Recensione – Eselsbrücke

Eselsbrücke – Recensione di Nero79


Sul podio dei nominati allo Spiel des Jahres 2012 insieme a Kingdom Builder e Vegas, questo Eselsbrücke pubblicato da Schmidt Spiele, opera di Stefan Dorra (Pergamon, Medina...) e Ralf zur Linde (Pergamon, Finca…) designer con cui Dorra collabora spesso, mette insieme uno strano mix tra un gioco di memoria e un party game.
Il tema è molto astratto (ma nonostante questo ha conquistato la nomination della giuria) e l’asino in copertina (e in forma di puzzillo nello scatola) non vi darà grandi indizi se non conoscete la lingua tedesca. Eselsbrücke è il ponte a schiena d’asino (ecco l’asino) e in tedesco indica anche quell’aggancio mnemonico che ci permette di ricordare qualcosa associandolo magari a una storia, una frase o una filastrocca.
L’idea alla base del gioco è proprio  questa. Ma vediamo innanzitutto cosa troviamo nella scatola.







Il gioco è sicuramente interessante poi dal punto di vista didattico. Se il tedesco proprio non fa per voi, un lavoro certosino può sostituire le scritte tedesche con scritte in inglese o in italiano per proporre il gioco in classe come attività didattica per far costruire frasi in altre lingue o migliorare il proprio vocabolario (a me con il tedesco è servito), oppure in italiano con i più piccoli per sviluppare le loro capacità comunicative. Ha le carte in regola per vincere lo Spiel des Jahres 2012? Per me no, ma potrei anche sbagliarmi visto che i tedeschi non finiscono mai di stupirmi…

I Componenti
Nella scatola, abbastanza grande per quello che contiene, troviamo:


– 180 tessere storia
(ognuna mostra un semplice disegno in stile fumettoso, nonostante siano opera del solito e poliedrico Menzel) e il testo con quello che rappresenta (in tedesco).
–   30 tessere Stop 
–     6 plance
(mostrano l’asino che attraversa il suddetto ponte ma in generale servono solo a tenere traccia dei round e del numero di tessere da utilizzare per la propria storia)
–    1 plancia fumetto (quasi inutile, serve a richiamare visivamente lo sforzo mnemonico… noi abbiamo giocato senza)
–    1 puzzillo in legno a forma di asino (serve a indicare il primo giocatore e a tenere traccia del round in corso)
–    1 sacchetto di tela (serve a contenere le varie tessere storia che andremo ad estrarre a caso)


Dato il carattere da party game, il buon Menzel abbandona le solite plance bucoliche che sembrano dei dipinti (e a cui ci ha ormai abituato), per sfornare una serie infinita di disegnini in stile cartoon indicati al target 8+ e familiare del gioco.
Le tessere sono davvero tante e la longevità è praticamente infinita dato che ne utilizzeremo solo una “piccola” parte ad ogni partita. La qualità delle tessere in cartoncino è quella solita dei prodotti Schmidt, abbastanza solide e spesse da resistere ai maltrattamenti dei più piccoli (o dei più scalmanati). I disegni sono facilmente intuibili o comunque ci si può accordare su quello che rappresentano per tutto il gruppo, quindi il gioco è completamente indipendente dalla lingua, anche se ovviamente i giocatori dovranno avere sicuramente almeno una lingua in comune.


Il gioco
Il gioco si sviluppa in 7 round come indicato dalle plance. Ogni giocatore (o team di giocatori essendo un party game) riceve una plancia. 
Nei primi due round a partire dal primo giocatore, ogni giocatore estrarrà 3 tessere dal sacchetto (che impilerà nell’apposito spazio) e cercherà di inventare una storia (più o meno divertente e/o strampalata a seconda degli elementi da inserire) che contenga tutti gli elementi estratti. Dal terzo round si passerà a raccontare storie con 4 tessere (una in più che volete che sia no?), ma allo stesso tempo il primo giocatore passerà una tessera per giocatore (fino ad esaurimento) presa da quelle della sua prima storia (primo round). A questo punto il giocatore alla sua sinistra, vedendo l’aggancio mnemonico della tessera appena ricevuta, avrà una quindicina di secondi per nominare uno solo degli altri due elementi coinvolti in quella storia. Chi possiede la tessera di quell’elemento dovrà passarla al giocatore che l’ha indovinata, il quale la conserverà come punto vittoria. Ovviamente proseguendo il numero di tessere da usare nel round aumenterà (tre nei primi due round, quattro nel terzo e quarto round, cinque nel quinto round). Nel sesto e settimo round non si giocherà più la fase di storytelling ma solo quella mnemonica. 
I giocatori sono forzati a raccontare delle storie facili da ricordare per gli altri, in quanto se tutti gli elementi vengono ricordati, il giocatore che ha raccontato quella storia riceve una tessera Stop, che gli sarà molto utile per evitare di perdere punti vittoria. Infatti se non ricordate assolutamente una storia (e vi assicuro che succede) o sbagliate un elemento, dovrete dare indietro un numero di tessere/punti vittoria (se ne avete) in base al numero indicato nella nuvoletta nera nello spazio del round in corso. Siccome ogni tessera guadagnata va impilata, se dovete dare via ad esempio 5 tessere per un vostro errore e alla terza girate una tessera Stop, avrete risparmiato 2 tessere (ecco l’importanza di raccontare storie facili da ricordare).
Alla fine del settimo round si contano le tessere ottenute e chi ne ha di più vince. In caso di parità vince chi ha più tessere Stop.


Impressioni
Il gioco ad una prima impressione può allontanare i gamer più esigenti, le illustrazioni sono davvero basilari (e meno male così non distraggono dallo sforzo di memorizzazione), ma preso come party game e nella giusta serata può comunque funzionare anche tra adulti. Tra fiumi di birra le nostre storie sono davvero risultate ben presto pazzesche, con l’aggiunta di leit motiv che si riproponevano (Knizia ubriaco a cui ne capitavano di tutti i colori) o elementi goliardici (falli di gomma e tonache da prete) a condire il tutto…
Alcune delle storie raccontate mi frullano ancora in testa (ma ancora non so a memoria il numero del bancomat).
Dovete comprarlo? Perché no, imparerete qualche parola in tedesco (può servirvi al prossimo Oktoberfest sapere come si dice frusta) e allenerete la memoria… se avete bambini che giocano con voi, preparatevi però ad essere umiliati sia per la qualità delle storie che per la loro incredibile memoria
(o è la vostra che è scarsa?) 
Non per tutti.


— Le immagini sono tratte dal manuale, da boardgamegeek.com (postate da Ralf zur Linde) o dal sito della casa produttrice (Schmidt Spiele) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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