scritto da Fabio (Pinco11)
Reiner Knizia è uno degli autori di giochi da tavolo più famosi e prolifici, tanto che alcuni contano in oltre 500 titoli la sua produzione degli ultimi venti anni: quando nel 2008 gli è stato riconosciuto lo Spiel des Jahre per Keltis la cosa è stata vista anche come un ennesimo riconoscimento per la lunga attività dell’autore. La ben nota prolificità di Herr Knizia si è quindi espressa al meglio, tanto che sulla scia del gioco delle pietre celtiche sono usciti, in ordine sparso, una espansione per il gioco da tavolo, una sua versione ‘da viaggio’ con regole semplificate, una sua reimplementazione (l’oracolo), il ‘mini – gioco’ per due ed infine il titolo del quale ci occupiamo oggi, ossia il Gioco di carte di Keltis (per 2-4 giocatori, edito da Kosmos ed in versione italiana da Giochi Uniti, tempo stimato a partita: 15 minuti).
2. scartare una carta. Si noti che si formano sei mazzi di scarto, uno per colore (uno per i jolly grigi) ;
Partendo dalla componentistica si deve osservare che le carte sono di buona qualità: non siamo ancora ai livelli delle vecchie carte da gioco ‘tradizionali’ che si vedevano nelle taverne di una volta (quelle che resistevano anche all’immersione nel vino o giù di li ..), ma sono sufficientemetne spesse ed elastiche per un uso ripetuto. La grafica è lineare ma ben comprensibile, con ogni seme identificato sia dal colore che da un simbolo ed anche i numeri sono grandi, per cui direi che la realizzazione è senza dubbio funzionale.
Quanto alle meccaniche di gioco siamo sul molto semplice, con poche alternative tra le quali scegliere: sono in genere ‘complicati’ (ma è un parolone) da spiegare solo i primi due o tre giri, per far capire quali sono le alternative, ma poi la partita scorre veloce ed intuitiva già alla prima esperienza. Da lì poi c’è spazio per elaborare qualche strategia di base, giocando sul fatto che le pile di carte producono punteggi crescenti con l’aumentare del numero di carte per seme, premiando la specializzazione e non la diversificazione. Il numero di otto carte in mano presto diventa infatti limitato e si devono compiere delle scelte, superando i momenti di ‘blocco’ che spesso si possono vivere (tenendo in mano carte che potrebbero servire agli avversari) in certi momenti della partita. A volte poi si è ‘ingolfati’ dalla presenza in mano di carte preziose per l’avversario seguente e magari si decide di avviarsi nella costruzione di un ‘colore’ solo per ostacolare, piuttosto che per fare punti. Tutto questo dovrebbe dare l’idea di un giochillo semplice di base, ma che permette qualche riflessione (sotto un player aid riassuntivo dei punteggi creato da o’lava, utente di BGG).
In sè quindi keltis il gioco di carte si rivela un titolo semplice ma non banale, che permette anche di spendere qualche momento di riflessione e di elaborare, sfruttando un meccanismo ben noto (la collezione di set di carte dello stesso colore è tipica anche di un sacco di giochi di carte ‘tradizionali’) unito a qualche twist da gioco moderno. Non si tratta certamente di un gioco a longevità infinita, ma ottimo è il rapporto qualità prezzo, visto che il prezzo viaggia sotto ai 10 euro. E’ disponibile l’edizione italiana, ma segnalo per i cultori dell’originale che le carte non contengono scritte di sorta.
Su Egyp il gioco è reperibile a 6,50 euro nella versione tedesca e a 9,90 euro la versione italiana.
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