[Punti di vista] L’articolo di fondo del polloviparo 2012

scritto da polloviparo.

Ed eccoci nel nuovo anno, permettetemi di farvi gli auguri personalmente e di ringraziarvi per la vostra attenzione.
Quest’anno ho deciso di cominciare con un “articolo di fondo”; avete presente quella colonna a lato che si trova praticamente in tutte i quotidiani ?
Quell’introduzione in cui i redattori cercano un punto di contatto con i suoi lettori e un po’ si raccontano ed un po’ introducono quelli che saranno gli argomenti trattati in quel numero della rivista. Ecco proprio quello! Nei blog generalmente non c’è il ‘fondo’ proprio perché il punto di incontro fra chi scrive e chi legge è presente in ogni articolo (si vedano i commenti a fondo pagina).
Però quest’anno ho pensato di iniziare così, quanto meno relativamente alla parte in cui mi ritaglio la possibilità di esprimere  qualche riflessione a titolo personale, riflessioni che aiuteranno voi a conoscermi meglio e me ad aprire il mio pensiero verso nuove prospettive grazie ai vostri eventuali commenti.
Andiamo quindi ad incominciare 
“Inizio del nuovo anno” abbiamo detto, ma avremmo anche potuto dire “fine dell’anno appena concluso” e quindi tempo di bilanci.
Questo 2011 per alcuni aspetti si chiude in un modo un po’ strano.
Non si può certo dire che i giochi nuovi siano mancati, eppure in giro si legge di insoddisfazione generale.
Dicono che sia mancato il fuoriclasse, il vero “outsider”, il titolo “acclamato dalle folle” e dicono anche che le classifiche di Essen siano state “sapientemente pilotate”.
Se guardo alla Bgg tracking list, mi accorgo che persino i giochi piazzati bene nella Fair play list, oggi perdono costantemente posizioni.
Basta guardare Tournay, che dopo essere sceso dal gradino più alto del podio, sembra ricevere sempre meno consensi.
Il gioco che sembra invece cavalcare l’onda del momento e che mantiene costantemente la prima posizione della Bgg tracking list è Eclipse (considerate che non è entrato nemmeno nella top ten della Fair play list).
E se le tendenze attuali e le mode del momento vedevano come favoriti giochi dalla breve durata e dai regolamenti contenuti e piuttosto semplici, questo risultato è quantomeno anomalo.

Parliamo di un gioco della durata di circa tre ore con un regolamento bello corposo.
Certo da alcuni è definito la versione “snella e veloce” di Twilight Imperium, ma visto il metro di paragone, non aspettatevi comunque qualcosa di adatto ai neofiti.
Le meccaniche dei giochi sono sempre più simili, spesso appaiono “riciclate” e i titoli tendono sempre più ad assomigliarsi gli uni con gli altri.
I giocatori sempre più alla ricerca del sacro Graal dei giochi da tavolo, il gioco di civilizzazione perfetto, che contenga tutti gli elementi di conquista e sviluppo, ma non richieda più di tre ore per essere giocato, il gioco tedesco privo di fortuna, ma non eccessivamente astratto e slegato dalle meccaniche, il gioco adatto al giocatore occasionale, ma anche all’hardcore gamer, il gioco scacchistico, ma non eccessivamente deterministico…
Così la delusione è per forza dietro l’angolo, perché puntualmente si scopre che quella che sembrava essere la risposta a queste aspettative, inevitabilmente presenta dei difetti.
Difetti sempre più spesso frutto anche di playtest più blandi. L’imperativo è essere pronti per la fine di ottobre e poco importa se rimanevano da curare alcuni aspetti e se il gioco è sbilanciato o c’è una strategia vincente, poco male, tanto ci sono le house-rules.
Ma le house rules per definizione non dovrebbero neanche esistere, il regolamento dovrebbe essere uno e uno solo: quando dico che un gioco presenta un difetto, mi aspetto che il mio interlocutore capisca di cosa sto parlando e non che mi risponda: “Ah no, io quella cosa lì l’ho risolta giocando così…”
Come sarebbe se nel campionato di calcio in un match decidessero di giocare senza il fuori gioco, perche così magari ci sarebbero più gol, oppure se nel rugby decidessero di passare la palla in avanti…
Così quando leggo che Ventura non ha riscosso grandi consensi e che non è piaciuto affatto che sia prevista la possibilità di acquistare i punti vittoria, è inutile che qualcuno poi mi venga a dire: “sì, però puoi anche fare in modo che se ne comprino meno o addirittura per niente”…
Il caso più eclatante è quello di Colonial: Europe’s Empires Overseas, subito dopo la fiera ho letto diversi post che criticavano diversi aspetti del gioco e allora gli autori hanno messo mano al regolamento e lo hanno rivisto.
Alla faccia del playtest…
Quest’anno anche il grande Martin Wallace ha dimostrato di non essere infallibile e ha recentemente pubblicato un set di modifiche alle regole di “A few acre of snow” per correggere quella che è stata definita “Halfax Hammer”, ossia una strategia difficilmente contrastabile a favore degli inglesi.

