scritto da polloviparo.
Direi che i tempi sono maturi per
spendere due parole su Seasons (gioco di Régis Bonnessée pubblicato in Italia da Asterion Press) dopo la corposa anteprima che potete trovare qui.
corposa molto dettagliata, non mi soffermerei ulteriormente sulle dinamiche di
gioco, ma passerei direttamente alle impressioni personali.
per forza da un preambolo:
trasposizioni ludiche in formato digitale o giocare online, ma essendo stato disponibile
Seasons prima in rete (sul portale Board Game Arena) che fisicamente nei
negozi, mi son detto “perché non provarlo?”.
capire se il gioco poteva piacermi o meno?
è stata la fine.
37 anni ed ho un problema con i giochi da tavolo, oggi sono qui per parlarvi di
cosa mi affligge…”
che si rivolge ad un gruppo di sostegno? Perché “drogato” probabilmente è il
termine che più si avvicina al mio stato attuale.
Cominciamo a giocare.
indietro, dunque stavo dicendo mi sono iscritto a BGA, ho studiato un po’ come
funzionava l’interfaccia, ho letto le regole di Seasons ed eccomi lanciato
nella prima partita.
Superati i primi: “dove dovrò
cliccare ora?”, “cos’è successo… cosa devo fare?”, eccomi padrone del gioco!
che non lo prenda lui… dannazione era l’unico con la stellina!”
gioco quella… ma lui cosa diamine sta facendo? Da dove saltano fuori tutti quei
cristalli? Ma guarda che razza di combo che si è inventato… non mi era passata
neanche per l’anticamera del cervello!”
prima il dado… ecco lo sapevo non c’è neanche una stellina, ma a me serve una
dannata stellina per giocare una carta e non voglio sprecare un bonus,
aspetterò il prossimo giro, intanto trasmuto un po’…”
vediamo un po’ cosa dice… devo riprendere in mano una carta? Cosa significa che
devo riprendere in mano una carta… con tutta la fatica che ho fatto per
giocarla!”
stellina, c’è la stellina… dannazione tocca prima a lui prendere il dado, ecco
lo sapevo bast#@#$%, l’ha presa di nuovo”.
alla fine del gioco, nel prossimo trasmuto tutti i miei cristalli blu e gli
faccio il culo!… ma perché ci mette così tanto… cosa starà mai pensando… ecco
ecco ha giocato una carta, vediamo un po’ di cosa si tratta sembra uno stivale…
dunque… PARTITA FINITA!”
prossimo turno? E i cristalli blù? Ma c’era solo un pallino sul dado
rimasto?!?”
prossima partita andrà diversamente!”
prossima partita andrà diversamente!”
prossima partita andrà diversamente!”
prossima partita andrà diversamente!”
prossima partita andrà diversamente!”
prossima partita andrà diversamente!”
non si è nemmeno bloccata la tastiera, ma è la trasposizione di come sono
andate le cose.
la cosa in chiave parodistica, ma diciamo che non siamo molto distanti dalla
realtà dei fatti 😉
non conosci le carte non hai alcuna possibilità di vittoria e conoscere le
carte non significa limitarsi a leggere il testo.
interagiscono fra di loro (le fantomatiche “Combo”), in quale sequenza
giocarle, come sfruttarle al massimo, insomma tutte cose impossibili ad un
primo approccio, ma assimilabili solo con l’esperienza.
esperienza è sul campo e quindi, superate le “batoste” iniziali arriveranno le
prime vittorie, accompagnate da grande soddisfazione.
sensazione di piacere ed il piacere da assuefazione.
una… l’avevo detto io che gliela avrei fatta vedere… AHA AHA Perdente… ma con
chi credevi di avere a che fare… solo perché il mio profilo diceva che su otto
partite non ne avevo vinta ancora una pensavi di battermi!”
cronaca di come sono andate le cose.
