
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| Spartacus |
La fiera
Beh, che dire in poche parole ?
E’ il paradiso del giocatore! L’unica cosa in più che si potrebbe chiedere sono altri tre padiglioni pieni solo di tavoli, in modo tale da diluire le code e poter provare tutto quello che si vuole, ma siccome questo rientra nel mondo dei sogni, direi che quello che si ha è il meglio che un gamer può aspettarsi.
C’è infatti un numero di giochi in mostra che esorbita ogni possibile capacità di essere provati nei quattro giorni (si parla di diverse centinaia: direi, epurando da doppioni e ristampe la lista di 800 che spesso compare, che siamo almeno nell’ordine delle 500 novità) e gli spazi, per quanto spesso affollati, non eccedono mai i limiti di una vivibilità, almeno in zone meno centrali.
Ci sono poi diversi aspetti ‘di colore’, come i Cos player in giro per la fiera, gli stand ben allestiti, con una coreografia all’altezza, i giochi di dimensione maxi e così via ed anche i compulsivi dell’acquisto possono dirsi felici, perchè i prezzi che si trovano ad Essen non si vedono da nessuna parte, neanche online, o almeno non in questa quantità (io mi mangio le mani per non aver avuto il posto per prendere, per esempio, un Magestorm a 5 euro!). Le stesse novità, per altro, l’ultimo giorno di fiera, nel pomeriggio, scendono ad un prezzo scontato di almeno un 10-20% (se non hanno fatto prima il sold out), per cui più o meno tutti gli amici con i quali ho parlato erano pieni di quantità di scatole che andavano di qualcosina oltre al limite che i rispettivi limiti avrebbero imposto (intendo scatole di giochi pigiate nelle valigie a forze per chi viaggiava in aeroplano, macchine stivate al limite e camper che viaggiavano con giusto lo spazio libero per una confezione di stuzzicadenti .. 🙂
Gli stand
Le foto a corredo dell’articolo dovrebbero far capire perchè anche quest’anno ci fosse un bel numero di connazionali in fiera, tanto che in più occasioni i tedeschi si dicevano stupiti di vederne così tanti, per cui da questo, pur senza avere dati alla mano, azzarderei che le visite dal Belpaese, complice anche l’informazione ludica via internet che è in forte crescita, siano salite in modo (relativamente, dal punto di vista statistico, ma apprezzabile in senso assoluto per la distanza) importante.
Chiudo quindi con qualche cenno agli stand (anche qui parlo poco degli italiani, ai quali dedicherò maggiore attenzione su Lucca Comics) che, per un motivo o per l’altro, mi hanno colpito in particolare, partendo da una doverosa menzione per quello della Z-Man, piccolo, ma ospitale, dove ho potuto provare (in momenti e giorni diversi) Carrara, Le Havre per due giocatori e Clash of Cultures. Direi che non è poco, per uno stand come quello, per cui a loro va il mio ringraziamento (di esistere).
La Queen, come al solito era una delle più larghe quanto a spazi, molti dei quali però occupati dal loro Kingdom Builder e da Escape, giochillo ‘cooperativo’ di tiro frenetico dei dadi, che si gioca in dieci minuti (ossia nel tempo della colonna sonora su CD), che ha conquistato il primo posto sulla classifica di BGG. Quello che mi chiedo è chi tra i quasi 200 utenti che lo hanno votato lo abbiano anche comprato, ovvero chi spenda una quarantina di euro per un robo che dura dieci minuti, privo di qualsiasi pianificazione e che richiede solo di tirare incessantemente dadi finchè non escono le combinazioni giuste. Non so se si capisce che non mi ha impressionato, anche se girando su internet si trovano diversi commenti entusiasti 😉
Nella zona Asmodee c’era parecchia roba di mio interesse, ma purtroppo, complice la posizione vicina all’ingresso, con la folla conseguente, non mi ci sono mai riuscito a sedere (erano libere solo cose che non mi interessavano), mentre attraenti sono state le aree dedicate ai giochi per bambini (Haba, ma non solo), che mi han fatto rimanere felice per il fatto di avere un motivo (leggi mio figlio piccolo) per esplorarle 😉
Lasciando da parte gli italiani per evitare di farmi coinvolgere nei nostri giochi e simpatie di campanile, ho visto molto frequentati i polacchi, che mi sembra abbiano centrato bene il bersaglio con diversi titoli, a partire da quelli della Portal, con il loro The Cave (anche se solo nei top 50 di BGG) e, soprattutto, Robinson Crusoe, 11° per BGG, passando per quelli di 1984: animal farm della Kuznia Gier, titolo che forse sconta il prezzo da pagare per aver scelto una ambientazione difficile per un gioco che invece, quanto a meccaniche, può essere anche carino per gruppi che amano la forte interazione e dialogare in continuazione sulla diplomazia.
