Prova su strada: Mansion of Madness

scritto da Fabio (Pinco11)

Trascorso poco tempo dall’uscita della recensione di Chrys dedicata a Mansions of Madness (titolo per 2-5 giocatori edito dalla Fantasy Flight Games, frutto della fantasia di Corey Konieczka), torno sulla scena delle ‘case della follia’ (che sarà anche il titolo della edizione italiana, annunciata in uscita da Giochi Uniti in questo mese) per presentare un breve video illustrativo dei componenti di gioco e per fornire un secondo punto di vista sul gioco della nota casa americana. Rinvio naturalmente all’articolo di Chrys per la descrizione delle regole e componenti, limitandomi qui ad una esposizione delle mie impressioni sul titolo ambientato nell’universo di Arkham Horror.


.. è stato lo zombie, con l’attizzatoio, nella cucina ..

Parto, come al solito, dal primo impatto sul gioco, che è quello visivo, dicendo che uno dei punti forti del titolo è proprio quello legato alla sua componentistica, che è di prima qualità, come nella tradizione della FFG, casa che cura moltissimo questo aspetto. La grafica complessiva è molto azzeccata, utilizzando tinte scure che evocano i misteri delle case maledette che ospitano le avventure degli intrepidi investigatori dell’occulto e ogni elemento di gioco, a partire dal tabellone per arrivare al dorso delle carte o anche ai più semplici segnalini, sembra essere stato pensato a lungo prima di essere tratteggiato.

Il virtuosismo però porta con sè anche qualche limite, pur non essenziale, nel senso che talvolta la bellezza dei disegni sacrifica la leggibilità stessa, come accade nella mappa di gioco, dove si è scelto di caricare talmente le varie camere con tinte dark da rendere non immediatamente percepibile a primissimo sguardo di che stanze si tratti (le scritte sono piccole su di un lato) così come di percepire la presenza di carte, il sui dorso tende a ‘mimetizzarsi’ un poco con lo sfondo.

Aldià dei peccati veniali in questione ottime e convincenti risultano essere anche le miniature proposte, ovvero quasi una trentina di mostri, alcuni dei quali di dimensioni significative, ed otto investigatori: chiaramente l’effetto finale sarà migliore se vi perdetere a dipingerle, altrimenti un pò l’effetto scenico andrà perduto se le lascerete nel loro grigio iniziale.

Passando alle dinamiche di gioco si deve prendere atto del fatto che l’esperienza di gioco è profondamente diversa a seconda che si assumano le vesti del keeper, ossia il ‘cattivo’, ovvero che si stiano guidando gli investigatori e ciò non significa solo che i ruoli si differenziano, ma che proprio il tipo di gioco e di impegno richiesti sono agli antipodi. I personaggi ‘buoni’ si aggirano infatti per la casa per gran parte del gioco, come accade un pò in ogni film dell’orrore che si rispetti (e sotto questo profilo siamo perfettamente ‘in tema’), senza sapere esattamente cosa fare, se non esplorare più stanze possibili ed ammazzare i mostri che spuntano, in quanto le condizioni da soddisfare per vincere gli saranno rese note solo dopo aver scoperto il terzo indizio disseminato nella dimora della follia e le azioni a loro disposizione sono alla fine decisamente poche, riducendosi ad un ‘muoviti’, ‘cerca di ammazzare un mostro’ o ‘esplora’, con il massimo di ‘botta di vita’ consistente nel mettersi a cercare di risolvere uno dei puzzle che sono ogni tanto proposti (dei quali ben presto ci si annoia, essendo poco di più che una versione pocket del gioco del 15). 

Il cattivo invece, il quale gioca da solo, ha a disposizione un set di azioni speciali da compiere (diverso in ogni partita), ha i mostri da gestire, nonchè un pacchetto di carte tra le quali pescare e con le quali tormentare i giocatori, con un ventaglio di opzioni molto ampio e la potenzialità di innestare simpatiche e divertenti combo.

Di conseguenza, mentre ciascuno degli investigatori può compiere la propria mossa (potendo essere per altro interrotto da qualche tiro mancino del keeper, che quindi è sempre all’erta) in un paio di minuti, il grosso del tempo di gioco lo porta via proprio il cattivo, il quale, in aggiunta, conosce sin dall’inizio il proprio obiettivo di gioco.

Questa impostazione di fondo porta con sè pregi e difetti, in quanto da una parte, quella positiva, abbiamo una modalità di gioco che cerca di calarsi nell’ambientazione prescelta, con un ‘cattivo’ che tende ad avvicinarsi sempre più al master dei giochi di ruolo e con i giocatori che si muovono un pò come i greci dell’antichità mossi dagli Dei di Omero, la quale permette di divertirsi avendo al tavolo un solo giocatore ‘esperto’ che tira le fila, facendo divertire, con il proprio impegno, un gruppo di ‘occasionali’ che non avranno troppe difficoltà nell’imparare come di gioca.