“Seasons” è diventata la mia
droga.
l’avevo visto il mio pensiero era stato: “Carte e dadi, mi sa tanto che
questo gioco sarà troppo dipendente dalla fortuna, difficilmente mi piacerà… e
poi sembra troppo colorato sarà un giochino leggero leggero…”
scarsa conoscenza delle carte, si ha più l’impressione di “subire” i risultati
dei dadi, ma poi si impara a “controllarli”.
bisogna farsi cogliere impreparati e avere sempre un’alternativa.
dado che ci fa’ pescare una carta, perché così facendo, con i gettoni energia che abbiamo a
disposizione, dovremmo riuscire a giocare agevolmente le due carte che ci rimangono in
mano e manca “ancora più di mezza ruota alla fine dell’anno!”
giocare il maggior numero di carte possibile, un po’ perché valgono punti a fine partita, un
po’ perché gli effetti ci aiuteranno sicuramente a vincere.
punti evocazione (le stelline per l’appunto), ma servono anche i gettoni
energia (o in alcuni casi dei cristalli).
partita vince chi ha più cristalli e i cristalli li guadagni con le carte o
trasmutando gettoni energia.
appena detto che servono per giocare le carte, quindi?!?
sia piuttosto semplice da spiegare ed apprendere, padroneggiare il gioco è
tutt’altra cosa.
Ecco perché diversamente dalla
impressioni di “facciata” non si tratta assolutamente di un gioco per famiglie.
cromatiche traggono in inganno, celando un gioco da veri gamers.
lasciatemi dire che la componente grafica è davvero spettacolare.
Gueniffey Durin, l’artista francese che ha disegnato le carte, ha
creato cinquanta piccoli capolavori.
Le illustrazioni sono davvero di
prim’ordine, contraddistinte da disegni dai colori molto vivaci, segno
distintivo di questo grafico come potete vedere dalle tavole pubblicate sul suo
blog.
che utilizza un nome d’arte firmandosi naiiiade.
Il giocare
continuamente online ha acceso ovviamente la voglia di possedere una copia
fisica del gioco per fare qualche partita con mia moglie, seduti a tavola piuttosto
che davanti al monitor.
snervante (d’altronde da giocatori sapete che quando la scimmia si mette in
moto c’è poco da fare…) e a tratti divertente.
aggiornamenti sulla disponibilità del gioco, che venivano pubblicati sul forum della TDG direttamente dalla
Asterion (grazie Sprunx) e poi il gioco finalmente ha raggiunto i negozi.
di sei anni quando ha visto la scatola e l’ho aperta davanti a lui mi ha detto: “Babbo è il
gioco che giochi sempre sul computer vero?”
realizzato di avere un problema! 😉
La componentistica.
Scherzi a parte diciamo subito
che la cosa che più mi ha colpito all’apertura della scatola è stata la
dimensione (per non parlare del peso) dei dadi.
anche un po’ più piccoli e anzi magari sarebbero stati anche più pratici, ma è
innegabile che così siano veramente belli e si leggono veramente bene!
non si imbizzarrisca giocando lanciandovene uno o che non ve ne cada uno con il
rischio di uccidere il gatto sotto al tavolo, ma questi sono altri discorsi.
ulteriormente, una volta estratte dalla confezione le ho imbustate e con mia
grande sorpresa, ad operazione conclusa, sono anche riuscito a rimetterle nel loro alloggio.
plastica non sono mai strutturati in modo da contenere le carte imbustate e
viene anche da chiedersi come mai visto che il problema ormai e arcinoto!
automobiline per bambini potrebbe non sapere che i giocatori hanno la strana
abitudine di imbustare qualsiasi cosa passi loro sottomano…
la pubblicità delle prossime uscite… aspetta che la imbustiamo non si sa mai…”
sapere che qualche millimetro in più non farebbe male.
quantità di gettoni energia, solamente 16 per tipo il che significa
ipoteticamente in una partita con il massimo dei giocatori, 4 per
giocatore.
accumuli un certo tipo di energia (e vuoi per giocare delle carte e vuoi per
trasmutare) e viste le abilità di alcune carte che permettono di “copiare” i
gettoni energia di un altro giocatore, mi viene da pensare che si possa
verificare un’insufficienza di gettoni, con tutti i disagi del caso.
Non dovrebbero esserci invece
particolari problemi nelle partite a due giocatori.
Questo ci porta al prossimo punto
della discussione, (anzi del monologo scusate 😉 ) ossia numero di giocatori e scalabilità.
Prima però vorrei spendere due parole anche sulle plance. Quella circolare che riporta il valore dei cristalli in base alle stagioni va benissimo, un po’ meno quelle dei giocatori, ma soprattutto quella segna punti.
Sono veramente piccine e i cubetti per tener traccia del livello di evocazione o del proprio numero di cristalli un po’ troppo grandi in proporzione.
Il risultato è che vanno impilati, spesso rovesciandosi. Trattandosi di cristalli non sarebbe stato male se il gioco avesse realmente contenuto dei cristalli in plastica (magari in diversi colori) dal diverso valore.
