Di rientro dalla Play di Modena, ragionevolmente la più grande manifestazione italiana per gli appassionati del settore del quale questo blog si occupa, mi accingo ora a rendere ai lettori una descrizione di massima di ciò che emerso dal mio frenetico giro degli stand e tavoli della manifestazione. Come sempre sottolineo che la mia idea è quella di fornire solo indicazioni di massima, senza nessuna pretesa di completezza: ciò che compare è quindi solo ciò che mi ha colpito (o più spesso che ‘mi ricordo’), per cui chi si senta in caso oltraggiosamente dimenticato potrà, semplicemente, contattarmi ed io, volentieri, mi darò da fare per colmare la colpevole lacuna.Varie sono le news in pillole che troverete, soprattutto nel menzionare i singoli stand che ho visitato.
C’erano quindi tornei di un sacco di titoli, a partire da quelli più noti e tradizionali (cito solo per capirci Vasco da Gama o Stone Age), per arrivare ad altri meno conosciuti o praticati, come il Blood Bowl (gioco fantasy ispirato al football americano, ma con forti elementi RPG, almeno sulle caratteristiche dei giocatori / personaggi), od i giochi di guerra, storici o fantastici, con miniature o senza, ambientati nell’era antica o presente o futura.
Nel contempo impressionante era il numero di tavoli a disposizione per i numerosi visitatori, la sensazione visiva è che ve ne fossero anche più dello scorso anno, ma i numeri ufficiali non sono ancora a disposizione e spero che le immagini diano un’idea della cosa: anche chi non aveva specifici eventi da seguire ha avuto quindi la possibilità di sedersi e di provare praticamente qualsiasi cosa che gli venisse in mente, per qualsiasi tipo di palato ed età.
Due erano i padiglioni della fiera: il primo dedicato ai giochi da tavolo, in tutte le loro incarnazioni, con una appendice occupata in gran dagli wargame e dai giochi dal vivo ed il secondo che ospitava giochi per computer, laser game, piste automobilistiche e numerosi spazi per i visitatori più piccoli.
Partendo dalla seconda ampi spazi erano dedicati al gioco tradizionale, con numerosi giochi in legno stimolanti l’abilità manuale dei partecipanti.
Al loro fianco i numerosi tavoli del calcio balilla, intramontabile divertimento tipico delle ‘olimpiadi parrocchiali’ e non solo.Enormi ed attraenti erano quindi le numerose piste di automobili presenti: vari i circuiti proposti e lunghissime, rispetto agli standard casalinghi, erano i percorsi proposti, per il divertimenti di tutti i fan delle corse.
Da lì sono passato quindi subito alla ‘appendice’ dell’altra sala, ovvero quella dedicata al gioco da tavolo (e simili), passando per prima in rassegna l’area destinata ai giochi di guerra e dal vivo. Nella sala di passaggio vi erano vari tavoli allestiti per i vari workshop creativi sul game design e per il gioco dal vivo ed i Cos.
Primo stand che incontriamo nel giro virtuale compiuto è quello della Cranio Creations: i ragazzi di Horse Fever avevano in presentazione un demo di Dungeon Fighter, del quale potete vedere un’immagine, nonchè di Pimp My Park, le loro due prossime uscite. Quanto al primo si tratta, così come accennavamo nella chiacchierata con loro di poco tempo fa, di un teorico titolo di esplorazione dungeon, ma non troppo esplorativo, se mi passate l’apparente contraddizione, nel quale si è focalizzata l’attenzione sulla volontà di coinvolgere e far interagire i giocatori, più che sulle parti da GDR tipiche altrimenti di questa categoria di titoli. Quanto al secondo progetto il titolo, me lo hanno ripetuto, è a sua volta provvisorio, visto che questo ‘gestionale’ (ma anche qui le virgolette sono davvero d’obbligo) propone il compito di curare l’attività di un parco giochi.
Tra le ultime novità mi è stata fatto quindi provare con l’autore il simpatico Frog Rush, il quale spinge i giocatori a far attraversare le proprie rane da una parte all’altra dello stagno, seguendo sia meccaniche che invogliano alla riflessione, sia altre dipendenti più dalla fortuna, con il tiro di un colorato e gommoso dadone, il tutto nella logica di un titolo colorato ed assemblabile, nella tradizione Lego.Gli stand della Haba proponevano quindi, completando idealmente l’angolo del padiglione dedicato ai più piccoli, i demo dei loro numerosi titoli destinati al pubblico dei bambini, proponendone simpatiche versioni maxi.
Nei tavoli disposti al centro in prossimità di questo settore trovavano quindi posto i vari settori, animati da appassionati ed associazioni, destinati al gioco astratto. Qui, accanto ai classici dama e scacchi, c’era la possiblità di avvicinarsi ad altri titoli tradizionali, come il go o l’awale, ma anche a proposte più nuove, tra le quali quella di cui alla foto a lato, che raffigura il gioco Isaac, ideato da Emiliano Venturini (Wentu), il quale, mio tramite invita tutti a visitare la pagina BGG sul gioco ed eventualmente ad esprimere il vostro giudizio (con il pollice) se vi piacerà.