Un pochetto più in là c’erano poi i greci della Artipia, comunque frequentati, che hanno collocato Among the stars, ragionevolmente adatto per i fan di 7 Wonders (ma non tutti, per via della ambientazione fantascientifica e del testo sulle carte) nella top 20 e Briefcase nella top 40 (BGG).
I miei preferiti
Dedico poco a questo aspetto, perchè, come accennato, ho toccato con mano solo una fettina (5%) di quello che c’era ed ho cercato normalmente di non comprare o provare (con un paio di eccezioni) gli italiani sapendo di poterli trovare poi anche a Lucca (per non riempire da ora i bagagli). Mi hanno lasciato i migliori ricordi, tra i titoli che ho provato e giocato :
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| Riff Raff |
Die Palaste von Carrara. Bello, davvero. Gioco semplice, che si spiega in un minuto uno e che presenta sufficiente profondità di riflessione, il tutto senza dadi (anche se un pochetto di fortuna può uscire nella pesca dei pezzi di ‘marmo’). L’ho comprato al volo e rappresenta uno dei miei preferiti della fiera, salvo però doverne valutare, rigiocandolo, la effettiva validità a lungo termine.
Al Rashid. Ottimo esordio per la neonata Yemaia. Sconta, nel prezzo, il fatto di essere la loro prima produzione, ma presenta davvero tanta carne al fuoco ed una certa profondità. C’è da capire (ed in questa categoria di titoli se non ci si gioca prima più volte si dicono facilmente tante cavolate) quanto le dinamiche ‘reggano’ all’analisi di appassionati alla ricerca di bug nel gameplay e/o rimangano divertenti a lungo termine, ma le premesse sono di quelle giuste.
Castles. Superato il pessimo impatto di una grafica che non direi ottimale, mi ha intrippato nella sua semplicità di gioco alla ‘Mondo’ e dal prezzo che viaggiava sui 15 euro, tanto che l’ho preso. Facile, anche se spero che l’edizione italiana, della quale mi ha parlato il produttore, presenti qualche correzione nei disegni, per dargli quella marcia in più-
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| Clash of Cultures |
Le Havre per due. Ci è piaciuto e l’abbiam preso al volo: bella ideuzza e costo di (anche qui parlo di tariffe Essen) 15 euri, ai quali rappresentava un’ottimo rapporto qualità – prezzo. Impatto divertentissimo e veloce, anche se alla seconda partita qualche diabolico dubbietto sulla longevità mi è venuto. Comunque gioco minimalista che può vendere assai.
Yedo. Gestionale classico mescolato con una palata di carte e dotato di una componentistica notevole (anche se non c’è tanto legno, per cui mi riferisco a diversi mazzetti di carte di grande formato e ad una plancia fuori standard): tutto ciò però ha fatto slittare il prezzo su soglie da titoli di categoria superiore (viaggiavamo sui 50 euri di Essen). Interessante ed intrippante, ma si deve capire quanto il mercato premierà il rapporto prezzo – qualità.
Clash of Cultures. Non l’ho preso solo perchè sapevo che uscirà in italiano. Mi sembra un’ottima via di mezzo tra la gestionalità ed i titoli alla civilization, dal quale si stacca con decisione proponendo meccaniche diverse. Anche qui giocandoci una partita si gratta solo la superficie, però la voglia che lascia è quella di provarlo ancora.
