Recensione : The Gang

scritta da Fabio (Pinco11)

Annualmente alla fiera di Lucca si tiene un concorso per giochi inediti, il vincitore del quale si aggiudica il diritto di essere pubblicato in occasione della successiva Lucca Comics, grazie ad un accordo stipulato con la DvGiochi: per quanto nessuno degli entrati nell’albo d’oro abbia poi sfondato in assoluto, vari dei titoli che si sono imposti hanno comunque ottenuto un buon ritorno di immagine ed in alcuni casi anche di vendite, per  cui il premio è comprensibilmente ambito. Ci occupiamo quindi oggi del vincitore dell’edizione 2010 (il cui tema era alleanze ed intrighi), che è stato quindi stampato pochi mesi fa, ossia di Cattura la banda, di Antonello Lotronto, gioco per 2-5 giocatori, indipendente dalla lingua, adatto dagli 8 anni un su, con partite di durata media di 20 minuti, il cui titolo al momento della sua pubblicazione è stato cambiato, schiacciando l’occhio al titolo di punto dell’editore dvGiochi (ossia Bang) in The Gang.
L’idea di fondo è che due gruppi di gangster siano in aperto conflitto nelle tre città di Chicago, Detroit e Los Angeles e che i partecipanti cerchino di inserirsi in queste lotte, guadagnando il maggior prestigio possibile.

Tra pistole e mitra ..

Si tratta di un gioco di carte, per cui all’interno della scatola, del formato tipico da ‘carte da scala40’ (due mazzi), se ne trovano 110 divise in 80 carte gangster, numerate da 1 ad 80 e colorate ed illustrate in due versioni, per distinguere al meglio i numeri pari dai dispari (appartenenti a due ipotetiche fazioni, l’una con tinta sul rosso e l’altra sul verde scuro), 12 carte speciali (il palo, la telefonata, la spia), 15 ‘biglietti’ per le tre destinazioni e 3 carte città.
Rinvio al video per maggiori informazioni sulle regole, limitandomi qui a dire che ad inizio partita è predispostoil tavolo da gioco, collocando su di esso le tre carte città, a fianco delle quali sono collocati 5 gangster pescati a caso per ognuna. Essi sono quindi ordinati per numero e ad ogni partecipante sono attribuite quattro carte gangster, una carta speciale e tre carte biglietto (una per città).

Lo sviluppo del gioco è semplicissimo e prevede che ad ogni turno ogni giocatore scelga una coppia di carte da giocare, una delle quali deve essere sempre uno dei gangster che ha in mano e l’altra può essere o una delle tre carte destinazione o la carta speciale. Le coppie sono svelate tutte insieme ed in ordine (dal gangster con numero più basso al più alto) si collocano i gangster nella città corrispondente alla carta destinazione prescelta da ognuno (si sceglie invece liberamente ove si sia utilizzata la carta speciale). L’idea è quella che quando si colloca la carta gangster si debba controllare se piazzandola si sono ‘circondate’ almeno due carte gangster nemiche (attaccate tra loro) ricomprendendole tra la carta piazzata ed una uguale ad essa (dello stesso colore) alla sua destra o sinistra: in tal caso le carte accerchiate sono catturate conquistando i punti vittoria corrispondenti alle pistole raffigurate su tali carte. Il gioco procede sino all’esaurimento delle quattro carte gangster ed ha luogo una nuova attribuzione di carte, andando ancora avanti così sino a che non vi siano più carte per la distribuzione o per rimpinguare, quando serve, il tavolo da gioco.  A quel punto chi ha catturato carte che attribuiscono il maggiorn numero di pistole vince.

Noir o solo troppo buio?

Nel riassumere le mie impressioni parto dall’ambientazione per dire che il tema dei gangster sarebbe di per se evocativo ed anche la grafica tende ad assecondare questa scelta, risultando impostata su tinte decisamente tendenti allo scuro, ricordando, appunto il genere noir. Le stesse carte speciali evocano figure tipiche del genere, come il palo, la spia od il boss, per cui l’idea del fumoso ambiente di strada della malavita in un certo modo, nonostante la semplicità delle regole, un pò traspare.
La componentistica risulta adeguata, nel senso che le carte sono di buona qualità (anche se non ‘superba’), ma più di una riserva la lascia la grafica (affidata a Fouhad Metzer, alla sua prima esperienza quale illustratore di giochi da tavolo), che risulta talmente impostata sulle tinte scure da risultare quasi opprimente ed un filo monotona, visto che le illustrazioni sulle carte gangster sono solo due, mentre un minimo di varietà, magari inserendo diversi disegni con lo stesso colore di sfondo (per ricordare a quale fazione appartengono i cattivi) avrebbe potuto donare un attimo di vivacità sul piano visivo.

Quanto alle dinamiche devo dire che siamo nell’ambito di un titolo di indubbia semplicità,  adatto quindi per un pubblico decisamente familiare, che si spiega nell’arco di un paio di mani a tutti e che vive su di una singola meccanica (quella del ‘circonda le carte dell’altro colore). La scelta in contemporanea della coppia di carte da giocare lascia spazio per varie tattichette e non è affatto facile capire in quale momento ed in quale ordine giocare i propri gangster: spesso le mosse altrui spostano il tabellone in modo decisivo, per cui un certo azzardo è implicito, soprattutto quando si hanno in mano carte con numeri piuttosto alti (ricordo che l’ordine di piazzamento dipende dal numero sulla carta). L’alea è quindi forte, ma non così tanto come in altri titoli già conosciuti ai quali The Gang sembra strizzare un attimo l’occhio (tipo il vendutissimo 6Nimmt) e dei piccoli giochetti e cattiverie sono possibilissime. Parlando di scalabilità segnalo che c’è anche una modalità di gioco a due, che però perde un attimo di varietà, facendo il caos generato dall’altrui piazzamento in un certo senso parte del gioco.

In definitiva The Gang si propone come titolo semplice, adatto ad un pubblico ampio che voglia indirizzarsi verso un gioco che si spieghi in poco e che non richieda un grande impegno. Per i più scafati non vedo grandi motivi per privilegiarlo rispetto ad altri filler, ma la sua immediatezza può renderlo adatto per serate nelle quali non ci si voglia spremere troppo.

 — Le immagini sono tratte dal sito della casa produttrice (dVgiochi), che ringraziamo per aver messo a disposizione una copia del gioco per questa recensione ed alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. —
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