Sarebbe stato probabilmente più evocativo.
Insomma dadi enormi e plance piccole… lo so lo so… noi giocatori siamo troppo pignoli e ci lamentiamo sempre 😉
Numero dei giocatori e
scalabilità.
Per imparare il gioco ho optato
per una partita a due giocatori (anche per evitare brutte figure con troppe persone).
come dite? ok, ok, devo ancora imparare… diciamo una volta presa un po’ più di
dimestichezza col gioco, ho provato una partita a quattro giocatori e mi sono
reso conto che il maggior tempo richiesto “non valeva la candela”.
all’esperienza online e non al gioco in scatola vero e proprio.
tre amici probabilmente crea più situazioni di divertimento ed è sicuramente
più appagante che non giocare contro un solo altro avversario, ma online le
cose cambiano.
sapete chi c’è dall’altra parte, due se vi capitano giocatori lenti non potete
sollecitare “amichevolmente” con quelle frasettine tipo “ti dai una mossa” o
“cosa stai ripassando l’intera teoria dell’evoluzionismo?” che tanto piacciono
ai giocatori che soffrono l’analisi da paralisi.
potete sempre lanciar loro un dado (anche se in questo caso, con il rischio di beccarvi una denuncia per
“tentato omicidio”).
finestrella della chat sulla sinistra dello schermo e scrivere due o trecento
punti interrogativi che più o meno significano “ma che ca#@#o stai facendo?”
un vecchio spot “Two is megl che one…” o meglio in questo caso che “four…”
qualsiasi numero di giocatori, però indubbiamente viste le molteplicità delle
scelte possibili, con più giocatori il “downtime” fra un turno e l’altro
aumenta.
giocatore che soffre da AP è inutile dire “scusa ma non potevi pensare alle tue
mosse mentre giocavo io” perché quello ti risponderà sempre “Beh come facevo?
Dovevo prima vedere cosa facevi tu per decidere cosa fare io!”
su un altro tema caldo: “quanto dura una partita?”
Durata.
giocate su BGA con due giocatori vi viene indicata una probabile durata di 30
minuti.
durata è fortemente influenzata dal numero di giocatori, ma lo è ancor di più
dal grado di conoscenza del gioco.
non potete negar loro il “diritto” di leggersi un minimo cosa dicono le carte, nel
disperato tentativo di cercare di capirci qualcosa.
frasi del tipo “allora hai fatto?” non aiutano, ma li mandano ancor più in
confusione.
“scafati” che nella fase di draft non fanno nemmeno in tempo a raccogliere le
carte, che senza quasi guardarle ne hanno già messo da parte una e vi hanno passato il mazzo.
Posso assicurarvi che dopo un po’ di partite non avrete
nemmeno più bisogno di leggerle, vi basterà un’occhiata alle figure e
saprete già tutto quello che vi serve.
base alle carte che vi tornano in mano, spesso riuscirete a capire se gli avversari
conoscono il gioco o meno.
Bilanciamento.
Ci sono carte che non si possono
“lasciare agli altri” e appena vi capitano in mano è come che vi dicano: “Ehi bello cosa facciamo… sono qui… prendere o lasciare!”
l’altro giocatore conosce il gioco, raramente vi tornano in mano.
Questo potrebbe far pensare a
carte sbilanciate, che sarebbe un problema enorme per un gioco come questo e
invece i mazzi funzionano benissimo.
“spiccata” popolarità (tipo il guanto che vi lo sconto di un gettone energia)
ci sono giocatori che riescono a tirare fuori delle combo da delle carte che
voi avevate reputate “inutili”.
Infatti in questo momento ci sarà
qualcuno che legge e sta pensando: “Il guanto?!? Io non lo prendo mai il
guanto…”
apparire debole singolarmente, se usata “bene” o in combinazione con altre, può risultare devastante.
che vi da tre cristalli per ogni oggetto magico in gioco nel primo anno o nel
terzo anno e noterete una certa differenza.
con una decina di oggetti magici in gioco, sono la bellezza di trenta
cristalli, poi magari giocate quel simpatico “draghetto dal collo lungo” che vi
fa riprendere in mano un oggetto magico, la prendete su e poi la rimettete in
gioco sono altri 30 cristalli!
esempi?
