Scritto da Fabio (Pinco11)
Per quanto io sia appassionato dei titoli ideati da Stefan Feld questo, ossia Luna, edito da Hall Games per 1-4 giocatori, con tempo medio a partita dai 90 minuti in su, indipendente dalla lingua (salvo il manuale, che però trovate tradotto da N3mo sulla Tana dei Goblin) è rimasto a lungo tra i giochi ‘da provare’, scivolando progressivamente la sua recensione sino ad oggi.
I partecipanti sono qui chiamati a ricoprire il ruolo di capi di altrettanti fazioni di un ordine religioso, in competizione tra loro nel guadagnare tra i confratelli il maggior prestigio possibile, in modo tale da poter succedere alla sacerdotessa della Luna, in procinto di lasciare il suo incarico di guida dell’ordine. Quanto alle meccaniche si tratta di un titolo basato sulla gestione azioni, decisamente molto matematico nei propri meccanismi ed indirizzato ad un pubblico di utenti esperti.
Vado qui per estrema sintesi, premettendo che le regole, per quanto contenute in sole otto paginette, sono tutt’altro che facili da digerire e che ci vogliono normalmente più partite (o la presenza di un abile ‘spiegatore’ di regole) per capire come il tutto funziona. L’idea di partenza è che abbiamo a disposizione un’isolotto centrale, all’interno del quale è ricavata una griglia esagonata componibile (le sue dimensioni dipendono dal numeo di giocatori) e sulla quale sono collocate le tessere’ tempio’, che nel corso del gioco i partecipanti prelevano da un apposito ‘percorso’. Intorno ad essa sono invece collocate, in ordine casuale, le sette isolette, ciascuna delle quali è idealmente occupata da un maestro dell’ordine, il quale può attribuire i suoi favori (sotto forma di appositi segnalini) ai giocatori e le quali ospiteranno, nel corso della partita, i trippoli dei giocatori (ipotetici novizi).
Vi sono poi alcuni segnalini identificanti tre personaggi che gireranno tra le isole nel corso della partita, attribuendo bonus e malus, ossia la sacerdotessa della Luna, l’Apostata ed il Costruttore, nonchè alcune monete, segnalini vari e trippoli a forma di casetta nei colori dei giocatori (sono i templi).
Quanto alle regole mi limito a dire che ad inizio partita ognuno riceve otto trippoli ed un proprio tempio da collocare sulle sette isolette, procedendo al setup iniziale (volendo si può utilizzare quello prefissato) ed in seguito il gioco si svolge a turni, alternandosi i giocatori nello svolgere ciascuno un’azione tra le numerose disponibili.
Il manuale ne elenca ben 14 tra le quali scegliere, raggruppandole in vari ‘tipi’: possiamo dire che alcune consentono di muovere i trippoli da isola ad isola, altre sono legate all’ottenimento di tessere ‘favore’, le quali aprono la possibilità di compiere azioni speciali, altre ancora consentono invece di operare all’interno del tempio, ottenendo punti vittoria e così via. Rimando alle impressioni per maggiori dettagli, limitandomi qui a dire che il tutto gira in modo molto rigoroso e seguendo precisi criteri matematici, soprattutto nel gioco a due: la partita termina alla fine del sesto turno, quando ai punti ottenuti nel corso della partita se ne assommano alcuni finali di bonus.Impressioni
Luna è un gioco che ho scoperto sin dal momento in cui ne uscirono in anteprima le regole ad Essen 2010, ma che fui del tutto incapace di inquadrare sulla base della loro semplice, pur approfondita, lettura e che è rimasto, lo devo ammettere, per me ostico sino alla sua uscita su Yucata.de (sito dove si può giocare online), nel senso che non riuscivo a percepire bene se potesse essere o meno un titolo adatto al mio gruppo di giocatori. A quel punto mi ci è voluto comunque un certo sforzo per capirlo e credo sia uno dei titoli che mi ci è voluto di più in assoluto per essere in grado di giocarlo: è possibile che la cosa sia dovuta a mia inettitudine, ma visto che in altre centinaia di casi non ho avuto stì problemi, capirete subito che non è un gioco ‘facile’, di quelli da entrarci dentro al volo.
Parto come al solito dalle mie sensazioni sulla grafica e componentistica, per dire che i produttori hanno compiuto uno sforzo davvero apprezzabile. Per quanto Luna sia un gioco assolutamente astratto nelle sue dinamiche e che non ricorda minimamente il tema di fondo nel corso della partita, la componentistica è stata invece ideata ed arrangiata in modo davvero pregevole, con un effetto visivo complessivo assai gradevole. Abbiamo infatti un’isola centrale e sette isolette che girano intorno ad essa, trippoli vari, segnalini ed un tema che, per quanto non trascinante (competiamo del resto per la supremazia in un ordine religioso, non certo uno dei sogni di gioventù di ogni bambino), è reso nelle regole in modo adeguato, addirittura proponendo delle piccole frasi (flavour text) nel manuale per dare l’idea di una ipotetica connessione tra tema di fondo e dinamiche di gioco. Graficamente il tratto (Fraz Klemens è l’illustratore) è più che adeguato, per cui direi che il confezionamento è stato di livello.
