[Punti di vista] Kickstarter ed i suoi fratelli

scritto da Fabio (pinco11)
Negli ultimi tempi si è fatto strada, anche nel mondo dei giochi da tavolo, un nuovo canale editoriale, utilizzato per acquisire le risorse economiche necessarie in ordine alla pubblicazione di titoli, ossia quello del crowdfunding. Il termine è mutuato (come il meccanismo in questione) dall’inglese e sta per ‘finanziamento di (o meglio: ‘della’) massa’ e sta ad indicare che un gruppo di persone si aggrega, offrendo ciascuna di esse un piccolo contributo, perchè un determinato progetto possa essere realizzato.
Il fenomeno sta ottenendo di questi tempi un grosso ritorno di pubblico ed è in crescita: clamoroso è stato in questa logica il successo ottenuto da D-Day Dice, proposto dalla Valley Games, il quale ha ottenuto il traguardo di ben 170.000 dollari raccolti grazie ad oltre 2000 sottoscrittori che lo hanno sostenuto e la cosa ha scatenato una vera e propria corsa all’oro!
Come funziona stà cosa?
Per far capire meglio come funziona la cosa prendo ad esempio la piattaforma che credo essere più conosciuta per i boardgames, ossia Kickstarter e metto che, per esempio, io voglia produrre, essendo solo un designer, un nuovo gioco: mi sarà sufficiente registrarmi, riempire una pagina nella quale illustro il più possibile nei dettagli (è nel mio interesse, perchè devo convincere la gente ad acquistarmi) quello che voglio produrre e ci aggiungo un breve video, immagini e quello che mi pare. 
A questo punto indico una somma che deve essere raggiunta perchè la produzione parta ed un periodo di durata della raccolta fondi e fisso le soglie di contributo alle quali riconoscerò a ciascuno dei sottoscrittori un determinato premio o ritorno: sempre per esempio diciamo che manderò un grazie via email a chi contribuirà con un dollaro, manderò una copia in pdf dei materiali di gioco a chi ne dia 10, una copia fisica del gioco quando lo produrrò (indicherò una data di uscita approssimativa) per 50 dollari, due copie per 80 e del materiale speciale aggiuntivo a chi passerà i 100.
A questo punto la raccolta parte e la cosa più importante è che ognuno non versa immediatamente i denari richiesti, ma fornisce solo i dati della propria carta di credito (o paypal o simili) e si vedrà detrarre la somma indicata SOLO se il progetto raggiungerà la somma prefissata per andare in produzione: il punto forte dell’idea sta qui, ossia nel fatto che ognuno pagherà solo se il titolo raggiungerà il finanziamento preventivato, mentre in caso contrario i soldi rimarranno nelle tasche dei (solo) potenziali offerenti.
Geniale!
La prima reazione che ognuno può avere di fronte a questo sistema è senza dubbio positivissima: di fatto ognuno può accedere in questo modo direttamente  al mercato e chi si lamenta per l’incidenza sui costi finali dei vari passaggi può deliziarsi del fatto che qui mancano in assoluto gli intermediari, visto che il gioco va direttamente dalle mani del produttore a quelle dell’acquirente. C’è poi uno stimolo alla intraprendenza dell’individuo e sono tagliati i tempi di coda alla corte di case editrici annoiate e/o di concorsi nei quali si perde un sacco di tempo per far conoscere ai pochi investitori nel settore le proprie ultrabrillanti idee, che nessuno si ostina a capire!
Qui invece c’è un contatto immediato con gli acquirenti ed è ripagato con il finanziamento solo chi davvero merita, ossia chi riesce a raggiungere le mete prefissate di introito per la produzione!
..mmmhh … ma siamo sicuri che è tutto oro?
Scorrendo un attimo in giro tra i vari titoli in cantiere le sensazioni restituite sono contrastanti, nel senso che alcuni dei titoli proposti sembrano essere delle vere e proprie produzioni industriali, con una grafica già raffinata ed una componentistica che, dalle immagini, sembra di prima classe, mentre altre propongono ancora immagini in gran parte da prototipo, menzionando che, una volta raggiunto il limite prefissato, sarà assunto un grafico che donerà al tutto un aspetto decisamente più professionale. 
Prendo ad esempio un titolo che ha raggiunto il tetto prefissato (ha incassato 20.000 dollari da 278 finanziatori, a fronte di un obiettivo di 16.000), ossia Dragon Valley, per riscontrare come la grafica e la componentistica appaiano decisamente da perfezionare, per quanto sia già ‘accettabile’ e mi sposto poi su Alien Frontiers Factions, ossia l’espansione del fortunato titolo, riscontrando come, ad onta della totale assenza di immagini aldilà del video di presentazione, il progetto abbia ottenuto la bellezza di 76.000 dollari di raccolta, ofrendo la copia del prodotto (solo l’espansione!) a 30 dollari ..
Un altro esempio di progetto che ha avuto successo è rappresentato da Agent of Smersh, un gioco cooperativo ambientato nel mondo dello spionaggio, il quale gode di una coinvolgente ambientazione, ma di un tabellone che sembra preso da copie dismesse di Pandemic (e, se ricordate, non è che la grafica dle tabellone fosse esattamente uno dei punti forti di quel titolo). Qui, a 50 $ a copia, sono stati già raccolti 50.000 dollari e manca ancora parecchio tempo alla chiusura del progetto e sembra che nessuno sia preoccupato dal fatto che le regole siano proposte in forma non definitiva (ma l’avranno playtestato davvero a fondo?), così come dalla assenza di immagini dei componenti …
I prezzi indicati (non me ne vogliano quelli di Smersh, che sto prendendo ad esempio, ma che di fatto sto, parlandone, indirettamente anche pubblicizzando) non sembrano proprio di quelli ‘da produttore a consumatore’ e facendo un rapido calcolino ragiono che una casa che produca 5000 pezzi di un titolo al limite, con una componentistica di primissima scelta, può spendere intorno ai 40.000 euro. A occhio e croce quindi per Smersh il produttore sta realizzando 5000 copie, facendo cassa con i preordini per coprire tutte le spese, oppure sta producendo un lotto decisamente più limitato di copie, con costi maggiorati, ma anche con un ottimo rientro!