SUBITI PORCA PUT@#@[]#A!!!”
quella volta che mi hanno giocato un calice seguito da un bel cubetto runico
con tutto lo splendore dei suoi 30 punti?
se avessi potuto e se avessi avuto di fronte un giocatore una bella contusione
da dado, non gliela toglieva nessuno.
all’ospedale:
testa? E’ caduto?”
testa!”
con sei facce e dei pallini disegnati…”
cadendo non si è rovinato, poi fortunatamente i disegni sono incisi e così non
c’è il problema che si scolori… sa la copia del gioco era la mia!”
della sua testa!”
capito”.
di una componente aleatoria?
Certo ci sono carte e dadi cosa
vi aspettavate? Sarà anche più controllabile di quanto possiate immaginare, ma
contro un cubo runico che segue un calice potete solo mettervi a piangere…
e se in quelle rare occasioni in cui fanno capolino l’avversario è di mano, non è che
si possa fare molto.
dove sono riuscito a giocare tre carte…
che la regola, ma comunque capitano.
dalle 11 alle 12 carte di media, questo dimostra che se si gioca correttamente,
nonostante sfighe varie, pianeti non allineati, cambiamenti climatici e
quant’altro, giocare tutte le carte della propria mano iniziale e possibile.
le carte che permettono di creare un “piccolo motore economico” nella
produzione di energia, tipo quella che ti fornisce un gettone ad ogni cambio di
stagione o quella che vi fa mettere sulla carta quattro gettoni energia (sì lo
so avrò fatto oltre cinquanta partite e non ricordo ancora il nome delle carte,
ma ve l’ho detto: all’inizio leggete gli effetti e dopo vi basta guardare le
figure…)
Tornando alla componente aleatoria, fa parte del gioco e non disturba eccessivamente (il che detto da una persona non propriamente simpatizzante
per i dadi è tutto un dire).
dovesse sorridere particolarmente, nella stragrande maggioranza dei casi sarete
voi a decidere le sorti della partita, a partire dalla fase di draft.
La
scelta delle carte giuste, come ho detto è fondamentale, ma non sufficiente.
dovrete anche “ordinarle cronologicamente” nel modo corretto, mettendo da parte
quelle più indicate per ogni anno di gioco.
partite a due giocatori, la fase di draft permette anche di conoscere le carte degli avversari, così se c’è fuori la carta che assegna 20 cristalli se si ha
la maggioranza di carte giocate, meglio non lasciar “posare sul tavolo” a quel
giocatore troppe carte.
altro sempre valida anche quando non c’è quella carta in gioco).
durata, come sono finito a questo punto….
Dunque su BGA i 30 minuti sono un
tempo veritiero. Ci sono giocatori che hanno all’attivo centinaia di partite e
sono velocissimi. Il gioco online taglia inoltre tutti i tempi morti di
preparazione, setup, mischiare le carte, ecc…
durata 60 minuti, quindi valgono tutte le considerazioni fatte fino a qui
considerato che parliamo di una persona che vedeva per la prima volta il gioco.
partita a due giocatori, il che mi fa pensare che una partita a quattro
potrebbe scivolare pericolosamente verso le due ore.
giocatori alle prime armi.
Iniziamo a tirare due somme.
per i loro denti con draft e carte da evocare, i maniaci della gestione a tutti
i costi avranno il loro bel da fare nel gestire i gettoni energia e nel
trasformarli in cristalli “quando le quotazioni in borsa tirano!”
conteneva solo cinquanta carte (in 2 copie ognuna) ho subito pensato che
sarebbe venuto a noia velocemente ed invece…
tantissime, e il gioco sta proprio nel saper sfruttare le carte a disposizione.
propone tre versioni: apprendista per imparare, mago il livello intermedio e
arcimago quello più avanzato.
parte del draft togliendo a mio avviso il sale al gioco.
è che nella prima alcune carte sono escluse dal gioco.
carte con un livello di interazione più alta o se preferite delle carte più
cattive.
aiuti meglio muovere i primi passi un livello mago che un livello arcimago, evitando di vedersi rifilare delle carte che fanno perdere dei cristalli e
hanno valore negativo a fine partita (dannata carta com’è che si chiama già?)
giocare a quel livello (leggansi ho iniziato a vincere un po’ di partite) ho
scoperto di essere una schiappa al livello successivo perché non conoscevo le
carte nuove.
