Prima di tutto devo ringraziare tutti i partecipanti i quali, a decine e decine, hanno inviato la mail con la loro risposta, anche perchè tutti hanno dato segno, in un modo o nell’altro, di essersi calati appieno nello spirito del gioco, dando comunque e sempre una spiegazione più o meno lunga, ma sempre pienamente nella logica delle regole. Immedesimarmi in questa partita virtuale è stato così davvero facile e devo dire che in pochissimi sono riusciti ad indovinare l’immagine che avevo preso in considerazione all’inizio.
Prima di dare la soluzione devo ricordare, per spiegarmi meglio, che l’idea del gioco è quella di esprimere con una frase il disegno raffigurato nella carta che si ha davanti, ma di farlo nel contempo in modo tale che il minor numero possibile (ma NON nessuno!) di partecipanti indovini. Pensando a questo piccolo aspetto ‘tattico’ del gioco forse avreste potuto avere maggiori probabilità di indovinare 😉
Le risposte comunque sono andate ripartendosi tra le 4 soluzioni, ma solo pochissimi (meno del 10%) si sono indirizzati verso quella giusta: alcuni hanno ricordato, dopo aver letto con attenzione la recensione del gioco (bravi, però !) che la mia frase era molto simile a quella delle regole, che indicavano la immagine n. 4, mentre altri hanno visto nella musica la via per la felicità ed altri ancora hanno compiuto un balzo di fantasia sull’arcobaleno.
Leggendo avrete comunque già capito che la risposta ‘giusta’ era la numero 3, ossia, effettivamente, la meno intuibile al primo impatto.
L’idea, semplice, alla base del ragionamento stava nel fatto che effettivamente i due sposini possono rappresentare l’idea di una coppia, all’inizio di una vita insieme, potenziale via per la felicità. Il loro tenersi per mano è ispirante e beneaugurante, così come la presenza della luna a portata di mano può dare l’idea di una imminente uscita dalla gabbia. Sono d’accordo con le obiezioni di chi può aver tratto diverse sensazioni dall’immagine, ma lo spirito del gioco è proprio quello di conoscere un poco, giocandoci, le altre persone che partecipano e sotto questo aspetto Dixit è n titolo meritevole, aldilà dei suoi potenziali punti deboli sotto il profilo strettamente ‘tecnico’ di gioco.
Le vostre risposte sono risultate spesso profonde o comunque intelligenti e mi hanno dato l’idea di un panorama di lettori veramente attento ed ispirato, per cui mi sembrava un peccato lasciarle ‘scappare via’ senza almeno segnalarvi qualche risposta che, per un motivo o per l’altro, mi ha colpito maggiormente. Anche qui specifico che si tratta di una impressione soggettiva e che varie risposte le ho scelte per rappresentarne un gruppo che esprimeva motivazioni similari. Ne è venuto fuori un insieme di pillole di vera e propria poesia, che attestano quanto profonda sia la vena artistica dei lettori, dai quali sono onorato !
Ah, dimenticavo, fra coloro i quali hanno fornito la risposta ‘3’ la più completa è quella di Gabriele da Roma, il quale maggiormente si è avvicinato al mio pensiero, spiegando i motivi per i quali tutte le immagini si adattavano alla scelta.
Ed eccovi qui una selezione delle spiegazioni più simpatiche, divise per immagine (per la 3 ne ho inserite svariate perchè è l’immagine che avevo pensato dall’inizio). A breve cercherò di sollecitare ancora il vostro estro artistico, con un nuovo gioco teso a stimolare la produzione letteraria dei piccoli scrittori in voi: controllate sul blog !!!
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Potresti esserti ispirato a questa frase del filosofo francese Jean Salem: “Scegli la strada in salita, è quella che ti porterà alla felicità”
Nicola da Roma
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Credo che la scala che sale verso l’altro rappresenti bene la “via per la felicità”, come qualcosa che non si può ottenere dall’oggi al domani, ma che richiede un lavoro e un impegno duraturi nel tempo. Il fatto che a salire la scala sia una chiocciola (animale lento per natura) sottolinea il concetto… e volendo, visto che si tratta di una scala a chiocciola, si può pensare anche che la felicità si raggiunga solo attraverso consocenza e accettazione di sé. Silvia (Pisa)
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La lumachina che guarda una scala ripida e infinita. Vuole salire. Se inizia la sua scalata con convinzione, riuscirà nel suo intento. Non importa quanto tempo si impieghi, ma l’importante è raggiungere il proprio obiettivo. Se si applica questa teoria in tutto ciò che si fa, si raggiunge il proprio equilibrio, la serenità e la felicità. La via per la felicità è porsi una meta e iniziare a camminare senza scoraggiarsi né fermarsi.