Passo ora al grosso della disamina, ossia al commento sulle meccaniche di gioco, per dire che Luna è sicuramente difficile ed impegnativo. Difficile non nel senso che dovrete ricordarvi decine di pagine di regole, perchè, come detto, ne abbiamo solo otto, ma perchè il gioco è per certi aspetti ‘scacchistico’ nel suo articolarsi e nella versione a due diventa del tutto indipendente dal fattore fortuna.
L’autore è riuscito quindi a proporre un meccanismo preciso ed oliato, nel quale è necessario compiere una precisa pianificazione di ogni mossa, ragionando, se possibile, anche a lungo termine sulle azioni dell’avversario. Ogni turno di gioco può essere inoltre reso più rapido o più lungo a seconda di quanto i giocatori decideranno di sacrificare proprie mosse per girare appositi segnalini ‘tempo’ e la cosa ha effetti pesanti anche sulla pianificazione altrui e le scelte strategiche diventano essenziali. A mò di esempio segnalo come si possa impostare una strategia di aumento del numero dei propri accoliti nelle prime mosse, trovandosi però nel prosieguo a non riuscire ad utilizzarli, perchè l’avversario, magari quasi privo di seguaci, continua a ‘bruciarci’ mosse velocizzando al massimo i turni finali, nei quali ‘tesaurizza’ il vantaggio acquisito all’inizio. Varie sono le strategie esperibili e di partita in partita si va ad apprezzare il valore di una singola mossa o bonus, che magari sino a quel momento si era negletto.
Devo sintetizzare, perchè altrimenti potrei andare avanti troppo a lungo, senza riuscire a rendere davvero l’idea. Allora, prima di tutto dico che Luna è un gioco che propone una meccanica davvero intrigante ed interessante, che è innanzi tutto una sfida nei confronti dei giocatori: sicuramente è quindi un prodotto di valore, indipendente dalla fortuna e basato su dinamiche rigorose e matematiche, che i più esperti ed appassionati fan di Feld non potranno che gradire. Nel contempo è un titolo ‘faticoso’ da imparare ed impegnativo da giocare, nel senso che ogni mossa deve essere soppesata con attenzione e può facilmente produrre la classica ‘paralisi da analisi’ nei giocatori più riflessivi. Ricorda quindi per certi aspetti gli scacchi, nella loro versione ‘esperta’ (ossia giocati da avversari che riflettono davvero), per cui direi che Luna non rientra davvero nel novero dei ‘passatempo’ da giocare per svago. Non facile è trovare, inoltre, un pubblico adatto per giocarlo: ho provato con gli ‘astrattisti’ e lo rifiutano, perchè non è un gioco da scacchiera, così come ai ‘gestionalisti’ e lo rifiutano a loro volta, perchè manca della dinamicità tipica del gestione risorse, che qui difatti non ci sono. Lunghetto, infine, si rivela il tempo di gioco, molto del quale di attesa delle altrui riflessioni.
E’ quindi un bel gioco, ma assolutamente non adatto a tutti, ovvero un titolo che si rivolge ad una sottonicchia di appassionati, i quali ne possono essere addirittura entusiasti, senza riuscire però a coinvolgere troppo chi li circonda. Da provare sicuramente con amici che già conoscono le regole e/o nella versione online.
Quanto alla scalabilità il gioco lo vedo al suo meglio nella versione a due, perchè è massimizzato il controllo; è possibile provarlo poi in solitario, per migliorarsi, nonchè in tre o quattro, ma lo spirito deve poi essere quello di prenderlo un poco più ‘sportivamente’, perchè le scelte altrui possono influire pesantemente sull’esito finale della contesa.
In conclusione Luna è un titolo che si inserisce nel periodo ‘freddo’ di Feld, ossia nella sua produzione più attenta alla rigorosità delle dinamiche di gioco: prodotto valido e di grande interesse per i più esperti e più fedeli seguaci del designer tedesco, è invece da prendere decisamente con le molle per gli altri. Assolutamente non rivolto agli utenti occasionali, richiede applicazione e riflessione per essere giocato e propone sfide (e riflessioni) quasi scacchistiche, il tutto in un tempo di gioco che può non essere contenuto. Un gioco, quindi, che può dare soddisfazione, a patto di sapere che richiede in cambio impegno e dedizione.
Ricordo, come sempre, che il gioco è disponibile sul negozio online Egyp a 37,90 euro.
— Le immagini sono tratte da BGG dal manuale e/o dal sito della casa produttrice (Hall Games) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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