Quindi meglio levarsi il dente
subito.
dente duole”, ma in questo contesto non centra nulla…
il gioco ne ha davvero tanta. Partendo dalla fase di draft, passando dalla fase
di scelta dei dadi e finendo nelle carte che giocate.
propri nel turno degli altri giocatori, bisogna assolutamente interessarsi alle
carte che mettono in gioco e non perdere di vista il loro indicatore di
cristalli.
su BGA e che si sono verificati diversi casi in cui mi sembrava di essere in
partita fino a pochi turni dal termine e poi il contatore degli avversari, a
pochi minuti dalla fine, cominciava a girare come un contatore dell’enel quando
accendete il ferro da stiro o l’asciugacapelli (“fohn” se preferite).
Ciò nonostante, anche se le
combinazioni possibili sono molte e la rigiocabilità pressoché illimitata, è
innegabile che il gioco presti il fianco a possibili espansioni.
probabilmente anche qualche altra simpatica aggiunta a quanto pare dalle
dichiarazioni dell’autore già al lavoro su questo progetto.
Si parlerà comunque di seconda metà del 2013.
Quarriors avrebbe dovuto essere.
poi molto in comune, però il fatto che si mettano da parte dei dadi per evocare
delle carte in qualche modo me li fa accomunare.
piaciuto, assolutamente troppo dipendente dalla fortuna, mentre Seasons è tutta
un’altra storia.
possessori del gioco, nel buco della vostra scheda personaggio potete mettere
il dado, mentre i dischetti di cartone rimossi non servono a niente, quindi
smettetela di cercare di capire come utilizzarli (psst psst… come sottobicchieri
sono troppo piccoli).
l’acquisto?
Ma voi accettereste consigli da
uno sconosciuto? E da un “drogato”?
condizioni di consigliarvi nulla.
delirante, (dubito che qualcuno l’abbia letta fino a qui e che nel caso, sia ancora
in possesso delle sue facoltà mentali) mi sento di dire che se ritenete che il gioco rientri nella possibile
categoria di quelli che “vi possono piacere” fatevi un regalo ed acquistatelo!
appassionati di scacchi potete lasciare Seasons sugli scaffali…. ma se
in voi una lucina non spegnetela.
Ricordo poi che come me, potete provarlo su BGA.
Unica nota dolente a mio avviso
il prezzo. Il gioco costa 42,90 euro e anche se i dadi sono “sostanziosi” alla
fine parliamo di un mazzo di carte e qualche segnalino.
essere pagato e tutto quello che vuoi, però c’era un tempo in cui con una cifra del genere, mi sarei aspettato una componentistica molto più ricca.
tutto costa sempre di più e la benzina è ormai a 2 euro al litro.
non avrò più i soldi per pagare la luce, me ne starò seduto al tavolo a giocare
a Seasons alla luce di una candela 😉
vincitore ancor prima di iniziare. Tant’è vero che in questo periodo non sto
leggendo recensioni e tantomeno mi sto interessando ai giochi in uscita (il mio portafogli ringrazia).
ampiamente il posto di 7 wonders per rimanere in ambito di giochi di carte con
fase di draft…
Le ultime due righe le vorrei spendere su quanto la prova del gioco online mi abbia portato all’acquisto.
Era un gioco su cui sostanzialmente nutrivo dei dubbi e difficilmente avrei acquistato a scatola chiusa.
Ritengo sia stata una grande cosa poter provare il gioco prima di acquistarlo e mi auguro che in futuro ci siano più occasioni come questa (mi riferisco ovviamente alla messa in rete prima della distribuzione ufficiale).
Ho visto qualcuno che si chiedeva, ma poi giocandolo online non ti passa la voglia di giocare la versione in scatola. Nel mio caso è stato l’esatto contrario. Ve bene giocare in rete come passatempo quando non si ha nessuna alternativa , ma giocare seduti al tavolo con gli amici è tutta un’altra cosa.
Quello che colpisce quando si passa dalla versione digitale a quella “fisica” è l’assenza di tutti gli automatismi a cui magari ci si era abituati.
Quindi meglio ricordarsi di attivare quelle carte che vanno attivate prima di passare il turno o di prendere quei cristalli che ci spettano a fine stagione, perchè non ci sarà nessuno a farlo al posto nostro!
lasciare…. ho dei giocatori su BGA che mi aspettano…. (dov’è il metadone?!?!).
mio prossimo articolo, sapete dove trovarmi (possibilmente venite accompagnati
da un dottore)!
— Le immagini sono prese da boardgamegeek (postate da Antony Hemme, Bob Rob, Rafal Szczepkowsk, Henk Rolleman, Stefan Kaiser) tutti i diritti sul gioco appartengono alla casa editrice ed all’Autore. Le immagini e le regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it