Passata quindi la Schmidt Spiele, la quale proponeva in pompa magna il Draco di Colovini del quale potete leggere tra queste pagine l’anteprima proposta poco tempo fa ed accanto alla quale vi erano anche dei tavoli del classicissimo ed indmenticabile subbuteo, mi sono quindi addentrato nell’ampia Area Autoproduzione.
Tra i tavoli in particolare ho notato, in quanto in uscita proprio in questo periodo, Lettere da Whitechapel, del quale a breve potrete leggere una preview, prodotto dalla NG International e distribuito appunto da Giochi Uniti.Passando oltre ci si imbatteva in diversi stand commerciali, utilissimi in queste occasioni, non solo per la presenza anche vicino a loro di tavoli di prova (un must !), ma anche per la possibilità che concedono ai giocatori, una volta identificato il loro titolo prossimamente preferito, anche di acquistarlo, dopo aver scelto tra la messe di titoli messi a disposizione per la fiera, spesso a prezzi scontati.
All’interno invece ecco numerso tavoli, dedicati in parte a provare titoli già editi, animati da altrettanti volontari di varie associazioni ludiche (ricordo, solo per essere reduce dalla PisaCON, i Goblin, ma ve ne erano anche molti altri, tutti con le rispettive magliette identiicative) ed in parte ai tornei della Boardgame League, sempre affollati di gente dalla faccia tiratissima e concentrata, presa dal proprio impegno competitivo.
Vari erano quindi i prototipi presentati o visti in giro di titoli (sopra uno del buon ‘Linx’ Aspesi) in procinto di essere pubblicati (aree, tra le altre Gioca con l’autore, Creatori di Divertimento e Terre Selvagge): tra di essi i vari 011 (ideato da Valtriani), della Scribabs di Vallerga, titolo ambientato a Torino ed al centro di grande attenzione su internet in questi tempi, in quanto parte di un più ampio progetto coinvolgente una rock band nordica, i Therion, Arcanum, gioco a tema tarocchi, in procinto di essere pubblicato, nonchè molti altri.
Qui ho potuto anche scattare qualche immagine del prossimo Dixit Odissey, titolo che proporrà la possibilità di giocare fino a 12 persone contemporaneamente (ci sarà una scheda per ogni giocatore sulla quale posizionare un segnalini, per velocizzare le ‘votazioni’). Oltre ad un nuovissimo set di schede ci sarà anche una modalità di gioco secondo la quale il giocatore di turno PRIMA di vedere le proprie carte dovrà pronunziare una frase, potendo poi ognuno dei giocator, come d’uso, scegliere quale carta tra quelle in mano si adatti meglio alla frase in questione. Qui ognuno riceverà un punto per ogni voto ricevuto …
Alla Giochix e Ghenos vi erano gli amici Quondam ed Emdin. Il primo mi ha parlato del buon successo ottenuto dai suoi Rio de la Plata e De Vulgari Eloquentia, dandomi alcune anticipazioni legate a due progetti editoriali in corso. Uno dei due, legato ad una ambientazione marittima, con navi e trasporti, ha già un tabellone e componentistica progettata in fase avanzata, come potete vedere dalle immagini. Il secondo mi ha invece confermato il buon andamento delle uscite, con vari progetti in corso, tra i quali uno legato ancora al mondo delle corse.
Alla Oliphante, oltre ai nuovissimi titoli della Editrice Giochi, ovvero la serie Tank di Albertarelli e Metropolis , presente tra i tavoli, ho avuto la possibilità di toccare con mano anche i nuovissimi titoli in uscita editi dalla Gigamic, ossia Cubulus, frutto di un bel lavoro di progettazione, il quale propone un gioco di riflessione che si svolge piazzando biglie colorate all’interno di una griglia di materiale plastico semirigido molto attraente. Sempre fra le novità un classico gioco da scacchiera, Gyges, riedizione di un titolo dei primi anni ’80, nonchè l’altrettanto nuovo Kabaleo, con attraenti coni colorati : del tutto a breve avrete aggiornamenti e maggiori informazioni.Per i giocatori di titoli di carte inoltre erano presenti i ragazzi della Dast@work con il loro I Signori dei Draghi, reduce dai buoni riscontri avuti da Lucca in poi, nonchè, allo stand Limana Umanitas, il gioco di carte War of Wonders.
So che erano presenti numerosi altri stand (cito quelli degli RPG, vero e proprio mondo che richiederebbe un articolo a se, così come quello del gioco dal vivo, delle rievocazioni storiche …, ma sono sicuro che vi sono altri blog, dedicati specificamente a quei settori, che colmeranno le lacune del mio report verso gli appassionati di quei generi ..).Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it




