Riff Raff. Ricco gioco di equilibrio made in Zoch. L’ho preso per mio figlio, perchè credo che sia il miglior gioco di abilità (di impilamento – piazzamento oggetto) degli ultimi tempi. Il genere è Villa Paletti – Bamboleo, per cui niente di esageratamente nuovo, ma la diabolica palla di ferro – contrappeso ed i suoi effetti di dondolio mi han conquistato abbastanza da prenderlo, anche se costava un pozzo (45 euro), ma penso che mio figlio ne sarà contento (un pò di senso di colpa per essere io a giocare e non lui ha fatto il resto nel convincermi a prenderlo).
Soprese – dispersi
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| River Dragons |
Tra i dispersi della fiera, ossia i titoli sui quali si poteva puntare, ma che la fiera sembra non aver premiato, ci sono sicuramente i tre Andor – Seasons e Libertalia. I primi due sono riusciti occasionalmente a far capolino nella top 20 delle due classifiche, chiudendo Andor nei primi 10, mentre Libertalia ne è rimasto fuori del tutto. Per i due giochi di carte direi che dovrebbe aver inciso il discorso lingua (non mi sembra ci fosse per il gioco di Mori un’edizione tedesca), mentre Andor, curiosamente, sembra non aver affascinato troppo i visitatori. Ancora tra i titoli ‘indietro’ trovo Archipelago, che ho poi preso al volo per non essere riuscito a provarlo, ma mi consola che anche Clash of Cultures, che pure mi è piaciuto, sia rimasto bassino tra le preferenze (vuol dire che i sondaggi, per i miei gusti, non sono affidabili).
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| Terra Mystica |
Quanto a Wallace mi sa che quest’anno il suo estro non è riuscito a compensare la mancanza di attenzione alla grafica che contraddistingue le sue produzioni, per cui tanto Airplanes, quanto P.I. (una sorta di variazione sul tema Cluedo, che però al mio compagno di tavolo è piaciuto abbastanza) sembrano non essere, almen per ora, emersi.
Tra le sorprese citerei invece Keyflower e Terra Mistyca, dei quali avevo per parlato nelle mie previsioni della vigilia, i quali hanno scalato le vette di Fairplay, ma anche Oddville ed Asgard con regole uscite all’ultimo, sembrano aver conquistato consensi a sorpresa, così come Clocks, Riff Raff ed il duo Eggart Quin / Milestones (che invece mi hanno affascinato limitatamente).
Bene, sorvolo invece sul resto, anche per evitare di tranciare giudizi affrettati su troppe cose e nella consapevolezza che ora ci aspettano i lunghi mesi di risalita dei ‘dimenticati’ e di discesa dei facili entusiasmi e vi saluto, il tutto con riserva di approfondire nell’arco del prossimo paio di mesi o giù di lì e dandoci appuntamento all’anno prossimo. .. ah, dimenticavo, però tra due settimane c’è già Lucca … 😉
Fatemi sapere se ho dimenticato qualcosa e se siamo riusciti (non dimentico anche lo sforzo di Chris per la pagina Facebook, visitatissima con le sue gallerie fotografiche di Essen, già a pochi giorni dalla sua apertura) a trasmettervi un pò di voglia di terra di Germania 😉
Sotto trovate una carrellata di foto mentre molte altre le trovate appunto nella nostra pagina facebook divise in 3 album (primo, secondo e terzo giorno di fiera).
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| Escape, la fuga dal tempio di Indiana Jones .. |
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| Particolare di Bora Bora (solo demo copy) … vedi dopo per la plancia 🙂 |
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| Qin |
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| Qualcuno ha lasciato scappare le formiche di Myrmes .. |
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| Ecco la Mille Miglia della italiana WBS |
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| Animal Farm |
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| Amber |
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| La visione di Feld da vicino … Bora Bora!!! .. sniff … quest’anno neanche un Feld acquistabile in fiera !!! |
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