Daniela
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Ho scelto la 1 perché della scala che porta lassù, oltre le nuvole, non si vede la fine. E scommetto che anche dopo aver oltrepassato le nuvole non vi sarà traccia della fine di quella scala. Perché la felicità non è una cosa che o c’è o non c’è, bianca o nera, 1 o 0… È un continuo cammino verso qualcosa che non conosciamo appieno ma che inizieremo a conoscere durante il nostro cammino. E se si sbaglia scala non c’è problema, si può tornare indietro (sui propri passi, sulle proprie idee, sulle proprie azioni) e scegliere un altra scala. Certo, la lumachina ai piedi della scala ci fa presagire che la via per la felicità sarà lunga e un po’ faticosa con tutti quei gradini: potremo tranquillamente starcene in quel bel paesaggio verde, pieno di erba (e quindi di nutrimento), senza pericoli, con un fiume per placare la nostra sete e con gli alberi a proteggerci dal sole e dalla pioggia…
Ma l’essere umano non si accontenta. Non si è mai accontentato e mai lo farà. L’uomo per natura si spinge sempre più in alto, spinto non si sa bene da cosa, forse dalla stessa evoluzione che ci ha portato fin qua e che ci farà progredire sempre più… (attualmente magari siamo un po’ più lenti come la lumachina, ma l’evoluzione è un processo che -sebbene lento- è continuo). Come dice (all’incirca) quel grand’uomo di Paulo Coelho, “ti accorgerai che l’importante di un viaggio non è la meta, ma il cammino”. Max di Rovereto
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la musica, per quanto diversa e varia, riesce a rendere felice una persona. La musica entra nel cuore e nella mente di chi l’ascolta donando felicità, per lungo o breve tempo non ha importanza è comunque sempre una felicità! Nene
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La via per la felicità va cercata nella quotidianità, dentro alle mura casalinghe, non c’è bisogno di fare viaggi iperspaziali. La felicità è sentirsi bene con quello che si è, facendo quello che si preferisce. In quest’immagine non solo la ragazza sta suonando uno strumento che le piace, ma è anche stato simbolizzato dal suo corpo, il che mi fa pensare ad un ulteriore ‘stare bene con la propria immagine’, a discapito di tutte le modelle false viste su tv e giornali. eEagle
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Far vibrare le corde dell’anima, dar forma a quanto di prezioso è racchiuso in noi…….è per gli altri fonte di ispirazione, di esempio, di arricchimento, di conoscenza, di consolazione ma anche di coraggio per affrontare il proprio percorso che comunque resterà “unico” – “speciale” – “irripetibile”, proprio come ciascuno di noi che siamo chiamati a VIVERE questa meravigliosa e sorprendente storia che è la “Vita”! Sabrina di Teramo
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La motivazione è che l’immagine rappresentante una donna che suona il suo corpo a forma di strumento, può tranquillamente simboleggiare la crescita culturale e spirituale, sia individuale che collettiva, ottenuta per mezzo della conoscenza di se stessi, delle arti e della scienza. (spero di non essere stato troppo serioso). Salvatore
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Sì lo so… la gabbia non è il massimo vero? Ma in questo momento sono innamorata di una persona che sento potrebbe scappare da un momento all’altro, e… poter pensare di averlo anche solo per qualche giorno “nella mia gabbia”…mi darebbe un bel sorriso. Gabbia come simbolo di un legame forte, con un’apertura dall’interno se si desidera uscire. Mi piace che la gabbia sia in alto, nel cielo stellato… E poi, sono due…inseparabili. Questa è la mia “via per la felicità” oggi. Anna
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Gli sposi raggiungono la Luna, che ha proprio la forma della serratura della loro gabbia, che dunque riescono ad aprire e vivere liberi e felici.
Gianluca da Bari (BA).
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l’immagine numero 3 penso sia quelle che più mi stimola… per l’idea di coppia, di limiti (la gabbia d’oro) che bisogna darsi ma saper apprezzare, per l’idea di ascesa verso la felicità. Remo
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Secondo me l’immagine che meglio si adatta è la 3: i 2 sposi vanno verso la luna, l’unica che può aprire il chiavistello della “gabbia di convenzioni” in cui sono rinchiusi e permettergli così di vivere liberi e felici:).. lo so, è una spiegazione strana, ma io ci vedo questo, per me la via per la felicità corrisponde alla via verso la libertà di esprimersi:) Paola
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Circa due anni fa mi sono sposato, questa è stata la mia “via per la felicità”. Con tutti i pro e i contro la nostra “gabbia dorata” non è poi così claustrofobica. Daniele
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Forse perché tra quelle proposte la via è più sottintesa, nascosta, chiusa. L’abbiamo chiamata noi via, ma chi lo sa se è veramente un percorso. Poi mi colpisce molto quella ripetizione della luna. E infine mi piacciono i gatti. 🙂 Lorenzo da Roma
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in due per essere felici non bisogna sentirsi in gabbia ma liberi (come il gatto) e la soluzione per non sentirsi in questa condizione è…il sorriso (sempre del gatto o meglio stregatto…che difatti apre la serratura della gabbia). Andrea da Reggio Emilia
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perché la via per la felicità è un viaggio che si fa tenendo per mano chi si ama, e ci si sente chiusi nel proprio mondo, con una meta che ne è la chiave, osservati da chi rimane a terra. Gabriele da Roma
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gli sposini chiusi nella loro gabbia dorata vivono di un mondo artificioso che li protegge dal male (il gatto), gli da sicurezza ma gli impedisce di vivere a pieno la felicità che non può essere che libera…la via per la vera felicità è quindi raggiungere la luna che è la chiave per aprire la gabbia per vivere liberi e felici. Guido da Rimini
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Perchè la felicità la raggiungiamo solo quando smettiamo di crederla impossibile, e su quell’arcobaleno ci può passare solo chi riesce a crederlo solido (non so se sono riuscita a spiegarmi).Insomma, qualcosa di simile al “salto di fede” di Indiana Jones… dobbiamo avere un po’ di coraggio per essere felici, anzi, per VOLER essere felici, è molto più facile restare infelici, non fare alcuno sforzo e limitarsi a mugugnare… buona giornata e buona vita da Florasol, da Milano
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perchè la fantasia, camminare su di un arcobaleno cavalcando un cavallo bianco, ci fa rimanere bambini ed essere felici di piccole cose. Graziella di Roma
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Come dice il saggio.. la strada per la felicità è asfaltata, sono le vie per raggiungerla ad essere difficoltose. Il cavaliere proviene da una terra rulla, desolata, difficile per poi attraversare finalmente l’arcobaleno e galoppare tra verdi colline. Nicoletta da Verona
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