Anteprima – Among the stars (con intervista-dibattito all’autore)

scritto da Iziosbiribizio

Dopo una devastante guerra tra le razze della galassia, finalmente l’utopica pace viene raggiunta, così nasce l’Alleanza. Per migliorare i rapporti tra le razze allo scopo di impedire diverbi che potrebbero ricondurre ad una nuova guerra, l’Alleanza ha stabilito la costruzione di stazioni spaziali, con lo scopo di fortificare le relazioni diplomatiche e migliorare gli scambi tra le razze.
In Among the stars, ideato da Vangelis Bagiartakis, edito (e previsto in uscita per Essen) da Artipia Games (il gioco sarebbe dipendente dalla lingua, per via di testo presente sulle tessere, ma è prevista una distribuzione italiana da parte di Giochix), da 2 a 4 giocatori ricoprono il ruolo di leader della loro razza, allo scopo di costruire per primo la stazione più efficiente. Si tratta quindi di un gioco di piazzamento tessere, rappresentanti le location della stazione spaziale che i giocatori vogliono costruire.
Il gioco (che abbiamo esaminato grazie al manuale, reso disponibile dalla casa) dura 4 anni, come tempo di gioco, ma solo 30 minuti nella realtà! Inoltre è possibile giocare sia in modo aggressivo, che non aggressivo. Il gioco in se sarebbe non aggressivo, ma chi volesse aggiungere un pò di pepe e aumentare lo scontro tra giocatori, può giocare la versione più competitiva.
Illustreremo di seguito la versione base, rimandando alla lettura del manuale per quella più ‘combattiva’.

Materiali
Among the stars è un gioco di tessere, che rappresentano la totalità del contenuto della scatola (meeples  – ovvero trippolini – lavoratori, cubetti et similia a parte!).
Ci sono le tessere razza, che ogni giocatore sceglie all’inizio del gioco, con una diversa immagine ma soprattutto diversi poteri che aiuteranno quel giocatore nel corso della partita.
Il resto delle carte è costituito da tessere location, ovvero le parti della stazione spaziale che dovremo costruire per fare punti. Queste location hanno un numero che indica quanti giocatori sono necessari per inserirla in partita (alla 7 wonders per intenderci), il numero di duplicati in una singola stazione, i punti vittoria, le abilità e i costi per costruirla ed alimentarla.

I power reactor sono le location che permettono di alimentare le altre, quindi sono fondamentali nella propria stazione. Indicano quanta potenza generano ma soprattutto in che direzione alimentano. Infatti il piazzamento delle tessere sarà fondamentale. Vedremo meglio come nella spiegazione delle regole (qui comunque trovate il manuale in inglese).
Il flusso di gioco
Come anticipato, il gioco si svolge in 4 anni, rappresentati da 4 round. In ogni round il giocatore deve prendere dalla riserva 10 crediti e pescare 6 carte dal location deck, che formeranno la mano di gioco.
Ogni round poi è suddiviso a sua volta in 6 turni nei quali, dopo aver scelto una delle carte/tessera che si hanno in mano e passato al giocatore al proprio fianco le residue carte, sarà possibile eseguire un’azione a scelta tra la costruzione di una location, di un power reactor o di scartare una carta per guadagnare 3 crediti.
Le location possono essere costruite solo se sono adiacenti perpendicolarmente ad almeno un’altra tessera (i giocatori iniziano con una tessera reattore), per cui non si può quindi posizionare diagonalmente le tessere.
Prima ancora di piazzare la nuova location, è necessario però poterla pagare in crediti e in cubetti energia dai reattori. Inoltre, ogni reattore può alimentare tessere al massimo distanti 2 da se. Quindi è molto importante riuscire a piazzare bene i reattori in modo da poterli utilizzare al meglio.

Se la tessera viene correttemente pagata e poi piazzata, si totalizzano i punti vittoria segnati e si può attivare l’abilità collegata (se presente).

Per costruire un nuovo reattore, si deve scartare una tessera qualsiasi dalla propria mano, annunciando l’intenzione di costruire un reattore. Tutti i reattori costano 1 credito e forniscono 2 cubi energia. Per il piazzamento sono indipendenti dalla distanza dagli altri generatori, ma devono comunque essere adiacenti ad almeno un’altra tessera.
L’ultima azione disponibile è scartare una carta per ottenere 3 crediti, che si svolge esattamente come in 7 wonders.
Al termine del 4 round, i punti vengono così calcolati:
– Punti vittoria dati da abilità delle carte;
– 1 punto vittoria per ogni reattore senza cubi energia;
– 1 punto ogni 3 crediti rimasti;
– punti bonus dati dalle carte obiettivo(opzionali).

