Inizia con oggi la partecipazione al blog di un nuovo valido collaboratore, che entra così nella nostra redazione, ossia l’amico Polloviparo. A lui il benvenuto ed a voi buona lettura !!!
Dominant Species – di Polloviparo
Ecco qua un titolo piuttosto controverso, ideato da Chad Jensen pubblicato dalla GMT Games. Perché parlo di titolo “controverso” ? E’ presto detto, il gioco ha riscosso un enorme successo scalando in pochissimo tempo la classifica di BGG, tanto che al momento in cui scrivo ha una media di 8,03 come voto, è al 27° posto nella categoria giochi da tavolo ed al 17° nella categoria dei giochi strategici. Un ottimo titolo quindi direte voi ! Se lo chiedete a me io vi risponderò di sì, anzi probabilmente a mio avviso, uno dei titoli più interessanti fra quelli proposti ad Essen l’anno scorso. Di contro, se leggete i commenti presenti ad oggi sulla Tana dei Goblin, gli entusiasmi sono “molto più tiepidi” e agli amici a cui l’ho fatto provare (giocatori accaniti) non è particolarmente piaciuto.
Ma andiamo per gradi: si tratta di un gioco per 2-6 giocatori, dove si riveste il ruolo di una specie appartenente al regno animale (insetti, anfibi, mammiferi, aracnidi, volatili e rettili) in lotta con le altre per il diritto alla propria sopravvivenza. Dietro questa breve descrizione si nasconde un gioco di maggioranze e controllo del territorio. Non so voi, ma quando penso a questa categoria, il primo titolo che mi viene in mente è sempre “El grande” di Wolfgang Kramer e Richard Ulrich dell’ormai lontano 1995. Ovviamente il titolo di cui stiamo parlando oggi risulta molto più complesso dell’ottimo, seppur datato, titolo sopra citato e si tratta di capire se le “aggiunte” e le differenze che lo contraddistinguono sono per voi interessanti o meno.
Vediamo di che si tratta !
Anzitutto la mappa che rappresenta il mondo è composta da esagoni che vanno a mano a mano posti sulla plancia andando ad ingrandire l’area di gioco disponibile. Ogni esagono rappresenta un tipo di terreno diverso e questo comporta un’area di gioco differente ad ogni partita a tutto vantaggio della longevità.
Sui nodi degli esagoni vengono posti dei dischetti che rappresentano diverse tipologie di cibo. Gli stessi dischetti possono essere acquisiti dai giocatori e posti sulla scheda personale che rappresenta il proprio animale. La corrispondenza fra i dischetti presenti sulla nostra scheda e quelli presenti sui terreni di gioco in cui sono presenti i nostri animali, ci dirà se questi sono in grado di sopravvivere in quel luogo o meno. Chi ha inoltre la maggior corrispondenza si trova ad avere la “dominanza”.
Le azioni opzionabili dai giocatori sono davvero numerose e vanno dall’influire sull’ordine di gioco, al posizionare nuovi esagoni di terreno, all’accrescere il numero dei propri animali sulla terra, allo spostarli, all’eliminare le altre specie animali, all’accaparrarsi dischetti risorsa, al provocare una glaciazione ecc… Tutte le azioni vengono selezionate sulla parte destra della plancia di gioco e poi risolte dall’alto verso il basso e da sinistra a destra (un po’ come in Age of Empire III per chi ha presente il titolo). Ecco quindi che il gioco appare fortemente dinamico e con un elevato grado di interazione, visto che più di un avversario potrebbe ad esempio rimuovere dei miei animali dal terreno, vanificando le strategie che avevo pianificato e obbligandomi a rivedere il tutto. Le scelte degli altri giocatori possono avere un forte impatto sulle mie, poiché se le condizioni di sopravvivenza cambiano, dovrò adeguarmi rinunciando probabilmente a fare quanto avrei preferito. Per alcuni questo è un normale aspetto di un gioco di natura “competitiva”, per altri viene vissuto come “caos”. Tenere sotto controllo le azioni degli avversari è possibile, ma le variabili sono talmente tante che considerare tutto comporta uno sforzo immane.
