Anteprima – Die Brücke am Rio d’oro

Die Brücke am Rio d’Oro – Recensione di Nero79

Da sempre associamo il dado (quello classico a sei facce, non quello da cucina) al gioco da tavolo. Questa associazione mentale è dovuta soprattutto al fatto che i giochi da tavolo classici ne fanno largo uso (tra i tanti Perudo, il Gioco dell’Oca, Snakes and Ladders, Monopoli e Risiko). Anche nei giochi da tavolo moderni però il dado è spesso presente e parte integrante delle meccaniche (penso ad esempio a giochi di successo come Coloni di Catan o Stone Age, ma lo stesso vale per i più recenti Wiraqocha, Zombie Dice, King of Tokyo, Elder Sign, Quorriors o l’italianissimo Dungeon Fighter). Diciamocelo c’è qualcosa di magico nel tirare dei dadi, un fascino arcaico che ci riporta al lancio di ossa degli indovini per prevedere il futuro e questo ci piace. Pur riconoscendo che nel tiro di dado la componente fortuna sia preponderante (in gergo tecnico si chiama “alea”, che in latino significa proprio dado), il semplice gesto di tirare i dadi resta tra le meccaniche più immediate e apprezzate (se non altro dal pubblico di giocatori occasionali). Quindi in pieno revival del dado, ecco oggi la recensione di un gioco per famiglie basato interamente sulla gestione del rischio (o “push your luck”) nel lancio di dadi. Sto parlando del nuovissimo “Die Brücke am Rio d’Oro” (il ponte sul Rio d’Oro) di Frederic Moyersoen (già autore di Saboteur) pubblicato dalla tedesca Amigo, simpatico filler per 2-4 giocatori distribuito qui in Germania sia nei negozi di giocattoli che nei centri commerciali. Il tema del gioco, come si addice ad un filler, non è molto sviluppato. I giocatori sono degli esploratori che partono dal loro accampamento su una sponda del fiume, il Rio d’Oro del titolo, per raggiungere l’altra sponda passando su un ponte pericolante di vecchie assi. Giunti sull’altra sponda possono riempire i propri zaini con pepite d’oro che devono riuscire a riportare al campo base per ottenere punti vittoria. Ovviamente più pepite prendono, più il ritorno sarà difficile.


Componenti
Componenti molto curati e dalla grafica azzeccata tra cui spiccano sicuramente il ponte sul canyon del Rio d’Oro, una struttura tridimensionale ricavata dalla scatola stessa del gioco e le pepite d’oro, pietruzze ambrate in vetro. Abbiamo poi quattro dadi (uno rosso, uno giallo, uno verde e uno bianco) che sono il vero motore del gioco e quattro trippolini (simili a quelli di Atlantis della stessa Amigo ma un po’ più grandi) a indicare i giocatori. Il tutto è completamente indipendente dalla lingua malgrado il manuale e il titolo tedesco.
Il gioco
Il gioco è molto semplice. Lo scopo è attraversare il ponte, arraffare il tesoro e tornare al campo base. A turno ogni giocatore tira un certo numero di dadi (da uno a tre) in base al numero di pepite trasportate, per determinare di quante assi/caselle ci si muove. Ogni dado mostra di quanti passi ci si muove e un simbolo legato ad una azione speciale.
Le azioni e i relativi simboli sono:
  • Fulmine – Pericolo: si tira il dado bianco che può far perdere un tesoro in fondo al canyon (è perso per tutta la durata della partita) o danneggiare l’asse su cui ci si trova. Un’asse si danneggia girandola sul lato “pericolante”, un’asse pericolante ulteriormente danneggiata viene tolta dal ponte creando un pericoloso buco tra le assi.
  • Martello – Riparare: permette di riparare un’asse pericolante o di aggiungere un’asse mancante al ponte
  • Mano – Rubare: puoi rubare pepite ad un giocatore se raggiungi la sua stessa asse.

I 3 dadi movimento sono diversi, quello verde fa muovere lentamente ma in maniera più sicura, quello rosso fa muovere più velocemente ma correndo maggiori rischi mentre il giallo è una buona via di mezzo tra i due. Ovviamente più pepite si trasportano meno dadi si tirano e si è sempre tenuti a scegliere uno dei risultati ottenuti.Una volta raggiunta l’altra sponda si possono trasportare da una a tre pepite (ricordando che il carico influenza il numero di dadi che si possono tirare). Se si raggiunge sani e salvi il campo base si guadagnano le pepite trasportate e si è subito pronti per un’altra traversata. Se l’asse sotto di noi cede o veniamo spinti in un buco tra due assi, perdiamo tutte le pepite trasportate e ripartiamo dal campo base (forse un po’ bagnati ma pronti a ripartire). Il gioco finisce una volta raccolto un determinato numero di pepite in base ai giocatori. Chi ne ha di più vince.


ImpressioniDal punto di vista di resa del prodotto niente da dire. Sicuramente la struttura 3D sul tavolo fa un bell’effetto che attirerà sicuramente i bambini (e ad Essen ha attirato anche un buon numero di adulti). Il gioco ci fa semplicemente tirare dei dadi e la strategia è al limite decidere quanto si vuole rischiare scegliendo quanti e quali dadi tirare, pertanto avviso gli amanti dei giochi profondi, lunghi e complessi che questo gioco probabilmente non fa per loro. Trovo interessante, per un gioco distribuito in Germania, la forte interazione diretta data dalle spinte. Ogni asse può essere occupata solo da un giocatore e in caso si finisca su un’asse occupata è obbligatorio spingere in avanti (possibilmente giù dal ponte in uno spazio vuoto) l’avversario. Questo sistema di interazione alla “beccati questo!” tra spinte e furti è molto lontano dalla filosofia tedesca dei giochi da tavolo ed è quindi interessante notare la scelta di Amigo di pubblicare un gioco che per quanto semplice è davvero controcorrente da queste parti. Già dalla distribuzione comunque si capisce che il target sono le famiglie e i giocatori occasionali e credo proprio sia stato decisamente centrato. Si tratta di un gioco leggero che si finisce in fretta e che consiglio a chi ha dei bambini in giro per casa o amici dai gusti non troppo raffinati nell’ambito dei giochi da tavolo. Non prendetevela comunque se la sfortuna vi perseguita e vostro figlio di 8 anni vi batte, come si dice la palla è rotonda e i dadi cubici… non proprio tutti ma questa è un’altra storia! 

— Le immagini sono tratte dal manuale, da boardgamegeek.com o dal sito della casa produttrice (Amigo) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —

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