Ancora qualche riflessione
Ho letto di giochi che sembravano essere destinati al titolo di “best of the show” come “Drum roll” che subito dopo sembrano aver definito i nuovi standard della mediocrità.
E così frasi del tipo “bellissimo con una grafica coloratissima, probabilmente una delle rivelazioni di quest’anno” sono state sostituite da frasi del tipo “gioco tutto sommato gradevole, ma uguale a tanti altri”.
Quest’anno poi ci si è messa anche la qualità della produzione. Giochi in cui i fogli di tokens non propriamente tagliati rendevano praticamente impossibile staccare le tesserine senza rovinarle (fortunatamente le case editrici, messe al corrente del problema, sono intervenute sostituendo le parti difettose), pezzi mancanti e chi più ne a più ne metta.
Alcuni regolamenti in italiano, manco a dirlo, sono pieni di errori ed imprecisioni e così ho dovuto inserire in diverse scatole dei simpatici fogliettini di “Faq ed errata” che non risultano particolarmente comodi da consultare quando stai leggendo il regolamento.
Avete presente quei richiami del tipo: “A pagina 5 invece di x, doveva esserci scritto y…” e quindi quando si consulta il regolamento ci si deve ricordare della correzione.
Fortuna che per districarsi in questa giungla di mala informazione, dove anche le classifiche sembrano essere pilotate, ci sono le recensioni degli appassionati (ah no scusate, recentemente mi è stato detto che neanche su quelle si può fare affidamento, perché i recensori sono tutti dei venduti per un “pacchetto di caramelle” ..). Ho assistito a diverse discussioni e letto diverse cose dal tono particolarmente polemico, ma ho deciso di starne fuori, perché per mia natura preferisco le cose costruttive a quelle distruttive.
Nell’ambito di questo bilancio di fine anno, però ho piacere di esprimere il mio pensiero, perché comunque dispiace che quello che è animato unicamente da passione, venga scambiato per ipocrisia.
Quando scrivo, lo faccio spinto dalla voglia di condividere pensieri ed emozioni con persone animate dalla stessa passione. Credo tuttavia che si stia scambiando la moderazione con il buonismo: le recensioni per forza di cose sono figlie del gusto di chi scrive e per definizione soggettive. E’ imprescindibile quindi che un’opinione del gioco sia espressa nella formula “a me non piace perchè” e non da “il gioco fa schifo”, nessuno detiene “il verbo e la ragione” e tutti siamo liberi di esprimere le nostre idee, purchè resti chiaro che di questo si tratta.
Non bisogna dimenticare che ogni titolo è frutto dell’amore e della passione dell’Autore che lo ha “concepito” e come sempre a volte bisognerebbe provare a mettersi nei panni degli altri.
Non ritengo che l’unico spirito che anima la produzione di un titolo sia quello a fine di lucro, ma che dietro ci sia il lavoro e la passione di tante persone: penso quindi sia quantomeno rispettoso e legittimo esprimere un parere negativo del gioco, senza risultare offensivi o avere la presunzione di essere i massimi esperti in materia ludica.
Fatta questa doverosa premessa, generalmente, recensisco titoli che possiedo e che quindi ho valutato abbondantemente prima di acquistare.
Nella valutazione preventiva rientrano lettura del regolamento, forum, recensioni e quant’altro: è chiaro quindi che, salvo errori di valutazione, il gioco che andrò a descrivere avrà un giudizio piuttosto positivo.Non è un caso che la maggior parte delle mie recensioni “negative”, sia relegata a titoli che non ho acquistato, ma che ho avuto modo di giocare grazie agli amici, aggiungete anche che preferisco scrivere di ciò che mi piace piuttosto di ciò che non mi piace e il quadro dovrebbe essere piuttosto completo.
Ahimè non ho ricevuto scatole omaggio e non ho avuto chissà quali riconoscimenti economici per il tempo che ho investito nella scrittura di  quanto vi ho proposto, tempo che ricordo essere sottratto a famiglia, hobby e altri impegni di carattere personale.
Non si richiede altra forma di gratificazione se non il puro confronto con voi, ossia altri appassionati che condividono il nostro hobby. Il fatto che un negozio come Egyp.it decida di appoggiare il progetto, magari riconoscendo qualche buono sconto o qualche condizione di acquisto particolarmente favorevole, non può che far piacere.
Chi pensa però che prima di scrivere due righe io vada a vedere se il gioco è disponibile a catalogo o che il negozio abbia fatto una qualsiasi pressione per una recensione positiva di un titolo è totalmente fuoristrada: non porterò prove a sostegno di quanto sopra se non l’assicurazione dell’integrità intellettuale di chi scrive e della fiducia a voi richiesta. Sì, perché come in tante cose alla fine il tutto si traduce in un rapporto basato sulla fiducia, quella stessa fiducia che deve portarvi a “conoscere” chi scrive, imparando a distinguerne i gusti e la compatibilità con i propri.
Il metro di misura per capire se un gioco è valido o meno non è una recensione, ma il vostro gusto personale; la lettura di qualsiasi cosa scritta da qualcun altro deve passare inesorabilmente per il vostro “filtro di opinione”.
Direi che per un articolo di fondo mi sono dilungato anche troppo.
Anno 2012, dicono che sarà un anno difficile e non privo di sacrifici di carattere economico.
Questo comporterà probabilmente anche dei forti tagli sul nostro hobby.
Sperando quindi di esservi d’aiuto nel difficile compito di scegliere cosa può incontrare i vostri gusti o meno (badate bene non ho scritto ciò che merita e ciò che non merita) vi rinnovo i miei migliori auguri di un felice 2012.

— Le immagini sono tratte da BGG. Tutti i diritti appartengono alla Casa editrice ed agli autori. Le immagini sono state riprodotte a corredo dell’articolo e saranno rimosse su semplice richiesta —

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