Considerazioni
Il tema a sfondo fantascientifico è sempre affascinante e intrigante. Beh, però, in Among the stars è solo un pretesto. Volendo, potrebbe essere una gara tra gelatai che costruiscono il locale migliore. O tra civiltà che vogliono costruire la meraviglia migliore. Chi ha detto 7 wonders?? 

Beh, questo gioco non si limita a prendere spunto… praticamente è un restyling con un’ambientazione diversa. E’ facilmente riconoscibile la somiglianza 4 round – 3 ere, scartare una carta per esattamente 3 crediti, la costruzione dei reattori sembra la costruzione dei piani delle meraviglie… insomma, non molta fantasia da parte dei suoi ideatori.
Il piazzamento invece credo che prenda spunto da Glen More, tanto per non prendere idee da un solo gioco. Certo, io stesso desidererei giocare ad un 7 wonders ambientato nell’universo Warhammer 40k, però diciamo che forse dovrebbe essere il signor Bauza a crearlo.
L’unica variante è il piazzamento delle location, dove non trovo comunque nessuna idea innovativa.

La versione aggressiva comporta l’aggiunta delle carte conflitto, grazie alle quali per l’esiguo costo di un credito è possibile infastidire gli avversari. Leggendo i commenti su bgg mi è saltato all’occhio il commento che diceva “ecco il gioco che sostituirà 7 wonders“, il che fa capire che la somiglianza non è solo un’opinione.

Dubito però per ora che sia così spettacolare da poterlo sostituire, in quanto Among the stars non ha ai miei occhi davvero niente di particolare, se non piazzare tessere e far punti. Nemmeno il come piazzarle è davvero un problema. Almeno potevano metterci delle stradine alla Carcassonne, per complicare un pò le cose. 
Sempre aperto però a rimangiarmi tutto se, provandolo, dovessi rendermi conto di aver ciccato alla grande sulle mie considerazioni!!
[Fabio] Annoto che il progetto presentato su Indiegogo legato alla produzione del gioco ha raccolto oltre 40.000 dollari, a fronte degli 8.000 richiesti, ottenendo quindi un buon successo di pubblico. Sfrutto poi la gentile disponibilità offerta dall’autore, Vangelis Bagiartakis, per rivolgere a lui alcune domande, dandogli anche modo di replicare virtualmente alle impressioni non positive tratte sul gioco dal nostro Izio.



Hi Vangelis and thx to be here with us. I remind to our readers that
you’re the author of Souvlaki Wars, a game we talked about last year.
Now I see that another game is being published: can you tell us
something about the story of Among the Stars (how it was developed and
published) ?

About 2 years ago I was asked by some friends working in a christian
organization to design a game to be given for free to the children of
the Sunday schools.  The comments I received about it when it was
finished, were very positive and I decided to take its core mechanics,
work some more on it and design a new game that could be commercially
published. Konstantinos Kokkinis (the owner of Artipia Games) played the
game, liked it a lot and decided to publish it in 2012. Thus, “Among
the Stars” was born.

Ok, now let’s give a look at the game: it’s a mix between a
tile placement and a card game, everithing merged into a sci fi theme.
Do you believe that the connection between the background story and the
game theme is strong ?

The main mechanism of the game is the card drafting so that’s
how I would probably describe it, a card-drafting game. Of course, where
you place the card you draft each turn is very important, so that’s
where the “tile-placement” comes in. Now, as far as the theme is
concerned: I happen to love science fiction so very early on I decided
to have the game be about building a Space Station. Not like the one
NASA builds but more like Babylon 5 or Deep Space Nine. From that point,
that particular theme was what drove most of my decisions. I came up
with a list of locations (that one would find in such a space station)
and for each of them I tried to come up with an ability that would fit
theme-wise. For example, since the crew quarters are usually all
together in a section of the station, I made their location cards give a
bonus if placed next to each other. The Fighter Launch Bay on the other
hand is a location that should be build in the outer parts of the
station. It’s ability reflects that, forbidding you to build it near the
“centre” of your station. I went through that process for all the
location cards in the game. On top of that, every location “type” has
its own unique “feel”. The business locations for example mostly have
abilities that are about credits while the diplomatic locations are all
about interaction with the other players. Finally, the alien races that
the players choose to play as, have different abilities and each one is
tied to that race’s thematic background story (which you can read in the
manual). So, an aggressive race has an ability that lets it take cards
from other players’ hands, a race with a planet rich on resources starts
every round with more credits than the others, and so on.