Per il conteggio dei punti (attivato da una specifica azione), si sceglie un esagono e si assegnano punti sulla base del tipo di terreno ed in proporzione alle maggioranze. Chi ha la dominanza in quell’esagono (che non obbligatoriamente è il giocatore con più specie animali) guadagna una carta a scelta fra quelle disponibili in quel turno. Le carte sono anch’esse oggetto di critica in quanto ce ne sono di più o meno forti. Alcune vengono reputate inutili altre sovradimensionate, ma a mio avviso fa sempre parte, nella varietà delle opzioni, del gioco. Le carte sono un’informazione pubblica quindi, conoscendone l’effettivo valore, starà a me cercare di procurarmele. Questo rende le dominanze estremamente importanti. Le carte caratterizzano anche la durata della partita, legata all’esaurimento del mazzo. Devo ammettere che senza nessun intervento il gioco risulta forse eccessivamente lungo. E’ sufficiente rimuovere qualche carta (ci sono diverse varianti proposte fra cui anche una ufficiale dell’autore) per ridurre notevolmente la durata che altrimenti si attesta tranquillamente sulle 3 – 4 ore. Un’altra caratteristica che lo contraddistingue dagli altri giochi di piazzamento è dato dalla glaciazione. Un’azione veramente molto potente (infatti si può fare una sola glaciazione per turno), che consente di “decimare” le specie animali presenti su un dato esagono e annullarne le capacità di punteggio. Di contro chi riesce a sopravvivere con più specie animali sui terreni ghiacciati ottiene un punteggio bonus.
Che ne penso ?
Secondo me il tema è fortemente aderente e si sente molto la difficoltà di sopravvivenza della propria specie animale alla continua ricerca della capacità di adattarsi. La moltitudine di scelte lo rende indiscutibilmente, quanto al target, un gioco da “gamers” e vi sconsiglio caldamente di proporlo a giocatori occasionali ! Molti lamentano anche un forte fattore di “Kingmaking”, ossia con le proprie scelte si può decidere chi far vincere, ma io trovo che anche questo aspetto rientri nella normalità di un titolo come questo. Passiamo a dare un’occhiata ai materiali. La scatola è bellissima. Grande, robusta e con finitura lucida. L’illustrazione davvero notevole. All’interno troviamo la plancia molto grande, gli esagoni di terreno le carte, una miriade di pezzetti in legno in 6 colori differenti, ed i vari segnalini. Qui apro una parantesi. Io possiedo la prima edizione e sia gli esagoni del terreno che i dischetti sono molto sottili, ma quest’aspetto è stato rivisto nella seconda edizione (quella che dovreste trovare attualmente in commercio). Cosa che trovo antipatica è che il materiale dallo spessore maggiorato viene venduto singolarmente per i possessori della prima edizione ad un prezzo di circa 20 dollari, un po’ come per la plancia di gioco dell’edizione deluxe di “Twilight struggle” e questa non è una politica commerciale che mi stia particolarmente cara, soprattutto in virtù dell’elevato prezzo del gioco (non è difficile trovarlo a più di 70 euro).
Segnalo, come avrete compreso dalle immagini delle carte, che il gioco contiene elementi in lingua, non estesissimi, ma comunque è necessario o un partecipante che conosca la lingua, oppure una capatina sulla tana dei Goblin per scaricare le traduzioni, ringraziando mentalmente chi le ha messe a disposizione.
Segnalo, come avrete compreso dalle immagini delle carte, che il gioco contiene elementi in lingua, non estesissimi, ma comunque è necessario o un partecipante che conosca la lingua, oppure una capatina sulla tana dei Goblin per scaricare le traduzioni, ringraziando mentalmente chi le ha messe a disposizione.
Sulla scalabilità ho avuto modo di provarlo solamente in quattro e il gioco girava alla perfezione. In sei temo diventi veramente troppo lungo, poiché anche se per controbilanciare calano le azioni a propria disposizione, il numero delle “teste pensanti” aumenta. In due non mi convince molto, mi riservo di provarlo. In questa modalità di gioco sono previste anche delle varianti che prevedono l’utilizzo di due o tre razze da parte di ogni giocatore. Parliamo della grafica. Il gioco presenta, a detta di alcuni, una grafica minimalista. I terreni utilizzano colori tenui e quasi omogenei, le carte delle illustrazioni molto semplici (a me hanno sempre ricordato le clip art di office: nell’immagine sopra un esempio di grafica alternativa, proposta da Ben Hogdson su BGG). Secondo me la grafica è davvero scadente, per altri nella sua semplicità è fantastica: cosa vi dicevo nell’introduzione … il mondo è bello perché è vario o no ? Io metto le meccaniche di gioco davanti alla componente grafica, ma se la vostra scala di valori è invertita, consiglio prima di dargli un’occhiata prima di acquistarlo. Un ultimo aspetto che mi sento di lodare è il manuale davvero ben scritto, ricco di esempi e chiarissimo nell’esposizione.
Per concludere, mi potrete chiedere se consiglio l’acquisto o meno e vi rispondo che a me piace, ma suggerisco di provarlo prima (visti i pareri contrastanti) per comprendere se la durata, il livello di sfida e la complessità vi aggradino: in caso contrario potrete magari rispolverare la vecchia scatola di “El grande” che ha ancora sicuramente un suo perché !
Il titolo è disponibile Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
— Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG e/o dal sito della casa produttrice (GMT Games) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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