L’ingresso di vari editori nel crowdfunding
La cosa che mi lascia però più perplesso è il fatto che numerose iniziative sono promosse ora direttamente da editori (in genere americani e non dei più grandi), ossia da soggetti che sino a ieri realizzavano direttamente, senza passare dal crowdfunding. Sempre andando ad esempi segnalo che la francese Krok Nik Douil, già nota per l’uscita di vari titoli e che ha ben figurato con il suo Vanuatu all’ultima Essen, si è proposta di recente sulla piattaforma Ulule cercando di raccogliere fondi per il suo prossimo titolo, ossia Massilia.
Qui la grafica e la realizzazione del prodotto, almeno dalle immagini proposte, è professionale, come è del resto lecito attendersi da un editore già esperto, ed il prezzo è tutto sommato vantaggioso, perchè si parla di 30 euro, per cui so che vi starete chiedendo: ‘ma allora perchè il tono dell’articolo suggerisce l’arrivo di un “… ma”‘?

Buy before you try!
Inverto nel titolo un motto pubblicitario americano diffuso, il quale propone al potenziale acquirente di provare un prodotto prima di acquistarlo e segnalo come il crowdfunding di fatto inverta del tutto questo tipo di approccio, perchè qui di fatto tutti stanno comprando titoli che ancora nessuno di essi ha potuto mai provare o vedere, perchè non esistono.
Mi chiedo quindi, in un contesto nel quale ad Essen ogni anno escono oltre cinquecento titoli nuovi che si possono toccare con mano e sperimentare prima di acquistarli, se abbia effettivamente un senso comprare anche ‘alla cieca’.

Tirando le fila di questo discorso, che lascio volutamente incompleto, perchè incompleto è ad oggi il mio inquadramento del crowdfunding applicato ai giochi da tavolo e perchè mi farebbe piacere sentire la vostra opinione,  questi sono alcuni spunti:

1. il fenomeno ha indubbiamente dei profili positivi, perchè consente a molte iniziative che per vari motivi non avrebbero visto la luce di accedere alla produzione, rappresentando così un veicolo di novità e di idee nuove ;
2. è bello che sia premiata la creatività e la capacità di pubblicizzare il prodotto presso il suo pubblico ;
3. è saltata la catena di distribuzione con potenziali effetti benefici sul prezzo ;
4. di fatto però i prezzi proposti non sono così scontati … ;
5. si comprano titoli ‘alla cieca’, senza che nessuno possa davvero dire come gireranno e di quale componentistica godranno alla fine ;
6. vari piccoli editori si stanno rivolgendo qui cercando di evitare il rischio d’impresa e la cosa si potrebbe riverberare, alla fine, solo in una deviazione di risorse, nel senso che almeno parte del budget destinato dal pubblico alle piccole case andrebbe qui, invece che a premiare chi voglia sottoporsi davvero al test del mercato (senza rete) ;
7. lo spirito di questo blog è quello di aiutare i lettori a scegliere cosa acquistare, perchè si indirizzino verso titoli il più vicino possibile al loro gusto, mentre qui si sta comprando roba che in ultima analisi nessuno ha voluto investire per mettere in produzione. Il ragionamento suggerirebbe che gente che già sta mettendo sul mercato l’impossibile (vedi quanti titoli sono editi ogni anno) non ha ritenuto che questi titoli potessero farcela ..

Beh, direi che un pò di idee le ho messe giù: voi che ne dite? Siete compresi nelle fila degli acquirenti compulsivi di Kickstarter e soci?

— Le immagini sono tratte dal manuale, da Kickstarter ed Ululu o dai siti delle case produttrici alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —

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