As you can see, the theme is heavily integrated in the game and it played a huge role during its design.

What’s the target audience for this game: core gamers or family gamers ?

The
good thing with Among the Stars is that it can be played in many
different ways. When you introduce it to new players you can play
without races, objectives or conflict cards and the game can be
explained in less than 5 minutes. This makes it easy for everyone to
play their first game, regardless of their experience or their
preference in heavy/light games. The full game on the other hand (where
all that I mentioned above are included) is slightly more complicated,
but offers additional options and may appeal more to core gamers.

Are the resource management mechanics strong ? And about the interaction ?

The
players have basically 2 types of resources to manage. One is their
credits (of which they get 10 each round but are rarely enough) and the
other is energy for which they must build power reactors. The key to
playing correctly is to make sure you don’t get passed a card you need
but are left without resources to build it. It sounds simple (and
needless to say perhaps) but it turns out to be harder than it seems.
There will be times where deciding between to play a card or discard it
to get credits for example will make all the difference in the game.

As far as the interaction is concerned, I am a firm believer that a
“draft” incorporates in it a lot of interaction. It may be subtle and
not that direct, but it is there and players MUST take into
consideration what the other players are doing if they want to do well.
However, in Among the Stars there are also many cases of direct
interaction, like the diplomatic locations that I mentioned before which
interact with the other players and create interesting situations.
Moreover there are also the so-called “conflict cards” that you can put
in the game if you want to add even more direct confrontation between
the players.


Izio, who wrote the short preview about the game you had the
chance to read, did not appreciate the fact that the game mechanics
seems to be too similar to the ones seen in 7 Wonders and Glen More.
Here you’re free to deal with this matter and to reply to him 😉

Let me start by saying that I have never played Glen More nor have I
read its rules or seen someone play it. So, if there are similarities
with it, they are purely coincidental. As for the 7 Wonders, yes the
drafting mechanism is similar (and that’s why many comparisons are made
to it) but other than that the 2 games are quite different. The thing is
that just by reading the manual, it’s easy to come to the conclusion
that the two games are  similar. However, when you look at the cards
(and especially when you try to use their abilities in a game) you
realize that the rules only give you a small glimpse to how the game
really plays. The most characteristic example is that of a friend of
mine who ended up as one of the main playtesters. He is a heavy gamer
and when he read the rules, his first reaction was “that’s it?” – it was
clear he wasn’t impressed. A few plays in though, he became addicted to
the game. He ended up discovering new strategies, formulating different
plans to victory, analyzing optimal plays etc, realizing that there is a
lot of depth and strategy in the game. And there were similar reactions
from our indiegogo campaign supporters too, who got to play the game in
print-and-play form.
So, as soon as Izio tries the game himself, I’m pretty confident that his opinion will also change! 🙂



Ok, now you’ve a free space di advertise the game 😉 Why should we buy it ?

Because it is a game you are going to enjoy a lot! Simple as that! 🙂

Of course, this is what every designer says about his game, so it
may not be enough to persuade you. Here are then some other reasons,
more “objective” if you like:

– Easy to learn
– Plays quickly
– High replayability
– Allows for various strategies and requires a lot of “tough decisions” during play
– Can be played in various ways (ie aggressive/non-aggressive)
– Appeals to both casual and core gamers
– AMAZING artwork
– Cool theme
– AMAZING artwork (did I mention that?)
– The designer is a nice guy

Are these good enough reasons for you? 🙂

Other projects you’re working on ?

I am currently working on a game for Kaissa, a boardgame company here in
Greece (the one that did my previous game, Souvlaki Wars). It will be a
Mafia/Werewolf variant for 7-20 players and it is planned for early
2013.

— Le immagini riprodotte sono tratte dal sito della casa (Artipia / Giochix), dalla pagina Indiegogo che promuoveva il gioco e/o dal manuale del gioco. All’editore spettano tutti i diritti sul gioco e sulle immagini, le quali sono state riprodotte qui ritenendo la cosa una gradita forma di diffusione, ma saranno rimosse su semplice richiesta. —
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Among the Stars - Recensione
Scritta da Chrys. Ad Essen tra le tante cose riportate indietro (20 kg di giochi imbarcati ^__^) c’era...

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