Guardando il tutto da un’altra prospettiva, ossia quella dei gamer più incalliti, la tensione invece, giocando dalla parte degli investigatori, tende a scemare in modo inesorabile, perchè si ha la chiara sensazione di non essere veramente padroni del proprio destino, dipendendo l’esito della partita in gran parte dall’alea. Poichè le condizioni di vittoria possono cambiare di quadro in quadro ed i ‘buoni’ ignorano quale sia all’inizio il loro obiettivo, non si sa mai dalla loro parte se la strategia che si vuole perseguire si rivelerà vantaggiosa o meno (ad esempio a volte se si arriva ad un certo turno di gioco vince il keeper ed altre volte l’investigatore, così come in certi casi è un bene liberarsi di personaggi deboli, che sono sostituiti ‘gratuitamente’, prima del mostro finale, mentre in altri casi si scopre che il keeper vince uccidendo un tot di investigatori). Questo all’inizio è divertente, ma alla lunga la sensazione (per gli investigatori) è quella di trascinarsi per la casa senza avere uno scopo preciso, se non quello di girare come una trottola da un lato all’altro, senza grossa varietà di azioni, il tutto mentre il keeper può essere al limite del brain burning. Il fatto che poi molte situazioni di gioco siano risolte con il tiro di un unico d10 (senza reroll ed ammenicoli vari) aumenta ancora il piatto dell’aleatorietà ..

In definitiva Mansions of Madness si rivela essere un gioco di indubbia qualità e dalla componentistica di livello elevato che si propone come una sorta di distillato delle meccaniche di gioco di miniature e di carte tipiche dei titoli più complessi della FFG, il tutto miscelato in modo tale da poter essere giocabile agevolmente anche da un pubblico ampio di non gamers (a patto di stare dalla parte degli investigatori).

Tra i potenziali aspetti negativi vi è però lo scarso equilibrio a livello di impegno e di soddisfazione nel gioco tra le due fazioni, risultando profonda e strategica l’esperienza di gioco del keeper, mentre molto più light e disimpegnata quella dei ‘buoni’. Ottimo quindi è il titolo se al tavolo siede un solo ‘esperto’, mentre se i gamers sono più numerosi chi gioca tenendo gli investigatori dell’occulto deve essere in vena di dialogare con gli altri, perchè i tempi morti possono sprecarsi. La longevità inoltre non è eccelsa, visto che ci sono solo cinque scenari proposti (ciascuno con tre linee di racconto), per cui se siete tra quelli che i giochi li sfruttano davvero dovreste fare un pensiero anche a questo aspetto, salvo altrimenti pensare di acquistare le numerose espansioni che sono in programma di uscita, ciascuna con un nuovo mazzo di carte ed una nuova storia a disposizione !

Chiudo sottolineando, doverosamente, che questa mia impressione, con molti chiaroscuri, è in larga parte smentita dalle ben più entusiastiche valutazioni espresse sullo stesso titolo da Chrys, per cui prima di bocciare Mansion of Madness  leggete anche la sua recensione (aggiornata con un paragrafo dedicato alle partite fatte), perchè questo è un gioco che merita di essere valutato con attenzione, prima di essere messo da parte, visto che potreste anche trovarvi sulla sua lunghezza d’onda critica, piuttosto che sulla mia !

Il prezzo ufficiale di vendita al pubblico fissato per l’edizione italiana uscita oggi è 79,00 euro e la trovate Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it a 77,90 euro con consegna il giorno dopo… per chi non ha problemi con inglese segnalo inoltre che questa è reperibile in offerta su Egyp.it a 64,90 euro. Avviso comunque che le carte sono tutte scritte in inglese, per cui ragionevolmente, se non vorrete passare l’intera serata a chiedere lumi ai vostri amici padroni della lingua d’Albione, non so se valga la pena di prenderlo se non conoscete la lingua in questione (n.d.Chrys: ogni giocatore riceve nel corso della partita 3-4 oggetti e da regolamento è il keeper a leggere ad alta voce le carte della casa, gli eventi, le carte di combattimento, ecc. quindi l’unico che effettivamente deve saperlo decisamente bene è il keeper… ho giocato più volte con giocatori che non sapevano l’inglese e non hanno avuto difficoltà).


— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco , scattate su di una copia del gioco o dal sito della casa produttrice (Fantasy Flight Games) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. — 

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